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Rock and Metal...

"The reflecting God":
Il tuo mondo è un posacenere
Noi bruciamo e ci accattorciamo come sigarette
Più piangi e più le tue ceneri diventano fango
E’ la natura delle sanguisughe,
la vergine si sente imbrogliata
Hai trascorso solamente un secondo della tua vita
Il mio mondo è intoccabile, qui c’è un uscita
Io lo dico ed è vero
C’è un sogno dentro un sogno
Più dormo più sono completamente sveglio
Capirete quando sarà la morte
Sono andato da dio proprio per vedere, e vedevo me
Ho visto che il paradiso e l’inferno erano bugie
Cicatrice riesci a sentire il mio potere?
Spara qui e il mondo rimpicciolisce
Saltiamo sulle spade affilate
E tagliamoci via i nostri sorrisi
Senza paura di morire
Il mio mondo è intoccabile, qui c’è un uscita
Io lo dico ed è vero
C’è un sogno dentro un sogno
Più dormo più sono completamente sveglio
Ogni cosa che vi mostro è un pezzo della mia morte
Nessuna salvezza,nessun perdono
Questo supera la vostra esperienza
Perdono... M.M.

"The speed of pain"
Ci tagliano la gola
come se fossimo fiori
e il nostro latte è stato
divorato
Quando lo vuoi se ne va
troppo velocemente
Quando lo odi sembra
che duri sempre
Ma ricorda che quando
pensi di essere libero
la crepa nel tuo fottuto
cuore sono io..
Voglio andare più veloce
della velocità del dolore
per un altro giorno..
Vorrei riuscire a dormire
ma non riesco a sdraiarmi
perchè ho un coltello nella schiena
Per ogni giorno da quando
ti conosco
quando lo vuoi se ne va
troppo velocemente
Mentimi, piangi davanti a me,
dammi io lo farei
Sdraiati con me, muori con me,dammi io lo farei.
Spero che moriremo tenedoci per mano..x sempre.. M.M.



"Io che domino il cielo di mezzanotte, il distruttore
Nato
Presto sarò lì, massa mortale
Io
Striscio sulle soglie e sui pavimenti, l’oscurità finale
Sangue
Porta segnata con sangue d’agnello, lì passerò oltre"
- Creeping Death -






ABBIGLIAMENTO del GIORNO







ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




"Maledetto colui che con l’astuzia ferisce e distrugge le creature di Dio! Sì, maledetti i cacciatori, perché saranno cacciati, e per mano di uomini indegni riceveranno la stessa misericordia che hanno mostrato alle loro prede innocenti, la stessa!"






ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Pick your fingers it is done.. the moon has now eclipsed the sun.. the angel has spread his wings the time has come for bitter this....M.M.













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martedì 17 febbraio 2009 - ore 22:52



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bagliori ed echi di un periodo polveroso..
si infrangono là
dove il mio sguardo nell’infinito cerca di perdersi.
Periodo finito.. ma infinito..
Sento un’inevitabilità di ritrovarmi ancora una volta,
là.. dove i bagliori e gli echi di un periodo polveroso sono in tempesta..

c’è un fiore peccaminoso nel mio giardino
esso si nutre della mia passione
dilatando ogni mio senso
arrivo all’estasi.
Come lupo affamato
A volte vago
A volte non ho meta
Mi piace la luna
Ma non dovete irritarmi
Perché ho una indole.


- PERMALINK



giovedì 5 febbraio 2009 - ore 21:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")





La mia anima
come il filo tirato
delle mie calze verdi
-ho le unghie troppo lunghe forse-
che indosso lo stesso
sebbene tale filo continui a seguire il suo tracciato
prima o poi del tutto le romperà.
Comprerò un paio di calze nuove verdi.


