Spritz.it - drusilla's HOME - BLOG DIRECTORY - IL TUO BLOG - Segnala qs BLOG




NICK: drusilla
SESSO: w
ETA': 23
CITTA': Pd
COSA COMBINO: ???
STATUS: sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE COMPLETO]

[ SCRIVIMI ]



STO LEGGENDO
Banana Yoshimoto-Amrita




HO VISTO
Ho appena finito di vedere "A Beutiful Mind"


STO ASCOLTANDO
You expect me to act
Like a lover
Consider my move
And deserve the reward
To hold you in my arms
And wait...
For something to happen


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
solito,gonna nera,maglietta nera...


ORA VORREI TANTO...
Guarire dalla mia insonnia perenne e avere una certa persona accanto a me...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
il modo di guadagnare senza lavorare!!!


OGGI IL MIO UMORE E'...
E' Venerdi....!!!!!!

[IMG]


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)
4)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)






(questo BLOG è stato visitato 1159 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


mercoledì 3 novembre 2004
ore 00:04
(categoria: "Vita Quotidiana")


Dedicato al mio Amore..
L'amore è sempre paziente e gentile,non è mai presuntuoso o pieno di sè,non è mai scortese o egoista,non si offende e non porta rancore,l'amore non prova soddisfazione dei peccati degli altri,ma si delizia della vita.L'amore è sempre pronto a scusare,a dare fiducia,sperare e a resistere a qualsiasi tempesta.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 28 ottobre 2004
ore 17:58
(categoria: "Vita Quotidiana")


cuba
Cuba sospende uso commerciale del dollaro statunitense



A CUBA::: DALL' otto novembre 2004 ::: CONVIENE ANDARE CON GLI EURO (non tassati nel cambio col peso convertibile)

PIUTTOSTO CHE CON I DOLLARI (tassati al 10%) >>> N.B. l'EURO in tutto il mondo oggi vale circa un dolllaro e 30 cent.>>>

L’Avana, 26 ott-2004 (PL) --- Cuba ha annunciato la sospensione dell’uso del dollaro statunitense per le transazioni commerciali nel territorio nazionale e la loro sostituzione per i pesos convertibili dal prossimo 8 novembre.

Il presidente cubano, Fidel Castro, ha annunciato alla televisione cubana che il regolamento è una risposta alle azioni degli Stati Uniti rivolte a bloccare l’uso della moneta nordamericana nelle transazioni internazionali cubane.

Il leader ha sottolineato che non sara illegale il possesso del dollaro o un’altra valuta, ma i locali e i negozi che oggi offrono i suoi prodotti in moneta statunitense soltanto riceveranno pesos cubani convertibili dal prossimo 8 novembre. Attualmente il peso convertibile viene scambiato uno a uno con i dollari e circola parallelamente al peso normale.

La risoluzione 80/2004, letta al programma Tavola Rotonda della Televisione Cubana, ha annunciato che dopo il 8 novembre, tutti coloro che cambieranno i dollari Usa in pesos convertibili "saranno soggetti ad una tassa del 10 per cento a causa degli alti rischi che genera il maneggio di dollari per l'economia nazionale".

Il regolamento sara vigente per la popolazione, turisti e residenti stranieri e il loro complimento raggiunge i negozi, alberghi, bar, discoteche, taxi, agenzia viaggi, ufficio di autonoleggio e qualsiasi ente che nel presente accetti pagamenti in dollari degli Usa in cash.

La risoluzione della Banca Centrale di Cuba spiega che tra le cause della decisione sono l’inasprimento negli ultimi mesi della guerra economica degli Stati Uniti contro il popolo di Cuba con azioni per fare piu difficile i flussi finanziari esterni del paese.

Come parte di questa politica, ha aggiunto, il governo nordamericano ha rinforzato le pressioni e minacce alle banca stranieri per impedire che Cuba possa depositare all’estero, per pagare i suoi obblighi commerciali, i dollari che la popolazione e i visitanti spendono nell’Isola.

