dal MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE
Per il guerriero della luce non esiste amore impossibile. Egli non si lascia intimidire dal silenzio, dall’indifferenza o dal rifiuto. Sa che, dietro la maschera di ghiaccio che usano gli uomini, c’è un cuore di fuoco. Perciò il guerriero rischia più degli altri. Ricerca incessantemente l’amore di qualcuno, anche se ciò significa udire spesso la parola "no", tornare a casa sconfitto, sentirsi rifiutato nel corpo e nell’anima. Un guerriero non si lascia spaventare quando insegue ciò di cui ha bisogno. Senza amore, egli non è nulla.
(PAOLO COELHO)
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venerdì 23 luglio 2004 - ore 07:25
Il tesoro di un Folletto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se a qualcuno capitasse la fortuna di trovarsi davanti un Leprecauno o un Marrauchicchio (oppure un'altro folletto, sprovvisto di tesoro personale ma sicuramente in grado di "annusarne" uno) sappia che i metodi per convincere una di queste piccole creature a rivelare il nascondiglio dell'oro sono soprattutto tre: * bisogna essere abbastanza svelti da acchiappare il Folletto per il collo, e poi dirgli che riavrà la libertà solo in cambio del tesoro; * un'ottimo sistema è quello di afferrare il berretto della creaturina, minacciando di buttarlo nel fuoco; tutta la magia del Folletto sta nel cappello e per riaverlo sarà certamente disposto a parlare; * il terzo metodo è piuttosto curioso e complicato: si prende un fagiolo secco,si mette nell'acqua perchè si gonfi e si aspetta che il Folletto venga a supplicare di non tormentarlo più. La sua pancia, infatti, si gonfia allo stesso modo del fagiolo e si sgonfierà solo quando questo sarà distrutto. Ma bisogna proprio maltrattare i Folletti in questo modo per ottenere qualcosa? Non è detto: chi aiuta un Folletto in difficoltà oppure gli fa un grosso favore in genere viene ricompensato lautamente con oro, gioielli e buona fortuna. Perchè non provare ad essere gentili allora? Il difficile in fondo stà tutto nel trovare un Folletto in difficoltà e offrirgli il proprio aiuto..... tra l'altro, non bisogna dimenticare che l'oro dei Folletti, se preso con la violenza o l'inganno, si trasforma quasi sempre in un mucchio di sassi, di foglie secche o di gusci di lumaca.
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domenica 18 luglio 2004 - ore 19:17
Il Regno delle Fate
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dove si trova il regno delle Fate? A volte appena sopra l'orizzonte, a volte sotto i nostri piedi.
In ogni paese del mondo c'è un regno delle Fate; quindi ci sono Fate italiane, Fate americane, Fate francesi, Fate russe, Fate inglesi etc.etc.
Nel Galles pensano che il regno delle Fate si trovi in un'isola, nel canale di San Giorgio, al largo della costa del Pembrokeshire.
Gli Irlandesi chiamarono Hy Breasail l'isola fantasma che, secondo loro, si trovava ad ovest e che secondo loro accoglieva il regno delle Fate.
Mentre per i britannici l'isola fantastica è l'isola di Man.
Ma la più famosa delle isole magiche è senz'altro l'isola di Avalon.
Il leggendario Re Artù si dice vi sia stato incoronato e che in seguito, ferito a morte, vi sia stato portato per essere curato da quattro Regine delle Fate, e che il suo corpo immerso in un magico sonno sia nascosto nel cuore di una collina dell'isola.
Il Regno delle fate può svelarsi all'improvviso in qualsiasi luogo, luminoso e scintillante, e sparire con la stessa rapidità.
Terrapieni, forti e colli antichi sono le altre dimore tradizionali delle Fate, e a riprova di ciò, la parola gaelica che indica le Fate è Sidhe, che significa popolo delle colline.
Le pareti delle caverne scelte dalle Fate per dimora, trasudano gocce dorate.
Ogni collina ha il suo Re e la sua Regina; di solito, però, sono legati da un vincolo di fedeltà a un Gran Re, dei quali il più conosciuto, l' "Oberon " dei poemi cavallereschi medievali, deve la sua bassa statura ad una maledizione che gli fu lanciata durante il battesimo.
Le isole non sono tutte uguali, alcune galleggiano sull'acqua, altre sono appena sotto la superficie e spuntano solo di notte, oppure una sola volta ogni sette anni.
O ancora, parecchi metri sotto l'acqua, ma solo in apparenza, la zona dove sorge l'isola è completamente asciutta, ma circondata da un muro d'acqua a mò di scogliera.
Al largo della costa del Galles, si dice che a volte si possano scorgere i " Verdi Prati dell'Incanto ", una terra che si intravede appena sotto la superficie del mare, ricoperta di alberi e fiori ed erba, fra gli steli e i fili nuotano i pesci.
Molti laghi del Galles proteggono dal mondo esterno le dimore delle fate, nascondendole alla vista degli esseri umani.
Oppure, come nel caso della Dama del Lago, la superficie d'acqua è solo un'illusione creata per proteggere da occhi estranei l'ingresso della propria dimora.
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mercoledì 14 luglio 2004 - ore 06:49
La parola Fata
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il termine Fata deriva dall'antico " faunoe o fatuoe " che nella mitologia pagana, indicava le compagne dei fauni, creature dotate del potere di predire il futuro e di soprassedere agli eventi umani.
