I nostri padri per noi erano come Dio,
se loro se la svignavano
questo cosa ti fa pensare di Dio?
Stammi a sentire,
devi considerare la possibilità
che a Dio tu non piaccia
che non ti abbia mai voluto,
che con ogni probabilità lui ti odi.
Non è la cosa peggiore della tua vita!
Non abbiamo bisogno di lui!
Al diavolo la dannazione e la redenzione!
Siamo figli indesiderati di Dio e così sia!
- FiGhT CLuB -

4 CiLiNDRi...
PeR cHi CeRCa Di CoMPeNSaRe A DeLLe MaNCaNZe
3 CiLiNDRi...
PeR cHi cReDe cHe DuE SiaNo TRoPPo PoCHi
2 CiLiNDRi...
PeR TuTTi QUeLLi cHe SaNNo cHe
NoN E’ iL NuMeRo DeI CiLiNDRi iN Più cHe Fa La DiFFeReNZa...
Ma La SoSTaNZa!
FoRZa DUCATI
- 25 marzo ’08 -
(questo BLOG è stato visitato 18958 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 5 maggio 2008 - ore 18:25
uffa...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
tesoro caro...io ti voglio bene lo stesso eh...ma...
...scantiamoci fuori x piacere!!!!!!!!!!!!!!!!
SVEJARSE
LEGGI I COMMENTI (23)
-
PERMALINK
lunedì 5 maggio 2008 - ore 16:59
5 maggio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
5così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie’ mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.
Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’uno all’altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d’un gran disegno,
l’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.
Ei si nomò: due secoli,
l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe’ silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell’ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d’immensa invidia
e di pietà profonda,
d’inestinguibil odio
e d’indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l’onda s’avvolve e pesa,
l’onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell’alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull’eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de’ manipoli,
e l’onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l’avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov’è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
...grazie a manzoni...
e a quella carogna che alle medie me l’ha fatta imparare a memoria...
LEGGI I COMMENTI (2)
-
PERMALINK
lunedì 5 maggio 2008 - ore 16:56
odio il lunedì
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LEGGI I COMMENTI (6)
-
PERMALINK
> > > MESSAGGI PRECEDENTI