Ricorda che recentemente un sottosegretario del Ufficio dello Stato degli Stati Uniti ha reso noto la creazione di un gruppo di persecuzioni di attivi cubani per interferire a fermare il flusso di valute da e verso Cuba, essendo una aggressione senza precedente alla storia delle relazioni finanziarie internazionali.

Il documento stabilisce che la popolazione potrebbe mantenere in suo possesso, senza restrizione i dollari degli Stati Uniti o qualsiasi altra moneta liberamente convertibile.

Il testo risalta che la tassa del 10 % per concetto di rischio che assume il paese nel manipolare i dollari non glieli applicherà a tutte le altre valute che nel presente si cambiano a Cuba: Euro, dollaro canadese, libra sterlina e franco svizzero.

I conti in banca della popolazione, in dollari statunitense nelle banche cubane sono del tutto garantito e di questi si potranno realizzare estrazioni senza limite in qualsiasi momento, tanto sia in moneta nordamericana come nei pesos convertibili, senza la tassa del 10 per cento.

Dopo del 8 novembre in questi conti non si accetteranno depositi in effettivi in dollari, anche se potranno ricevere fondi mediante trasferimenti bancari in qualsiasi moneta liberamente convertibili e in cash di pesos convertibili e le altri valute che si cambino nel paese.

Questa disposizione, si applicherà ai conti con dollari statunitense di persone naturali straniere nei banchi cubani.

Inoltre ad altri precisioni, la risoluzione indica che i certificati dei depositi in dollari statunitense e pesos convertibili non sono sottoposti alla tassa e mantengono le condizioni pattate.

Cosi pure le transazioni con carta di credito o debito accettate a Cuba per qualsiasi pagamento o estrazione d cash, potranno continuare svolgendosi come succede nel presente senza l’applicazione della tassa del 10%.

Nei conti in dollari delle società mercantili con capitale misto o estero, e le rappresentanze estere a Cuba, includendo le diplomatiche, non si ammetteranno depositi in cash in dollari degli Stati Uniti dal 8 novembre prossimo.

In questi conti si potrà estrarre a richiede del suo titolare, effettivi in dollari o in pesos cubani convertibili senza applicare la tassa del 10 per cento.

og/ml/fgg



CUBA-POLITICA

Denuncia Cuba aggressione senza precedenti degli Stati Uniti



L’Avana, 26 ott (PL) Cuba ha denunciato che il tentativo degli Stati Uniti di fermare il flusso di valuta verso e dall’Isola, costituisce una aggressione senza precedente alla storia delle relazioni finanziarie internazionali.

Nel parlare ieri sulle cause per le cui si sono sospeso l’uso commerciale del dollaro statunitense alle transazioni commerciali interne dal prossimo 8 novembre, il presidente Fidel Castro, ha valutato di diabolico l’invento delle accuse sulla partecipazione cubana nel lavaggio di soldi.

Il leader cubano è riapparso pubblicamente dopo dell’incidente sofferto mercoledì scorso, e ha evidenziato che nessuno potrebbe colpire a Cuba della sofferenza addizionale provocata al popolo cubano e ai cittadini nordamericani, nell’impedire l’uso della moneta di Washington nelle sue operazioni internazionali.

Secondo la risoluzione resa nota ieri, dal prossimo mese si sospende l’uso commerciale del dollaro nelle transazioni commerciali a territorio nazionale e verrà sostituito per il pesos convertibili.

Il leader cubano ha sottolineato che non sara illegale il possesso del dollaro o un’altra moneta convertibile, ma i commerci che nel presente offrono i suoi prodotti in moneta statunitense soltanto lo faranno nel pesos convertibili (uno a uno al cambio ufficiale).

La risoluzione 80/2004, letta al programma Tavola Rotonda della Televisione Cubana, ha annunciato che dopo del 8 novembre Tutti coloro che cambieranno i dollari Usa in pesos convertibili "saranno soggetti ad una tassa del 10 per cento a causa degli alti rischi che genera il maneggio di dollari per l'economia nazionale".

