1) Vivere con il rimpianto di non aver fatto ciò che volevo e nel rimorso di aver accettato quello che sembrava più facile senza cercare la felicità. 2) le peggiori paranoie sono quelle che ti fai quando una persona a cui tieni molto non ti risponde, non ti saluta, non ti sorride. . . 3) svegliarsi e non vedere accanto la persona che hai sognato, solo perchè hai avuto fretta, quella stupida e maledetta fretta che non appartiene al mondo dei sentimenti. 4) Essere giudicata da persone immature...
MERAVIGLIE
1) svegliarsi accanto alla persona che si ama 2) guardare il cielo stellato con a fianco qualcuno di speciale... 3) Renderti conto che nonostante tutti i tuoi difetti ci sono persone speciali che non ti piantano mai in asso 4) Sapere che nonostante tu abbia sbagliato, la persona che ti ama ti perdona...semplicemente perchè vuole te...e perchè sa chi sei e come sei..
I nostri padri per noi erano come Dio, se loro se la svignavano questo cosa ti fa pensare di Dio? Stammi a sentire, devi considerare la possibilità che a Dio tu non piaccia che non ti abbia mai voluto, che con ogni probabilità lui ti odi. Non è la cosa peggiore della tua vita! Non abbiamo bisogno di lui! Al diavolo la dannazione e la redenzione! Siamo figli indesiderati di Dio e così sia!
- FiGhT CLuB -
4 CiLiNDRi... PeR cHi CeRCa Di CoMPeNSaRe A DeLLe MaNCaNZe
3 CiLiNDRi... PeR cHi cReDe cHe DuE SiaNo TRoPPo PoCHi
2 CiLiNDRi... PeR TuTTi QUeLLi cHe SaNNo cHe NoN E’ iL NuMeRo DeI CiLiNDRi iN Più cHe Fa La DiFFeReNZa... Ma La SoSTaNZa!
FoRZa DUCATI
- 25 marzo ’08 -
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giovedì 3 giugno 2010 - ore 22:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
È la ripetizione delle affermazioni che ti porta a crederci. E quella credenza si trasforma poi in una convinzione profonda... e le cose cominciano ad accadere...
questa ME la dedico...ne ho proprio bisogno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ sempre importante sapere quando termina una tappa della vita. Se insisti a rinchiuderti in essa più del tempo necessario, perdi la gioia e il senso del resto. Occorre saper voltar pagina, occorre saper chiudere certe porte, occorre saper concludere certi capitoli. Non importa l’ espressione che usiamo, ciò che importa è lasciare nel passato i momenti della vita che sono ormai terminati. Sei stato licenziato? Hai chiuso una relazione? Hai lasciato la casa dei genitori? Sei andato a vivere in un altro paese? L’amicizia tanto a lungo coltivata è scomparsa senza spiegazioni? Un rapporto si è interrotto? Puoi anche passare molto tempo a domandarti perché ciò sia accaduto. Puoi dirti che non farai un passo in più finché non avrai capito le ragioni che hanno portato certe cose, che erano tanto importanti e salde nella tua vita, a essere improvvisamente trasformate in polvere. Il logorio sarà infinito, perché nella vita, tu, io, il tuo amico, i tuoi figli, i tuoi fratelli, tutti e tutte siamo chiamati a chiudere capitoli, a voltar pagina, a concludere certe tappe e certi momenti della vita e a proseguire oltre. Non possiamo stare nel presente avendo nostalgia del passato neppure quando tentiamo di capire le cose che ci accadono. Ciò che è passato non tornerà. Occorre scioglierlo, occorre liberarsene. Non possiamo restare bambini in eterno, né adolescenti tardivi, né impiegati di imprese inesistenti, figli che si sentono colpevoli o rancorosi nei confronti dei genitori, né tenere legami con chi non desidera avere vincoli con noi. I fatti passano, e la cosa migliore che facciamo è lasciare che esse possano davvero andarsene via. Per questo a volte è tanto importante (per quanto doloroso sia!) distruggere ricordi, cambiare casa, fare dei regali, vendere o regalare i libri che si