- PERMALINK



venerdì 30 gennaio 2009 - ore 00:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non riesco più a sopportare certa gentaglia…..
mi sembra perfino di essere pessima e cattiva…..
“ma no che non lo sei dai.. su..”
vorrei capire come si può fare per tollerare certe ragazze
che io chiamo _ciccicoccò o leccachiappe_
che per salutarti ti mandano gli speedy con scritto:
“Ciao tatina” oppure “Ciao tesora” e via dicendo…
e non sanno quasi nemmeno della tua esistenza…
non parlando di certi sfigati poi…
“Ciao mi chiamo taldeitali piacere…e tu come ti chiami?
Ti va di conoscerci….e magari di incontrarci?”
Mondo sfigato.
Per fortuna ci sono persone che restano fuori da questo pericolo,
che leggendo le mie parole sanno che cosa penso di loro…
che intuisci siano propriamente distinte dalla massa…
poche sono poche, ma ci sono…
Bè mi chiedo a volte.. che sia un bene non avere amicizie?
Avere quasi solamente conoscenze? Rapporti superficiali?
È difficile anche da spiegare…
Condividere pensieri, fatti, e tutto ciò che si voglia condividere
con persone che non conosci realmente.. di cui non sai se ti puoi fidare..
ma che sebbene a queste condizioni sappiano però capirti solo attraverso
pochi gesti, poche parole, semplici emozioni…
anche solamente con una botta e risposta ad un sms… ?!?
come se le conoscessi invece da un tempo infinito..
Nel mio caso se penso alle mie amiche fino ad oggi…
mi viene un po’ di nausea associata alla mia emicrania
o cefalea da suicidio..
se ho avuto una amica fin dall’asilo, si si è proprio così che fortuna vero?
“Maddai ti invidio cazzo!”
Eppure dopo anni e anni ancora non ci si comprende su nulla…
addirittura nei momenti più duri della vita ho avuto voglia di porci una fine…
poi non l’ho fatto però…
e le amiche che al sabato ti lasci col tuo ragazzo e alla domenica scopri che
sono in macchina sua con le gambe aperte?! Wow. E il venerdì era pure il tuo
compleanno e hanno dormito anche a casa tua per festeggiare.
E poi piangono perché infine si sentono da sole. Piccine.
Amici che credi amici.. ti confidi, esci, ridi, scherzi, e poi quando piangi
nella loro spalla in un momento di bisogno aprofittano dell’avvicinanza…
umh… una carezza sul viso, un fazzoletto agli occhi ed ecco fatto
tutto pronto…..
Sono diventata intollerante a tante troppe cose,
quanto meglio è parlare con una persona, condividere pensieri, sguardi e gesta
senza che tale persona ti conosca veramente o che tu conosca per forza lei…
forse questo è anche fantasticare ma… se metto i piedi per terra poi cado.
Io sto meglio così sinceramente perché non farlo? È forse folle e triste?
Ovvio…


- PERMALINK



giovedì 22 gennaio 2009 - ore 23:27


SMS
(categoria: " Vita Quotidiana ")


..alla fine non servono tante parole.. le esprimo però perchè è bello condividere con le altre profonde essenze i pensieri.. siamo anime oscure che cercano di respirare in un mondo che soffoca la poesia la magia..

- PERMALINK



sabato 17 gennaio 2009 - ore 16:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non esiste nessuna forma di guarigione ai diversi tipi di fobia (almeno per la mia..), quella malattia che popola il sistema cerebrale dell’umano..
Non esiste descrizione a ciò che può fare una mente in prossimità della paura.
Pensare di andare via di testa per un istante, non capire, vedere addirittura la morte..
devo dire però che in realtà vista sotto un certo punto di vista.. diventa pure una figata..


- PERMALINK



lunedì 5 gennaio 2009 - ore 16:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


2008.. anno per me passato come il volteggio di un avvoltoio che ha sentito giorno per giorno l’odore del sangue fresco.
Ho avuto pensieri neri dilanianti la mia mente
e chiodi piantati nelle vene delle mie tempie
per stordire ancora di più quel dolore che non è mai bastato.
Gente che è andata e gente che è venuta..
porte spalancate ma che continuano a sbattere sempre con violenza..
Ho amato e ho odiato così energicamente da perdere alcuni valori della vita..
E così ho aspettato anche la neve che come per magia potesse coprire tutto sotto il suo manto
e farmi rivivere certe gioie innocenti di quando ero bambina,
….per quanto il suo cupo bianco silenzio abbia reso i miei occhi socchiusi dal suo riflesso….
continuo a vedere la tenebra dilaniante la mia mente
e a non stancarmi di questo.. come se tale prigione sia divenuta il mio rifugio..
si arriva a questo non avendo altra via d’uscita..

