|



NICK:
cipciop
SESSO:
m
ETA': 29
CITTA': PADOVA
COSA COMBINO: il cazzaro
STATUS: single
[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE
COMPLETO]
[
SCRIVIMI
]

STO LEGGENDO
lonely planet:Canada east coast
HO VISTO
una cucciolata di pastori maremmani, bellissimi
STO ASCOLTANDO
Junkie Mix
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
da office, ma basic
ORA VORREI TANTO...
essere già in vacanza
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
niente, è estate e bisogna godersi la vita!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...
in standby
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
|
VIVERE...Vedere il mondo in un granello di sabbia.E il cielo in un fiore. Tenere l'infinito nel palmo della mano...e l'eternità in un ora...
W.Blake
|
(questo BLOG è stato visitato 1688 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ULTIMI
10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso
il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
|
lunedì 30 agosto 2004
ore 14:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ritorno alla realtà..
29/8/04 14.20 atterraggio aereoporto Marco Polo di Tessera (VE)
si torna alla solita realtà quotidiana dopo la più bella vacanza della mia vita, percorso: BOSTON auto fino a Portland (bagnetto nell'oceano) imbarco sul traghetto per Canada sbarco a Yarmouth-Nuova Scotia (Canada) parco naturale Kejimmkujk (campeggio + canoa tra i laghi...speciale!!) Halifax: città, pernottamento nel campus universitario e festival del basket parco naturale di Cape Breton festival acadiano a Cape Breton New Brunswick parco naturale di Quèbec Quèbec City: strabella, pernottamento nel campus universitario con feste a nastro Montreal: le regazze più belle del Canada New York City: non ci sono parole per descrivere l'unica città che ti strega dopo che sei lì da 10 minuti e che ti avvolge con i suoi 8,5 milioni di abitanti, 1000 attrazioni e cose da fare...
abbiamo guidato tanto, camminato di più, conosciuto tanta gente e divertiti di +! Ne valeva la pena e adesso si torna a PD alla vita quotidiana con una marcia in più, più ricchi culturalmente e con qualche amico in più
Ciao gente e grazie della compagnia Izio e Stokes
LEGGI
I COMMENTI (1)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 26 luglio 2004
ore 12:32 (categoria:
"Viaggi")
Diario di bordo
Non mi aspettavo il sogno caraibico delle Antille che ho visitato: Antigua, con le belle e resataurate abitazioni e magazzini inglesi con costi americani). Guadalupa: da visitare l’ultima foresta tropicale pluviale. Point a Pitre con costi ultra europei. Ma cercando al di fuori della città le cose cambiano e ci sono dei paesetti con le caratteristiche case caraibiche di molti colori. Marie Galante: rum loca a 59 gradi torcibudella, e due aragoste prese con le mani. Domenica: da visitare. Martinica: centro dei carabi francofoni; per i ricambi si trova tutto a Le Marin e lì vicino da passare qualche giorno in rada, la bella spiaggia vicino al Club Med e il grasiosizzimo paesino di S.Anne con le sue casette colorate e i ristorantini in riva la mera. Fort de France: un gran mercato mi ha appassionato e si trova di tutto anche qui, alimentari e non. S.Lucia con il caratteristico paesino di La Soufriere e i due Pitons di lava vulcanica. A S. Vincent (angolofona) abbiamo potuto assistere alle riprese di un film sui pirati: la mia prima volta che mi trovo su di un set, ed è stato molto bello poter visitare una nave a vela ricostruita secondo le regole dell’epoca. Bella in una riparatissima baia Bequia con particolare colore locale e le “Steel Bands”. Poi un affondo di mare nelle Tobago Keys: coralli di tutti i tipi in pochi metri d’acqua, razze e mante in acque trasparenti ci hanno fatto vedere i Carabi quando il turismo non c’era!! E infine Grenada, cui non abbiamo dato forse l’importanza che merita. Forse però esiste in Giamaica e Cuba che forse visiterò nel viaggio di ritorno in Europa....
