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Nessuna scelta effettuata


"Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente.
L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero ...anche qui in questo mondo"

Giordano Bruno


“Dove finiscono le nostre capacità
inizia la nostra fede.
Una forte fede vede l’invisibile,
crede l’incredibile
e riceve l’impossibile.”

Detto Buddista


"Happiness’ only real when shared".
"Christopher McCandless"


Non vediamo le cose come sono,
ma vediamo le cose come siamo.

Vadim Zeland


Noi non diveniamo, noi siamo.
Non sforzatevi di divenire.
Siate.

Bruce Lee






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mercoledì 4 marzo 2015 - ore 19:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Bisogna sapere che è molto pericoloso dedicare il pensiero a crimini e scandali. Se mettete un fazzoletto in una scatola profumata, quando lo leverete, dopo un po’ di tempo, sará profumato anch’esso. Succede lo stesso al vostro pensiero: si impregna delle emanazioni dei soggetti con i quali l’avete tenuto occupato e, se sono emanazioni disgustose, non stupitevi se poi voi stessi sprigionerete queste stesse emanazioni. Purtroppo molti adulti sono ben vestiti...ma siccome il loro pensiero si é intrattenuto in regioni nauseabonde, appestano l’atmosfera."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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giovedì 19 febbraio 2015 - ore 20:05



(categoria: " Riflessioni ")


A qualcuno tocca mangiare qualcun altro non perché sia meglio (più nutritivo, più gustoso), ma perché non vi è null’altro da mangiare.

Pensate a questa frase. Solo in questo, e non in altro, consiste la ragione della corsa su per la piramide. Il fatto che in natura,ovunque e sempre, “qualcuno mangi qualcun altro” sembra assolutamente naturale, non è vero? Ma se ignoriamo lo stereotipo diffuso, diventerà più evidente anche un’altra cosa: non è affatto obbligatoriamente naturale che “qualcuno mangi qualcun altro”. Il fatto che sia abituale non significa che sia NATURALE e NORMALE.

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martedì 10 febbraio 2015 - ore 22:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io non ho intenzione di consolare nessuno, perché più consoli le persone e più rimangono ritardate. Disturbale, scioccale, colpiscile duramente, sfidale... quella sfida porterà il loro potenziale al massimo.”

(Osho - The Last Testament)

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giovedì 29 gennaio 2015 - ore 21:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Guardandovi allo specchio, dovete muovere non l’immagine riflessa, ma l’immagine stessa, il vostro modo di rapportarvi e l’orientamento dei vostri pensieri.
In altri termini dovete “muovere voi stessi” e non cercare di afferrare l’immagine riflessa. Se pensate che l’intenzione si riduca a un atteggiamento risoluto nel richiedere al mondo quello che voi ritenete che vi spetti, vi sbagliate di grosso. Così non otterrete nulla.
E se chiederete al mondo quello che volete, di nuovo resterete con un pugno di mosche in mano. Tutto quello che vi serve è fare un ordine e permettere al mondo di realizzarvelo.
Di fatto succede che non gli permettete di farlo perché, col vostro compoprtamento, esigete, chiedete, temete e dubitate. E il mondo in questo caso anch’esso esige, chiede, teme e dubita, cioè riflette impeccabilmente il vostro modo di rapportarvi.
Del resto, è solo uno specchio, bisogna rendersene conto fino in fondo.
Lasciate andare il mondo, permettetegli di rendersi per voi confortevole, fatelo subito, da adesso.
È una sensazione vaga, fugace, che passa rapidamente, ma dovete cercare di afferrarla.
Provate a immaginare per un momento una cosa incredibile: il mondo, così ostile, problematico, difficile, scomodo, improvvisamente diventa per voi gioioso e confortevole.
Siete voi che gli permettete di essere così perché siete voi che decidete.
E tutto il segreto della forza sta nel mollare la presa.

Vadim Zeland - Tarocchi dello spazio delle varianti

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giovedì 15 gennaio 2015 - ore 11:39


...sulla legge di attrazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La famigerata “legge di attrazione” sta confondendo molte persone, inducendole a pensare ad oggetti, strumenti e mezzi di ogni genere, facendo dimenticare alle persone di dedicarsi e concentrarsi sui “fini”. E’ lo Scopo quello che ci rende grandi, svegli, eretti, sulla strada, in cammino, che ci cura, guarisce, ci apre, ci illumina! E’ lo Scopo che vogliono toglierci! Come urlava Smith a Neo nell’ultimo film della trilogia di Matrix. Allora devi comprendere che la “grande casa” la puoi avere, certo che la puoi avere, l’Universo non te la nega, ma se te la imponi come fine e come scopo essa non arriverà, poiché la grande casa è un mezzo, che deve servire a te per perseguire un grande scopo. La stessa cosa vale per i soldi! Ti lamenti perché vuoi più soldi? Va bene dannazione, ma tu fai qualche progetto in più per giustificare l’aumento che chiedi all’universo! No tu ne vuoi altri solo per averli, solo per la sicurezza di stare bene… No, non ci siamo, quello è il mondo delle pecore. Qui non si vive per essere sicuri, si vive per diventarlo, attraverso grandi esperienze! Sicuri che possiamo diventare noi stessi, che possiamo realizzarci e portare il nostro messaggio al mondo e cantarlo alla nostra maniera. Sicuri che siamo Anima e non siamo Corpo, non siamo gli oggetti e tutti i mezzi di cui ci circondiamo ed a cui ci attacchiamo vincolando la nostra felicità ad essi.
-Andrea Zurlini-