Il regolamento sara vigente per la popolazione, turisti e residenti stranieri e il loro complimento raggiunge i negozi, alberghi, bar, discoteche, taxi, agenzia viaggi, ufficio di autonoleggio e qualsiasi ente che nel presente accetti pagamenti in dollari degli Usa in cash.

La risoluzione della Banca Centrale di Cuba spiega che tra le cause della decisione sono l’inasprimento negli ultimi mesi della guerra economica degli Stati Uniti contro il popolo di Cuba con azioni per fare piu difficile i flussi finanziari esterni del paese.

Nelle parole di Fidel Castro si conferma la decisione di continuare a resistere le azioni ostile del governo degli Stati Uniti al cui ha ricordato che “siamo un popolo di Patria o Morte”.

Se tratta –a sottolineato- di affrontare un tentativo di annegare alla nazione e privargli di guadagnare soldi onorevolmente.

Il presidente cubano ha spiegato che con lo scopo di non danneggiare alla popolazione tutti i pesos convertibili che siano cambiati prima del 8 novembre non siano imposti con la tassa del 10%, né si cambieranno le condizione pattate nei depositi in moneta statunitense.

“Che non pensino di responsabilizzarci di niente. Il destino di questo paese è gia scritto da molto tempo e non c’è niente che ci possa intimidire, che ci possa minacciare”, ha detto Fidel Castro al programma televisivo.

Non pensino che possano rubare a questo popolo il frutto del loro lavoro, perché in piu di una volta hanno sbagliato e continueranno sbagliando in questo senso, ha sottolineato il governante cubano.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 27 ottobre 2004
ore 06:56
(categoria: "Vita Quotidiana")


cultura politica
IL POPOLO HA APPOGGIATO LUKASHENKO
di Oleg Stepanenko, “Pravda”, 20 ottobre 2004, in http://www.kprf.ru

Persino i più attivi sostenitori del presidente bielorusso non si aspettavano che il voto a suo favore sarebbe stato così massiccio. A votare si è recato l’89,7% degli elettori. Per il diritto di Lukashenko a partecipare come candidato per un terzo mandato alle elezioni presidenziali del 2006, si sono espressi più di 5,4 milioni di elettori, il 77,3% degli aventi diritto al voto. Sono stati poi eletti 107 dei 110 deputati dell’Assemblea nazionale.

Questi sono i risultati ufficiosi elaborati dalla Commissione elettorale centrale. Essi testimoniano dell’indiscutibile e convincente vittoria di Aleksandr Lukashenko. Per ora, è difficile valutarne appieno il significato. Il problema non era rappresentato solo dal suo diritto di partecipare alle elezioni presidenziali. In misura non meno rilevante era in gioco la fiducia che il popolo nutre nei confronti della sua politica e della sua persona, investita della carica di capo di stato.

Il significato di tale vittoria appare tanto più significativo, se si tengono in considerazione le condizioni in cui essa è stata ottenuta. In primo luogo, abbiamo assistito a massicce pressioni da parte dell’Occidente sulla Bielorussia, allo scopo di ottenere un cambiamento della sua politica, anche attraverso la rimozione dello stesso Lukashenko. Dal momento dell’indizione delle elezioni parlamentari, le pressioni si sono accentuate, e non appena si è appreso che, insieme alle elezioni si sarebbe svolto anche il referendum, esse si sono trasformate in attacco aperto. Alle minacce lanciate dal dipartimento di stato USA si sono aggiunte, letteralmente a comando, anche quelle del Consiglio d’Europa e del Parlamento Europeo, che, nella sostanza, pretendevano di cambiare il referendum. Il congresso USA approvava il famigerato “Atto sulla democrazia in Bielorussia”, che prevedeva sanzioni politiche ed economiche contro la repubblica e lo stanziamento di altri 40 milioni di dollari a sostegno dell’opposizione anti-Lukashenko.

