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PARANOIE
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MERAVIGLIE

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“PEANUTS sono le noccioline, ma la parola significa anche "personcine". Immaginate un mondo senza adulti, pieno di "personcine", senza responsabilità, senza lavori alienanti e obblighi di ogni genere. Immaginatevi liberi di farvi le vostre paranoie in piena tranquillità, senza doverne rispondere sempre a qualcuno. La serenità propria dell’infanzia, la spensieratezza, l’ironia e la voglia di non prendersi mai seriamente. Di tutti i Peanuts, Ripresa è il più piccolo ed il più spensierato...
Se anche voi vi sentite così siete i benvenuti in questo blog. Altrimenti spero, con un po’ di presunzione, di potervi regalare un po’ di serenità. Lasciate un segno del vostro passaggio e mi renderete sicuramente una persona più ricca!!!







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giovedì 17 gennaio 2008
ore 21:00
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 17 gennaio 2008
ore 17:21
(categoria: "Vita Quotidiana")



Minerale o naturale
Il business dell’acqua è un ottimo affare
Un mercato più fruttuoso di quello del petrolio messo in piedi da una sapiente campagna pubblicitaria
di Maria Mezzina

Montagne di bottiglie di acque minerali. Gli italiani consumano più acqua minerale di tutti gli altri paesi europei. Con 182 litri annui a testa - contro una media di 103 litri in Europa occidentale - (i dati si riferiscono al 2003 e sono in aumento) alimentiamo un mercato che vede come protagoniste grandi multinazionali come Nestlè e Danone.
Fra le acque targate Nestlè distribuite in Italia ci sono: Claudia, Giara, Giulia, Lievissima, Limpia, Livia, Lora, Recoaro, Panna, Pejo, Terrier, Pracastello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandali, Tione, Ulmeta, Vera.
Danone controlla il 9% del mercato mondiale delle acque minerali. Sono della Danone: Acqua di Nepi, Boario, Evian, Ferrarelle, Fonte Viva, Natia, Sant’Agata, Vitasnella.
Il numero di marche si è moltiplicato (287 marche nel 2003) ma gli introiti vanno a finire quasi tutti nelle casse di quattro o cinque colossi come San Benedetto, Rocchetta e Uliveto, oltre a Nestlè e Danone. Oltre 11 miliardi di litri, a un prezzo medio di 50 centesimi al litro, l’affare acque minerali vale, solo in Italia, oltre 5,5 miliardi di euro.
In realtà l’acqua ci costa molto di più del mezzo euro che in media paghiamo al supermercato e che incassano le ditte. Ci sono costi ambientali che pesano eccome sulle nostre tasche, oltre che sulla nostra qualità di vita. Le bottiglie di acqua sono per il 70% di plastica (PVC e PET): 1,5 milioni di tonnellate di plastica all’anno. Il processo di riciclaggio e di smaltimento di tutta questa plastica ha un prezzo che incide pesantemente sulle tasse per lo smaltimento dei rifiuti. Non solo. Pesa anche sulla salute: la fabbricazione e l’eliminazione delle bottiglie e degli imballaggi portano alla dispersione nell’ambiente di sostanze tossiche, mentre le bottiglie che vengono abbandonate per terra, nei fiumi e nel mare durano centinaia di anni. L’acqua imbottigliata in un luogo viene venduta e consumata anche a migliaia di chilometri di distanza, dove deve essere trasportata con enormi automezzi, che producono ulteriore inquinamento e degrado. Tutti costi che pesano sull’intera comunità.
Il business dell’acqua deve essere molto vantaggioso se in un solo anno, da gennaio a dicembre 2002, gli investimenti pubblicitari sono stati di quasi 300 milioni di euro (296.409.000 euro, fonte Nielsen). Con una maggioranza di investimenti sulla Tv (62% ) e qualche briciola (14% e 10% ) su quotidiani e periodici. Un fiume di denaro con il quale le multinazionali riescono a comperare il silenzio dei mass media. E infatti il business dell’acqua è vantaggioso almeno quanto il petrolio: solo qualche anno fa, infatti, con circa il 5,5% di controllo sulle riserve idriche le multinazionali dell’acqua avevano introiti pari a circa il 40% di quelli petroliferi (e nessun rischio collegato a guerre o sabotaggi). L’affare del secolo. Questo è diventato quello dell’acqua negli ultimi anni, con l’avanzamento dei processi di privatizzazione.
Negli Usa un litro di acqua in bottiglia costa più di un litro di benzina. In alcuni paesi, dove la privatizzazione degli acquedotti ha fatto lievitare i prezzi e ha reso l’acqua imbevibile, la gente è costretta a bere acqua minerale se vuole salvaguardare la propria salute. Da noi un litro di acqua minerale costa anche mille volte di più di quella del rubinetto.
A fronte di questi enormi guadagni, un litro di acqua viene a costare alla ditta cifre del tutto irrisorie (pubblicità a parte). In Lombardia, mentre i produttori pagano l’acqua 0,001 centesimi di euro al litro, la Regione spende due milioni di euro l’anno per lo smaltimento delle bottiglie di plastica. Ancora più ridicoli sono gli ammontari delle concessioni per lo sfruttamento delle sorgenti e delle falde acquifere: meno di 500 euro l’anno per la Ferrarelle in Campania, circa 860 euro per la San Benedetto in Abruzzo, 60 euro per l’acqua Lete a Caserta. Alcune amministrazioni comunali che hanno provato a chiedere di più - un centesimo per ogni litro di acqua - si sono sentiti rispondere che l’aumento non è previsto nella legge Decreto Regio del 1927 che ancora regola la materia.
Una situazione che è a tutto vantaggio delle imprese produttrici e a tutto svantaggio dei cittadini. Eloquente è il caso di Riardo, un comune della Campania. Qui la sorgente locale è stata data in concessione alla Ferrarelle (gruppo Danone) che imbottiglia due milioni di litri di acqua al giorno lasciando così a secco 2500 abitanti che ora debbono comprare ad un prezzo oltre mille volte superiore la stessa acqua che prima scorreva dai loro rubinetti.





