resettare tutto e poter fare ogni cosa come fosse la prima volta
STO STUDIANDO...
Cigoli, Andolfi, Bowen....Bowen... Bowen...
OGGI IL MIO UMORE E'...
combatto per sorridere
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Fingere con se stessi di essere liberi....... 2) ...quando il tuo ragazzo sta tutto il giorno davanti al computer facendoti scendere la libido al livello dei calzini!!! 3) Sentire che tanta perfezione è troppo bella per poter durare in eterno... 4) fare l'amore con il ragazzo che ti fa impazzire da mesi e il giorno dopo vederlo mentre ti saluta e si comporta come se non fosse successo niente...
MERAVIGLIE
1) RIDERE di gusto con la persona giusta ^__^ 2) RICORDARE L'ESISTENZA DELL'ASPIRINA LA MATTINA DOPO UNA GROSSA SBRONZA 3) essere convinti almeno x un attimo che qualsiasi cosa succeda, tu avrai il coraggio e la forza di andare avanti
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lunedì 26 marzo 2012 - ore 11:15
a venerdì amo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le incomprensioni sono così strane sarebbe meglio evitarle sempre per non rischiare di aver ragione ché la ragione non sempre serve. Domani invece devo ripartire mi aspetta un altro viaggio, e sembrerà come senza fine ma guarderò il paesaggio...
Sono lontano e mi torni in mente t’immagino parlare con la gente...
Il mio pensiero vola verso te per raggiungere le immagini scolpite ormai nella coscienza come indelebili emozioni che non posso più scordare e il pensiero andrà a cercare tutte le volte che ti sentirò distante tutte le volte che ti vorrei parlare per dirti ancora che sei solo tu la cosa che per me è importante...
Mi piace raccontarti sempre quello che mi succede, le mie parole diventano nelle tue mani forme nuove colorate, note profonde mai ascoltate di una musica sempre più dolce o il suono di una sirena perduta e lontana.
Mi sembrerà di viaggiare io e te con la stessa valigia in due dividendo tutto sempre. Normalmente....
How do I love thee? Let me count the ways. I love thee to the depth and breadth and height my soul can reach, when feeling out of sight for the ends of Being and Ideal Grace. I love thee fo the levei of everydays most quiet need, by sun and candlelight. I love thee freely, as men strive for Right; I love thee purely, as they turn from Praise; I love thee with the passion put fo use in my old griefs, and with my childhoods faith; I love thee with a love I seemed fo lose with my lost saints, - I love thee with the breath, smiles, tears, of all my life! - and, if God, choose, I shall but love thee better affer death.
e succede che dopo 2 anni in cui hai vissuto da sola, decidi di andare a convivere... mesi per abituarsi a rimanere solo nella tua parte di letto, a non poter mettersi "a X nel lettone", ad adeguarsi a ritmi ed orari che non sono + i tuoi, nè i suoi, ma i "vostri"... E ci si abitua, e si torna a casa contente perchè sai che passerai una serata col tuo compagno, cena, tv, divano... cose banali? io non ci giurerei... dopo una giornata di lavoro (che nel mio caso, lavoro = 150 km al giorno), vi assicuro che "divano-tv-coccole" son la cosa migliore al mondo... e avanti così, per un anno... e poi succede che il lavoro chiama il tuo compagno un po’ + in là... e ci si ritrova di nuovo sole, di nuovo in un letto che ora sembra enorme, e molto + freddo del solito... e si ritorna ad aspettare il weekend per vederlo, ma ora è tutto diverso... la mancanza si sente, nelle cose quotidiane, nel saluto del risveglio prima di andare al lavoro, nel tornare a casa e trovare la casa vuota, e sai che rimarrà vuota... e il pensare che questa distanza forzata durerà 2 anni... sperando che non diventi semplicemente "vita", che il lavoro lo riporti qui nei paraggi... e intanto devo mettermi nell’ordine di idee che me la devo metter via e cercare di abituarmici, e basta...anche se non era la vita di coppia che volevo... non ho scelta, e questo mi inchioda... uffa però.
Lo so, è banale. Non ce la fate più con l’8 marzo. Eppure io ci casco ogni volta. Mi commuovo, davvero. Quando penso alle donne che vivono accanto a una persona disabile, o vivono la disabilità su di sé. Donne vere, forti, quasi sempre strepitose nella loro capacità concreta e pragmatica di non tirarsi indietro, neppure di fronte alle difficoltà più dure e impreviste della vita.
Grazie a voi, donne invisibili. Le stesse donne che vengono espulse dal mercato del lavoro, diventano indispensabili, vitali, quando in famiglia c’è da prendersi cura di una persona fragile, alle prese con la disabilità. I genitori che invecchiano, che improvvisamente, inspiegabilmente, tornano bambini e hanno bisogno di tutto. O i figli, che non nascono “sani e belli” come la retorica estetica del nostro mondo richiede senza eccezioni. O i mariti, i compagni, che per una malattia improvvisa, o un trauma imprevedibile, non sono più i “capofamiglia”, ma hanno bisogno di tutto, o quasi.
Grazie a voi, donne invisibili. Che sapete come fare, anche quando non lo sapete. Che lottate con la testa e con il cuore, che non vi fermate mai, neppure di fronte alla burocrazia più ottusa. Vi informate, sapete tutto sui diritti, su quello che spetta, su quello che viene spesso negato. Non vi vergognate mai, avete il coraggio della dignità e dell’amore.
Grazie a voi, donne invisibili. Che spesso portate i segni della stanchezza sui vostri volti bellissimi, che hanno fatto innamorare. Che non avete più tempo per voi stesse, per una rivista da sfogliare, per qualche ora da sole, o con le vostre amiche. Che non vi fermate mai, di giorno e di notte.
Grazie a voi, donne invisibili. A nome dei maschi, che molto spesso sono più pigri, più deboli, meno capaci di sacrificio e di umiltà, che non sanno quasi mai come fare, e che cosa fare. Che non si sporcano le mani. Che vi ammirano in silenzio, un po’ impacciati, o spesso scappano, perché non ce la fanno.
Grazie a voi, donne invisibili. Che venite da paesi lontani, dove avete lasciato le vostre famiglie e i vostri ricordi, e ora siete chiamate “badanti”, ma per le persone che vi vengono affidate siete il sorriso e la forza, la mano da stringere e l’unico nome da chiamare, per non restare soli.
Grazie a voi, donne invisibili. In carrozzina, o con la disabilità nascosta in un dna impazzito, vivete una doppia discriminazione, come disabili e come donne, eppure, quasi sempre, con fatica immensa, ce la fate e vincete, giorno dopo giorno, riscattando il destino con la grinta e il sorriso, con la rabbia e con l’allegria. Meravigliose compagne di un mondo ricco di storie che pochi conoscono, che quasi nessuno vuole conoscere.
Grazie e auguri a tutte voi. La mia vita, senza di voi, donne meravigliose, sarebbe più povera e senza scopo. Felice 8 marzo, se potete.
punto di non ritorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io sono una persona entusiasta del mio lavoro, ma ho cmq sempre bisogno di nuovi stimoli... sennò tendo ad appiattirmi, ad andare "ad esaurimento"... ho lavorato finora cercando di evitare le cose verso cui mi sentivo meno portata... ma mi sa che è giunta lora...
è arrivato il momento si sforzarsi un po... quindi inizierò con questi:
Daltra parte, lavorando con bimbi dai 2 ai 6 anni... non potevo sperare di andare avanti a lungo senza mettere le mani su cartoncino e colla...