«Ciò che ci divide non è il fatto che noi non troviamo nessun Dio, né nella storia, né nella natura, né dietro la natura, - ma che quello che è stato adorato come Dio noi non lo troviamo affatto "divino", ma al contrario pietoso, assurdo, dannoso, non solo perché è un errore, ma perché è un crimine contro la vita... »
(Friedrich Nietzsche)
NON SONO CERTIFICATO IN QUANTO NON ESISTENTE
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lunedì 3 luglio 2006 - ore 15:51
(categoria: " Vita Quotidiana ")
caldo. la notte bianca non mi è piaciuta: non mi diverto quando ci si deve divertire. bevuto poco, bevuto tanto, vomitato, fatto, brigato, ma niente. una serata semi normale con tutta la provincia di padova per le strade, a fare massa, caldo e brusìo. preferisco quando alle 5 di mattina per padova non gira nessuno, e cè silenzio. sbirri ovunque - hei sei sotto controllo ocio ocio ocio - e tante faccie uguali. tante magliette uguali. tanti drink uguali. tanta musica uguale. insomma tutto nella norma ma durante la notte. che soddisfazione. forse era meglio la street a bologna. senza il forse.
dopotutto preferisco la notte nera.
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sabato 1 luglio 2006 - ore 10:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La casa di Asterione
So che mi accusano di superbia, e forse di misantropia, o di pazzia. Tali accuse (che punirò al momento giusto) sono ridicole. E vero che non esco di casa, ma è anche vero che le porte (il cui numero è infinito)1 restano aperte giorno e notte agli uomini e agli animali. Entri chi vuole. Non troverà qui lussi donneschi ne la splendida pompa dei palazzi, ma la quiete e la solitudine. E troverà una casa come non ce nè altre sulla faccia della terra. (Mente chi afferma che in Egitto ce nè una simile.) Perfino i miei calunniatori ammettono che nella casa non cè un solo mobile. Unaltra menzogna ridicola è che io, Asterione, sia un prigioniero. Dovrò ripetere che non cè una porta chiusa, e aggiungere che non cè una sola serratura? Daltronde, una volta al calare del sole percorsi le strade; e se prima di notte tornai, fu per il timore che minfondevano i volti della folla, volti scoloriti e spianati, come una mano aperta. Il sole era già tramontato, ma il pianto accorato dun bambino e le rozze preghiere del gregge dissero che mi avevano riconosciuto. La gente pregava, fuggiva, si prosternava; alcuni si arrampicavano sullo stilobate del tempio delle Fiaccole, altri ammucchiavano pietre. Qualcuno, credo, cercò rifugio nel mare. Non per nulla mia madre fu una regina; non posso confondermi col volgo, anche se la mia modestia lo vuole.
La verità è che sono unico. Non minteressa ciò che un uomo può trasmettere ad altri uomini; come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso larte della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che è atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la differenza che distingue una lettera dallaltra. Unimpazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere. A volte me ne dolgo, perché le notti e i giorni sono lunghi.
Certo, non mi mancano distrazioni. Come il montone che savventa, corro pei corridoi di pietra fino a cadere al suolo in preda alla vertigine. Mi acquatto allombra di una cisterna e allangolo dun corridoio e giuoco a rimpiattino. Ci sono terrazze dalle quali mi lascio cadere, finché resto insanguinato. In qualunque momento posso giocare a fare laddormentato, con gli occhi chiusi e il respiro pesante (a volte maddormento davvero; a volte, quando riapro gli occhi, il colore del giorno è cambiato).
Ma, fra tanti giuochi, preferisco quello di un altro Asterione. Immagino chegli venga a farmi visita e che io gli mostri la casa. Con grandi inchini, gli dico: "Adesso torniamo allangolo di prima," o: "Adesso sbocchiamo in un altro cortile," o: "Lo dicevo io che ti sarebbe piaciuto il canale dellacqua," oppure: "Ora ti faccio vedere una cisterna che sè riempita di sabbia," o anche: "Vedrai come si biforca la cantina." A volte mi sbaglio, e ci mettiamo a ridere entrambi.
Ma non ho soltanto immaginato giuochi; ho anche meditato sulla casa. Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa e un altro luogo. Non ci sono una cisterna, un cortile, una fontana, una stalla; sono infinite le stalle, le fontane, i cortili, le cisterne. La casa è grande come il mondo. Tuttavia, a forza di percorrere cortili con una cisterna e polverosi corridoi di pietra grigia, raggiunsi la strada e vidi il tempio delle Fiaccole e il mare. Non compresi, finché una visione notturna mi rivelò che anche i mari e i templi sono infiniti. Tutto esiste molte volte, infinite volte; soltanto due cose al mondo sembrano esistere una sola volta: in alto, lintricato sole; in basso, Asterione. Forse fui io a creare le stelle e il sole e questa enorme casa, ma non me ne ricordo.
