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NICK: cipciop
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COSA COMBINO: il cazzaro
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lonely planet:Canada east coast


HO VISTO
una cucciolata di pastori maremmani, bellissimi


STO ASCOLTANDO
Junkie Mix


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
da office, ma basic


ORA VORREI TANTO...
essere già in vacanza


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
niente, è estate e bisogna godersi la vita!!!


OGGI IL MIO UMORE E'...
in standby


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
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MERAVIGLIE

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“VIVERE...Vedere il mondo in un granello di sabbia.E il cielo in un fiore. Tenere l'infinito nel palmo della mano...e l'eternità in un ora...

W.Blake ”

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(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


lunedì 30 agosto 2004
ore 14:15
(categoria: "Vita Quotidiana")


Ritorno alla realtà..
29/8/04 14.20 atterraggio aereoporto Marco Polo di Tessera (VE)

si torna alla solita realtà quotidiana dopo la più bella vacanza della mia vita, percorso:
BOSTON
auto fino a Portland (bagnetto nell'oceano)
imbarco sul traghetto per Canada
sbarco a Yarmouth-Nuova Scotia (Canada)
parco naturale Kejimmkujk (campeggio + canoa tra i laghi...speciale!!)
Halifax: città, pernottamento nel campus universitario e festival del basket
parco naturale di Cape Breton
festival acadiano a Cape Breton
New Brunswick
parco naturale di
Quèbec
Quèbec City: strabella, pernottamento nel campus universitario con feste a nastro
Montreal: le regazze più belle del Canada
New York City: non ci sono parole per descrivere l'unica città che ti strega dopo che sei lì da 10 minuti e che ti avvolge con i suoi 8,5 milioni di abitanti, 1000 attrazioni e cose da fare...

abbiamo guidato tanto, camminato di più, conosciuto tanta gente e divertiti di +!
Ne valeva la pena e adesso si torna a PD alla vita quotidiana con una marcia in più, più ricchi culturalmente e con qualche amico in più

Ciao gente e grazie della compagnia Izio e Stokes


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lunedì 26 luglio 2004
ore 12:32
(categoria: "Viaggi")


Diario di bordo
Non mi aspettavo il sogno caraibico
delle Antille che ho visitato:
Antigua, con le belle e resataurate
abitazioni e magazzini inglesi con
costi americani). Guadalupa: da
visitare l’ultima foresta tropicale
pluviale. Point a Pitre con costi ultra
europei. Ma cercando al di fuori della
città le cose cambiano e ci sono dei
paesetti con le caratteristiche case
caraibiche di molti colori. Marie
Galante: rum loca a 59 gradi
torcibudella, e due aragoste prese con
le mani. Domenica: da visitare.
Martinica: centro dei carabi
francofoni; per i ricambi si trova
tutto a Le Marin e lì vicino da passare
qualche giorno in rada, la bella
spiaggia vicino al Club Med e il
grasiosizzimo paesino di S.Anne con le
sue casette colorate e i ristorantini
in riva la mera. Fort de France: un
gran mercato mi ha appassionato e si
trova di tutto anche qui, alimentari e
non. S.Lucia con il caratteristico
paesino di La Soufriere e i due Pitons
di lava vulcanica. A S. Vincent
(angolofona) abbiamo potuto assistere
alle riprese di un film sui pirati: la
mia prima volta che mi trovo su di un
set, ed è stato molto bello poter
visitare una nave a vela ricostruita
secondo le regole dell’epoca. Bella in
una riparatissima baia Bequia con
particolare colore locale e le “Steel
Bands”. Poi un affondo di mare nelle
Tobago Keys: coralli di tutti i tipi in
pochi metri d’acqua, razze e mante in
acque trasparenti ci hanno fatto vedere
i Carabi quando il turismo non c’era!!
E infine Grenada, cui non abbiamo dato
forse l’importanza che merita. Forse
però esiste in Giamaica e Cuba che
forse visiterò nel viaggio di ritorno
in Europa....


