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... potrei stare ore a pensare...a come poter racchiudere questi sogni in poche maledette parole, a come farci stare dentro tutto... con la consapevolezza di non riuscirci mai...
solo è bello provarci... fa sentire un po’ più vivi... A.










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venerdì 16 novembre 2007 - ore 08:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")









Can we forget about the things I said
when I was drunk
I didn’t mean to call you that
I can’t remember what was said or what you threw at me
Please tell me, please tell me Why
My car is in the front yard,
and I’m Sleeping with my clothes on
Came in through the window last night
And your gone
Gone










It’s no suprise to me I am my own worst enemy
’Cause every now and then I kick the living shit out of me
The smoke alarm is going off,
and there’s a cigarette Still burning





Lit




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giovedì 15 novembre 2007 - ore 09:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")







preferisco non parlare.



è un modo per reagire.




o soffocare?

















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giovedì 15 novembre 2007 - ore 08:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")

























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mercoledì 14 novembre 2007 - ore 08:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")
































Soffoco
di palmi sul mio volto
i miei

il mio innato senso dell’orientamento
non mi sarà d’aiuto
stavolta


che c’è solo una sottile striscia che mi tiene

e null’artro intorno


deglutisco



















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martedì 13 novembre 2007 - ore 10:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")







cosa nascondi nel tuo silenzio
di gocce di lacrime scalze
rotonde?
io
gli occhi di ceramica
nascondo ma non son mai stata brava
in questo


implodo













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giovedì 8 novembre 2007 - ore 08:48



(categoria: " Vita Quotidiana ")










[da NOTTE DI SOBBORGO] Attila József

Nello stretto cortile, lentamente,
come dal fondo di un pozzo, ora la luce
ritira la sua rete.
Già l’ombra ha sommerso la nostra cucina.
Sui cenci oleosi del cielo
si ferma e sospira la notte;
poi scende dalla città nei sobborghi,
poi si incammina attraverso la piazza
ed accende un po’ di luna, che arda.
L’umidità fruga nel buio,
fa piombo la polvere della strada.
La bocca dell’osteria vomita una luce guasta;
la sua finestra ha un riflesso di pozzanghera.
Tutto è umido, tutto è pesante.
La muffa disegna la carta
geografica dei paesi della miseria.
Il tuo vento umido e appiccicoso è come
lo sventolio delle lenzuola sporche,
o notte!
Penzoli dal cielo come sulla fune il cotone sfilacciato,
come sulla vita la tristezza,
o notte!
Grave è la notte! Pesante è la notte!
Così dormo, o fratelli, pure io.
Che la sofferenza non morda l’anima nostra,
né il corpo ci pizzichino le cimici.













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mercoledì 7 novembre 2007 - ore 11:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")





sei bravo a parole
distruggi i muri confondi i tempi
riempi la stanza e poi lasci scappare
tutto

esplode sulla sedia la presunzione dei grandi
esplode quello che non hai mai provato

vorrei tu vedessi con i miei occhi
e sentissi con le mie orecchie
quello che tu fai
quello che tu dici














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lunedì 5 novembre 2007 - ore 08:55



(categoria: " Vita Quotidiana ")







ho abitato talmente tante volte questa stanza
e mi ritrovo persa in un angolo
spalle al muro da qui si vede tutto
penso
tranne che quest’angolo

















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martedì 30 ottobre 2007 - ore 11:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")




ci bagnavamo le labbra di quel sentimento che non sapevamo
che lasciava in sospeso tutto - anche il tempo
e ci siam persi vuoti
si è rotto qualcosa
nella tua testa
nella mia testa

e non c’erano più le sigarette fumate sul terrazzo
questa nostra diversità che emergeva spesso
gli interminabili viaggi in auto

era un ti amo amaro
che usciva prepotente che faceva male e non lasciava spazio a niente

era un ti amo forte
che si è perso nel niente
















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lunedì 29 ottobre 2007 - ore 08:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")









« - Ecco i vostri nomi: Mr. Brown, Mr. White, Mr. Blonde, Mr. Blue, Mr. Orange e Mr. Pink!
- Perché io sarei Mr. Pink?
- Perché tu sei un frocio, va bene?
- Perché non ci scegliamo noi il colore?
- Non se ne parla neanche. Ci ho provato una volta, non funziona...quattro ragazzi, tutti a litigare per chi si doveva chiamare "Mr. Black"! »



dal film Le iene, Quentin Tarantino














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