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Questa Stora,A.baricco,2005
HO VISTO
rivisto il mare...signori,che gran meraviglia il mare!
STO ASCOLTANDO
la cura del tempo,fabi...
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
verde e blu...
ORA VORREI TANTO...
un caffè in una Roma assolata...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
di questi tempi,è vietato studiare
OGGI IL MIO UMORE E'...
iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiicccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccsssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)

MERAVIGLIE
1)
2)
3)
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"Lasciami andare a vedere il sogno, la velocità, il miracolo,non fermarmi con uno sguardo triste,questa notte lasciami vivere laggiù sullorlo del mondo,solo questa notte,poi tornerò". A.Baricco
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martedì 5 aprile 2005
ore 13:01 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Grazie Terra...
La mia nottata e la mia serata si son tinte di rosso...e,caro Presidente,dedico a lei e alla Nostra regione, tutte la serate e le nottate che ci saranno perchè figlie di questa rivoluzione riuscita... Caro Presidente,candidato tanto "anomalo e bizarro",la prego di porgere da parte di una Puglia che parla e non resta più in silenzio,i più sinceri saluti ad Adolfo Urso,che tanto ironizzò sul fatto che la Puglia faceva con lei del male a se stessa e,mi permetta, se dovesse incontrare da quelle parti Calderoli,non si dimentichi di indagare sulla tanto clamorosa "sconfitta di Prodi e la conseguente fine dell'Ulivo". Non posso tralascire purtroppo Fabrizio Cicchitto,e mi scuso anticipatamente se sto nominando nomi così poco fortunati in campo di previsione, con al seguito la presunta disfatta di Fassino,Rutelli e Margherita.. sono sottigliezze...ma occorre pur farle delle precisazioni..no? Detto questo,Buon lavoro Presidente!
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martedì 22 marzo 2005
ore 12:14 (categoria:
"Musica e Canzoni")
quanto farò...magari poi...
Vendero'
Venderò le mie scarpe nuove ad un vecchio manichino per vedere se si muove se sta fermo o se mi segue nel cammino
Venderò il mio diploma ai maestri del progresso per costruire un nuovo automa che dia a loro più ricchezza e a me il successo
Ai signori mercanti d'arte venderò la mia pazzia mi terranno un pò in disparte chi è normale non ha molta fantasia
Raffaele è contento non ha fatto il soldato ma ha girato e conosce la gente e mi dice: stai attento che resti fuori dal gioco se non hai niente da offrire al mercato
Venderò la mia sconfitta a chi ha bisogno di sentirsi forte e come un quadro che sta in soffitta gli parlerò della mia cattiva sorte
Raffaele è contento non si è mai laureato ma ha studiato e guarisce la gente e mi dice: stai attento che ti fanno fuori dal gioco se non hai niente da offrire al mercato
Venderò la mia rabbia a tutta quella brava gente che vorrebbe vedermi in gabbia e forse allora mi troverebbe divertente.
Ogni cosa ha un suo prezzo e nessuno lo sa quanto costa la mia libertà.
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lunedì 21 marzo 2005
ore 15:54 (categoria:
"Riflessioni")
Le nozze di Antigone
ULTIMA COMMOZIONE... - LE NOZZE DI ANTIGONE -
testo di Ascanio Celestini
regia di Veronica Cruciani e Arturo Cirillo con Veronica Cruciani scene di Massimo Bellando Randone musiche di Francesco De Melis
Antigone parla e il suo sguardo si posa sul padre per ricondurlo ad una visione domestica dell'esistenza. Lo sguardo e' pietoso e, nella casa di Antigone, Edipo e' assolto, salvo e lontano dal proprio destino. E' la prima parte di un progetto sulla vicenda di Edipo dove Antigone, Eteocle e Polinice racconteranno parlando con il padre. Attraverso il ricordo cercheranno di ricostruire la memoria, proveranno a rammemorare. Ma i tre figli hanno tre sguardi diversi e la storia del padre li ha coinvolti spingendoli verso tre diversi destini.
"La cosa che mi commuove di Antigone è il suo modo di guardare alle cose. Antigone parla di ciò che conosce; dalle sue parole capiamo da dove viene, conosciamo il posto dove è nata, il suo passato. Antigone è una bambina e al tempo stesso una vecchia, vittima del destino che la storia le ha riservato; nella solitudine racconta, rievoca le storie che ha da sempre sentito nella sua casa. Ha bisogno di raccontare e ricordare perché dentro quelle storie c’è la sua stessa identità. Ripete le parole di suo padre, di chi ormai non può più raccontare; sono parole che da sempre è abituata ad ascoltare perché parlare con il padre è la sua quotidianità. La sua casa è il luogo dove passato e presente si confondono; dove conosce l’amore, e continua a mantenerlo in vita anche oltre la morte. In Antigone ritroviamo l’immagine di un’umanità ferita, ma nel suo sguardo possiamo leggere “sempre un’unica domanda che è la domanda della vita stessa”.(Veronica Cruciani)
Due cose mi hanno spinto a lavorare alle "Nozze di Antigone": la bellezza del testo e la voglia irrefrenabile di Veronica di volerlo recitare. Ho in genere l'abitudine di scegliere io il testo su cui lavorare e successivamente coinvolgere degli attori su un progetto, in questo caso invece sono stato io il coinvolto. Ma penso che sia giusto così trattandosi di un monologo, cioè di un rapporto fortemente individuale tra delle parole ed un attore, o una attrice; penso spesso che quello che avviene davanti a me mentre Veronica prova sia un processo intimo al quale sono stato gentilmente invitato a partecipare, ma come osservatore e consigliere. Insomma sento che non sono io la materia attraverso la quale nascerà qualcosa, ma lei, unicamente lei: attraverso il suo respiro, il suo modo di muoversi, come guarda il mondo, l'emozioni che la abitano, le paure che la spaventano. L'incontro tra Veronica e le parole di Ascanio, parole ingannevolmente semplici, parole musicali, parole concrete ed evocative, questo incontro è per me già Antigone. Poi ci siamo immaginati un luogo, un pezzo di casa, il ricordo di una casa, con poche cose e "scompagniate". Ci siamo immaginati una musica da una chiesa di campagna, come un canto di confraternita per le stazioni di una processione immaginaria. Delle luci che svelano e nascondono, che illuminano qualcuna che è lì a prescindere da noi. Ci siamo immaginati tante orecchie e tanti occhi che guardano, e ascoltano, le cose come noi ce le siamo immaginate, e che magari se ne immagineranno ancora delle altre.(Arturo Cirillo)
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mercoledì 16 marzo 2005
ore 17:13 (categoria:
"Vita Quotidiana")
SE NON...
