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Canina
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CITTA': Oderzo - Milano
COSA COMBINO: Studio Scienze e tecnologie dell'Aperitivo
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Cazzi e mazzi
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...Facciamo 500 e 700? Ok, però io scarico l’iva al 20%.
STO ASCOLTANDO
Roba troppo mielosa.
ABBIGLIAMENTO
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...come Elvis. Ciuffo a banana compreso. Però tutto nero, che il bianco allarga.
ORA VORREI TANTO...
^_^
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Il teletrasporto.
OGGI IL MIO UMORE E'...
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ORA VORREI TANTO...
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domenica 8 ottobre 2006
ore 15:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Facciamo che...
...mi sono troppo emozionata.
Nella foto: L’uomo più bello al mondo. Mattia al Cicca: "Ma sai che è tutto il concerto che mi dice che hai dei begli occhi ecc ecc?" Elena: "Bella figura di merda."

Peccato per la presenza del primo a sinistra....
Serenata rap serenata metropolitana mettiti con me non sarò un figlio di puttana!!! Una canzone per me davanti a tutti!!!??!?!?!??! Come?!?!?! 
A questo link resoconto dettagliato/cazzataro del dopo concerto!
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giovedì 5 ottobre 2006
ore 04:00 (categoria:
"Riflessioni")
Viziata e senza spirito di adattamento!!!
“(…) Sui giovani d’oggi ci scatarro su è il ritratto dell’alternativo italiano, una tipologia di finti, per i quali la barbetta da esistenzialisti è pura estetica. Parlo di una categoria milanese di giovani che vivono l’alternatività soltanto per tendenza: “La coscienza è un vero sballo / Sabato in barca a vela / Lunedì al Leonkavallo”. Milano ne è piena, e anche altrove ce ne sono, visto che ai nostri concerti nessuno si riconosceva nei protagonisti della canzone eppure tutto il pubblico cantava rabbioso e in coro il testo. Non è necessario essere poveri o malati di tisi per essere artisti, e l’ostentazione della povertà è veramente irritante se si pensa che esistono davvero persone in gravi difficoltà economiche. Ancora più strano è notare come, proprio a partire dagli incoerenti, si formino i tribunali che sentenziano cos’è arte e cosa non lo è. Mi fanno ridere quelli che puntano il dito parlando di etica, senza aver mai sperimentato la sofferenza del compromesso. Io non ho mai voluto ‘fare’ il proletario e non vi vergogno di essere figlio di un benestante, anzi mi ritengo fortunato. La mia famiglia se lo è meritato e sarebbe ingiusto fingere di essere povero. ‘L’alternativo è il tuo papà’, dico, perché i genitori si sono guadagnati da soli i lussi che poi hanno permesso ai figli. È sbagliato ingabbiare l’arte in una rappresentazione, deve avere una forza e un messaggio che di per sé è valido. Se la vita quotidiana e quella artistica coincidono se ne esce rafforzati, ma se questo non accade non c’è discriminazione. David Bowie, Pablo Piazzo, Salvator Dalì, sono geni indipendentemente dalla loro coerenza, non sempre impeccabile (…)”
Manuel Agnelli
Visto che insulti solo me, devi insultare anche Manuel.
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mercoledì 4 ottobre 2006
ore 20:11 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Il giorno di dolore che uno ha
Quando tutte le parole sai che non ti servon più quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che che nessuno se lo spiega perché sia successo a te quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no" quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha. Tu tu tu tu tu tu...
Quando indietro non si torna quando l’hai capito che che la vita non è giusta come la vorresti te quando farsi una ragione vora dire vivere te l’han detto tutti quanti che per loro è facile quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no" quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha. Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà quando l’aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà quando questa merda intorno sempre merda resterà riconoscerai l’odore perché questa è la realtà quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or’è che la vita è sempre forte molto più che facile quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà
Soprail giorno di dolore che uno ha Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
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mercoledì 4 ottobre 2006
ore 02:39 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il meraviglioso tubetto
Un racconto del bellizzzzimo libro di Manuel Agnelli solo per Mattia che ci teneva tanto... 
