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Lloyd Dobler








mercoledì 5 luglio 2006 - ore 11:29


Il Ballo di San Vito
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Salsicce fegatini
Viscere alla brace
E fiaccole danzanti
Lamelle dondolanti
Sul dorso della chiesa fiammeggiante

Vino, bancarelle
Terra arsa e rossa
Terra di sud, terra di sud
Terra di confine
Terra di dove finisce la terra

Ed il continente se ne infischia
E non il vento
Ed il continente se ne infischia e non il vento
Mustafà viene di Africa
E qui soffia il vento d’Affrica
E ci dice tenetemi fermo
E ci dice tenetemi fermo

Ho il ballo di S. Vito e non mi passa
Ho il ballo di S. Vito e non mi passa

La desolazione ch’era nella sera
S’è soffiata via col vento
S’è soffiata via col rhum
S’è soffiata via da dove era ammorsata
Vecchi e giovani pizzicati
Vecchie e giovani pizzicati
Dalla taranta, dalla taranta
Dalla tarantolata
Cerchio che chiude, cerchio che apre
Cerchio che stringe, cerchio che spinge
Cerchio che abbraccia e poi ti scaccia

Ho il ballo di S. Vito e non mi passa
Ho il ballo di S. Vito e non mi passa

Dentro il cerchio del voodoo mi scaravento
E lì vedo che la vita è quel momento
Scaccia, scaccia satanassa
Scaccia il diavolo che ti passa
Scaccia il male che ci ho dentro e non stò fermo
Scaccia il male che ci ho dentro e non stò fermo

A noi due balliamo la danza delle spade
Fino allo squarcio rosso d’alba
Nessuno che m’aspetta, nessuno che m’aspetta
Nessuno che mi aspetta o mi sospetta

Il cerusico ci ha gli occhi ribaltati
Il curato non se ne cura
Il ragioniere non ragiona
Santo Paolo non perdona

Ho il ballo di S. Vito e non mi passa
Ho il ballo di S. Vito e non mi passa

Questo è il male che mi porto da
Trent’anni addosso
Fermo non so stare in nessuno posto
Rotola rotola rotola il masso
Rotola addosso, rotola in basso
E il muschio non si cresce sopra il sasso
E il muschio non si cresce sopra il sasso

Scaccia scaccia statanassa
Scaccia il diavolo che ti passa
Le nocche si consumano
Ecco iniziano i tremori
Della taranta, della taranta
Della tarantolata…


(Capossela)

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martedì 4 luglio 2006 - ore 13:56


Seghe mentali
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Glenn è rappresentato come uno storpio e come un debole, come l’uomo tutto spirito per eccellenza, al quale non si può attribuire altro che la deformità e con questa deformità, poichè con essa fa tutt’uno, una grande ipersensibilità, mentre Glenn in effetti era un tipo atletico, assai più forte di Wertheimer e di me messi insieme,
ciò che avevamo potuto constatare una volta di più non appena egli si accinse a tagliare via con le proprie mani un frassino davanti alla finestra della stanza, che come lui stesso diceva, gli impediva di suonare il pianoforte.
Segò da solo il frassino, che aveva il diametro di almeno mezzo metro, a noi non permise neppure di avvicinarci a quel frassino, lo segò in breve tempo in piccoli pezzi che accatastò contro il muro della casa, è il tipico uomo americano, avevo pensato allora, pensai.
Glenn aveva appena finito di segare quel frassino che a suo dire gli impediva di suonare il pianoforte quando gli venne in mente di fare una cosa semplicissima, e cioè di tirare le tende e abbassare le serrande della sua stanza. Avrei potuto risparmiarmi di segare quel frassino, così disse, pensai.
Noi di frassini come quello ne seghiamo di continuo, ne seghiamo moltissimi di frassini mentali come quello, disse , e pensare che usando qualche ridicolo accorgimento potremmo benissimo evitare di segarli, così disse, pensai.
Il frassino davanti alla finestra lo aveva disturbato fin dalla prima volta in cui a Leopolodskron si era seduto sullo Stenway. Senza neanche interpellare i proprietari, andò al capannone degli attrezzi, prese ascia e sega e abbattè quel frassino.
Se sto lì a chiedere, così lui, non faccio altro che perdere tempo ed energia, questo frassino lo abbatto subito, disse, ed in effetti così fece, pensai. Non appena il frassino giaque sul terreno, a Glenn venne in mente che avrebbe potuto limitarsi a tirare le tende, ad abbassare le serrande. Il frassino abbattuto lo segò in piccoli pezzi senza il nostro aiuto, pensai, e là dove prima sorgeva il frassino Glenn stabilì quell’ordine assoluto che a lui si confaceva. Se una cosa ci ostacola dobbiamo eliminarla, aveva detto Glenn, anche si
tratta solamente di un frassino. E non dobbiamo domandare se quel frassino abbiamo il permesso di abbatterlo, poichè già questa domanda ci indebolisce. Se prima domandiamo una cosa simile, la debolezza che da ciò consegue ci danneggia, forse addirittura ci distrugge, così lui, pensai.

Il soccombente

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domenica 4 giugno 2006 - ore 00:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fondamentalmente ho il cervello pieno di merda, e questo blog ne è la dimostrazione. E con un cervello ridotto a crema di riso muller (ed il fatto che io mi esprima a mezzo di prodotti pubblicitare ne è la riprova) non si va proprio da nessuna parte. Anzi, si potrebbe fors’anche dire che la mia testa è piena di vuoto, o come dicono a NewYork (o Caorle) is full of voda.


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venerdì 2 giugno 2006 - ore 22:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")



spavento fino alle 22
alba abbraccio sotto le coperte
ravioli misti succo alla pera caffè e caricature
seduta sulle ginocchia
non
piangere assieme
libro nel fragore del vagone
erano proprio tempi matti, il re del Belgio era padrone del Congo...
occhi parlano addio
ritorno blu

stenografia di un giorno


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domenica 21 maggio 2006 - ore 22:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Porca miseria, sono un’innamorata di merda, come si fa a sopportarmi?


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domenica 21 maggio 2006 - ore 09:12


la stazione è come una mano
(categoria: " Vita Quotidiana ")


chiamami ora
che la tua pelle non mi consola
ne la tua pelle ne ’l tuo viso diviso
e un’ombra scura è scesa, lunga su di noi

Un treno è passato
nel treno nero e pieno corre il soldato
corre la strada sulla terra bruciata
corre la notte e dice che non tornerà per me


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sabato 20 maggio 2006 - ore 00:54


il campo dei vecchietti col carrello (o con le borse del Billa)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La vita è triste...
bella, ma fondamentalmente triste, fatta soprattutto di cose tristi, come di notti trascorse ad attendere qualcuno che non è arrivato, ed addolcite all’alba da un sogno.
Infine lunghi baci seduti sullo scalino del primo angolo appartato che sanno di separazione.
Perciò bisogna imparare a godere della tristezza.

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mercoledì 17 maggio 2006 - ore 16:38


Vinicio lo è
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Prima di fare i fighi è meglio essere veramente fighi

...e questo è il riassunto del concerto di ieri sera al Goldoni


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lunedì 15 maggio 2006 - ore 18:18


Fine SE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pirlo a Brescia.

Conosciuto uno degli unici quattro Cinesi simpatici di tutto il triveneto, cazzo, era veramente simpatico quel Cinese...

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domenica 7 maggio 2006 - ore 21:49


Domenica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Giocare a briscola con i tarocchi sopra il letto su di un olio su tela rovesciato ascoltando Celentano

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