Le fate sono esseri soprannaturali dotate di potere magico, grazie al quale possono cambiare aspetto e farlo cambiare agli altri.
Frequentano, caverne rocce colline, boschi e sorgenti; sono pronte a correre in aiuto degli innocenti e dei perseguitati; riparano torti, vendicano offese, ma possono essere anche maligne e vendicative.
Di fatto o ci accettano come parte del loro mondo o non ci accettano: sono loro a deciderlo.
Esse rappresentano il potere, il potere magico incomprensibile agli uomini e quindi nemico.
Bisogna sempre tenere presente che, anche se il mondo delle fate è condizionato dall'uomo, esse sono creature estranee, con valori morali ben lontani da quelli del genere umano; non pensano, e cosa ancora più importante, non sentono come gli umani.
Quello delle Fate è un mondo d'incanti cupi, di bellezza affascinante, d'incredibile bruttezza, di superficialità incallita, di spirito, malizia, gioia e ispirazione, di terrore, riso, amore e tragedia. E' molto più ricco di quanto le favole in genere lascino credere.
Ma allora, qual'è la sostanziale differenza fra il loro mondo e quello degli uomini?
Le leggende e i miti sulle Fate sono molti e diversi, spesso contraddittorii: solo una cosa è certa, che nulla è certo.
Tutto è possibile nella terra delle Fate.
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domenica 11 luglio 2004 - ore 09:25
IL PICCOLO PRINCIPE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le parole sono una fonte di malintesi.
ANTOINE DE SAINT-EXUPERY
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sabato 10 luglio 2004 - ore 16:35
Olwen
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Olwen (“bianco sentiero”, probabilmente perché i fiori che sbocciavano sotto i suoi piedi) era la figlia dell’Ysbaddaden, una mostruosa figura la cui vita dipendeva dalla custodia di sua figlia. Ella era una bellissima donna di alto lignaggio. Quando si sposò, la forza di suo padre (e la vita) venne trasferita a sua figlia.
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mercoledì 7 luglio 2004 - ore 06:50
Il triskell
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il triskell (o trischele) (dal greco tris-keles = 3 gambe) è il simbolo ufficiale della Britannia (ed il fatto che il trifoglio sia il simbolo dell’Irlanda non è solo un caso!).
Ci è giunto soprattutto attraverso i gioielli celtici di La Tene (450-200 a.C.).
Rappresenta fondamentalmente la ciclicità cosmica, riproducendo graficamente le 3 fasi solari (alba, mezzogiorno, tramonto).
Le sue 3 volute sono crescenti da sinistra verso destra (proprio come il sole), nonostante di solito le si rappresenti simmetriche ed uguali fra loro.
Ma il suo simbolismo, presso i Celti, è vario (ed è sopravvissuto anche dopo la cristianizzazione attraverso l’adozione del valore della Trinità):
le 3 età dell’uomo (infanzia, maturità, vecchiaia)
le 3 nature della divinità (umana, animale, vegetale)
i 3 aspetti della dea (madre, figlia, sorella)
i 3 elementi del mondo: terra (= cinghiale), acqua (= pesce), aria (= drago), che col loro movimento rappresentano il 4° elemento (il fuoco), normalmente riassunto nel cerchio che incornicia il triskell.
A ciò si potrebbero aggiungere tutte le altre valenze che al numero 3 hanno assegnato le culture di tutto il mondo (madre-padre-figlio, sole-luna-terra, ... ), e probabilmente i Celti avevano come base simbolica del triskell molte altre triplici categorie.
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domenica 4 luglio 2004 - ore 19:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A richiesta ho nuovamente attivato la possibilità al commento sul mio blog. Spero di non dovermene pentire.
Ovviamente la linea del blog rimarrà quella e non vi saranno note personali a parte questa.
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mercoledì 30 giugno 2004 - ore 07:41
IL DIO PRIGIONIERO
(categoria: " Pensieri ")
Profondo.
Come il terrore profondo
che arriva danzando
a stringerti il cuore.
Bruciore,dentro.
Paura di sentire
che non è qualcun altro
quello che muore.
Che ci sei solo tu,
e cominci a tremare
in mezzo al fango
in mezzo al veleno.
Senza speranza,
puoi anche gridare
lo farai a lungo
lo farai invano.
DYLAN DOG
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venerdì 25 giugno 2004 - ore 07:27
Dylan
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dylan (“mare”) è il figlio giovinetto di Arianrhod. Era una creatura marina e ritornò alle onde. Poi, una volta tornato sulla terra venne ucciso da suo zio Govannon, che non sapeva chi egli fosse.
Arianrhod
Per i celti il Caer Arianrhod (castello di Arianrhod) era la Corona Borealis, e il suo nome significa "ruota d'argento".
E' connessa al cielo, al mondo superiore dove vive nel suo castello a spirale. Maga, iniziatrice e signora del destino. Dea della luna piena, e' la potente figlia della DeaMadre Danu. Simbolo di ispirazione e divinazione.
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lunedì 21 giugno 2004 - ore 20:19
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per volare nel mondo interiore, dentro di voi, ci deve essere Calma e Silenzio.
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