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lunedì 26 luglio 2004
ore 12:30
(categoria: "Viaggi")


Diario di bordo
S. Lucia ci accoglie nella bella e
ridossata baia. E in quegli 11 giorni
di viaggio tra i due marinai nasce un
forte idillio, che continuerà in
Italia, al loro ritorno a gennaio (ma
che è questa, love boat?). Ci visitiamo
per benino le Antille, andando su e
giù, per le isole e a Natale ci
raggiunge di nuovo Laura con un’altra
cara amica, Luana, ragazza giocosa ed
esuberante che portano un po’
di “verve” (consentitemi il francese,
lingua locale per eccellenza) a bordo.
Ultimo dell’anno tra cenone e balli
sulla spiaggia, con temperature
favolose. E nell’ultimo giorno
dell’anno varie telefonate si
rincorrono tra l’Italia e noi, con
notizia di varie nevicate. Ma anche
qui, ragazzi, con l’aiuto dei vari
rasta, si riesce a vedere la “neve”. Ma
le due ragazze devono tornare al loro
lavoro, Federico e Carmela partono da
Forte de Francein Martinica e ,
amoreggiando, se ne ritornano in Italia
anche loro, e definitivamente. Nicola,
veneziano terricolo, mi raggiunge per
un mese. Questo ragazzo mi è molto
caro, perché molto spontaneo e di
amicizia immediata, oltre che buon
marinaio e regalante, e ottimo
consigliere: spero di poterlo riavere
con me. Con lui ci facciamo delle belle
veleggiate fra le isole, nonché una
andata e ritorno dalla Martinica a
Guadalupa dal concessionario dello
Standard C appena installato, ma che
non riceve le e-mail dall’Italia, a
tempo di record. Ci fa compagnia
Christian, appena imbarcato a Granata a
metà di febbraio, giovane ex-avvocato
che ha lasciato definitivamente il foro
per dedicarsi a scotte, fucile sub e la
sua cara macchina fotografica a tempo
pieno. Ritornati a Fort de France, Nico
se ne ritorna dall’amata Doriana.


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martedì 20 luglio 2004
ore 09:54
(categoria: "Viaggi")


Diario di bordo
Ci si trasferisce a Mindelo, a dare
un’occhiata a Fedor con seri problemi
al timone. Ma altri amici (si è sempre
tutti disponibili in questi casi di
necessità) lo stanno già aiutando e,
fiduciosi che presto risolverà i suoi
problemi, prendiamo il largo. L’oceano
è sotto e scorre veloce e piacevole.
Belle onde a poppa ci rincorrono e ci
superano lentamente: la barca fila che
è un piacere con gennaker e fiocco con
ritenuta e in 11 giorni ci facciamo le
nostre brave 2100 miglia fino a
S.Lucia. Mi aspettavo, come mi avevano
detto i vari giramondo francesi,
canadesi, americani incontrati al Royal
Yacht Club di Tangeri, nelle varie
cenette e aperitivi, che avrei
assaporato l’onda lunga e potente
dell’oceano, che ti spinge con forza e
ti fa andare in surf con facilità:
nulla di tutto questo! Onda corta
mediterranea, solo qualche rara volta
sui ¾ metri. A proposito del marina di
Tangeri: il nome è altisonante,
l’accoglienza diventa buona col tempo
anche se sospettosa all’inizio (forse
hanno sempre paura di venir fottuti in
qualcosa, ma anche qui gli euro o i
dollari fanno miracoli); ma non
aspettatevi un marina tipo Italia o
Spagna! Una banchina, con marea anche
di due metri, di una cinquantina di
metri di lunghezza cui sono
abbarbicate, anche in quinta fila,
tutte le barche che arrivano.

Poiché i primi ad andarsene sono quelli
vicino alla banchina, ogni volta che un
amico ti lascia nasce un grande lavoro
di cavi e ancore per ripristinare un
ormeggio sempre un po’ precario.


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martedì 20 luglio 2004
ore 09:53
(categoria: "Viaggi")


