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Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno, con amore ed umiltà potrà costruirlo. Se con fede tu saprai vivere umilmente, più felice tu sarai anche senza niente. Se vorrai ogni giorno con il tuo sudore una pietra dopo l’altra, in alto arriverai.
Nella vita semplice troverai la strada che la pace donerà al tuo cuore puro. E le gioie semplici sono le più belle sono quelle che alla fine sono le più grandi. Dai e dai, ogni giorno con il tuo sudore, una pietra dopo l’atra, in alto arriverai.
@~8~ l’amore è in ogni suo gesto ~8~ @
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sabato 19 luglio 2008 - ore 10:27
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(categoria: " Vita Quotidiana ")
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La Spada è uno dei simboli più ricchi di significato in tutte le tradizioni culturali e rappresenta il potere che esercita la sua forza benefica, usata in purezza e nobiltà di intenti. Nella sua figurazione emblematica, infatti, la spada è l’insegna di virtù e bravura, giustizia, dignità e fede. Molte storie antiche, in particolare nel periodo carolingio, hanno come protagonista un guerriero che all’inizio non ha più la sua spada, per averla rotta o perduta, che gli viene restituita integra o donata "magicamente". Da lì comincia la sua avventura: deve superare varie prove, fino all’incontro finale con il mostro, il fuoco o un altro grave pericolo, il cui superamento gli consentirà di risvegliare e liberare la principessa prigioniera o vittima di un incantesimo.
Naturalmente il significato di questi racconti è simbolico e rappresenta il cammino di ciascuno: ma non si possono affrontare le prove della vita, fino all’ultima che "RISVEGLIA" la coscienza-conoscenza senza la spada, ovvero senza prima avere di se stessi la giusta autostima, l’equilibrio, la centralità. La spada, secondo le credenze e le civiltà, simboleggia diversi valori, ma rappresenta anche la spina dorsale dell’essere umano, dalla testa al coccige, che è la punta della lama. E’ importante capire che i simboli comunicano più delle parole e risvegliano informazioni addormentate ed indipendenti dalla logica. Nella spada è insito un linguaggio di risveglio, che si attiva in proporzione della motivazione e dell’onestà del ricercatore (guerriero, uomo o donna, senza spada). Guai a chi assimila dai simboli solo quello che porta la logica ed ancora più guai a chi deforma o minimizza il significato degli archetipi: questo è quanto hanno sostenuto i saggi di tutte le epoche.
Nella tradizione leggendaria occidentale, la spada è sempre presente nei canti e nei racconti delle gesta di re, eroi e cavalieri erranti , difensori della fede: Orlando, Oliviero, Carlo Magno, Ganelon, Artù, che avevano nomi femminili: Balmung, Nagelring, Durlindana, Altochiara, Coorte, Beltraina, Excalibur, che fanno pensare ad un valore magico-simbolico. Anche le leggende orientali attribuiscono, in alcuni casi, alle spade un nome. Un mito shintoista racconta che il Dio della tempesta Susanoo avrebbe tratto una spada dalla coda del serpente a otto teste, precedentemente ucciso. Essa è chiamata ‘Ame no murakomo no tsuguri’ e fa parte, insieme con delle preziose perle e un raro specchio, del tesoro imperiale Giapponese.
,,,uno strumento per dare o per togliere,,, far nascere o far morire,,,
Se il sangue scorrerà, quando la spada incontrerà la carne, seccandosi al sole della sera, la pioggia di domani laverà via le macchie.
Ma qualcosa rimarrà per sempre nelle nostre menti.
Forse questo ultimo atto è destinato a ribadire una fondamentale verità:
che dalla violenza non può e non è mai potuto nascere nulla.
Per tutti quelli nati sotto una stella arrabbiata per paura che ci dimentichiamo quanto siamo fragili
La pioggia continuerà a cadere su di noi come lacrime da una stella
La pioggia continuerà a dirci quanto siamo fragili, quanto siamo fragili... << fragile, Sting>>
,,,bastarda,,, La spada da una mano e mezza è lunga circa 120-130 cm, si impugna con due mani e in alcuni casi con una (da qui il nome di spada bastarda), è più agile e leggera del possente spadone a due mani, una spada medievale che poteva arrivare al metro e mezzo. L’impugnatura più corta rispetto a quella dello spadone, spesso permetteva una presa piena solo con la mano destra ed una “mezza” presa, sul pomolo, in genere di forma allungata.
tutti noi abbiamo un destino,,,è davanti a noi,,,ma spesso percorriamo tutte le strade tranne quella che ci è davanti,,,allunghiamo solo la via,,,ma prima o poi imboccherai quella del tuo destino,,,
-fa tesoro dei simboli poichè sono anch essi espressione di comunicazione-
Come mai è diventata una prostituta la città fedele? Era piena di rettitudine, la giustizia vi dimorava; ora invece è piena di assassini! Il tuo argento è diventato scoria, il tuo vino migliore è diluito con acqua. I tuoi capi sono ribelli e complici di ladri; tutti sono bramosi di regali, ricercano mance, non rendono giustizia all’orfano e la causa della vedova fino a loro non giunge
il lupo dimorerà insieme cn l agnello la pantera si sdraierà accanto al capretto il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. ... ,,non agiranno più iniquamente ne saccheggeranno in tt il mio santo monte, perkè la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare
l amore che gli uomini provano per i fiori è profondamente diverso da quello che sentono per un opera delle loro mani poichè è meno corrotto dall orgoglio del possesso
per questo vengono regalati ed il miglior regalo è una rosa che sta appassendo, inquanto ci vuole amore per mantenerla viva
così ogni volta la nostra rosa, quella che t dono sarà col bocciolo verso il basso perchè solo così spererò nel domani
come il pensiero e una rosa che durera fino a domani
a contare i topi qui nel mio antro cosi cupo ultimamente mi accorgo che è da tempo ormai che non do una ripulita la polvere, il suo lungo mantello su tutto sè posato ed è entrata fin dentro la mia gola un occhiata al passato, a quel passato dove eravamo forse qualcuno? o forse nessuno? ma qualcosa eravamo si lottava per l oscurità,,,e per qualche raggio di luce,,,ma ora?
dovè la mia acqua e menta,,,quell acqua e menta l unica a dare sollievo alla mia gola
la cerco, cerco ancora la trovo se ne sta li immobile e sotto di lei un cassetto dal quale sbuca un lembo di stoffa quasi del tutto usurato,,,
toh chi si rivede penso un vecchio mantello e sopra di esso schiacciato un cappello lo tiro fuori, una scrollata quel tanto che basta da togliere l ultima polvere posata e lo indosso con sorpresa sebbene fosse passato secoli ormai,,, mi sta ancora a pennello
bevo la mia acqua e menta, è sufficiente a togliere la polvere nella gola ma non la sete,,,
NOI eravamo i buoni belli e bravi tutto andava bene e filava per il verso giusto, profumavamo come cincillà, parlavamo del più e del meno, ridevamo, ecc,,,ecc,,ecc,,
POI
sono arrivati i cattivi, brutti e neri,,,e la serata ha preso un altra piega!