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mercoledì 27 aprile 2011 - ore 09:33


www.scuba-world.it
(categoria: " Vita Quotidiana ")


www.scuba-world.it

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venerdì 22 aprile 2011 - ore 16:41


SUPER OFFERTA CORSI DI SUB!!!!!!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Super offertona per i corsi di sub!!!!!
Per chi si iscrive entro aprile tutti i corsi vengono 160 € (escluso eventuale noleggio dell’attrezzatura).
Corsi dal principiante all’assistente istruttore, dal nitrox al deco deep; didattica utr/cmas con certificazioni riconosciute a livello internazionale!!
Scopri anche tu quanto è facile e divertente respirare sott’acqua!!!

www.scuba-world.it
scubaworld@hotmail.it

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domenica 27 febbraio 2011 - ore 10:40


VISITA IL BLOG DI SCUBAWORLD!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


VISTIA IL BLOG DI SCUBAWORLD ALL’INDIRIZZO http://blog.libero.it/scubaworld/

OPPURE VAI AL SITO www.scuba-world.it

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domenica 25 aprile 2010 - ore 10:25


nuovi corsi di sub a padova!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Riapre la stagione subacquea!!!
Nuovi corsi di sub a Padova a tutti i livelli con SCUBAWORLD!!!!!
Scopri quant’è facile e divertente respirare sott’acqua!!!!!

Per info www.scuba-world.it

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sabato 14 marzo 2009 - ore 12:07


mio sito!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


www.scuba-world.it

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sabato 14 marzo 2009 - ore 12:00


Elefante Bianco 12/02/07
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Notte strana, passata tra sonno profondo e dormiveglia agitata. Nella confusione dei miei pensieri corrono scene di ciò che è appena stato e di ciò che forse sarà. Poi mi sveglio del tutto e nella penombra vedo la muta penzolare sulla sedia, guardo il telefonino… sono le tre e venti, la mia mente si sposta a pochi chilometri da qui, ma la riacchiappo fissando l’attenzione sulla muta. Nel buio mi concentro sull’immersione che mi attende la mattina dopo. Penso a come fissare le tabelle sulla tasca della stagna, visto che non mi va di lasciarle libere o peggio ancora, in superficie. Penso poi a come e dove eventualmente sistemare il coltello e le lampade quando non le porterò sul caschetto. Mi riaddormento, e mi risveglio con il grigio, guardo ancora che ore sono: le sette e mezza. Sbuffo un po’ aprendo la finestra e respirando la nebbia, una scocciatura, certo, ma non sarà questo a fermarmi.

Mi alzo pigramente e preparo la colazione, poi ritorno in camera, mi gratto la testa con aria assorta pensando a tutto quello che devo assolutamente portare e sistemare. Fisso le tabelle alla tasca della stagna e mi faccio i complimenti da sola per la geniale idea che ho avuto per il sistema di fissaggio, passo una quintalata di paraffina sulla cerniera e il talco su collo e polsini. Ecco fatto. Ficco tutto dentro al sacco stagno insieme al sottotuta speleo, calzettoni e maglietta. Poi è il turno della borsa, controllo le lampade e le fisso sul casco, provo quella principale, e riguardo le ultime cose. Ok, tutto a posto.

Carico la roba in macchina, la nebbia si sta alzando, mi metto al posto di guida e faccio per partire. Alt. Manca qualcosa, torno in camera e prendo i miei CD, li sfoglio con aria poco convinta, ognuno di quelli ha un ricordo, e ora proprio non mi va di ricordare. Alla fine opto per i Nirvana, li metto a tutto volume, accendo una sigaretta e parto.

C’è traffico, ma la nebbia almeno non rompe le scatole, la voce di Cobain mi riempie le orecchie e ripenso a uno degli idoli della mia adolescenza, e mentre sono assorta in questi ricordi sbaglio strada. Porco Giuda, iniziamo proprio bene!! Impreco e torno indietro, massì, chissene… ho tutto il giorno per me, non ho nessuno che mi aspetta e posso fare tutto con calma e come mi pare!

Mi accendo un’altra sigaretta e cerco di concentrarmi su quello che dovrò fare una volta in acqua. Probabilmente tutto dipenderà dalla visibilità, un paio di settimane fa era tutto in piena, quindi non mi stupirei di trovare il laghetto ridotto maluccio.

Finalmente arrivo, non sto più nella pelle, il parcheggio è deserto, questo vuol dire che avrò il Paradiso tutto per me. Scendo dalla macchina alla svelta, senza nemmeno preoccuparmi di posteggiare dritta, e faccio un primo giro di corsa con lo zainetto e la sacca della muta. Salgo su per i gradini, arrivo tra le case e corro letteralmente attraverso le vigne fino al ciglio per scorgere il lago. Esulto! L’acqua è perfetta. Scendo lungo il sentiero con il sorriso sulle labbra, e nella fretta quasi inciampo e per poco non finisco a terra, finalmente eccomi alla riva. L’acqua è un sogno, si vede a metri e metri sotto, mi pento in cuor mio di non aver portato via la fotocamera. Tiro un sasso al centro del lago, la quiete si spezza e la superficie s’increspa. Come mi assomiglia questo posto… Risalgo il sentiero correndo per prendere il resto dell’attrezzatura. Tre giri in tutto. E il peggiore è l’ultimo con il bibo in spalla. Devo fermarmi spesso a causa dei dolori alle costole e alla spalla destra. Maledizione, non vedo l’ora di essere in acqua!