Ogni nove anni entrano nella casa nove uomini, perché io li liberi da ogni male. Odo i loro passi o la loro voce in fondo ai corridoi di pietra e corro lietamente incontro ad essi. La cerimonia dura pochi minuti. Cadono uno dopo laltro; senza che io mi mac-chi le mani di sangue. Dove sono caduti restano, e i cadaveri aiutano a distinguere un corridoio dagli altri. Ignoro chi siano, ma so che uno di essi profetizzò, sul punto di morire, che un giorno sarebbe giunto il mio redentore. Da allora la solitudine non mi duole, perché so che il mio redentore vive e un giorno sorgerà dalla polvere. Se il mio udito potesse percepire tutti i rumori del mondo, io sentirei i suoi passi. Mi portasse a un luogo con meno corridoi e meno porte! Come sarà il mio redentore? Sarà forse un toro con volto duomo? O sarà come me?
Il sole della mattina brillò sulla spada di bronzo. Non restava più traccia di sangue.
"Lo crederesti, Arianna?" disse Teseo. "Il Minotauro non sè quasi difeso."
(J.L.Borges)
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giovedì 29 giugno 2006 - ore 10:25
(categoria: " Vita Quotidiana ")
inizio settimana in pronto soccorso, per vedere se il polso s’era rotto. ma Polso - il destro - è solo contuso. contuso e confuso. fa maluccio per essere solo contuso, ma i raggi parlano (?) chiaro, e il dottore del pronto soccorso è stato tre minuti buoni a guardarli contro il neon del soffitto. ma lui è un dottore indiano, quindi mi fido. sarei curioso di sentir recitare il giuramento di ippocrate in indi. è sempre bello poi aspettare in radiografia. ci son stato 4 volte in radiografia quest’anno, ormai mi conoscono di vista, e mi hanno salutato con un certo tono di rassegnazione, e con un ’ancora qui?’ ’sempre la stessa mano?’. sto pensando di amputarmela, sta mano, e ricominciare una vita da mancino indotto. non faccio commenti sul caldo, visto che fa ancora più caldo. faccio commenti sui sogni allucinanti che mi tormentano da quando ho finito gli esami. stanotte respiravo sott’acqua in mezzo a squali, orche e balene. l’altra notte invece fotografavo fantasmi in un albergo. sento fermento. o forse dovrei solo bere meno.
stay mancino
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domenica 25 giugno 2006 - ore 14:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
l’agorafobico ci è caduto anche quest’anno. è andato a radioscervud.
non ha preso nessuna birra al banco, che con quattro euro posso bermene 4 di miglior qualità. però ci son caduto volentieri, grafen walden alla mano, il concerto degli ephel duath meraviglioso, come sempre, oserei dire. mi spiace che lucio non abbia sclerato buttando birra ovunque e minacciando qualche spettatore. bello spettacolo comunque. poi mi sono addormentato sul prato, ho preso un casino di umidità e ho perso la voce. perdo la voce con una facilità disarmante ultimamente. forse dovrei starmene un po’ più zitto.
stay ephel duath
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venerdì 23 giugno 2006 - ore 19:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")
caldo caldo caldo. non so se a voi da fastidio, a me personalmente si. e mi chiedevo: ma gli insetti cacano? siccome son tantissimi, gli insetti, se cacassero saremmo tutti pieni di cacca di insetto e nemmeno ce ne renderemmo conto. stronzi di mosca, cacchette di afidi, pisciate di vespa sui vetri. no, il vetril non vi servirà, massaie. qui è tutto pieno di pipì di vespa. mentre osservavo un moscerino gironzolare sulla mia scrivania, mi sono chiesto se pure lui fosse sottoposto alleterno ritorno. poi le bottiglie di unicum sulla mensola han cominciato a scuotersi, in segno di risposta positiva. sai che palle essere moscerino con sto caldo. la bassa pressione da fastidio agli insetti, ne sono certo. sbarellano di più col caldo. a proposito, stanno facendo i mondiali di calcio, e per la prima volta nella vita non me ne frega una madonna. ma proprio niente. ho provato a vedere anche un paio di partite, ma mi sono addormentato prima della fine del primo tempo. quasi quasi dovrebbe perdere, litalia. dire: hei noi siam bravetti, ma siamo italiani e ci piace il magna magna. facciamo ammenda, e siccome non vogliamo fare magna magna anche ai mondiali lasciamo il posto al burkina faso o al cipro. creddaghe. ma questa cosa dello scandalo calcio è come quando ti atterra un ufo in giardino: lo hai sempre saputo ma avevi bisogno della prova tangibile. tangentabile. bello, ci metto una croce sopra. poi cè lirresistibile ozio estivo che mangia le gambe, e non fa vedere il tempo come tempo libero e non hai più voglia di andare ai colloqui di lavoro. ogni volta che mi trovo davanti ad una scrivania mi sento come quello scoppiato di trainspotting, solo che sono sano, e vorrei dire le peggio stronzate solo per vedere le reazioni del personaggio che ho davanti. ieri un paffutello tutto occhiali e doppiomento mi ha liquidato, poichè lazienda necessita di personale in abito formale, e già dal colloquio gli sono sembrato informale. forse dovevo togliere gli orecchini che fanno molto informale, ma dopotutto via, ormai hanno gli orecchini cani e porci, duemila e sei non anni 80 orecchino uguale tossico. e insomma ci siam salutati con un le faremo sapere lui e un speriamo di no io. il mondo del lavoro mi stupisce sempre di più. sarà il caldo. sta nascendo nihilist design, a poco a poco. germina con questo caldo e con parole tipo tassidermia, irrorare, emoglobina e suturare. non sarà un vizio di forma bensì di formalina. e per una volta lalcool sarà disinfettante e non disinfestante.
stay unicum.
