Tathagata è una parola sanscrita che si può tradurre come "Colui che così viene" o "Colui che così va". Il nome evidenzia lo stato ontologico raro e ambiguo di un essere pienamente illuminato, che è al di là dell’esistenza e della non-esistenza, di fatto al là di ogni stato esprimibile con parole.
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domenica 21 dicembre 2008 - ore 12:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"In poco tempo raccolsi un mazzolino piccolo e semplice. Non meritava certo di essere messo in un vaso, ma io ero pieno di entusiasmo nel raccoglierlo e nel comporlo! Colsi la rosa canina e il gelsomino selvatico attorno alla panchina. Sapevo che non lontano c’era un campo di segale che stava maturando e corsi là a prendere i fiordalisi. Li intrecciai con le lunghe spighe di segale, scegliendo le più dorate e le più grosse. Non lontano, trovai un folto gruppo di non-ti-scordar-di-me e il mio mazzo cominciò a prendere consistenza. Nel campo trovai le campanule e i garofani selvatici, poi andai vicino al fiume per raccogliere i gialli gigli d’acqua. Quando ormai stavo tornando indietro, corsi nel boschetto per prendere qualche foglia palmata di acero, verde chiaro, per avvolgere il mio mazzo, calpestai inavvertitamente un’intera famiglia di viole del pensiero, vicino alle quali c’erano altre viole, mezzo nascoste ancora e cosparse di brillanti gocce di rugiada, che, con il loro profumo, inondavano l’erba folta e rigogliosa. Il mazzo era pronto. Lo legai con dell’erba sottile e lunga che intrecciai come una corda, ..."
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