Un bel dì presi a masturbarmi davanti allo specchio. Mi chinavo in avanti sognando di essere penetrato da qualcuno. Era una cosa forte. Scopo spesso davanti allo specchio con le donne. Mi piace guardare. Loro ma anche me. Mi piace cogliermi in atteggiamenti e espressioni che non vedrei mai altrimenti. Ma questa volta volevo essere penetrato da qualcuno. E più mi masturbavo e più era forte il desiderio. E non venivo. Ma certo! Non potevo venire se non soddisfacendo la mia voglia! Il corpo me lo vietava. Cominciai a pensare che sarebbe stato molto improbabile che un candidato si fosse presentato in quel momento alla porta. E non avevo nessuna voglia di interrompere un bel niente per cercare qualcuno e soffocare la mia estasi. Così se proprio non c’era qualcuno ci poteva forse essere qualcosa. Cominciai a guardarmi in giro ansioso. Oggetti di tutte le fogge, per lo più impossibili, mi si paravano dinnanzi C’erano pettini, pinzette, spazzolini, spazzole, rasoi, tubetti di creme, ecc. Notai subito che una foggia interessante l’avevano i tubetti dello sciampo e quelli dei balsami e delle lozioni. Anche fra questi, però, bisognava scegliere con intelligenza. Alcuni di loro presentavano insidie non del tutto intuibili ai profani. Certi si aprivano a clic, cert’altri subivano un improvviso ed enorme allargamento subito dopo il tappo. Infine i più micidiali erano confortevolmente stretti ma con i bordi del tappo rigati o taglienti o quadrati. Bisognava scegliere bene ma bisognava scegliere in fretta, perchè la voglia era ormai divenuta insopportabile e la libido poteva farmi commettere qualsiasi scemenza. Finalmente la mia scelta cadde su un tubetto di lozione per capelli. Era cilindrico e sufficientemente stretto per un principiante cme me. Le pareti erano liscissime. Plastica - pensai, - infrangibile. Cominciai a spalmarmi abbondantemente di crema intorno all’ano, affondando di tanto in tanto con le dita, lentamente. Era una sensazione splendida. Al bando i bacchettoni! Quanto è bello scoprire che non sappiamo tutto di noi! Le dita riprendevano a scivolare, facile, sorprendentemente facile. Prima una, poi due, poi tre... La voglia di avere qualcosa di più grosso era devastante e cresceva prorporzionalmente ai miei tentativi. Pensai che era molto femminile, questo desiderio di essere riempiti, di avere qualcosa di grosso dentro, e mi rammaricai, ma solo per un attimo, delle miserande dimensioni del mio pene.Quanto poco avrei potuto soddisfare lo stesso desiderio in qualcun’altro. Finalmente tastando trovai il tubetto, e lo cosparsi di crema con una mano mentre con l’altra continuavo a masturbarmi lentamente, o a penetrarmi con le dita. Ero in preda all’estasi, in balìa della mia voglia. I movimenti erano frenetici e sconnessi; cominciavo una cosa e passavo subito ad un’altra! Finalmente decisi di infilarmelo. Incontrai qualche resistenza prima, che mi chiarì subito la differenza fra un oggetto rigido e uno di carne, ma poi, rilassando i muscoli e spingendo con l’ano verso l’esterno il tubetto entrò. Meraviglioso! Era Meraviglioso! Quanto mi ero perso sino a questo momento. Il mio uccello subì un inturgidimento improvviso che capivo essere meccanico. Poi però notai che la concentrazione era sull’ano, dentro, e il pene si rilassò leggermente. Il tubetto sarà stato largo tre-quattro centimetri, un vero cazzetto. Lo muovevo lentamente, ma molto lentamente, avanti e indietro, perchè ero sul confine fra l’incredibile piacere e il dolore. Strinsi i muscoli dell’ano tutt’attorno. Anche questo era bello. Poi li rilassai totalmente facendolo entrare ancora di più, sempre molto lentamente. Mi accorsi solo allora che stavo gemendo di piacere. Ristrinsi i muscoli dell’ano e di tutto il