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 26 luglio 2004
ore 12:30 (categoria:
"Viaggi")
Diario di bordo
S. Lucia ci accoglie nella bella e ridossata baia. E in quegli 11 giorni di viaggio tra i due marinai nasce un forte idillio, che continuerà in Italia, al loro ritorno a gennaio (ma che è questa, love boat?). Ci visitiamo per benino le Antille, andando su e giù, per le isole e a Natale ci raggiunge di nuovo Laura con un’altra cara amica, Luana, ragazza giocosa ed esuberante che portano un po’ di “verve” (consentitemi il francese, lingua locale per eccellenza) a bordo. Ultimo dell’anno tra cenone e balli sulla spiaggia, con temperature favolose. E nell’ultimo giorno dell’anno varie telefonate si rincorrono tra l’Italia e noi, con notizia di varie nevicate. Ma anche qui, ragazzi, con l’aiuto dei vari rasta, si riesce a vedere la “neve”. Ma le due ragazze devono tornare al loro lavoro, Federico e Carmela partono da Forte de Francein Martinica e , amoreggiando, se ne ritornano in Italia anche loro, e definitivamente. Nicola, veneziano terricolo, mi raggiunge per un mese. Questo ragazzo mi è molto caro, perché molto spontaneo e di amicizia immediata, oltre che buon marinaio e regalante, e ottimo consigliere: spero di poterlo riavere con me. Con lui ci facciamo delle belle veleggiate fra le isole, nonché una andata e ritorno dalla Martinica a Guadalupa dal concessionario dello Standard C appena installato, ma che non riceve le e-mail dall’Italia, a tempo di record. Ci fa compagnia Christian, appena imbarcato a Granata a metà di febbraio, giovane ex-avvocato che ha lasciato definitivamente il foro per dedicarsi a scotte, fucile sub e la sua cara macchina fotografica a tempo pieno. Ritornati a Fort de France, Nico se ne ritorna dall’amata Doriana.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
martedì 20 luglio 2004
ore 09:54 (categoria:
"Viaggi")
Diario di bordo
Ci si trasferisce a Mindelo, a dare un’occhiata a Fedor con seri problemi al timone. Ma altri amici (si è sempre tutti disponibili in questi casi di necessità) lo stanno già aiutando e, fiduciosi che presto risolverà i suoi problemi, prendiamo il largo. L’oceano è sotto e scorre veloce e piacevole. Belle onde a poppa ci rincorrono e ci superano lentamente: la barca fila che è un piacere con gennaker e fiocco con ritenuta e in 11 giorni ci facciamo le nostre brave 2100 miglia fino a S.Lucia. Mi aspettavo, come mi avevano detto i vari giramondo francesi, canadesi, americani incontrati al Royal Yacht Club di Tangeri, nelle varie cenette e aperitivi, che avrei assaporato l’onda lunga e potente dell’oceano, che ti spinge con forza e ti fa andare in surf con facilità: nulla di tutto questo! Onda corta mediterranea, solo qualche rara volta sui ¾ metri. A proposito del marina di Tangeri: il nome è altisonante, l’accoglienza diventa buona col tempo anche se sospettosa all’inizio (forse hanno sempre paura di venir fottuti in qualcosa, ma anche qui gli euro o i dollari fanno miracoli); ma non aspettatevi un marina tipo Italia o Spagna! Una banchina, con marea anche di due metri, di una cinquantina di metri di lunghezza cui sono abbarbicate, anche in quinta fila, tutte le barche che arrivano.
Poiché i primi ad andarsene sono quelli vicino alla banchina, ogni volta che un amico ti lascia nasce un grande lavoro di cavi e ancore per ripristinare un ormeggio sempre un po’ precario.