Perché è stato scatenato questo attacco senza precedenti? Davvero e sul serio, come vanno affermando gli autori dei minacciosi documenti, a causa dell’ “illegittimità” del referendum? Ma esso si è svolto in piena armonia con il dettato costituzionale della Bielorussia. E poi il referendum è diventato norma di vita in molti paesi occidentali. In Svizzera, ad esempio, se ne svolge praticamente uno all’anno. Perché in Svizzera ciò dovrebbe essere consentito, mentre in Bielorussia no? In realtà, gli USA e le strutture europee adottano, nei confronti della Bielorussia, la politica dei “due pesi e due misure”. Se adottassero lo stesso approccio con altri paesi, la maggioranza di questi verrebbe esclusa dall’OSCE.

Gli strateghi occidentali, insieme all’opposizione bielorussa da essi imbeccata e ai russi che la pensano come loro, hanno accusato Lukashenko di “voler prolungare i suoi strapoteri”. E sebbene tale accusa non abbia alcun fondamento – al referendum si trattava di decidere se concedergli il diritto di competere con altri su un piano di parità in elezioni ordinarie – essa è stata ripetuta anche dagli schermi televisivi russi.

Tutto questo fariseismo ha provocato l’allontanamento dal popolo. Come pure gli inganni a cui è ricorsa l’opposizione. Soprattutto a proposito della politica economico-sociale della repubblica. “Economia antidiluviana…Un vicolo cieco…Parco giurassico…La Bielorussia è sprofondata in un buco economico”: sono alcune delle espressioni usate dagli osservatori russi “più moderni” e dai politici americani, che hanno accusato la gestione di Lukashenko di avere provocato “risultati catastrofici”.

In realtà, le cose sono andate esattamente al contrario. Nel corso della presidenza di Lukashenko, dal 1995 al 2003, il prodotto interno lordo è cresciuto del 59,3%. Nello stesso periodo, in Russia è aumentato del 27,7%, in Ucraina dell’11,4% e in Moldavia del 7,3%. In generale, dal momento in cui la Bielorussia “è sprofondata in un buco economico”, i ritmi di crescita del PIL sono stati superiori a quelli dei paesi citati, rispettivamente 2,1 , 5,2 e 8,1 volte. Nei principali indicatori economici, la Bielorussia ha preceduto tutti i paesi della regione baltica e dell’Europa Orientale. I ritmi di crescita del PIL sono stati superiori da 1,7 a 8,2 volte rispetto a quelli di Polonia, Ungheria, Cechia, Bulgaria e Romania.

Per dirla tutta, è tale crescita dell’economia ad aver rappresentato una delle carte vincenti. Che è stata utilizzata appieno da Aleksandr Lukashenko. Egli ha visitato decine di aziende, cooperative, fattorie statali e i resoconti di tali visite hanno rappresentato il migliore materiale di propaganda. L’opposizione democratica ha tuonato: Lukashenko utilizza le risorse amministrative. Ma qualcuno dei commentatori ha obiettato, non senza ironia: Eltsin (che si è pronunciato apertamente contro il referendum bielorusso) non disponeva certo di queste “risorse”, o meglio di basi economico-sociali. Non poteva pensare a un terzo mandato, visto che non è stato in grado di concludere nemmeno il secondo.

Ma la Bielorussia non ha migliorato solo gli indici macroeconomici. Il salario medio ha raggiunto i 190 dollari al mese. Per volume di edilizia abitativa, destinata a migliaia di abitanti, la repubblica ha superato tutti i paesi della CSI e la maggior parte di quelli dell’Europa Orientale. Prima dei vicini, essa è uscita dalla crisi ed ha accresciuto la produzione nell’agricoltura. Più di altri paesi, ha destinato finanziamenti alla scienza, alla cultura, all’assistenza sanitaria…

