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PARANOIE
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MERAVIGLIE
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PEANUTS sono le noccioline, ma la parola significa anche "personcine". Immaginate un mondo senza adulti, pieno di "personcine", senza responsabilità, senza lavori alienanti e obblighi di ogni genere. Immaginatevi liberi di farvi le vostre paranoie in piena tranquillità, senza doverne rispondere sempre a qualcuno. La serenità propria dell’infanzia, la spensieratezza, l’ironia e la voglia di non prendersi mai seriamente. Di tutti i Peanuts, Ripresa è il più piccolo ed il più spensierato... Se anche voi vi sentite così siete i benvenuti in questo blog. Altrimenti spero, con un po’ di presunzione, di potervi regalare un po’ di serenità. Lasciate un segno del vostro passaggio e mi renderete sicuramente una persona più ricca!!!

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martedì 18 settembre 2007
ore 08:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ancora una volta:
GRAZIE TRENITALIA!
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lunedì 17 settembre 2007
ore 08:26 (categoria:
"Vita Quotidiana")
CORRO AL CORSO DI CORSA  
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venerdì 14 settembre 2007
ore 11:26 (categoria:
"Vita Quotidiana")
MAESTRO
Adoro quest’uomo
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venerdì 14 settembre 2007
ore 09:26 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Questa è bella!
Un tipo sta viaggiando in macchina quando si rende conto di essersi perso; avvista un uomo che passa per la strada, accosta al marciapiede e gli grida: * Mi scusi, mi potrebbe aiutare? Ho promesso ad un amico di incontrarlo alle due, sono in ritardo di mezzora e non so dove mi trovo. * Certo che posso aiutarla! Lei si trova in unautomobile, tra 40 e 42 gradi di latitudine Nord e tra 58 e 60 gradi di longitudine Ovest, sono le 14:02.35, oggi è venerdì e ci sono 24,5°C. * Lei è un informatico? - chiede quello dentro lautomobile. * Certamente! Come fa a saperlo? * Perché tutto ciò che mi ha detto è tecnicamente corretto, ma praticamente inutile! Infatti, non so che fare con linformazione che mi ha dato e mi ritrovo ancora qui perso per strada! * Lei allora deve essere un Capo, vero?!? - risponde linformatico. * Infatti, lo sono! Ma... come lo ha capito?!? * Abbastanza facile: non sa né dove si trova, né dove andare, ha fatto una promessa che non sa assolutamente come mantenere ed ora spera che un altro le risolva il problema. Di fatto è esattamente nella stessa situazione in cui si trovava prima che ci si incontrasse, ma adesso risulta che la colpa sia mia!!!
Grazie a chi me lha mandata!
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giovedì 13 settembre 2007
ore 12:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Figure Retoriche
Si chiamano figure retoriche i diversi aspetti che il pensiero assume nel discorso per trovare efficace e viva espressione.
Considerate nel mondo classico come modi di espressione lontani da quelli della comunicazione ordinaria e quotidiana e per questa ragione ascritti solamente al campo della poesia in virtù del loro peculiare “ornato”, oggi le figure retoriche vengono intese in unaccezione più vasta come espressioni particolarmente pregnanti e tali da imporre uninterpretazione che tenga conto del di più di significato di cui sono specificamente portatrici.
Da questo punto di vista, dunque la funzione delle figure diventa essenziale allinterno di un discorso, non tanto per abbellirlo, quanto piuttosto per comunicare ad esso una particolare carica emotiva che incrementi il senso del messaggio.
A evidenziare il particolare valore, da esse, di volta in volta, veicolato, la Retorica, che è la scienza che studia le proprietà del discorso, le ha distinte, tradizionalmente, in figure di parola (a loro volta divise in tropi, figure grammaticali, e figure di costruzione) e figure di pensiero (tra le quali, la similitudine, lallegoria, lapostrofe, linterrogazione e la perifrasi).
Adynaton adynaton: avvalorare limpossibilita che si realizzi un evento ipotizzando per assurdo la realizzazione di un altro fatto che non potrà mai verificarsi. Es. ‘è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli. Un altro esempio di una simile tecnica espressiva è offerto da una lirica di Leopardi:
Prima divelte, in mar precipitando spente nellimo strideran le stelle, che la memoria e il vostro amor trascorra o scemi.
Allegoria (dal greco allegoréin, “parlare diversamente”): figura retorica consistente nella costruzione di un discorso in cui i significati letterali dei singoli termini passano in secondo ordine rispetto al significato simbolico dellinsieme, che generalmente rinvia a un ordine di valori metafisici, filosofici e morali. La peculiarità di un simile procedimento consiste, quindi, essenzialmente nella capacità di trasformare nozioni astratte e significati morali in immagini spesso intensamente pittoriche, che vanno ben oltre il significato di base dei termini che le costituiscono e si sviluppano in una trama pregnante e allusiva. In questo senso, secondo alcuni, lallegoria sarebbe una sorta di metafora continuata, estesa ad abbracciare unintera composizione, come è il caso di apologhi, parabole e favole, nonché di opere quali la Divina Commedia di Dante e il Faust di Goethe. Oggi, a questa interpretazione, che affida allallegoria il compito di trasmettere valori sovrasensibili e nascosti, ma comunque universalmente riconoscibili allinterno di un determinato codice, si sostituisce uninterpretazione più soggettiva, in cui personaggi, esperienze e situazioni particolari, rappresentati come reali e concreti, diventano allusivi di una realtà diversa e più generale senza caricarsi necessariamente di spiegazioni dimostrative e didattiche.