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giovedì 17 gennaio 2008
ore 13:16
(categoria: "Vita Quotidiana")



Complessivamente nei confronti del ministro della Giustizia Clemente Mastella sono sette i reati contestati: concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d’ufficio e due concorsi in falso.


Da poco festeggiati i 30 anni in politica... vediamo se riusciamo a liberarcene per un pochino... (almeno un paio di mesi, non pretendo tanto)


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giovedì 17 gennaio 2008
ore 09:10
(categoria: "Vita Quotidiana")


Le palle colorate

Numero di palle: mezzo milione per gli autori, 10.000 per la questura... anche in queste cose.
Gli autori sono stati arrestati e verranno processati per direttissima per interruzione di pubblico servizio (quale?)

PS: "Ogni colore è intrinsecamente monocromatico a se stesso, per antonomasia"




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mercoledì 16 gennaio 2008
ore 14:01
(categoria: "Vita Quotidiana")


Rigiro come ricevuto




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martedì 15 gennaio 2008
ore 21:55
(categoria: "Vita Quotidiana")


My Sharona - The Knacks

Mi prende!!!!!!!!


Ooh my little pretty one, pretty one
When you gonna give me some time, Sharona?
Ooh you make my motor run, my motor run
Gun it coming off of the line, Sharona

Never gonna stop, give it up, such a dirty mind
I always get it up with a touch of the younger kind
My ey ey by ahee woo!
Ma ma ma my Sharona

Come a little closer here, over here
Close enough to look in my eyes, Sharona
Keep a little mystery, kissin’ me
Runnin’ down the length of my thigh, Sharona

Never gonna stop, give it up, such a dirty mind
I always get it up with a touch of the younger kind
My ey ey by ahee woo!
Ma ma ma my Sharona
Ma ma ma my Sharona

When ya gonna get to me, get to me
Is it just a matter of time, Sharona
Is it a destiny, a destiny
’s’it just a game in my mind, Sharona

Never gonna stop, give it up, such a dirty mind
I always get it up with a touch of the younger kind
My ey ey by ahee woo!
Ma ma ma ma ma ma ma
My ey ey by ahee woo!

Ma ma ma my Sharona
Ma ma ma my Sharona
Ma ma ma my Sharona
Ma ma ma my Sharona
Ooooh... ooooh...
My Sharona!
Ooooh... ooooh...
My Sharona!
Ooooh... ooooh...
My Sharona!



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lunedì 14 gennaio 2008
ore 20:59
(categoria: "Vita Quotidiana")


Discesa libera di Wengen


Come ogni anno la Lauberhorn regala secondo me la più bella discesa dell’anno. Se poi c’è un sole meraviglioso dopo una forte nevicata, il paesaggio circostante è impareggiabile.
Spettacolo in pista e fuori!!!