Diario di bordo
L’arcipelago di Capo Verde è un posto
povero, ma piacevole, con gente
ospitale e curiosa di conoscere da dove
vieni e che cosa ti gira nella testa
per fare quello che fai. Qui siamo
ancora in molti navigatori e di molte
nazionalità, ma di questi nessuno che
ha in mente il “giro”. Anche qui i
giorni passano, in attesa di federico e
Carmela che verranno fino alle Antille,
per darmi l’immancabile mano per
l’Atlantico, atteso e un po’ temuto. E’
la mia prima traversata e, nell’attesa,
il cuore batte un po’ più forte del
solito.
Le isole di Capo Verde sono
essenzialmente brulle con una scarsa
economia locale, basata sulla pesca,
qualche rara coltivazione; in effetti
hanno impiantato a Sal due grossi
generatori eolici, che però non
funzionano per mancanza di manutenzione
(è un po’ la stessa storia di quanto
avviene nel continente africano cui
appartengono). A Praia vi sono degli
hotel moderni che appartengono alle
solite società internazionali del
turismo, cui vanno i profitti, mentre
per i locali non resta che un po’ di
disponibilità di manodopera. Hanno
anche intenzione , secondo un mega
progetto di un famoso architetto
francese (che ci deve ever ricavato una
bella parcella, senza probabilmente
farsi molte domande) di costruire una
enormità di insediamenti turistico-
alberghieri e una darsena di notevoli
dimensioni per il diporto, questo
sempre a Sal. Ci si pone a questo punto
una questione: dove trovano l’energia e
l’acqua? Dove trovano tutto il
personale qualificato per la gestione
dell’assieme? E i quattrini? Mah, che
non sia un sogno o diventi una
cattedrale nel deserto (vero) di cui
noi italiani abbiamo vaste conoscenze?


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domenica 20 giugno 2004
ore 17:28
(categoria: "Viaggi")


Diario di bordo
Passano i giorni e arriva un marinaio
dall’Italia per il prossimo tratto.
Fine settembre. Bella navigata fino
alle Canarie, con randa, gennaker e
fiocco e punte di 13 nodi di bolina
larga. Resta solo il rammarico di non
essere stati a Madeira, causa venti
contrari e al momento troppo deboli.
Tenerife con tempo nuvoloso e ventoso
(effetto Venturi tra le isole), e
traghetti immensi che ti passano
davanti e dietro a velocità folle,
carichi di camion, auto e
turisti “mordi e fuggi” che con il
solito pacchetto di viaggio vedono
tutto in poche rapide ore (ma che c…
vedono in così poco tempo? Non
scambiano una chiacchierata con i
locali?).
Una telefonata e i miei cugini emigrati
da qualche anno dall’Italia mi
accolgono come Cristoforo Colombo! No
ragazzi, ho solo i dubbi e le paure che
forse il Grande Genovese aveva: l’amico
Adriatico comincia ormai ad
allontanarsi e gioco in trasferta su un
campo non noto!!!!

Anche qui i giorni passano veloci e
faccio la conoscenza di un solitario
francese, Fedor, più o meno coetaneo, e
si instaura una amicizia che più avanti
ci permetterà di darci dei randez-vous
in varie parti del mondo, visto che il
giro è lo stesso e molte tappe sono
obbligate. Ma per andare avanti come si
fa? Tanti hanno telefonato, troppi, ma
al “quando vieni” non si sa più nulla!
Ed ecco la buona sorte (e penso a mia
madre che da lassù farà molte
insistenze perché mi sia propizia) mi
manda Kristhine, olandese che parla
solo inglese e di cui capisco solo
qualche rara parola ( si può fare il
giro anche senza questa lingua, seppur
consigliabile parlarla), che, stufa
degli isterismi dello skipper della
barca nella quale stava, decide di
farsi dare un passaggio fino alle isole
di Capo Verde.

Dopo qualche giorno di ambientamento
reciproco per compere e qualche
cenetta a Tenerife, tra dieci parole di
inglese e due o tre tra francese e
spagnolo, cominciamo un po’ a capirci
ed acquistare una fiducia reciproca
(pensava che i miei obiettivi fossero
ben diversi dalla semplice
navigazione!!). Portiamo a termine in 6
giorni con una bella veleggiata in
poppa il traferimento fino all’isola di
Sal. E un bel dorao ( in italiano
lampuga o corifea) dai colori stupendi
tra il giallo cromo il verde e
l’azzurro, in quei giorni, viene a
rallegrare, per la prima volta con
pesca alla traina, la nostra cucina e a
dare convinzione a me che non ho mai
pescato in vita mia. La prova che in
definitiva in questi mari è abbastanza
facile procurarsi proteine fresche e
appetitose (raccomandato e
delicatissimo in agrodolce: cipolla,
aceto e un po’ di zucchero).