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martedì 6 gennaio 2015 - ore 11:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando una persona si muove verso i fini altrui è come se scontasse un periodo di detenzione. Molte persone, non ci pensano neppure, vivono come vivono e basta. Più precisamente, non vivono ma scontano un periodo di pena. Ogni giorno di questa loro vita è uguale all’altro: lavoro di routine, le stesse persone, le stesse vie, gli stessi muri, un assortimento assai modesto di divertimenti, il peso continuo dei problemi e dei doveri, le feste solo nei giorni comandati (non da loro). I figli unici e onnipotenti di Dio, senza saperlo essi stessi, hanno rinunciato al loro diritto di libera scelta, hanno permesso ai pendoli di trasformare la loro vita in un sogno inconscio. E per questo ora il sistema decide per loro cosa devono volere, come devono vivere e a cosa devono aspirare.

Ogni persona ha il suo fine, seguendo il quale rivela tutti i suoi talenti e acquista un’autentica felicità. Se non si rende consapevole della sua unicità, della sua forza divina di creatore, e continua invece ad affondare nel suo sogno inconscio, i pendoli se ne impossesseranno subito, le imporranno dei falsi fini e le indicheranno il suo posto nella “matrix”, affinché diventi un ingranaggio e lavori a favore del sistema.

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domenica 4 gennaio 2015 - ore 11:42


Il valore dell’anello
(categoria: " Pensieri ")



“Sono venuto qui, maestro, perché mi sento così inutile che non ho voglia di fare nulla. Mi dicono che sono un inetto, che non faccio bene niente, che sono maldestro e un po’ tonto.
Come posso migliorare? Che cosa posso fare perché mi apprezzino di più?”.


Il maestro gli rispose senza guardarlo: “Mi dispiace, ragazzo. Non ti posso aiutare perché prima ho un problema da risolvere. Dopo, magari…”. E dopo una pausa aggiunse: “Ma se tu mi aiutassi, magari potrei risolvere il mio problema più in fretta e dopo aiutare te”.


“Con…piacere, maestro” disse il giovane esitante, sentendosi di nuovo sminuito visto che la soluzione del suo problema era stata rimandata per l’ennesima volta.


“Bene” continuò il maestro. 


Si tolse un anello che portava al mignolo della mano sinistra e, porgendolo al ragazzo, aggiunse: “Prendi il cavallo che c’è là fuori e va’ al mercato. Ho bisogno di vendere questo anello perché devo pagare un debito. Vorrei ricavarne una bella sommetta, per cui non accettare meno di una moneta d’oro. Va’ e ritorna con la moneta d’oro il più presto possibile."


Il giovane prese l’anello e partì. 


Appena fu giunto al mercato iniziò a offrire l’anello ai mercanti, che lo guardavano con un certo interesse finché il giovane diceva il prezzo.


Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni si mettevano a ridere, altri giravano la faccia dall’altra parte e soltanto un vecchio gentile si prese la briga di spiegargli che una moneta d’oro era troppo preziosa in cambio di un anello. 


Pur di aiutarlo, qualcuno gli offrì una moneta d’argento e un recipiente di rame, ma il giovane aveva istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutò l’offerta.


Dopo avere offerto il gioiello a tutte le persone che incrociava al mercato – e saranno state più di cento- rimontò a cavallo demoralizzato per il fallimento e intraprese la via del ritorno.


Quanto avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per regalarla al maestro e liberarlo dalle sue preoccupazioni! Così finalmente avrebbe ottenuto il suo consiglio e l’aiuto.


Entrò nella sua stanza.


“Maestro” disse “mi dispiace. Non è possibile ricavare quello che chiedi. Magari sarei riuscito a ottenere due o tre monete d’argento, ma credo di non poter ingannare nessuno riguardo il vero valore dell’anello.”


“Quello che hai detto è molto importante, giovane amico” rispose il maestro sorridendo. “Prima dobbiamo conoscere il vero valore dell’anello. Rimonta a cavallo e vai dal gioielliere. Chi lo può sapere meglio di lui? Digli che vorresti vendere l’anello e chiedigli quanto ti darebbe. Ma non importa quello che ti offre: non glielo vendere. E ritorna qui con il mio anello.”


Il giovane riprese di nuovo a cavalcare.


Il gioielliere esaminò l’anello alla luce della lanterna, lo guardò con la lente, lo soppesò e disse al ragazzo: “Dì al maestro, ragazzo, che se vuole vendere oggi stesso il suo anello, non posso dargli più di cinquantotto monete d’oro”.


“Cinquantotto monete?” esclamò il giovane.


“Sì” rispose il gioielliere. “Lo so che avendo più tempo a disposizione potremmo ricavare circa settanta monete d’oro, ma se ha urgenza di vendere…”


Il giovane si precipitò dal maestro tutto emozionato a raccontargli l’accaduto.


“Siediti” disse il maestro dopo averlo ascoltato. “Tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato soltanto da un vero esperto. Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?”


E così dicendo si infilò di nuovo l’anello al mignolo della mano sinistra.


Tratto dal Web



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