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martedì 20 giugno 2006 - ore 12:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ora osservo soprattutto i movimenti corporei dei monti, delle acque, degli alberi,dei fiori. Tutto mi richiama alla memoria i movimenti analoghi del corpo umano, i moti analoghi di gioia e di sofferenza delle piante. La sola pittura non mi basta ; so che con i colori è possibile creare qualità intrinseche.
Si può presentire intimamente, nel profondo del cuore, un albero autunnale in piena estate ; io vorrei dipingere questa malinconia
egon schiele (1890 - 1918)
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domenica 18 giugno 2006 - ore 11:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
tornato.
una settimana di workshop a rovigno, a dir poco devastante. belle le idee, bello il gruppo, tanto l’alcool ad inzupparci il cervello. pure troppo forse. no, non è mai troppo, a meno che non intervenga il coma etilico. vorrei fare una cronaca dettagliata, ma ho firmato un foglio di riservatezza che non mi permette di scrivere niente. onde evitare una citazione in tribunale dalla roncato valigerie, sarò muto come un pesce. o meglio, non scrivente come uno scrittore monco.
posso solo scrivere che c’hanno venduto dell’erba ammoniacata. tanta e ammoniacata. non la roncato, ovviamente. e poi posso scrivere che devo riuscire a non delirare più in fristail, sta diventando una cosa malsana ed hiphop, e non stravedo per l’hiphop, anzi.
poi potrei scrivere che mercoledì mattina ho inciso a pennarello sulla mia cartellina gialla, il mio manifesto. a breve lo pubblicherò qui, magari.
in croazia non c’è l’unicum. li bevono pelinkovac o perinkovaz o come diavolo si chiama. sembra un montenegro fortino o un fernet dolce, insomma non è come l’unicum. ho dovuto deviare sul fernet, che a quanto pare è l’amaro più amato dai gabbiani.
stay gabbiano.
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mercoledì 7 giugno 2006 - ore 02:01
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sì, a me piace chattare, ma se me la calaste, ogni tanto, gentil donzelle, riempireste un po di più i miei tediosi giorni.
poi son tornato stasera da un festone / festino in quel di oderzo o giù di li . tutti belli cotti. grazie boris per la pazienza. so che son logorroico da embriaco. grazie alla èlena per lospitalità, grazie al porco per il sacrificio, grazie agli storioni per il trip mentale. poi bho, avrei voluto palpare più seni. per il resto fico.
fica anche la serata allombre rosse, con tiso - il mio chitarrista preferito - giuliano e orza. discorsi un po spiacevoli ma seri. ebbeh.
poi ho scoperto che una mia amica è morta di overdose, e provo un tantino di odio e disprezzo per chi si fa in vena. o chi usa la robba per poi arrivare a farsi. sì, chi usa la ROBBA. fanculo...impiccatevi che fate prima e risparmiate anche i soldi per farvi la stagnola. ebeti.
stay unicum.
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lunedì 5 giugno 2006 - ore 09:42
(categoria: " Vita Quotidiana ")
giornate un po tediose, serate puramente casuali e senza una organizzazione ben definita, senza meta, insomma. dalliper lavoro al nulla più riposante, quando si dice alti e bassi. e, adesso che potrei dedicarmi interamente e senza limiti di tempo alla mia attività preferita - il cazzeggio alcolico - devo trovarmi un lavoro.
il lavoro e il cazzeggio alcolico ahimè non vanno daccordo. ma con un po di mediazione di può fare qualcosa.
settimana prossima a questora conto di essere già con una birretta in mano in quel della croazia, onde aumentare la mia creatività allennesima potenza per metterla al servizio del centro stile della roncato. anzi, quasi quasi ne tengo un po anche per me, che non fa mai male. adesso potrei cadere sul nostalgico e paragonare questo periodo ai periodi precedenti, tipo allanno scorso. ma non lo farò...alla fine lunica cosa degna di nota è che ho bevuto più unicum dellanno precedente. anzi, più unicum si è lasciato bere da me.
ho riordinato i vuoti recuperati, e li ho messi in ordine tipologico sulla mensola sopra la scrivania. ne ho persino una di un unicum alla menta, con le adesive verdi e logorate.
bene, adesso che ho evitato il momento nostalgico con un ripiego sullunicum e ho finito il cannino, vado allegramente ad un colloquio di lavoro. bhe, rilassato son rilassato.
stay unicum.
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