* Berlino in autunno - uno spettacolo che spacca il cuore
STO ASCOLTANDO
pearl jam come sempre. poi Dente, Micah p Hinson, Agnes Obel, and much more.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
* maglia nera a collo alto, jeans blu aderenti (oh yes we can) e stivaletti borchiati
ORA VORREI TANTO...
* un biscotto.
STO STUDIANDO...
* come stabilire i giusti centimetri
OGGI IL MIO UMORE E'...
sereno variabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
1) Sapere di poter dormire la mattina dopo.... 2) Sentirti piacevolmente diverso dal mondo intero... unico ed irripetibile.. 3) ...il tuo cane che ti lecca in viso mentre piangi... 4) leccare il Poli !!!
poi diventi luce e illumini e non esiste nessuno che non possa vederti volare e sorridere sfiorando le parole Paolo Benvegnù - 1784
Mi spiace se ho peccato, mi spiace se ho sbagliato. Se non ci sono stato, se non sono tornato. (Vinicio Capossela - Ovunque Proteggi)
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
mercoledì 23 giugno 2010 - ore 22:07
ed ho lasciato tracce tanto chiare che qualcuno.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
una manciata di case vuote, un tipo che ci dà le chiavi per andarle a vedere a turno e io che mi scopro a fantasticare perfino sul colore da dare alle pareti. peccato che non siano per me, queste case. peccato che sono venuta a vederle per gioco, un po come quelle volte che ti chiedo di accompagnarmi a provare le scarpe assurde che non comprerò mai. (che poi, una volta ci ho fatto anche una figura di merda, a salire su un paio di trampoli tacco 12 che mi facevano anche cagare, e lallarme nel tacco è partito e luomo cattivissimo della security olandese è venuto a controllare cosa stessi facendo - mica lo sapevo che avevano pure lallarme nel tacco quegli aggeggi infernali). allora ci consoliamo con il magnum superchimico alla fragola e andiamo a fare la spesa, senza dimenticare lo yogurt turco. e se un giorno avrò una casa vuota anche io, spero solo non sia a rotterdam.
...che ha dato il suo profumo ad ogni fiore...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
non ci credo nemmeno io, ma eccone unaltra. ecco unaltra estate che avanza, anche se ieri avevo di nuovo il cappottino di lana e mal di testa da vento. anche se mi è sbucata di fronte allimprovviso ieri, quando sotto la doccia mi è venuta in mente la canzone di bruno martino, quella che da un paio di annetti a questa parte mi si addice tanto. ora che una parte di me vorrebbe andare al mare e laltra vorrebbe risparmiare dei soldi. ora che berlino si avvicina di nuovo e a me sembra di non poter più aspettare. ora che al mattino la camera da letto sembra un frigorifero e il mio corpo non ce la fa proprio a credere che sia giugno. e non si è fatto in tempo a togliere la valigia dal centro della stanza che è già ora di cambiare un paio di cose dentro e ripartire. e nel frattempo vediamo se ci scappa anche un concerto di vinicio. magari.
29 e qualche giorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
aspetto che la pizza authentieke napolitaanse si cuocia e contemplo le macchie di marmellata, sugo e i resti di segatura con cui sono riuscita a coprire i miei jeans oggi. io, che dovrei essere una donna di classe. è così che tutti si immaginano i curatori probabilmente. pensano che abbiamo un lavoro inconcludente ma strafigo, che vestiamo di nero e portiamo i tacchi (in genere le donne, ma non solo...) dovrei avere il capello perfetto, meno pancetta e laria intelligente. e invece eccomi qui, alluna e mezza di mattina a ravanare in un barile di chiodi a cercare quelli della misura giusta. a gioire alla cassa del supermercato perchè mi regalano un pupazzino arancione peloso dopo una giornata in mezzo alla segatura. eccomi qui con le unghie mangiate (di nuovo!) e le mani secche per via della vernice e del freddo (a giugno!!), i vestiti pieni di patacche e i capelli infeltriti. e ho faticato così tanto per arrivare fin qui. e ho solo 6 giorni per rendermi presentabile. però le birre notturne, le chiacchierate, le serate passate sui cuscinoni a vedere film, incrociarsi in corridoio la mattina con la faccia rincoglionita e una pila di vestiti in braccio, tutto questo è semplicemente speciale. e indescrivibile. anche se forse quando si sono scelti la guestcurator se la aspettavano vestita di nero e con i tacchi.
i 29 sono arrivati e sono lontana anni luce da quello che pensavo sarei diventata. mi vesto ancora come una 15enne e non sono per niente una signora, per contraddire Loredana. però questa volta non ho paura che tu mi faccia gli auguri, non ho paura di dirti quello che mi gira nella pancia da mesi. non ho paura di quel parcheggio vuoto ora che ho la certezza che è lo stesso dove ti sei perso tu. e mi sento leggera e triste allo stesso tempo. e le cose che proprio non mi perdonerò mai. e le cose che tu non ti perdonerai mai. e quelle che ora stanno lì a guardarmi e mi rendono felice. e quelle che non cambieranno mai. e i 29 sono arrivati con una birra in mano, una band che suonava e io che nemmeno mi accorgevo di che ora era. e poi tu, che mi regali un biglietto del treno e meriti tutto lamore che cè. buon compleanno teresa.