Se non cambiamo direzione, è probabile che arriveremo là dove siamo diretti...(Vecchio proverbio cinese)
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mercoledì 9 marzo 2005
ore 17:47 (categoria:
"Vita Quotidiana")
A te...
A te che mi regali vita... un croccante t'amo...
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lunedì 7 marzo 2005
ore 13:37 (categoria:
"Musica e Canzoni")
LE LETTERE D'AMORE
Le lettere d'amore Roberto Vecchioni
Fernando Pessoa chiese gli occhiali e si addormentò e quelli che scrivevano per lui lo lasciarono solo finalmente solo...
Così la pioggia obliqua di Lisbona lo abbandonò e finalmente la finì di fingere fogli di fare male ai fogli...
E la finì di mascherarsi dietro a tanti nomi, dimenticando Ophelia per cercare un senso che non c'è e alla fine chiederle: "Scusa se ho lasciato le tue mani, ma io dovevo solo scrivere, scrivere e scrivere di me..."
E le lettere d'amore, le lettere d'amore fanno solo ridere; non sarebbero d'amore se non facessero ridere; anch'io scrivevo un tempo lettere d'amore anch'io facevo ridere; le lettere d'amore, quando c'è l'amore, per forza fanno ridere.
E costruì un delirante universo senza amore dove tutte le cose hanno stanchezza di esistere e spalancato dolore.
Ma gli sfuggì che il senso delle stelle non è quello di un uomo, e si rivide nella pena di quel brillare inutile, di quel brillare lontano...
E capì tardi che dentro quel negozio di tabaccheria c'era più vita di quanta ce ne fosse in tutta la sua poesia; e che invece di continuare a tormentersi con un modo assurdo basterebbe toccare il corpo di una donna, rispondere a uno sguardo...
e scrivere d'amore e scrivere d'amore anche se si fa ridere anche quando la guardi, anche mentre la perdi quello che conta è scrivere; e non aver mai paura di essere ridicoli; solo chi non ha scritto mai lettere d'amore fa veramente ridere.
le lettere d'amore, le lettere d'amore, di un amore invisibile; le lettere d'ampre che avevo cominciato magari senza accorgermi; le lettere d'amore che avevo immaginato ma mi facevan ridere magari fossi in tempo, se avessi ancora il tempo per potertele scrivere....
... a chi ha il coraggio di osare...con carta bianca e inchiostro...
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giovedì 3 marzo 2005
ore 13:14 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Cara Valentina...
Per esempio Valentina io speravo di essere più forte,e non è vero, chel'orgoglio serve per cucire pezzi di dolore stare bene con idea di libertà. Tu sei stato un'importante prova di destino il mio cammino, stando a come i sogni di un ubriaco pago il conto e me ne vado.. Ma ti giuro Valentina non è facile accettare la carenzadi tee..
Crescerà il tuo vuoto come figlio dell'amore, che non ho saputo dare oppure ho dato per errore... Valentinaaaaa Valentinaaaaa Valentinaaaaa
Si è formato un nodo..è dura più del suo legare e degenera, un groviglio dispari e sleale, ma non so chi resterà a guardia della tua felicità, Valentina...
Per esempio, non è vero che poi mi dilungo,così spesso, su un solo argomento.. Per esempio, non è vero,che poi mi dilungo così spesso su un solo argomento Valentina, non è affatto vero, che poi mi dilugo così spesso su un solo argomento.. su un solo argomento solo argomento solo argomento
M.Gazzè
A Sandro... per quella domenica mattina di "Cara Valentina" sotto la doccia...
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lunedì 28 febbraio 2005
ore 17:27 (categoria:
"Vita Quotidiana")
...ics....
...sconfigger la noia col dare..che fare o non fare....
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venerdì 18 febbraio 2005
ore 16:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
il sole...
ED IO NON SMETTERO' MAI DI RINGAZIARE QUEL SIGNORE CHE MI HA REGALATO IL RISVEGLIO MIGLIORE... COMMOSSA RINGRAZIO...e lascio che il sole mi vesta di luce...
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venerdì 11 febbraio 2005
ore 12:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
buongiono...
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