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lunedì 14 gennaio 2008
ore 08:31
(categoria: "Vita Quotidiana")


Il "termovalorizzatore" di Brescia

Dal blog di Beppe Grillo

...se avete voglia di leggere un po’...


Brescia è il luogo santo dei piazzisti degli inceneritori. Vi si recano in pellegrinaggio per respirare l’aria salubre direttamente dal camino. Bevono il latte locale e fanno un giro in bicicletta nei dintorni. E’ la vittoria della scienza contro le tenebre.
Per saperne di più su questo miracolo dell’innovazione ho deciso di aprire una piccola inchiesta. Oggi pubblico la prima parte del viaggio nell’inceneritore. Tenetevi forte.

"A Brescia vi sono inquietanti analogie con la Campania: nel latte di aziende dei dintorni della città si è recentemente scoperta una presenza di diossine fuori norma; si nota inoltre un’elevatissima incidenza di tumori al fegato.
Ma il Registro tumori dell’Asl, rassicurante, sostiene, senza dati verificabili, che ciò è imputabile all’eccesso di epatiti e di consumi di alcol (Giornale di Brescia, 10 novembre 2007). Va segnalato che l’ing. Renzo Capra, presidente di Asm, fa parte del Comitato scientifico del Registro tumori dell’Asl, di cui è anche finanziatore.
Si sostiene che vengono risparmiate 470 mila tonnellate l’anno di emissioni di CO2. ma non si dice che il confronto viene fatto con la discarica e non con il riciclaggio, che consente risparmi di emissioni di CO2 tre volte superiori (AEA Technology. Waste management options and climate change, European Commission, 2001).
A Brescia si finge di fare la raccolta differenziata. Ma questa viene annullata dal continuo aumento dell produzione dei rifiuti, assimilando gli speciali. In 10 anni, da quando funziona l’inceneritore, il rifiuto indifferenziato da smaltire è sempre rimasto pari a 1,1 Kg/giorno/pro capite, esattamente come la Campania, 5-6 volte superiore a quello indifferenziato dove si fa la RD “porta a porta” con tariffa puntuale (es. Consorzio Priula Treviso). L’inceneritore del resto ha bisogno di rifiuti ed Asm è riuscita a compiere il “miracolo” di mantenere le stesse quantità in 10 anni!
Per gonfiare i risultati Asm dà i numeri in chilowattora ( 570 milioni ), facendo finta di non sapere che l’unità di misura, fuori dal domicilio privato, è il gigawattora (milioni di KWh) o il terawattora (miliardi di KWh). In verità il megaimpianto di Brescia ( 800.000 tonnellate/anno ) ha una potenza pari ad un decimo di una normale centrale turbogas; il costo impiantistico per MW installato è 5-6 volte quello di una centrale turbogas; la resa è di circa 20% del potere calorifico presente nei rifiuti contro un 55% di una centrale turbogas; la poca energia ricavata è annullata dallo spreco di altri materiali preziosi ( 5-6 mila tonnellate di ferro; 6 mila tonnellate di alluminio; centinaia di tonnellate di rame, ogni anno nelle ceneri, nel caso di Brescia ). Insomma nell’inceneritorista Lombardia, con 13 impianti, il contributo di questi alla produzione di energia elettrica è pari al 2%!
E’ una macchina dello spreco e antieconomica che si regge solo sugli scandalosi contributi Cip6 (leggi il post) - per l’inceneritore di Brescia, oltre 60 milioni di euro l’anno, per 8 anni, il doppio dell’investimento impiantistico!.
Nel 2006 l’inceneritore Asm è proclamato "campione del mondo", avendo vinto il "Wtert 2006 Industry Award". Sennonché l’Ente premiatore, Wtert, della Columbia University ha tra gli sponsor la Martin GmbH, Germany, produttrice dello stesso impianto Asm." Marino Ruzzenenti, www.ambientebrescia.it


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lunedì 14 gennaio 2008
ore 07:59
(categoria: "Vita Quotidiana")


Mi sono tolto la voglia



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sabato 12 gennaio 2008
ore 13:44
(categoria: "Vita Quotidiana")


Grazie Maestro

"Uomo,
non è importante se vai lento o vai veloce
l’importante è che tu vada forte"

Aldo Rock


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