L’arcipelago di Capo Verde è un posto povero, ma piacevole, con gente ospitale e curiosa di conoscere da dove vieni e che cosa ti gira nella testa per fare quello che fai. Qui siamo ancora in molti navigatori e di molte nazionalità, ma di questi nessuno che ha in mente il “giro”. Anche qui i giorni passano, in attesa di federico e Carmela che verranno fino alle Antille, per darmi l’immancabile mano per l’Atlantico, atteso e un po’ temuto. E’ la mia prima traversata e, nell’attesa, il cuore batte un po’ più forte del solito.


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venerdì 28 maggio 2004
ore 21:22
(categoria: "Viaggi")


Diario di bordo
Fine Agosto. Ed eccoci qui, Silvano e
Paolo (c’est moi), che si trasferiscono
con una eterna bulinata, fino alla
Grande Motte, al cantiere di origine,
per far carena e altri lavori di
preparazione. Passa così quasi un mese,
con continui giri in bici ad acquistare
altri pezzi di ricambio, viveri,
attrezzature varie mancanti, con il
finale di un epico salasso. Ma tant’è:
si doveva fare. Ed eccoci alla fine di
settembre, pronti a apartire, e ci
mettiamo in moto per la Spagna, vento
in poppa. Le Baleari sono presto
superate e la costa spagnola, seppur a
distanza notevole, sfila sotto ai
nostri assonnati occhi, finchè
arriviamo, con alcune tappe tecniche in
mezzo, ad Alicante, dove si imbarca
l’amico Federico. Ma poco dopo, un
grande litigio tra i due, impone una
scelta che diventa obbligata anche per
il cambiamento “ormonale”, che rivela
Silvano poco affidabile nel tempo. Ed
anche lui sbarca, questa volta
forzosamente a Malaga. Mi sento
preoccupato, perché Federico ha i suoi
impegni e potrà accompagnarmi solo per
un breve periodo. La barca è piuttosto
grossa ed alcune manovre richiedono
assolutamente la presenza di almento
due persone di equipaggio e certe
attrezzature non sono certo concepite
per un solitario. Grande dilemma: si
molla tutto o si va avanti? Alcuni
giorni di angoscia, vera e profonda
anche se non manifestata ad altri. E la
decisione: si va avanti!! Dio vede e
provvede. Varie inserzioni, già da
tempo programmate e visto l’andazzo
precedente su Bolina (rivista che tutti
i dipartisti dovrebbero leggere, perché
fonte di notizie, contatti e preziosi
insegnamenti) mi mettono in contatto
con tantissime persone desiderose di
fare almeno un tratto del viaggio: ma
poi solo pochissimi sono disposti ad
accollarsi i costi necessari ed hanno
effettivamente la disponibilità di
tempo. Un piccolo consiglio:
privilegiate prima la scelta degli
uomini, non della barca, come ho fatto
io. Ma intanto si fa anche il paventato
stretto di Gibilterra con una volatona
di bolina di 10 nodi di media e si
atterra a Tangeri. Federico prende
l’aereo al volo e solo e soletto come
non è mia abitudine, comincio a vedermi
per benino Tangeri: la casba, il suk
(non fateveli mancare alla prossima
occasione!! c’è di tutto, unito ad
un “colore locale” indescrivibile e che
non dimenticherete più), qualche
conversazione in francese con i locali,
disposti a farti compagnia per una
tazza di caldissimo tè alla menta e
qualche diram (meglio però altre monete
più forti!), soliti acquisti di
souvernirs a alimentari che, sembra
impossibile, non sembrano mai
sufficienti per il prossimo grosso
trasferimento. E non dimenticate di
fare il bagno turco, dove vanno i
marocchini, con relativo
massaggio “schiantante” eseguito da uno
smilzo energumeno al quale non si
sarebbero date 5 lire di forza fisica:
ma ti rigenera.


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lunedì 24 maggio 2004
ore 23:32
(categoria: "Viaggi")


Diario di bordo
MARCO POLO è salpato da Venezia, città
marinara di eccellenza e di adozione,
il 30 giugno 2002. Molto brevemente
descriverò il periodo passato in
Adriatico, Grecia, Francia e Spagna, in
quanto mete note a molti italiani e di
conseguenza riferirei su cose e luoghi
già conosciuti dai navigatori italici.
In Adriatico, oltre ai primi tre
componenti l’equipaggio, Paolo, Roberto
e Silvano, è stata imbarcata a Pescara,
con un bell’avvicinamento alla spiaggia
e trasbordo con il tender, Laura e le
sue “masserizie”, in realtà non troppo
voluminose.