possiedono, cestinare dei fogli, buttar via dei documenti. I cambiamenti esteriori possono simboleggiare processi interiori di superamento. Disfarsi di certi ricordi significa anche fare spazio perché altre cose prendano il loro posto. Lasciarsi andare, liberarsi, distaccarsi. Nessuno in questa vita gioca con le carte truccate, e quindi a volte vinciamo e a volte perdiamo. Non aspettarti che qualcosa ti sia restituito, non aspettarti che il tuo sforzo sia riconosciuto, che il tuo genio sia scoperto, che il tuo amore sia compreso. Bisogna lasciar andare, voltare pagina, vivere solo ciò che abbiamo nel presente. Smetti di accendere la tua televisione emotiva e guardare sempre lo stesso programma che mostra come hai sofferto per una certa perdita: ciò ti sta solo avvelenando, e nulla di più. Non c’è niente di più pericoloso di rotture amorose che non sono accettate, promesse di lavoro che non hanno una data d’inizio fissata, decisioni che sono sempre rinviate in nome del “momento ideale”. La vita è protesa in avanti, non indietro. Se vivi l’esistenza lasciando “porte aperte” non potrai mai liberartene né vivere l’oggi con soddisfazione. Prima di cominciare un capitolo nuovo, bisogna terminare il vecchio: ripeti a te stesso che ciò che è passato non tornerà mai più. Ricordati che c’è stata un’ epoca in cui potevi vivere senza quella cosa, senza quella persona – niente è insostituibile - un’abitudine non è una necessità. Può sembrare ovvio, può anche essere difficile, ma è molto importante. Concludere cicli. Fidanzamenti o amicizie non concluse? Possibilità di tornare indietro? A quale scopo? Bisogno di chiarimenti? Parole che non furono dette? Silenzi urtanti? Se puoi affrontarli ora, fallo, sennò, lasciali andare, chiudi il cerchio. Di’ a te stesso che non ritornano. Però non con orgoglio né superbia, ma per non rimanere intrappolato in quel luogo, in quel cuore, in quella casa, in quell’ officina, in quell’ ufficio, ma perché semplicemente quella cosa non rientra più nella tua vita. Non sei lo stesso che eri due giorni fa, tre mesi fa, un anno fa. Pertanto non c’è nulla verso cui tornare. Chiudi la porta, cambia il disco, pulisci la casa, scuoti la polvere, volta la pagina, chiudi il cerchio. Non sarai mai più il medesimo, né identico sarà il luogo a cui ritornerai, perché nella vita nulla resta immobile, nulla è statico. Cessa di essere chi eri, e trasformati in chi sei. E’ salute mentale, è amore verso se stesso, liberarsi di ciò che non appartiene più alla propria vita. Nulla è vitale per vivere, perché quando tu venisti al mondo, giungesti senza adesivi. Pertanto, se abbiamo l’abitudine di vivere attaccato ad esso, è frutto di un lavoro personale imparare a vivere senza di esso, senza l’adesivo umano o fisico che oggi ti duole lasciar cadere. E’ un processo apprendere a distaccarsi e si può umanamente ottenere, poiché – te lo ripeto – nulla e nessuno ci è indispensabile. Sono solo abitudini, attaccamenti, bisogni. Chiudi, ripulisci, ossigena, liberati, scuoti via, sciogliti. Vi sono molte parole per significare la salute mentale e qualunque sia quella che scegli ti aiuterà ad andare avanti con serenità. Questa è la vita!
Puoi non essere il suo primo, il suo ultimo, il suo unico. Lei ha amato prima di te e potrebbe amare ancora. Ma ti vuole bene ora, che altro conta? Non è perfetta, nemmeno tu lo sei, e voi due potreste non essere mai perfetti insieme. Ma se lei sa farti ridere, farti pensare due volte, farti ammettere di essere umano e di commettere errori, tienitela stretta e dalle tutto quello che puoi.
Fermarsi? Mai... Arrendersi? Assolutamente... Stanchezza? Solo una strana sensazione... Rabbia? Pretesto per continuare... Sconfitta? Non ne conosco il significato... Combattere? SEMPRE!