E cosa proponeva l’opposizione bielorussa? La copia esatta delle ricette, in base a cui è stata distrutta l’economia nello spazio postsovietico. E prima di tutto, la privatizzazione massiccia e “la rimozione dello stato dalla sfera economica”. Questa opposizione ha appoggiato con calore la cinica affermazione di Boris Nemtsov (uno dei leader dell’ultraliberista “Unione delle forze di destra” russa, nota del traduttore) accorso nella repubblica “in soccorso” di coloro che si stanno battendo contro l’attuale corso politico: “Si aprirebbe un’era felice per la Bielorussia, se qualcuno la comprasse”. Anche l’ambasciatore USA a Minsk, in sostanza, sostiene la medesima posizione. Parlando a proposito della politica americana di investimenti in Bielorussia, ha affermato: “Se si controlla un’azienda, in cui si è investito, il rischio è minore, in caso contrario, è maggiore”. Sebbene espresso diplomaticamente, il senso appare questo: cerchiamo di ottenere la svendita dell’economia della repubblica. E proprio il fatto che Lukashenko non abbia svenduto la Bielorussia né all’Occidente, né agli oligarchi russi, rappresenta una delle ragioni fondamentali del sostegno che gli ha manifestato il popolo.

Un certo ruolo è stato esercitato anche da un altro fattore. Nelle ultime elezioni presidenziali, nel 2001, nella repubblica aveva lavorato un gruppo di osservatori dell’OSCE. Non occorre aggiungere nulla, sul grado della loro obiettività e sulla regolarità del loro operare, a quanto si ricava dalle fonti della torbida opposizione “democratica”, le quali attestano che essi si sono immediatamente dileguati, cominciando a lavorare nell’ombra.

Questa volta, però, sufficientemente istruiti dall’esperienza del passato, i bielorussi hanno invitato osservatori indipendenti da 50 stati, ed anche da strutture e organizzazioni internazionali, come la CSI e l’Assemblea parlamentare dell’Unione di Bielorussia e Russia. E tutti – gli osservatori provenivano da Austria, Inghilterra, Polonia, Slovacchia, USA, ecc. – hanno concluso che le elezioni e il referendum si sono svolti nel rispetto delle norme democratiche.


Traduzione dal russo di Mauro Gemma



COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 15 ottobre 2004
ore 10:55
(categoria: "Vita Quotidiana")



PURTROPPO

Purtroppo ci tocca una fase,
lunga qualche decennio,
in cui si alzeranno Muri;
non altissimi e con parecchie feritoie e valichi,
ma ognuno alzerà i suoi Muri.
E' un processo inarrestabile.

Il contributo del terrorismo
non è l'unico e non è il più alto.
Ma, come sempre nella storia,
all'epoca dei muri e della reciproca esclusione
seguirà la distruzione dei muri.
Seguiranno le grandi aperture.

A noi ci tocca questa, purtroppo...
le fasi di transizione sono le più dure;
senti di non essere né carne né pesce;
come l'epoca in cui vivi sei provvisorio;
come tutte le certezze provvisorie,
temi di durare poco, quanto loro;

Potendo (e vorrei, quanto vorrei..)
mi piacerebbe saltare avanti, ché
non ho le qualità del gladiatore;
mi commuovo e cambio idea
troppo spesso per fare il bravo soldatino
che alza muri e fa pagare il dazio allo "straniero".


LEGGI I COMMENTI (1) - SEGNALA questo BLOG

sabato 9 ottobre 2004
ore 15:05
(categoria: "Vita Quotidiana")