Finalmente finisco di preparare tutto quanto, le bombole e il resto dell’attrezzatura sono li sulla riva. Decido di fumare ancora una sigaretta celebrativa prima di cambiarmi, quindi mi spoglio al freddo e infilo sottotuta e muta, attacco un cordino moschettonato alla cerniera e ci impiego un bel po’ prima di chiuderla, pregando di non rompere tutto. Ok, anche questa è fatta. Mi siedo con le gambe dentro l’acqua e infilo le braccia negli spallacci del mio gav nuovo di pacca, sistemo gli strumenti, la lampada, le pinne, maschera, casco e guanti, poi ultimi controlli e… via!

Galleggio li per un po’, metto solo la faccia a contatto con l’acqua, e mi faccio scappare un SI nell’erogatore che solo le trote hanno sentito. Poi prendo il corrugato con la sinistra, scarico, svuoto bene i polmoni e giù!!

Pinneggio godendomi quella visibilità spettacolare fino ai 14mt, dove vedo la campana decompressiva lasciata li da Gigi, ecco cos’era il materiale che doveva recuperare, ed ecco a che servivano quelle corde che spuntavano fuori dall’acqua. Sorrido e continuo con calma fino all’ingresso della grotta. Accendo tutte le torce, controllo i manometri e decido di fare il cambio erogatore, metto in bocca il Jetstream, mi stacco dal dente e riparto, scendo tranquilla godendomi il panorama del mio Paradiso personale fatto di rocce e acqua. Il respiro è regolare, non sono agitata, qui mi sento a casa, bene, arrivo sui 33mt e punto la torcia in avanti, la luce fende il buio e scorgo il punto in cui la grotta gira verso sinistra per poi precipitare nell’oscurità più totale fino alle viscere della terra. Faccio per avventurarmi fin li, ma una vocina mi riporta alla realtà. Mi ero ripromessa di stare lontana dalle quote a rischio narcosi, per oggi mi sono spinta giù abbastanza. Decido quindi di prendere la via del ritorno, magari perdendo tempo. Mi giro e l’ingresso è proprio davanti ai miei occhi, di un colore che va dal verde smeraldo al blu intenso, vedo la luce filtrare da li, oscuro la mia lampada e mi godo quello spettacolo che spezza il cuore. E mi viene spontaneo pensare agli esploratori quando dopo centinaia di metri percorsi nel nero come l’inchiostro girano l’angolo e vedono la sagola bianca che corre finalmente incontro alla luce del sole. Scuoto la testa e ritorno a concentrarmi su quello che devo fare. Ricontrollo i manometri, e mi scappa un pizzico d’orgoglio nel notare che sto tenendo la pressione di entrambe le bombole ben equilibrata. Altro cambio, mi rimetto in bocca il Cyclon e inizio la fase di risalita. Quando arrivo sui 28-29mt scorgo una piccola rientranza verso destra, quasi una saletta. Faccio per prendere il reel, ma poi mi fermo: la visibilità è più che ottima e ho l’ingresso a vista, così mi allontano di qualche metro dalla sagola guida e inizio ad esplorare quella parte di grotta mai vista prima. Mi accorgo che senza rendermene conto sono riscesa, quindi do un’ultima occhiata alla “stanza” e torno sulla sagola. In prossimità dell’ingresso mi stacco un’altra volta, ma decido di andare a sinistra, vedo pezzi di altri fili e una trota immobile su un masso. Mi fermo li anch’io puntandole contro la torcia, ma non si muove, allora allungo una mano e faccio per sfiorarla, ma questa scappa via alla velocità della luce e va a nascondersi da qualche parte nel buio. Perdo tempo ancora un po’ in quel punto della grotta che non avevo mai avuto la possibilità di godermi fino in fondo. Poi sbuco da dietro un sasso enorme e ho un tuffo al cuore alla vista del cielo e degli alberi che riesco perfettamente a vedere anche se ho una 20ina di metri d’acqua sopra alla testa. Quanto amo questo posto!!

Perdo un altro po’ di tempo nel laghetto, gironzolo intorno all’ingresso e alla campana decompressiva, mi chiedo come funzioni, poi il freddo inizia a farsi sentire alle mani, anche questa volta ho messo su i guanti leggeri, inizio la risalita rispettando i tempi. Mi fermo il primo minuto alla quota di 9mt, poi 5’ a 6mt dove mi accorgo che la sagola è lasca a causa di un elastico che si è tolto, la sistemo come posso sperando che possa reggere, continuo la risalita a 5mt al minuto, ultimo stop a 3mt, e finalmente una volta fuori dall’acqua tolgo l’erogatore e non può che scapparmi un urlo di esultazione! Rimango li a galleggiare senza peso a pancia in su guardando il cielo e i raggi del sole che di tanto in tanto fanno capolino dalle nuvole e mi illuminano il viso. Resto li e basta, con la mente vuota e il cuore leggero. Ancora non ci credo! Avrei già voglia di rimettere la testa li sotto… ma tutto con calma, questa sera si porta a caricare il bibo, poi rum celebrativo, e venerdì tornerò nel mio angolino di Paradiso!



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