LEGGI
I COMMENTI (1)
- SEGNALA questo BLOG
martedì 20 luglio 2004
ore 09:53 (categoria:
"Viaggi")
Diario di bordo
L’arcipelago di Capo Verde è un posto povero, ma piacevole, con gente ospitale e curiosa di conoscere da dove vieni e che cosa ti gira nella testa per fare quello che fai. Qui siamo ancora in molti navigatori e di molte nazionalità, ma di questi nessuno che ha in mente il “giro”. Anche qui i giorni passano, in attesa di federico e Carmela che verranno fino alle Antille, per darmi l’immancabile mano per l’Atlantico, atteso e un po’ temuto. E’ la mia prima traversata e, nell’attesa, il cuore batte un po’ più forte del solito. Le isole di Capo Verde sono essenzialmente brulle con una scarsa economia locale, basata sulla pesca, qualche rara coltivazione; in effetti hanno impiantato a Sal due grossi generatori eolici, che però non funzionano per mancanza di manutenzione (è un po’ la stessa storia di quanto avviene nel continente africano cui appartengono). A Praia vi sono degli hotel moderni che appartengono alle solite società internazionali del turismo, cui vanno i profitti, mentre per i locali non resta che un po’ di disponibilità di manodopera. Hanno anche intenzione , secondo un mega progetto di un famoso architetto francese (che ci deve ever ricavato una bella parcella, senza probabilmente farsi molte domande) di costruire una enormità di insediamenti turistico- alberghieri e una darsena di notevoli dimensioni per il diporto, questo sempre a Sal. Ci si pone a questo punto una questione: dove trovano l’energia e l’acqua? Dove trovano tutto il personale qualificato per la gestione dell’assieme? E i quattrini? Mah, che non sia un sogno o diventi una cattedrale nel deserto (vero) di cui noi italiani abbiamo vaste conoscenze?
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
domenica 20 giugno 2004
ore 17:28 (categoria:
"Viaggi")
Diario di bordo
Passano i giorni e arriva un marinaio dall’Italia per il prossimo tratto. Fine settembre. Bella navigata fino alle Canarie, con randa, gennaker e fiocco e punte di 13 nodi di bolina larga. Resta solo il rammarico di non essere stati a Madeira, causa venti contrari e al momento troppo deboli. Tenerife con tempo nuvoloso e ventoso (effetto Venturi tra le isole), e traghetti immensi che ti passano davanti e dietro a velocità folle, carichi di camion, auto e turisti “mordi e fuggi” che con il solito pacchetto di viaggio vedono tutto in poche rapide ore (ma che c… vedono in così poco tempo? Non scambiano una chiacchierata con i locali?). Una telefonata e i miei cugini emigrati da qualche anno dall’Italia mi accolgono come Cristoforo Colombo! No ragazzi, ho solo i dubbi e le paure che forse il Grande Genovese aveva: l’amico Adriatico comincia ormai ad allontanarsi e gioco in trasferta su un campo non noto!!!!
Anche qui i giorni passano veloci e faccio la conoscenza di un solitario francese, Fedor, più o meno coetaneo, e si instaura una amicizia che più avanti ci permetterà di darci dei randez-vous in varie parti del mondo, visto che il giro è lo stesso e molte tappe sono obbligate. Ma per andare avanti come si fa? Tanti hanno telefonato, troppi, ma al “quando vieni” non si sa più nulla! Ed ecco la buona sorte (e penso a mia madre che da lassù farà molte insistenze perché mi sia propizia) mi manda Kristhine, olandese che parla solo inglese e di cui capisco solo qualche rara parola ( si può fare il giro anche senza questa lingua, seppur consigliabile parlarla), che, stufa degli isterismi dello skipper della barca nella quale stava, decide di farsi dare un passaggio fino alle isole di Capo Verde.
Dopo qualche giorno di ambientamento reciproco per compere e qualche cenetta a Tenerife, tra dieci parole di inglese e due o tre tra francese e spagnolo, cominciamo un po’ a capirci ed acquistare una fiducia reciproca (pensava che i miei obiettivi fossero ben diversi dalla semplice navigazione!!). Portiamo a termine in 6 giorni con una bella veleggiata in poppa il traferimento fino all’isola di Sal. E un bel dorao ( in italiano lampuga o corifea) dai colori stupendi tra il giallo cromo il verde e l’azzurro, in quei giorni, viene a rallegrare, per la prima volta con pesca alla traina, la nostra cucina e a dare convinzione a me che non ho mai pescato in vita mia. La prova che in definitiva in questi mari è abbastanza facile procurarsi proteine fresche e appetitose (raccomandato e delicatissimo in agrodolce: cipolla, aceto e un po’ di zucchero).