corpo, oggi così... Ripresi a masturbarmi con insistenza, tutti i muscoli tesi a venire, tutto il mio corpo voleva venire. E finalmente venni, e allora accadde il miracolo. Sentii l’orgasmo partirmi da dentro, da un punto abbastanza preciso dentro, e contemporaneamente sommarsi anche fuori con l’uccello. Tremavo terribilmente mentre venivo per tutta la stanza, un orgasmo devastante. Mi ritrovai chino, appoggiato sul lavandino, col fiato ancora grosso e una mano che reggeva il tubetto ancora dentro. L’ano premeva per espellerlo, così lo tirai fuori piano e abbastanza dolorosamente. Ero esterrefatto. Cercai di evitare di pensare a quanto male mi ero fatto a non provare prima questa cosa. Non capivo più niente. Mi sdraiai sul letto ancora ansimando. Bisognava cercare qualcosa di più morbido e di più grosso. Il giorno dopo al supermercato la mia attenzione non fu rivolta al padiglione delle economicissime insalate confezionate, ma a quello dei costosissimi balsami in tubetto. Le signore passando notavano questo capellone magro e spettinato fissare per lunghissimi, interminabili minuti tutti i tubetti dello scaffale, prenderli, rigirarli, misurarli con la mano... Poi trovai quel che cercavo. Era lì in mezzo allo scomparto, dove uno non si aspetterebbe di trovare mai, così facilmente, quello che cerca. Naturalmente era un balsamo economicissimo. Scoprii subito che i balsami più costosi non hanno anima, con le loro forme contorte e pompose. Questo era lì, semplicemente perfetto. Era largo alla sommità più o meno come il tubetto che avevo già usato, ma poi si allargava con la giusta proporzione e misura sino alla base. Il tappo era perfettamente integrato e proporzionato con il resto del corpo ed era eccezionalmente liscio e smussato. Decisamente studiato per come fosse anatomico. Anche la lunghezza utile era apprezzabile, e lasciava margine di manovra alla base. Ma il miracolo, l’incredibile caratteristica che rendeva unico, assoluto questo tubetto, era la morbidezza. Plastica morbida e sottile ripiena di balsamo. Dovevo correre a casa! Dovevo correre a casa a provarlo! Subito! Pagai l’incredibile cifra di tremilalire sotto lo sguardo compatente della commessa, che certo pensava che io non capissi niente di balsami. VOI non capite niente! Stolti! Avete un prodigio, un solo esempio di comunione di elementi unici e perfetti sullo scaffale, e lo disprezzate! Guai a voi! Pensai. E me ne andai con la faccia scura lasciando pensare alla commessa il motivo sbagliato per la mia arrabbiatura. A casa mi precipitai in bagno, affrettando le operazioni a più non posso, e ripetendo il rituale dell’altra volta. La crema, le dita. Ero nudo davanti allo specchio. Tutti i muscoli tesi. La faccia persa, pazza, gli occhi semichiusi. Stavo già ansimando. E venne il suo momento. Lo infilai piano sentendolo subito morbidissimo. Spinsi. Era grosso, molto grosso. Mi dilatò, entrò, mi riempì totalmente. Gemevo per l’enorme piacere di sentirlo tutto, dentro, morbido e grosso. E venni. Senza masturbarmi. Una cosa ancora più devastante dell’altra. Pensai - Nessuna donna mi ha mai fatto provare una cosa anche solo simile a questa, una cosa così intensa -. Mi sdraiai sul letto ansimando, contento, felice, entusiasta. Perchè è meraviglioso scoprire qualcosa di nuovo in noi stessi. Qualcosa che ci stupisca e ci faccia rimanere senza fiato. Perchè quando viene la sera, il putrido riassunto che ci faceva l’insegnante, fra i banchi, con la faccia spaventata e gli occhi sbarrati, su come siamo morti, quando siamo nati, e su come sarà oggi, e domani, e domani l’altro, così come è stato per lui, non ci divori il cuore, e poi l’anima, e poi il sonno... Guardo il soffitto...Sono nuovo come un bambino. E mi addormento.