FBI sequestra Indymedia
Giovedì 07 Ottobre 2004 -- Con una decisione senza precedenti, e senza addurre giustificazioni, l'FBI americano ha sequestrato presso la società britannica Rackspace due hard disk contenenti l'archivio e le proprietà di diversi indymedia internazionali, tra i quali quello italiano. L'indirizzo www.italy.indymedia.org non conduce piu', quindi, alla indymedia italiana, conenuta in Ahimsa2, ormai in volo con gli uomini in nero. Mentre Rackspace cerca di rimpiazzare i dischi, e i techies cercano di recuperare i back-up delle memorie indyane, occorre denunciare l'azione arbitraria e senza motivazioni esplicite condotta dall'FBI contro una voce indipendente, forse troppo libera per gli standard che neo conservatori e vetero-furfanti vorrebbero riservare ai comuni cittadini, autorizzati a conoscere solo le notizie ed i commenti previsti dal menù dell'apparato che detiente le redini del controllo sociale ormai globalizzato.
Da notare che non è stata chiesta, od ordinata, una copia dei dischi in questione, ma questi sono stati rimossi in originale senza fornire altre possibilità a salvaguardia dei siti coinvolti, per motivi ancora misteriosi.
Un'azione contro un sito di informazione aperta, con milioni di contatti giornalieri, attraverso il quale chi non ha accesso al mainstream blindato dalle corporations scambia notizie ed esperienze, diversamente difficilmente reperibili, e che svolge un'opera, non solo simbolica, che attira sempre di più l'interesse di coloro che attraverso questa rete si trovano messi di fronte alle proprie responsabilità.
L'azione, ovviamente, non impedirà ad indymedia di rigenerarsi velocemente, ma resta il segnale dell'attenzione riservata, da parte di alcune parti politiche, alla possibilità che i loro oppositori cercano di darsi per riuscire ad esprimere le proprie ragioni. Che tale possibilità sia garantita a tutti sarebbe nell'ABC della democrazia, che forse non è lecito pretendere da tali analfabeti in questo campo, trattandosi per lo più di persone cresciute alla scuola del comando e non a quella dell'ascolto e del rispetto tra eguali.
Cadono anche gli ultimi veli della decenza, ma, sfortunamente per tutti, continueremo a risentirci. We stand...



COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 8 ottobre 2004
ore 01:39
(categoria: "Vita Quotidiana")


Fabrizio De Andre'--Il testamento di Tito

Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena ed il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato, non ascoltò il mio dolore;
ma forse era stanco, forse troppo lontano, davvero lo nominai invano.

Onora il padre ed onora la madre, e onora anche il loro bastone:
bacia la mano che ruppe il tuo naso perche' le chiedevi un boccone.
Quando a mio padre si fermo' il cuore, non ho provato dolore,
quando a mio padre si fermo' il cuore, non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste, facile per noi ladroni,
entrare nei templi che rigurgitano salmi di schiavi e dei loro padroni,
senza finire legati agli altari sgozzati come animali,
senza finire legati agli altari sgozzati come animali.

Il quinto dice "non devi rubare", e forse io l'ho rispettato
vuotando in silenzio le tasche gia' gonfie di quelli che avevan rubato:
ma io senza legge rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio,
ma io senza legge rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri, cioe' non disperdere il seme...
Feconda una donna ogni volta che l'ami cosi' sarai uomo di fede.
Poi la voglia svanisce ed il figlio rimane e tanti ne uccide la fame.
Io forse ho confuso il piacere e l'amore ma non ho creato dolore.

Il settimo dice "non ammazzare se del cielo vuoi essere degno",
guardatela oggi questa legge di Dio tre volte inchiodata nel legno.
Guardate la fine di quel Nazzareno, un ladro non muore di meno!
Guardate la fine di quel Nazzareno, un ladro non muore di meno!

Non dire falsa testimonianza ed aiutali ad uccidere un uomo...
Lo sanno a memoria il diritto Divino, ma scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no non ne provo dolore,
ho spergiurato su Dio e sul mio nome e no non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri, non desiderarne la sposa...
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa...
Nei letti degli altri gia' caldi d'amore non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non e' gia' finita, sta' sera v'invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio, mi toglie il dolore dagli occhi.
E scivola il sole al di la' delle dune a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore, madre io provo dolore;
nella pieta' che non cede al rancore, madre ho imparato l'amore



COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 7 ottobre 2004
ore 14:40
(categoria: "Vita Quotidiana")


quarant'anni
Ho quarant'anni qualche acciacco troppe guerre sulle spalle
Troppo schifo per poter dimenticare
Ho vissuto il terrorismo stragi rosse stragi nere
Aereoplani esplosi in volo e le bombe sopra i treni

Ho visto gladiatori sorridere in diretta
i pestaggi dei nazisti e della nuova destra
Ho visto bombe di stato scoppiare nelle piazze
E anarchici distratti cadere giù dalle finestre

Ma ho un armadio pieno d'oro di tangenti e di mazzette
Di armi e munizioni di scheletri e di schifezze
Ho una casa piena d'odio, di correnti e di fazioni
Di politici corrotti, i miei amici son pancioni,

Puttanieri, faccendieri e tragattini
Sono gobbi e son mafiosi massoni piduisti e celerini.