Allusione consiste nellaffermare una cosa con lintenzione di farne intendere unaltra, che con la prima ha un rapporto di somiglianza. Un simile procedimento può trarre origine da un evento storico (per esempio, lespressione una vittoria di Pirro per indicare una vittoria inutile e pagata a caro prezzo, come quelle ottenute dal re dellEpiro, Pirro, contro i Romani) oppure può derivare da eventi e personaggi del mito e della letteratura, come nelle espressioni un labirinto, per alludere a una situazione indecifrabile o a luogo intricato oppure Don Abbondio, per indicare una persona vile e paurosa
Anacoluto anacoluto: (dal greco anakólothos, "che non segue") indica una frase il cui andamento risulta irregolare, a causa di un cambiamento di soggetto nel corpo dellenunciato. Un simile uso, tipico per lo più dei poeti, è invalso anche presso gli scrittori in prosa, che lo adottano nellintento di riprodurre i modi della lingua parlata e per caratterizzare determinati personaggi. Classificato nelle grammatiche scolastiche come un errore in assoluto, l’anacoluto rappresenta in realtà una struttura di larghissima diffusione nella nostra e in altre lingue, compreso il latino (dove prendeva il nome di nominativus pendens; un es. dal Vangelo di Matteo: «Qui habet, dabitur illi»). Il non collegamento sintattico tra due strutture ha la sua ragion d’essere nello svolgersi di un discorso che non è pianificato e definito sintatticamente ma è già costruito dal punto di vista semantico. Queste condizioni sono tipiche della comunicazione parlata e rispondono alla necessità di procedere più speditamente nella manifestazione e concatenazione delle idee. Oltre che nel parlato, l’anacoluto è accettabile nelle forme di scrittura che lo seguono molto da vicino o lo imitano espressamente, mentre è chiaramente incompatibile con le esigenze dei testi che devono avere univocità ed esplicitezza di significato. Gli esempi abbondano nei classici di tutte le epoche: a cominciare da qualche caso in Dante (almeno nel Fiore, a lui attribuito: «E que’ che guarderà tuttor la strada / certana sie che gli parrà morire»), passando per Machiavelli (nel famosissimo brano della lettera a F. Vettori: «mi pasco di quel cibo, che solum è mio, e ch’io nacqui per lui») e giungendo a Manzoni (che costellò di anacoluti i dialoghi e le parafrasi di dialoghi della redazione finale del romanzo; tre esempi: «noi altre monache, ci piace sentir le storie per minuto»; «cose che le più gran dame, nelle loro sale, non c’eran potute arrivare», «Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro») e a Saba («La bocca / che prima mise / alle mie labbra il rosa dell’aurora / ancora / in bei pensieri ne sento il profumo»). All’anacoluto possono essere assimilati anche il tipo, molto frequente: mangiare, il bambino mangia; e, spec. nei titoli giornalistici, il tipo “Lira e borsa, un altro tonfo”
Anadiplosi (dal greco anadìplosis “raddoppio”): figura retorica consistente nella ripresa, allinizio di un verso, di una parola o di un gruppo di parole poste in conclusione del verso precedente, con un significativo effetto di insistenza e di risalto, come è possibile verificare nel seguente verso di U. Saba, Questa voce sentiva / gemere in una capra solitaria // In una capra dal viso semita (vedi La capra, vv 9-11).
Anafora Anafora : ripetizione della stessa parola allinizio di versi o di frasi consecutive per conferire risalto al vocabolo ripetuto. Es. Dante ‘Per me si va nella città dolente, per me si va nelleterno dolore....’
Anastrofe Anastrofe: rivolgimento. Consiste nellinvertire lordine normale di due parole per mettere in risalto uno dei due termini. Es. in greco polemou peri anziché perri polemou o anche "di me più degno" invece di "più degno di me".
Anfibologia (dal greco amphibolìa e lògos, “discorso collocato intorno”):consiste in un enunciato che può essere interpretato in due modi diversi, o per lambiguità di una parola, o per una particolare costruzione sintattica. Nella frase ad, esempio è scattato il cane, lanfibologia è a livello di costrutto sintattico, può rinvenirsi nel primo verso di un celebre sonetto del Petrarca, Vincitore alexandro lira vinse, in cui a stento si riesce a identificare, a una prima lettura, il soggeto nella frase in lira.
...to be continued...
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mercoledì 12 settembre 2007
ore 11:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ripassi
Dunque, vediamo un attimo... ...cerchiamo di fare le cose in ordine e a piccoli passi...
Prima declinazione
rosa rosae rosae rosam rosa rosa
rosae rosarum rosis rosas rosae rosis
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I COMMENTI (4)
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martedì 11 settembre 2007
ore 21:57 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Un uomo, un simbolo
Paolo Bitta, un uomo chiamato contratto!
"Vivo per vendere vendo per vivere"

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venerdì 7 settembre 2007
ore 12:00 (categoria:
"Vita Quotidiana")



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giovedì 6 settembre 2007
ore 17:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"Io mi riposo un attimo andate avanti voi La terra e ancora umida mi sdraio per un po E pensero ai miei lividi Disturbi della grande corsa alloro..."
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