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giovedì 24 maggio 2007 - ore 14:01



(categoria: " Cinema ")
















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giovedì 12 aprile 2007 - ore 13:12



(categoria: " Riflessioni ")




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venerdì 6 aprile 2007 - ore 13:29


ai miei ospiti...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una volta fu chiesto a un monaco:- Che cosa fate nel monastero?
Egli rispose: cadiamo e ci rialziamo, cadiamo e ci rialziamo, cadiamo e ci rialziamo di nuovo.

LA LUCE DEL CRISTO RISORTO POSSA AIUTARCI A SCONFIGGERE LE NOSTRE PAURE,I NOSTRI PENSIERI DI DOLORE, LE NOSTRE FATICHE,PER VIVERE CON GIOIA LA CONSAPEVOLEZZA CHE LUI E’ E SARA’ SEMPRE CON NOI!

BUONA RESURREZIONE E BUONA VITA!!!





Voglio imparare a vedere l’azzurro del cielo anche in una giornata di pioggia, oltre le nubi...



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venerdì 6 aprile 2007 - ore 13:16


IL GRANDE RISCHIO !!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ridere
è correre il rischio di sembrare sciocco.

Piangere
è correre il rischio di sembrare sentimentale.

Stendere la mano
è correre il rischio di coinvolgersi.

Esternare i tuoi sentimenti
è correre il rischio di mostrare il tuo vero “ego”.

Difendere i tuoi sogni e idee
davanti alla folla
è correre il rischio di perdere le persone.

Amare
è correre il rischio di non essere corrisposto.

Vivere
è correre il rischio di morire.

Confidare
è correre il rischio di essere delusi.

Tentare
è correre il rischio di fallire.

Ma dobbiamo correre i rischi, perchè il maggior pericolo è non rischiare nulla.

Ci sono persone che non corrono alcun rischio, non fanno nulla, non hanno nulla e non sono... nulla.

Esse possono anche evitare patimenti e disillusioni, ma non realizzano nulla, non sentono nulla, non cambiano, non crescono, non amano, non vivono.

Incatenati alle loro attitudini, esse diventano schiave,
si privano della loro libertà.

Solamente la persona che corre rischi è libera!

PER QUESTO, NON EVITARE IL...RISCHIO

PENSA A QUESTO E
ABBI UN GIORNO FELICE ...

IL GRANDE RISCHIO !!!


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giovedì 5 aprile 2007 - ore 13:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


a volte ti senti forte da poter sostenere il mondo...




a volte vorresti scendere dal mondo perchè lo senti stretto...




a volte vorresti solo una mano dolce che ti sorregga...




e che ti dica...
la vita è + forte!!!



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mercoledì 4 aprile 2007 - ore 13:49


nuovo poster nel mio ufficio...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




per me e per wings... troppo figo !!!!

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lunedì 26 marzo 2007 - ore 13:40



(categoria: " Riflessioni ")


Il contrario dell’Amore non è l’odio, non è l’indifferenza, non è la rabbia e nemmeno il rancore...

il contrario dell’amore è la PAURA.

La PAURA blocca, limita...
la PAURA non fa rischiare, non fa SENTIRE, non ha emozioni...
la PAURA non dà fiducia, non dà possibilità...
crea muri, crea gabbie, crea altra PAURA.
Allontana... e non fa entrare nessuno!!!



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lunedì 26 marzo 2007 - ore 13:28



(categoria: " Riflessioni ")




le scelte si fanno
nell’attimo di un respiro


[Grazie Dania]



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martedì 20 marzo 2007 - ore 13:28


mi fido di te
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Case di pane, riunioni di rane
dai chi e’ che ballano nelle chadillac
muscoli d’oro, corone d’alloro
canzoni d’amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi


forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giu’
la vertigine non e’
paura di cadere
ma voglia di volare


mi fido di te mi fido di te mi fido di te mi fido di te
io mi fido di te
ehi mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

Lampi di luce, al collo una croce
la dea dell’amore si muove nei jeans
culi e catene, assassini per bene
la radio si accende su un pezzo funky
teste fasciate, ferite curate
l’affitto del sole si paga in anticipo prego
arcobaleno, piu’ per meno meno

mi fido di te mi fido di te mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te mi fido di te
io mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

rabbia stupore la parte l’attore
dottore che sintomi ha la felicita’?
evoluzione il cielo in prigione
questa non e’ un’esercitazione
forza e coraggio
la sete il miraggio
la luna nell’altra meta’?
lupi in agguato il peggio e’ passato


mi fido di te mi fido di te mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
eh mi fido di te
mi fido di te mi fido di te mi fido di te
cosa sei disposto a perdere




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martedì 20 marzo 2007 - ore 13:23


per ieri 19 marzo al mio papà
(categoria: " Pensieri ")







E Dio creò il padre

(tratto da "C’è qualcuno lassù" di Bruno Ferrero)

Quando il buon Dio decise di creare il padre, co­minciò con una struttura piuttosto alta e robusta.


Allora un’angelo che era lì vicino gli chiese: «Ma che razza di padre è questo? Se i bambini li farai alti come un soldo di cacio, perché hai fatto il padre così grande? Non potrà giocare con le biglie senza met­tersi in ginocchio, rimboccare le coperte al suo bam­bino senza chinarsi e nemmeno baciarlo senza quasi piegarsi in due!».


Dio sorrise e rispose: «E vero, ma se lo faccio piccolo come un bambino, i bambini non avranno nes­suno su cui alzare lo sguardo».


Quando poi fece le mani del padre, Dio le mo­dellò abbastanza grandi e muscolose.


L’angelo scosse la testa e disse: «Ma... mani co­sì grandi non possono aprire e chiudere spille da ba­lia, abbottonare e sbottonare bottoncini e nemmeno legare treccine o togliere una scheggia da un dito».


Dio sorrise e disse: «Lo so, ma sono abbastanza grandi per contenere tutto quello che c’è nelle tasche di un bambino e abbastanza piccole per poter strin­gere nel palmo il suo visetto».


Dio stava creando i due più grossi piedi che si fos­sero mai visti, quando l’angelo sbottò: «Non è giu­sto. Credi davvero che queste due barcacce riusci­rebbero a saltar fuori dal letto la mattina presto quando il bebè piange? O a passare fra un nugolo di bambini che giocano, senza schiacciarne per lo meno due?».


Dio sorrise e rispose: «Sta’ tranquillo, andranno benissimo. Vedrai: serviranno a tenere in bilico un bambino che vuol giocare a cavalluccio o a scaccia­re i topi nella casa di campagna oppure a sfoggiare scarpe che non andrebbero bene a nessun altro».


Dio lavorò tutta la notte, dando al padre poche parole ma una voce ferma e autorevole; occhi che ve­devano tutto, eppure rimanevano calmi e tolleranti. Infine, dopo essere rimasto un po’ soprappensiero, aggiunse un ultimo tocco: le lacrime. Poi si volse al­l’angelo e domandò: «E adesso sei convinto che un padre possa amare quanto una madre?».





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