L’arcipelago di Capo Verde è un posto povero, ma piacevole, con gente ospitale e curiosa di conoscere da dove vieni e che cosa ti gira nella testa per fare quello che fai. Qui siamo ancora in molti navigatori e di molte nazionalità, ma di questi nessuno che ha in mente il “giro”. Anche qui i giorni passano, in attesa di federico e Carmela che verranno fino alle Antille, per darmi l’immancabile mano per l’Atlantico, atteso e un po’ temuto. E’ la mia prima traversata e, nell’attesa, il cuore batte un po’ più forte del solito.
LEGGI
I COMMENTI (5)
- SEGNALA questo BLOG
venerdì 28 maggio 2004
ore 21:22 (categoria:
"Viaggi")
Diario di bordo
Fine Agosto. Ed eccoci qui, Silvano e Paolo (c’est moi), che si trasferiscono con una eterna bulinata, fino alla Grande Motte, al cantiere di origine, per far carena e altri lavori di preparazione. Passa così quasi un mese, con continui giri in bici ad acquistare altri pezzi di ricambio, viveri, attrezzature varie mancanti, con il finale di un epico salasso. Ma tant’è: si doveva fare. Ed eccoci alla fine di settembre, pronti a apartire, e ci mettiamo in moto per la Spagna, vento in poppa. Le Baleari sono presto superate e la costa spagnola, seppur a distanza notevole, sfila sotto ai nostri assonnati occhi, finchè arriviamo, con alcune tappe tecniche in mezzo, ad Alicante, dove si imbarca l’amico Federico. Ma poco dopo, un grande litigio tra i due, impone una scelta che diventa obbligata anche per il cambiamento “ormonale”, che rivela Silvano poco affidabile nel tempo. Ed anche lui sbarca, questa volta forzosamente a Malaga. Mi sento preoccupato, perché Federico ha i suoi impegni e potrà accompagnarmi solo per un breve periodo. La barca è piuttosto grossa ed alcune manovre richiedono assolutamente la presenza di almento due persone di equipaggio e certe attrezzature non sono certo concepite per un solitario. Grande dilemma: si molla tutto o si va avanti? Alcuni giorni di angoscia, vera e profonda anche se non manifestata ad altri. E la decisione: si va avanti!! Dio vede e provvede. Varie inserzioni, già da tempo programmate e visto l’andazzo precedente su Bolina (rivista che tutti i dipartisti dovrebbero leggere, perché fonte di notizie, contatti e preziosi insegnamenti) mi mettono in contatto con tantissime persone desiderose di fare almeno un tratto del viaggio: ma poi solo pochissimi sono disposti ad accollarsi i costi necessari ed hanno effettivamente la disponibilità di tempo. Un piccolo consiglio: privilegiate prima la scelta degli uomini, non della barca, come ho fatto io. Ma intanto si fa anche il paventato stretto di Gibilterra con una volatona di bolina di 10 nodi di media e si atterra a Tangeri. Federico prende l’aereo al volo e solo e soletto come non è mia abitudine, comincio a vedermi per benino Tangeri: la casba, il suk (non fateveli mancare alla prossima occasione!! c’è di tutto, unito ad un “colore locale” indescrivibile e che non dimenticherete più), qualche conversazione in francese con i locali, disposti a farti compagnia per una tazza di caldissimo tè alla menta e qualche diram (meglio però altre monete più forti!), soliti acquisti di souvernirs a alimentari che, sembra impossibile, non sembrano mai sufficienti per il prossimo grosso trasferimento. E non dimenticate di fare il bagno turco, dove vanno i marocchini, con relativo massaggio “schiantante” eseguito da uno smilzo energumeno al quale non si sarebbero date 5 lire di forza fisica: ma ti rigenera.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 24 maggio 2004
ore 23:32 (categoria:
"Viaggi")
Diario di bordo
MARCO POLO è salpato da Venezia, città marinara di eccellenza e di adozione, il 30 giugno 2002. Molto brevemente descriverò il periodo passato in Adriatico, Grecia, Francia e Spagna, in quanto mete note a molti italiani e di conseguenza riferirei su cose e luoghi già conosciuti dai navigatori italici. In Adriatico, oltre ai primi tre componenti l’equipaggio, Paolo, Roberto e Silvano, è stata imbarcata a Pescara, con un bell’avvicinamento alla spiaggia e trasbordo con il tender, Laura e le sue “masserizie”, in realtà non troppo voluminose.
