* Berlino in autunno - uno spettacolo che spacca il cuore
STO ASCOLTANDO
pearl jam come sempre. poi Dente, Micah p Hinson, Agnes Obel, and much more.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
* maglia nera a collo alto, jeans blu aderenti (oh yes we can) e stivaletti borchiati
ORA VORREI TANTO...
* un biscotto.
STO STUDIANDO...
* come stabilire i giusti centimetri
OGGI IL MIO UMORE E'...
sereno variabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
1) Sapere di poter dormire la mattina dopo.... 2) Sentirti piacevolmente diverso dal mondo intero... unico ed irripetibile.. 3) ...il tuo cane che ti lecca in viso mentre piangi... 4) leccare il Poli !!!
poi diventi luce e illumini e non esiste nessuno che non possa vederti volare e sorridere sfiorando le parole Paolo Benvegnù - 1784
Mi spiace se ho peccato, mi spiace se ho sbagliato. Se non ci sono stato, se non sono tornato. (Vinicio Capossela - Ovunque Proteggi)
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martedì 25 ottobre 2011 - ore 13:44
fallimenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
l’altro giorno ho scritto uno status su facebook in preda alla malinconia da partenza "..perchè per una cosa in cui fallisci, ce ne sono mille altre che ti riempiono il cuore. grazie per questo mese bellissimo! sarà dura prendere l’aereo domani. " in quel momento, mentre scrivevo la parola "fallimento", avevo in mente una cosa. anzi, una persona. una relazione che doveva iniziare e non è iniziata. una di quelle cose che ti lasciano l’amaro in bocca perchè non sai che nome darle. una di quelle storie consumate un po’ troppo in fretta, con un po’ troppa passione, che si bruciano in un attimo. come una lampadina che si fulmina appena la accendi. l’odore delle stanze d’albergo, i documenti, le chiavi. poi ho pensato a quante altre cose negli ultimi mesi potevo mettere nella scatola etichettata come "fallimenti". e tutte, proprio tutte, hanno a che fare con il cuore. come a dire, che forse sono brava in tante altre cose, ma in questo ambito qui lascio proprio un po’ a desiderare. e poi ce ne stiamo lì, alle 4 di mattina nel parcheggio di Ca’ Grande, i tuoi occhi trasparenti, le braccia magre, la sigaretta in bocca, quel modo stranissimo che hai di fumare, come un adolescente che ha cominciato ieri di nascosto, e mi dici che non capisci come io possa non avere nessuno vicino. e vorrei dirti che io lo capisco, ma è troppo lunga da spiegare. ancora una volta, 30anni per niente. uff.
la ragazza con la valigia.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ho sempre pensato che la valigia fosse la parte migliore di me. non tanto lei, quanto la mia abilità di lasciarla lì, in mezzo alla stanza, disfarla, rifarla, lasciarci dentro quelle due o tre cose che so già mi serviranno. carte dimbarco da stampare, voli da prendere, gate da cercare. ho pensato in questi anni, che gli aeroporti fossero il mio habitat. quando li attraversavo con una musica triste nelle orecchie. quando arrivavo felice allimbarco, quando mangio al volo una schifezza dalle macchinette. eppure. per un mese mi sono fermata e mi sono imposta un ritmo che credevo non mio. sveglia alle sette. colazione. autobus o bicicletta. ufficio. pausa caffè, ufficio, pausa pranzo. aperitivo. cena. e via così un giorno dopo laltro. quella routine che credevo di odiare e che invece -sorpresa-mi regala serenità. mi dà sostanza. se ha senso. e ora, che ho 4 voli da prendere in 15 giorni, una città nuova da scoprire, scopro che invece vorrei solo appallottolarmi in questa trapunta e lasciare che qualcuno viaggi per me. ho sempre pensato di non sapere quale fosse la mia casa e mi scopro a desiderare che quegli spritz con i miei colleghi, che quei caffè con lamica di sempre, che quelle serate post-inaugurazione fossero la mia rassicurante normalità. e pensare di ritornare alla MIA casa, dove faccio quello che voglio IO, un po mi intristisce. ma ora basta, che devo uscire per le mie ultime serate italiane. e soprattutto, andare a comprare il caffè da mettere il valigia, da vera emigrante.
a distanza di un anno. un anno difficile e faticoso. uno di quegli anni in cui senti che sei cresciuta. in cui il rumore della crescita fa quasi male. in cui le scelte diventano necessarie. si passa al numero 3. si pensa. si decide. ci si rimbocca le maniche. si accetta anche di stare in stand-by, come adesso. si cambia, semplicemente. si sceglie per sè. si combinano casini, anche. ci si ama sempre troppo poco, ma ci si prova.
e chissà perchè, torna la voglia di passare di qui.