il freddo di questi giorni mi sta assassinando
fra morire bruciati e morire congelati senza dubbio sono per la prima..

in questo momento darei tutto per essere avvolta dal sole estenuante del lontano 2003



- PERMALINK



martedì 30 dicembre 2008 - ore 00:38


Auguri.. di buone feste..
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Era autunno, ad Hallowen, autunno inoltrato.
E faceva molto freddo, un freddo desolato.
In cima a un colle, illuminato dalla luna,
Jack Skeletron meditava sulla sua sfortuna.
Alto, sottile, un tipo allampanato,
portava al collo un pipistrello annodato.
Era stanco di Hallowen, che noia mortale!
Ogni cosa in quel posto era sempre sempre uguale.
"Basta con lo spavento, la paura e il terrore,
sento freddo alle ossa, ho bisogno di calore.
Di strabuzzar le orbite ne ho ormai abbastanza,
a che serve ripetere questa macabra danza?
Detesto i cimiteri non ne posso proprio più
di passar tutta la vita a urlar soltanto ’Bù!"
Poi da una tomba, s’alzò una nebbia spettrale
e nell’aria si udì l’uggiolio di uno strano animale.
era un piccolo cane fantasma spuntato dall’aldilà,
con un naso a forma di zucca che brillava nell’oscurità.
Si chiamava Zero, era di Jack il migliore amico,
ma lui non lo notò, e il cane ne fu avvilito.
Vagò Jack l’intera notte e tutto il giorno dopo,
il suo cuore sgomento si scioglieva a poco a poco...
Finchè, poco prima che venisse sera,
quando ancora errava nella foresta nera,
Jack s’imbattè in una magica visione
che l’indusse a prendere una risoluzione.
Sul tronco di tre alberi si aprivano tre porte:
e una era di certo la fuga dalla morte.
Jack allungò esitante la scheletrica mano
e aprì una porta piano piano...
Si trovò così in un bianco bagliore,
il cranio prese a girargli per lo stupore.
Jack era piombato all’improvviso,
in una città dove regnava il sorriso.
La città del Natale era chiamata
e qui ogni cosa pareva incantata.
In quella fulgida e scintillante luce,
il volto di Jack si fece meno truce.
E se poi gli amici non avessero creduto
a ciò che le sue orbite avevano veduto,
come prova decise di portare
tutto quanto gli riuscì di arraffare.
Prese così una calza piena di regali,
dolci, canditi e giocattoli dagli scaffali.
Luci, ornamenti, una stella dall’albero di Natale,
e, per finire, la lettera "N" dall’insegna dall’insegna
stradale.
Raccolse ogni cosa, prese tutto all’impazzata
prese perfino un mucchio di neve gelata...
Rubò la foto di Babbo Natale e i suoi folletti,
e tornò ad Hallowen con tutti quegli oggetti.
A casa fu circondato da un gruppo di curiosi
che fissavano stupiti quei pacchi misteriosi.
A questa apparizione nessuno era preparato,
molti erano emozionati, qualcuno spaventato.
Nei giorni successivi, mentre fuori tuonava,
Jack restò chiuso in casa: un’idea l’ossessionava.
"Perché loro diffondono gioia e amore,
mentre noi dobbiamo incutere paura e terrore?
Che cosa m’impedisce di far Babbo Natale?
Perché dev’esser lui, tutti gli anni sempre uguale?"
Ma ebbe all’improvviso una folgorazione
aveva finalmente trovato la soluzione.
Nella città del Natale, mentre i giochi costruiva,
Babbo Natale udì un rumore che dal basso veniva.
Quando andò alla porta ebbe una sorpresa:
tre bizzarre creature erano lì in attesa.
Vestiti in un modo strano, di aspetto disgustoso,
mostravano un cipiglio alquanto minaccioso.
Poi aprirono un sacco, e gridando "Cucù!"
vi infilarono Babbo Natale con la testa all’ingiù.
I tre ladroni allora, riusciti nell’intento,
tornarono da Jack, la mente del rapimento.
Gli abitanti di Halloween si radunarono ancora,
nessuno aveva mai visto Babbo Natale finora.
E mentre tutti scrutavano quell’omone barbuto,
Jack gli spiegò il suo progetto astuto:
"Mio caro signore, penso sia una crudeltà
che voi siate Babbo Natale per l’eternità!
Quest’anno le parti si son scambiate,