Ho quarant'anni spesi male fra tangenti e corruzioni
Ho comprato ministri faccendieri e giornalisti
Ho venduto il mio di dietro ad un amico americano
E adesso cerco un'anima anche di seconda mano

Ho quarant'anni ed un passato non proprio edificante
Ho massacrato Borsellino e tutti gli altri
Ho protetto trafficanti e figli di puttana
E ho comprato voti a colpi di lupara

Ma ho scoperto l'altro giorno guardandomi allo specchio
Di essere ridotta ad uno straccio
Questo male irreversibile mi ha tutta divorata
È un male da garofano e da scudo crociato


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 7 ottobre 2004
ore 14:37
(categoria: "Vita Quotidiana")



La pubblicita`ci fa rincorrere auto e vestiti, ci fa fare lavori che in realta`odiamo di modo che possiamo comprare la merda che non ci serve.

Siamo i bambini della Storia, signori. Nessuno scopo. Nessun luogo.
Non abbiamo una Grande Guerra. Niente Grande Depressione. La nostra Grande Guerra e`una guerra spirituale...la nostra Grande Depressione sono le nostre vite.

Siamo stati tutti allevati dalla televisione a credere che un giorno saremmo tutti diventati miliardari e stelle del cinema e rock star.

Ma non e`andata cosi`. E ce ne stiamo lentamente rendendo conto.

E siamo molto, molto arrabbiati.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

domenica 3 ottobre 2004
ore 20:01
(categoria: "Vita Quotidiana")


Ebano**Modena City Ramblers**
Sono nata dove la pioggia porta ancora il profumo dell'ebano
Una terra là dove il cemento ancora non strangola il sole
Tutti dicevano che ero bella come la grande notte africana
E nei miei occhi splendeva la luna, mi chiamavano la Perla Nera...

A sedici anni mi hanno venduta, un bacio a mia madre e non mi sono voltata
Nella città con le sue mille luci per un attimo mi sono smarrita...
Così laggiù ho ben presto imparato che i miei sogni eran solo illusioni
E se volevo cercare fortuna dovevo lasciare ogni cosa

Ebano...
Ebano...

Spesi tutto quello che avevo per il viaggio e per i miei documenti
A palermo nel '94 eravamo più di cento giù al porto...
Raccoglievo le arance e i limoni in un grande campo in collina
Lavoravo fino a notte inoltrata per due soldi e una stanza nascosta

Ebano...

It's a long long night
It's a long long time
It's a long long road
Ebano...

Poi un giorno sono scappata verso Bologna con poca speranza
Da un'amica mi sono fermata, in cerca di nuova fortuna
Ora porto stivali coi tacchi e la pelliccia leopardata
E tutti sanno che la Perla Nera rende felici con poco...

Ebano...
It's a long long night
It's a long long time
It's a long long road
Ebano...

Perciò se passate a Bologna, ricordate qual è la mia storia
Lungo i viali verso la sera, ai miei sogni non chiedo più nulla
Ebano...


LEGGI I COMMENTI (3) - SEGNALA questo BLOG

sabato 2 ottobre 2004
ore 11:51
(categoria: "Musica e Canzoni")


STASERA AL RIVOLTA!




COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG


> > > MESSAGGI PRECEDENTI
GENNAIO 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

RICERCA:
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:


BOOKMARKS

**SuicideGirlsShop**

(da Pagine Personali / HomePage )

**Il Blog di Ben**

(da Pagine Personali / HomePage )

*EmilY The Strange*

(da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti )

*Ai Yazawa*

(da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti )

*NANA*

(da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti )

CoUrtNey LoVe

(da Musica / Cantanti e Musicisti )

MAGIA

(da Tempo Libero / Paranormale )

tv

(da Pagine Personali / HomePage )

Coming Soon

(da Cinema / Archivi )

Network di Media Indipendenti

(da Informazione / Agenzie di Stampa )

UTENTI ONLINE: