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giovedì 30 ottobre 2003 - ore 15:48
L'uccelletto
(categoria: " Poesia ")
Era d'Agosto e il povero uccelletto
ferito dallo sparo di un moschetto
andò, per riparare l'ala offesa,
a finire all'interno di una chiesa.
Dalla tendina del confessionale
il parroco intravide l'animale
mentre i fedeli stavano a sedere
recitando sommessi le preghiere.
Una donna che vide l'uccelletto
lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si sentì un pigolio: ciò ciò, cip cip, ciò.
Qualcuno rise a 'sto cantar d'uccelli
e il parroco, seccato, urlò: "Fratelli!
Chi ha l'uccello mi faccia il favore
di lasciare la casa del Signore!"
I maschi, un po’ sorpresi a tal parole,
lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lasciò il confessionale
e: "Fermi – disse - mi sono espresso male!
Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire!".
A testa bassa e la corona in mano
le donne tutte uscirono pian piano,
Ma mentre andavan fuori gridò il prete:
"Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!"
Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzaron tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.
"Per tutti i Santi - gridò il prete -
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l'equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi è così villano
da stare in chiesa con l'uccello in mano!"
Ben celata in un angolo appartato,
una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci mancò poco si sentisse male,
e con il volto di un pallore smorto
disse: "Che ti dicevo? Se n'è accorto!"
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domenica 26 ottobre 2003 - ore 21:45
DUBBI ESISTENZIALI...
(categoria: " Riflessioni ")
Se i gatti quando camminano vanno gatton gattoni, i
coyote quando camminano
come vanno?
Se offendi un parmigiano reggiano, ti trovi una grana?
Nelle riunioni di gabinetto i ministri fanno gli
stronzi ?
Perché se Dio è immortale, ha lasciato ben due
Testamenti?
Perché si chiama sala-parto se ha solo nuovi arrivi?
Se la museruola si mette sul muso dove si mette la
cazzuola?
Lo stitico quando muore va in purgatorio ?
Se Garibaldi é partito da Quarto, chi erano i tre
partiti prima di lui?
Le tende da sole ... soffrono di solitudine ?
Sono le pecore di Murano che producono la lana di
vetro?
Nei film porno il protagonista e il montatore sono la
stessa persona?
Ma in una banca del seme, cosa danno di interessi?
Se lavorare fa bene, perché non lo lasciamo fare agli
ammalati ?
Ma se il mio capo si droga, io sono un
tossico-dipendente?
La penisola è un isola a forma di pene ?
GESTANTE è participio presente o preservativo
imperfetto?
Il formaggio con le pere è femmina o si droga?
La luce viaggia più veloce del suono, sarà per questo
che molte persone
appaiono brillanti finchè non le senti parlare?
Se son rose fioriranno... ma se sono cachi?
Quelli che attaccano i cartelli "Chi tocca muore"
muoiono tutti?
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domenica 26 ottobre 2003 - ore 21:33
la parabola...
(categoria: " Riflessioni ")
Leggendo questa parabola, ho finelmente capito la mia vocazione:
Gesù dall'alto della croce vede Pietro in lontananza e lo chiama a gran
voce:
- Pietrooo... Pietrooooo... vieni qui!
Pietro che stava salendo sul monte Calvario sente quelle parole ed urla:
- Cosa c'è Maestrooo?
- Pietrooo... corri... vieni qui!
Pietro comincia a correre ma un centurione lo intercetta:
- Fermo! Dove corri? - e così detto lo infilza con la lancia nel fianco. Pietro si accascia dolorante quando ode:
- Pietrooo... corri vieni qui da me!
L'apostolo si alza e ricomincia a correre. Dopo circa cento metri un altro centurione gli trapassa una coscia con un pugnale. Pietro cade in una pozza di sangue...
- Pietrooo... se hai fede... vieni a me!
Pietro aiutato da una forza divina riprende a correre verso la croce quando un centurione estrae la spada e gli amputa un braccio. Pietro cade a terra ormai agonizzante...
- Pietro... corri... vieni qui... è il tuo Maestro che ti chiama! Pietro raccoglie le ultimissime forze e, sorretto dalla fede, corre fino alla croce. Giunto ai piedi della croce fa:
- Cosa c'è mio Signore?
E Gesù dall'alto della croce:
- Pietro... lo sai che da qui si vede casa tua?!?
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mercoledì 6 agosto 2003 - ore 10:57
BALLATE COME SE NESSUNO VI GUARDASSE
(categoria: " Riflessioni ")
Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo.
Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per fare questo o quello, e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti.Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età.
Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare.
Ma se non conduciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo?
Dovrete sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa accada.
Una delle mie citazioni preferite ha per autore Alfred Souza:
"Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata, la vera vita!
Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora del tempo,dei debiti che non erano stati ancora regolati, in seguito la vita sarebbe cominciata.
Finalmente ho capito che "questi ostacoli erano la mia vita."
Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire che non c'è un mezzo per essere felici, ma che la felicità è il mezzo.
Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita, e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita, e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.
E allora smettete di pensare: di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg, di prendere 5 kg, di avere dei figli, di vederli andare via di casa.
Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare.
Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova.
Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno.
Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente.
La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio.
Lavorate come se non aveste bisogno di soldi.
Amate come se non doveste mai soffrire.
Ballate come se nessuno vi guardasse.
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martedì 5 agosto 2003 - ore 11:25
ma...
(categoria: " Riflessioni ")
I miei pensieri si perdono nell'etere...
credo che vagherò anch'io senza una meta...
finchè tutto è scuro...
niente... e poi niente...
tutto ciò non ha senso...
sognerò anch'io ciò che ho detto...
lascia che vada...
ciao...
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venerdì 18 luglio 2003 - ore 10:39
(categoria: " Riflessioni ")
Io sono come un DIO
e potrei rapirvi il cuore...
per un attimo!!!
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martedì 8 luglio 2003 - ore 09:42
Il beccamorto
(categoria: " Riflessioni ")
Nel Medioevo, la vita media degli uomini era di 40-45 anni e l'assistenza socio-sanitaria inesistente. Quando un uomo moriva, per certificarne la morte, veniva chiamato il "medico condotto", il quale per verificare l'effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto; il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi (quasi sempre l'alluce).
Nel dialetto del popolino, il "medico" assunse così il soprannome di "beccamorto". Questa pratica diede origine a un vero e proprio mestiere.
La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre al primo figlio maschio ma, verso la fine del medioevo, accadde qualcosa che cambiò il futuro dei beccamorti. Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio, la moglie partorì quattro figlie femmine. Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, chiesa e alla chiesa
una dispensa per poter tramandare la professione alla sua figlia femmina, la quale dopo, aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di beccamorto.
Il caso volle che il suo primo morto fu un uomo al quale un carro aveva tranciato entrambe le gambe; la ragazza era indecisa su dove infliggere il morso, alla fine prese una decisione...
...E nacquero le moderne pompe funebri
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lunedì 7 luglio 2003 - ore 16:20
1° giorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
eccomi qui!
...
finalmente l'ho iniziato sto' BLOG!!!
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