Abbiamo proseguito per le isole greche ioniche, con varie tappe molto piacevoli nei posti più suggestivi e poi siamo addentrati nel mar Egeo attraverso il canale di Corinto, spettacolare per la notevole opera di ingegneria e di scavo nella roccia. Diverse isole facevano da pietre miliari durante il nostro percorso e lì, ormai entrati nel clima culturale e di spontanea accoglienza della popolazione (“stessa fazza, stessa razza” come usano dire di noi italiani), abbiamo visitato vai luoghi più o meno conosciuti fino ad arrivare alla celebrata Santorini, di una straordinaria bellezza mediterranea. Ristorantini a strapiombo su un mare blu Pelikan, visite a scavi archeologici, pescate di cerniotti poi cotti alla brace su qualche spiaggetta deserta lontana dal mondo segnavano le nostre giornate di viaggiatori avventurosi con tanta voglia di toglierci di dosso la polvere invernale di pianura... Ma anche quando tutto va per il verso giusto c’è sempre in agguato qualcosa che deve essere affrontato. Roberto, innamoratosi di una sciacquetta che aveva portato a bordo quale ultimo componente dell’equipaggio, decide di mollare tutto e di ritornare in romana terra natia per assaporare appieno le delizie di Venere. Arriviamo così, un po’ intristiti tutti e diventati musoni, a Cagliari dove sbarca sia la novella coppia che Laura per ritornare dai suoi alunni; lei però come da programma.
....continua....
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 24 maggio 2004
ore 23:28 (categoria:
"Viaggi")
Diario di Bordo
Prefazione di Cipciop Navigazione avventurosa, sfida degli elementi marini e passione per la navigazione spinge degli intrepidi ad iniziare il giro del mondo su di una imbarcazione da diporto, il Marco Polo. Catamarano di 52 piedi di fabbricazione francese, Marco Polo viene ricoverato durante l’inverno del 2001/2002 per allestimento di attrezzature da “gran turismo” e nella primavera 2002 un primo viaggio di prova lo vede solcare le acque dell’Adriatico alla volta delle coste croate. Una settimana di vacanza dove il sottoscritto si è adoperato come mozzo, marinaio e mascotte di bordo ha messo alla prova l’imbarcazione anche con condizioni marine avverse, ponendo fine ai lavori a bordo di allestimento.
Marco Polo in questi 2 anni ha effettuato un percorso in senso est-ovest toccando le coste del Venezuela, le Galapagos e altri posti magnifici, per celebrarne i fasti e i giorni pesanti pubblico questo breve diario di bordo che il suo armatore prepara con dovizia ogni tanto. Chi volesse maggiori informazioni potrà contattarmi. Appena possibile realizzerò un sito più idoneo o creerò un nuovo utente.... nel frattempo ospiterò con molto piacere il racconto di ciò che sento molto vicino al mio stile di vita ideale. Buona lettura
Cipciop

COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
giovedì 20 maggio 2004
ore 11:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
il ritorno...
....sono già passati 2 giorni dalla crociera intorno all'isola d'Elba a fare immersioni, il pensiero torna al motosailer Folgore che ci ha accompagnati intorno a tutta l'isoletta coccolandoci con gustosi stuzzichini tra una immersione e l'altra...gli amici che dopo ogni tuffo si prendevano in giro a vicenda per le cavolate fatte in acqua e i pesci visti.... difficile dimenticare quella granseola gigantesca che tenevo in mano..specialmente per chi se l'è vista mettere in faccia: come avere un alien sul naso!! devo dire che comunque mi sono tenuto su il morale facendo una gitarella a Trento ed una a BZ, ma vuoi mettere il mare dell'arcipelago della Maddalena??
Beo beo
e domani si torna in acuqa in croazia!!! e continua la saga....
Halloooooo
LEGGI
I COMMENTI (2)
- SEGNALA questo BLOG
> > > MESSAGGI PRECEDENTI
|
|
MAGGIO 2026
<--Prec.
Succ.--> |
| Do |
Lu |
Ma |
Me |
Gi |
Ve |
Sa |
| |
|
|
|
|
1
|
2
|
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
|
10
|
11
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
|
17
|
18
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
|
24
|
25
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|
|
31
|

|