Abbiamo proseguito per le isole greche
ioniche, con varie tappe molto
piacevoli nei posti più suggestivi e
poi siamo addentrati nel mar Egeo
attraverso il canale di Corinto,
spettacolare per la notevole opera di
ingegneria e di scavo nella roccia.
Diverse isole facevano da pietre
miliari durante il nostro percorso e
lì, ormai entrati nel clima culturale e
di spontanea accoglienza della
popolazione (“stessa fazza, stessa
razza” come usano dire di noi
italiani), abbiamo visitato vai luoghi
più o meno conosciuti fino ad arrivare
alla celebrata Santorini, di una
straordinaria bellezza mediterranea.
Ristorantini a strapiombo su un mare
blu Pelikan, visite a scavi
archeologici, pescate di cerniotti poi
cotti alla brace su qualche spiaggetta
deserta lontana dal mondo segnavano le
nostre giornate di viaggiatori
avventurosi con tanta voglia di
toglierci di dosso la polvere invernale
di pianura... Ma anche quando tutto va
per il verso giusto c’è sempre in
agguato qualcosa che deve essere
affrontato. Roberto, innamoratosi di
una sciacquetta che aveva portato a
bordo quale ultimo componente
dell’equipaggio, decide di mollare
tutto e di ritornare in romana terra
natia per assaporare appieno le delizie
di Venere. Arriviamo così, un po’
intristiti tutti e diventati musoni, a
Cagliari dove sbarca sia la novella
coppia che Laura per ritornare dai suoi
alunni; lei però come da programma.


....continua....


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lunedì 24 maggio 2004
ore 23:28
(categoria: "Viaggi")


Diario di Bordo
Prefazione di Cipciop
Navigazione avventurosa, sfida degli
elementi marini e passione per la
navigazione spinge degli intrepidi ad
iniziare il giro del mondo su di una
imbarcazione da diporto, il Marco Polo.
Catamarano di 52 piedi di fabbricazione
francese, Marco Polo viene ricoverato
durante l’inverno del 2001/2002 per
allestimento di attrezzature da “gran
turismo” e nella primavera 2002 un
primo viaggio di prova lo vede solcare
le acque dell’Adriatico alla volta
delle coste croate. Una settimana di
vacanza dove il sottoscritto si è
adoperato come mozzo, marinaio e
mascotte di bordo ha messo alla prova
l’imbarcazione anche con condizioni
marine avverse, ponendo fine ai lavori
a bordo di allestimento.

Marco Polo in questi 2 anni ha effettuato un percorso in senso est-ovest toccando le coste del Venezuela, le Galapagos e altri posti magnifici, per celebrarne i fasti e i giorni pesanti pubblico questo breve diario di bordo che il suo armatore prepara con dovizia ogni tanto. Chi volesse maggiori informazioni potrà contattarmi.
Appena possibile realizzerò un sito più
idoneo o creerò un nuovo utente....
nel frattempo ospiterò con molto piacere
il racconto di ciò che sento molto vicino al mio stile di vita ideale.
Buona lettura

Cipciop







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giovedì 20 maggio 2004
ore 11:35
(categoria: "Vita Quotidiana")


il ritorno...
....sono già passati 2 giorni dalla crociera intorno all'isola d'Elba a fare immersioni, il pensiero torna al
motosailer Folgore che ci ha accompagnati intorno a tutta l'isoletta
coccolandoci con gustosi stuzzichini
tra una immersione e l'altra...gli
amici che dopo ogni tuffo si prendevano
in giro a vicenda per le cavolate fatte
in acqua e i pesci visti....
difficile dimenticare quella granseola
gigantesca che tenevo in
mano..specialmente per chi se l'è vista
mettere in faccia: come avere un alien
sul naso!!
devo dire che comunque mi sono tenuto
su il morale facendo una gitarella a
Trento ed una a BZ, ma vuoi mettere il
mare dell'arcipelago della Maddalena??

Beo beo

e domani si torna in acuqa in croazia!!!
e continua la saga....

Halloooooo


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