voi state tranquillo, non vi preoccupate.
Sarò io a fare il vostro mestiere
e non c’è nulla, credetemi, da temere.
Toccherà a me soddisfare tutti i desideri
mentre voi vagherete per i cimiteri."
Ma benché Jack e i suoi amici
fossero animati dalle migliori intenzioni,
la loro idea del Natale era piuttosto macabra.
Giunta infine la vigilia di Natale,
Jack legò le sue renne alla bara spaziale.
Ma quando tutto ormai era già pronto,
e il sole volgeva rapido al tramonto,
Halloween fu avvolta da una nebbia fitta,
così non si poteva proprio guidare la slitta.
Quand’ecco una luce s’intravide in quel grigiore,
era del cane Zero, l’amico suo migliore.
"Mio buon amico!" esclamò Jack con baldanza,
"Con il tuo lume mi ridai speranza!
Seguirò nel buio la tua scia luccicante
e tu sarai la mia guida, il mio faro volante."
Così si avverò il grande sogno di Zero:
guidare la slitta di Jack, essere il suo nocchiero.
"Buon Natale! Buon Natale!" gridò Jack esultante
seduto su quello strano oggetto volante.
Era la notte di Natale, e mentre fuori nevicava,
nelle case della città la gente riposava.
Nelle calze appese in fila davanti al camino,
un’orribile sorpresa attendeva ogni bambino.
Nel caldo dei loro letti i bimbi ignari
sognavano i mostri paurosi e i lupi mannari.
La luna si rifletteva sulla neve argentata,
tutto taceva nella città addormentata.
Ma ecco riecheggiare cupi alti lamenti,
nell’aria si udì un rumore di ossa stridenti.
Una slitta spettrale solcò il cielo tenebroso:
una bara guidata da uno scheletro spaventoso.
Saltando di tetto in tetto, calandosi per i camini,
Jack consegnò i suoi giochi a tutti i bambini.
Si muoveva con grazia, con aria impassibile,
non si rendeva conto del suo aspetto terribile.
Jack visitò Suzie e Dave, i due fratelli,
fece loro regali da drizzare i capelli.
Visitò la piccola Jane e, per farsi una risata,
le regalò una bambola bella e indemoniata.
Regalò un treno dai binari tentacolari,
un serpente e due lupi mannari.
Regalò una pianta carnivora dai fiori avvelenati
e un vampiretto dai lunghi denti affilati.
Dalla città salivano urla e grida di terrore,
ma Jack non le sentiva, lui agiva con candore.
E quando guardò in basso dal cielo stellato,
udì scoppi, tumulti e un forte boato.
"Son contenti!" si disse. "Questo è il ringraziamento
per un lavoro ben fatto, portato a compimento."
Ma ciò che lui credeva esser fuochi artificiali,
erano invece spari, cannonate micidiali.
Cercando di schivare i colpi d’artiglieria,
salì in alto con Zero e tentò di fuggir via.
Volteggiavano nell’aria più veloci di un ciclone,
finchè un missile guidato li centrò alla perfezione.
cadde Jack a capofitto proprio dentro al cimitero,
cadde accanto a bianche tombe con il suo fedele Zero.
Con le ossa a pezzi e l’umore nero,
Jack si appoggiò a una croce del cimitero.
voleva essere Babbo Natale, voleva portare amore,
ma invece della gioia, aveva destato orrore.
Alzò sconsolato le vuote orbite al cielo,
poi pianse a lungo, il cuore stretto dal gelo.
E mentre insieme a Zero se ne stava a meditare,
all’improvviso una voce udì familiare.
"Caro Jack!" disse la voce del vecchio Babbo Natale.
"Io lo so che quanto hai fatto non è stato intenzionale.
Ora sei triste, sconsolato, ti senti proprio giù,
ma per fare il mio mestiere, sai, ci vuole ben di più.
Il tuo posto non è altrove, è Halloween la tua città,
ed è qui che devi stare, dare a lei felicità.
Vorrei dirti tante cose, prolungare il mio soggiorno,
ma mi tocca proprio andare, a Natale far ritorno."
Poi, salendo sulla slitta, salutandolo gridò:
"Buon Natale, caro amico, un regalo ti farò."
Così Jack s’incamminò
tutto solo e desolato,
ma il suo cuore generoso
dal buon vecchio fu premiato.
Nella notte di Natale
cadde piano un manto lieve,
tutta la città di Halloween
fu coperta dalla neve.