3 giorni a casa, 2 giorni in belgio. e sono una donna nuova. merito degli abbracci dei miei, di un pranzo in terrazza con padova sotto di noi, di uno di QUEI caffè con la susa, merito delle riunioni di lavoro consumate sul pavimento, con una pupattola di 8 mesi che ti guarda e sorride. merito di quelle strade che sono sempre così familiari, delle piazze da attraversare. merito delle piccole cose che cambiano e ti fanno riscoprire la città. merito di chi quella città lha attraversata con me, chiacchierando come quello che siamo, ovvero un fratello e una sorella. merito degli incontri inaspettati che ti mettono energia, parlando dei progetti del 2011. e poi. io non lo so cosa ci mettano nellaria in belgio, ma io ogni volta che ci vado sono in uno stato di beatitudine. sarà larte, saranno le strade così belle, saranno i barettini stupendi dove prendere il caffè, ma anversa mi ha fatta innamorare. sarà che dista solo unoretta ed è come andare in un altro mondo. ho visto una mostra bellissima stamattina, e in quella luce che bagnava il pavimento mi sono crogiolata come un gatto al sole. ed è già ora di tornare alla vita reale. e farsi pagare queste cazzo di fatture. ancora.
quelle punte malaticce se ne sono andate stamattina, un bel colpo di forbice e un giornale nel lavandino. e finalmente abbiamo il riscaldamento che funziona. due svolte così in un giorno solo, e io che penso di avere una vita priva di eventi...
oggi al supermercato mi sono imbattuta con mia grande sorpresa nello stand dei dolci tipici autunnali/invernali. biscottoni speziati di tutte le fogge e i per non farsi mancare niente, i biscottini di san nicola. ecco, san nicola se non lhanno spostato dal calendario dovrebbe essere il 6 dicembre. mi sorge dunque il dubbio che il saggio detto sulle mezze stagioni abbia un qualche fondo di verità. almeno qui in olanda.
tra un mese torno a casa e so già che quei giorni voleranno. che ci sono genitori da festeggiare, fratelli da abbracciare, poldi da coccolare, colleghi da berci il caffè insieme, piazze da attraversare, spritz da bere, e quel poco altro che riuscirò a far stare in quei tre giorni.
annusa laria e dice che sa di autunno. ma di autunno in senso buono. ecco, a volte non la sopporto, poi in questi momenti mi passa tutto e le sorrido. come oggi, che abbiamo stampato gli inviti della prossima mostra a mano e sembravamo 5 bambini armati di colori e stencil. in questi momenti mando affanculo paure, incazzature, affanni e frustrazioni e mi godo quegli istanti in cui tutti stiamo lavorando alla stessa cosa. e siamo felici di farlo, anche se ci lamentiamo che sembrano attività da ragazzini delle medie. pardon, secondary school. e intanto lautunno arriva con la sua luce gialla stupendissima che ho visto solo qui, e io metto su un disco dei sonic youth e faccio unintervista per un catalogo via skype. ah sì. e mi tingo i capelli di rosso. quante cose succedono solo in un giorno da queste parti. e quanto sono felice che sia già autunno.
e di nuovo un trasloco. primo risveglio e quella strana sensazione di non essere sicuri di dove si è. lenzuola ikea verdi con foglie a righe e il terrazzino fuori dalla camera da letto. la mia vita è scandita dalle collezioni delle lenzuola ikea. spirali nere, ghirigori azzurri, foglione verdi. e freddo. tanto freddo. non vedo l’ora che arrivi domani così non dovrò più ripetermi "ma cazzo! è agosto!" e potrò dare un senso a questo tempo folle che da qualche giorno ci funesta mente e corpo. e sarà questo tempo folle che mi fa sentire disperata e poi di nuovo serena e mi basta sapere che con uno sguardo stai capendo tutto quello che mi passa per la testa e non c’è bisogno di spiegartelo. e finalmente abbiamo un divano vero di quelli che ti puoi spaparanzare con la copertina e alle spalle hai una finestra enorme. cazzo se mi dispiace poter stare in questa casa solo così pochi mesi.