il sentimento delle cose
(categoria: " Vita Quotidiana ")
tutta una vita che sta dentro in una manciata di scatoloni. ultima notte in questa casa che ha visto così tanto di me. fa quasi strano anche se mi sto imponendo di non attaccarmi alle cose materiali. ma come si fa? regali comprati a New York e mai consegnati. una foto scattata milioni di miliardi di anni fa a casa di Paolo Benvegnù e io con un sorriso ebete stampato in faccia. pomeriggio di thè verde zuccherato e quel sentimento di perfezione che secondo me capita poche volte nella vita. vestiti che nemmeno ricordavo di avere, tappati in un angolo dellarmadio. e poi le lettere. la lettera. quella che non ho il coraggio nemmeno di rileggere. e penso alla lettera che hai scritto e non mi hai mai spedito. e non me lo perdono ancora.
ma via via! cè una mostra da allestire, tante cose da fare e magari una piccola rivoluzione in vista. chi lo sa. nel dubbio, inscatolo.
un attimo che passerà
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sì perchè qui proprio di nuvole si tratta. o meglio di una nuvola sola, che ieri ha cercato di impedirmi di tornare in italia - fortunatamente ho avuto la meglio io (ora - chi doveva andare in vacanza ed è stato bloccato dalla nube non me ne voglia - ma quando il viaggio è di lavoro girano davvero le balle al pensiero che salti tutto) dopo solo 3 ore di attesa e velate imprecazioni (nemmeno troppo velate in molti casi), ryanair si è decisa che potevamo farcela. (lo so dico sempre che non volerò più con ryanair ma vista la situazione non potevo permettermi un volo che costasse più di 20€ - pagamenti a 90giorni I love you) nel mentre io mi sono divertita ad osservare la variegata fauna che mi circondava - ormai vista la mia fequentazione degli aeroporti mi piace tanto guardare le persone e suddividerle in categorie: - quelli che vista lattesa ne approfittano per dormire e ronfano bellamente russando come trombe, tipe più o meno faighe su tacchi stratosferici che nemmeno stavano in piedi (mi raccomando, abbigliamento comodo per viaggiare, visto che con quelle scarpe non riesci neanche ad andare dal paniettiere sotto casa, cosa ti fa pensare che riuscirai ad attraversarci mezza europa?) e, last but not least, i miei preferiti.
gli italiani che si ostinano a parlare in italiano guardando fisso negli occhi il loro interlocutore (n.b. in questo caso siamo in belgio, ma ne ho visti anche in molti altri paesi) aspettandosi che lignaro esercente, che debba vendergli un panino o un souvenir, venga investito da una luce divina e capisca magicamente tutte le lingue. italiano in primis, ovvio.
ed eccolo lì, uno di questi esemplari, che continua a ripetere "UN BICCHIERE DI PLASTICA!" al ragazzo del bar che lo fissa stranito. diobuono, ce nè una pila di bicchieri, agguantane uno e ringrazia, non stare lì a farmi impazzire luomo. e poi. anche la mia mamma fa così allestero...e sebbene mi irriti, quando lo fa lei è divertente. a me fa incazzare quando lo fanno i trentenni, che si suppone abbiano lelasticità mentale di provare a dire 2 parole in una lingua diversa. ma a quanto pare no.
beh limportante è che ce lho fatta dai, e imprecazioni a parte mi sono quasi divertita.
gli appuntamenti di lavoro al venerdì mattina sotto la pioggia che arrivo come una pecorella infeltrita. lodore di caffè, le mani sporche di nero e io che ti dico che in un anno e mezzo di lavoro assieme non abbiamo mai bevuto un caffè in un luogo che non sia il tuo studio. la mia bici nel furgone, i tergicristalli che fanno fatica a tenere a bada la pioggia, un deja-vù di un anno fa esatto. solo che avevo le maniche corte e non il cappotto. solo che non ci conoscevamo così tanto e in macchina non mi parlavi delle tue fidanzate. solo che questa lingua astrusa non la capivo come adesso.
e quando piango perchè ho solo 30€ nel conto. quando sono stanca e non capisco per chi o per cosa sto facendo tutto questo. quando tutti mi fanno incazzare. quando mi manca litalia, mi mancano i miei che dopo qualche giorno sotto lo stesso tetto so già che non li sopporto più. quando mi manca la semplicità nel fare le cose nella propria lingua.
penso che in fin dei conti non è poi così male, la vita adulta.