Tim Burton



- PERMALINK



venerdì 12 dicembre 2008 - ore 16:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Smetterà mai di piovere?
Tanto da dare tregua alle vene pulsanti del mio cervello?
Potrebbero dedicarsi all’apprendimento del tempo studiando il mio cervello..
“E se l’emicrania fosse utile”
Leggevo proprio oggi questo articolo che mi ha lasciata letteralmente sconvolta e incredula…
“Forse l’emicrania è un vantaggio per l’uomo.. (recita una importante ricercatrice americana)..
Si può dire che essa sia una sorta di sistema di allarme che suona a vuoto.
Questo sistema di allarme è presente in ogni individuo ma….
mentre nelle persone non emicraniche si mette a suonare solo in casi estremi…
nel paziente emicranico la soglia di attivazione è più bassa del normale.
In altre parole, volendo fare il paragone con l’antifurto di una automobile,
nel soggetto normale l’antifurto suona solo in situazioni particolari,
come un ladro che sforza lo sportello…
nell’emicranico invece, questo allarme suona a vuoto e troppo spesso,
come capita a quelle autovetture il cui antifurto suona semplicemente con uno spostamento d’aria prodotto dal passaggio di un autobus.
E come potrebbe essere tutto questo utile alla specie umana?
L’emicranico è privilegiato in quanto possiede un allarme così sensibile,
perché suonando per un nonnulla suonerebbe prima di altri in caso di vera necessità,
consentendo un intervento più precoce ed una migliore difesa.
Si, perché l’attacco di emicrania provoca una dilatazione delle arterie del cervello che consente l’arrivo di maggiore nutrimento, ossigeno, cellule di difesa……”
- La mia misera riflessione: non so cosa dire. -
E io allora che ho la cosiddetta “cefalea da suicidio” dovrei ritenermi la favorita dalla sorte!
…evviva….
Mi consola il fatto che questa malattia non abbia mai compromesso l’attività intellettuale nell’individuo. Ci sono le prove… “i grandi nomi” del mal di testa… come Chopin, Freud, Leopardi…
Giove invece arrivò a tal punto di chiedere a Vulcano di aprirgli la testa con un colpo d’ascia.
Una decisione felice secondo il mito, perché dalla sua testa uscì Minerva, dea della sapienza, con elmo, lancia e scudo.
Leggo inoltre che le ricerche conducono al fatto che l’emicrania predilige le persone colte e intelligenti. Coloro che ne soffrono sono dei “perfezionisti” cioè persone le quali vogliono e pretendono che ogni cosa sia fatta nel modo dovuto e con perfetta puntualità.
Sarà mai proprio così?



- PERMALINK



sabato 6 dicembre 2008 - ore 18:52


Ci sono sogni che non avvengono per caso
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In uno sfondo bianco e nero..
un uomo..
di cui vedevo solo occhi neri e capelli lunghi cadenti.
Stava fisso a guardare il vuoto..
Niente di più.


- PERMALINK




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