Manuel Agnelli
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mercoledì 4 ottobre 2006
ore 02:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Mezzora fa...
(in macchina di ritorno da Aviano) Elena: "Che da merda che sa" Mattia: "Eh, siamo arrivati a Oderzo"
Possono capirla in pochi... forse in 3, compresi io e Mattia.
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lunedì 2 ottobre 2006
ore 18:55 (categoria:
"Vita Quotidiana")
...di ritorno da Bologna... dal concerto After!
Ormai è AMORE. Nient’altro da aggiungere. (...  ) Corro disperata come una grupia alla ricerca del Manuel nazionale nel backstage dell’Estragon e becco tutti fuorché Manuel. Renga (Roberto Dell’Era: basso) che si dimostra più disponibile di quanto io credessi (cioè degli altri concerti)(sarà stata la mia leccata di culo: Ohh che fighi che sono i tuoi occhiali!), Giorgio che è un grandissimo ("certo che puoi venire al Soundcheck del New Age, per me puoi venire dove vuoi  ) e si scatena a ballare nel backstage, Uff (Dario) che mi saluta (!??!?!?!?!?!?!?? normalmente si gira dall’altra parte). Quando ho perso ormai le speranze vedo Manuelino che nel momento in cui si gira verso di me esclama: “Uè allora??? Come stai?(….)". Tutti chiedono autografi, io un tatuaggio. Risultato? Pennarello indelebile in tutto il braccio destro. “No ma la voglia anch’io la foto?” “Ohhhh ma quante foto abbiamo insieme? Mi prometti che questa la stampi e la metti nel comodino?” “Certo che la metto nel comodino, però tu sei proprio stronzo con me” “Io???? Ma nooo! Fammi vedere la foto!” Io mi metto dietro ad alcuni ragazzi che chiedevano autografi. Un ragazzo gli chiede di fare una foto lui guarda nel cellulare dell’amico e in linea dietro all’amico c’ero io che mi facevo i cazzi miei, Manuel: “Oh io la bionda li dietro non la voglio nella foto” e ride. Cazzo ridi?  E io esclamo: E’ AMORE.  Aspetto che Salvo e Francesco (all’anagrafe Amministratore del sito Afterhours e mio moroso) parlino con Manuel e prima di andarmene dico a Manuel: “Sei ancora qua. Ma quando te ne vai?” e lo saluto con la mano. Ma il Manuelino viene verso di me mi sorride e mi dice: “Lo sai che scherzo tesoro” e mi bacia la manina piccina. Morale: Non mi sono più lavata la mano, l’ho fasciata. Ecco il mio tatuaggio: 
Siccome il mio era un tatuaggio con il sangue... A sinistra c’è il sangue disegnato, poi c’è il tatuaggio che per fare gli occhi guardava i miei, sotto c’è la scritta: "Che me tocca fà?" Poi le scritte "sangue" e "tatuaggio"!  I LOVE YOU!!!
Immagini di repertorio:
Marco, Anto, Manuel e il mio moroso!!!
MATTIA: Quando ritrovo il file di Manuel che si mette i tubetti nel culo poi lo scrivo.......
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venerdì 29 settembre 2006
ore 23:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ma lo sapete che.....
...sono una testa di cazzo? Matta? E ho pure rotto i coglioni?
Si, ti amo anchio amore.
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giovedì 28 settembre 2006
ore 16:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Perchè Canina?
Per Fabio Canino. IDOLO.
...adesso che tutti lo sanno... NON MANDATEMI SPEEDY INUTILI!!!!!
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mercoledì 27 settembre 2006
ore 22:41 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Compleanno Mattia
5 Kg di Nutella: parte del nostro regalo.
Daniela baciosa, Elena linguosa, Valechenonsafarelalesbicamachesembrafantozzi! 
Ubriache di CocaCola.
------------------------------------------------------------------------- Però la pasta di ieri sera era buona eh?  Dai dimmi di si dimmi di si!!!! 
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mercoledì 27 settembre 2006
ore 14:34 (categoria:
"Pensieri")
Ho deciso.
Killah con quei capelli da gay è troppo figo.
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