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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Non riuscire o non poter comunicare con quella persona, alla quale invece, vorresti dire innumerevoli cose...
2) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
3) Dimenticare
4) La compassione altrui
5) i capelli ricci
6) le strategie
7) Gli eterni immaturi indecisi!

MERAVIGLIE


1) Avere una persona con la quale poter farsi le coccole in queste giornate di pioggia!
2) Perdersi negli occhi del tuo amore e goderti senza rendertene conto il silenzio più eloquente che esista, fino a che ti mordi il labbro, abbassi gli occhi e ti senti pazzescamente felice e vivo
3) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
4) Gli occhi di un uomo quando guarda la sua Lei piu inamorato che mai
5) il sesso
6) ...sedersi sul tetto della casa in montagna nel tardo pomeriggio..sentire l'aria pura e tersa..vedere i panorama mozzafiato che ti si prospetta davanti..sentire un uccellino che cinguetta vicino a te..e sentirsi realmente vivo!!!!
7) Svegliarti di notte e vederlo che dorme tranquillo e, nonostante questo, nel sonno si muove e ti cerca, come se inconsciamente sei la sola cosa importante che esista per lui...


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giovedì 26 novembre 2009 - ore 13:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Poesia - Patrizia Valduga




Quaranta quartine

Ancora: nero senza fine, nero
come nera matrice di ogni nero,
ma tutta luce, ancora, senza nero
materia della mente e spasmo nero.

La sento la mia vita, me la imparo,
fino al fegato adesso, fino al fiele;
oh nera un tempo enorme senza chiaro,
fedele della notte più infedele.

E’ lungo questo tempo senza fine
il mio cuore senza fine nel tempo.
E’ nero lungo un tempo senza fine
per non morire prima del suo tempo.

Vuota il tuo sacco, su, parla, poetessa:
io fiorisco e disfoglio e rigermoglio
per dare la procura di me stessa
a chi non può o non vuole quel che voglio.

Dicevo: Amore mio, vorrei annegare
nell’acqua chiara dei tuoi occhi chiari,
finire finalmente di aspettare
giovani giorni, cari giorni chiari.

Per me dentro di me oltre la mente
il suo corpo su me come una coltre
ma oltre il corpo in me furiosamente
in me fuori di me oltre per oltre…

Sta’ zitto, cuore. Taci, anima nera.
Ora so quel che c’era da sapere.
Principio di purpurea primavera?
Quattro colpi di cazzo e ho da godere?

Biancore di ossa… bianco dissolvente
grida nel nero… Grido che lo sento:
ma come una struttura della mente,
come la costrizione al godimento.

Poi una lancia di luce sulla faccia…
Chiudi gli occhi, non quelli azzurri!, gli altri,
se l’anello d’acciaio delle braccia
scaglia altro nero dentro gli occhi scaltri.

Superba mendicante dell’amore,
scongiuravo: Fa’ ammenda alla mia fame,
dammelo ogni mio oggi il pane amore,
liberami dai mali, amore. Amen.

Dove sei, gli chiedevo, col mio cuore?
Ho freddo e ho per amante la mia mano
E faccio sogni e sogni di terrore
e non ho tregua qui e invanisco in vano.

Cosa fai, gli chiedevo, col mio cuore?
Quanto disti da me, in linea retta?
Quanti chilometri di batticuore?
Quando mi dai l’amore che mi spetta?

Una boccata di buio? No. Meno.
Nemmeno. Abbocca, carne di carnaio!
Lecca le labbra, vieni, vieni almeno…
Io più in alto di te cado, scompaio…

Così: una e molteplice, infinita
negli insiemi infiniti della mente,
e cripta di reliquie in morte e in vita,
io solo questo so: che non so niente.

Ma l’estasi, ma l’io senza più io?
Da cinquant’anni ormai io chiedo ai cieli
un cuore perpendicolare al mio
e mi arrivano tutti paralleli.

Oh, l’inutilità di questi affanni
la conosco a memoria, inutilmente;
e nel peso degli utili e dei danni
connetto notte a notte e niente a niente.

Al terribile triste unico mondo
far fronte, sempre, fargli sempre guerra!
Seppelliti nel nero fino in fondo
noi nero delle ossa sottoterra…

E anche con lui era come masturbarmi,
mai matura, scentrata e senza centro.
Di grazia, gli chiedevo, vuoi insegnarmi
a venire assieme a te con te dentro?

Dài, maledetto! Amore, dài, sii buono,
rimetti insieme tutte le mie tessere
per farmi essere quella che sono
e che ancora non ho potuto essere.

E così, per la vita dei miei versi,
dagli occhi, dalla gola, dalle ascelle
io riverso su te, tu mi riversi
le nostre solitudini gemelle.

Dicevo: A conto loro, e di noi stessi,
che faremo della vita anteriore
noi insolvibilità con gli interessi
e sempre in credito verso l’amore?

Ci dava la prigione del destino
solo qualche ora d’aria per l’amore
che per destino ha solo il suo declino.
Si aspetta e si riaspetta e poi si muore.

Egoista dai teneri pensieri,
gli chiedevo: Stai bene di salute?
Le fai l’amore, assolvi i tuoi doveri?
Lo metto in conto delle trattenute.

Perché eravamo onesti, responsabili,
non volevamo dare sofferenza.
Pure fra noi e due stronzi, due contabili,
tu vedi forse qualche differenza?

Se amo, sono grande nel mio amore.
Ma lui lo era? Se amava era grande?
Oh scroscianti radiose e nere ore,
state eludendo tutte le domande!

E gli dicevo: Sì, sentire è tutto.
E tutto in me che sente sente te.
Ti sento in me, ti sento fin nel flutto
del tempo-sangue freddo in tutta me.

Guarda guarda, Patrizia la superba
ammette che la mente non è tutto.
Come erba, più umile dell’erba,
mi prema lui, mi falci lui-mio-tutto.

Osceno e sacro l’amore delibera
stessa sede per sé e per gli escrementi.
Se non mi leghi io non sarò mai libera,
né casta mai se tu non mi violenti.

E tu? Sì, grazie. Senti come piove!
Vuoi che ci amiamo in piedi come i cani?
Di qua. Proviamo. A destra. A destra, dove?
Ho freddo, ho fame. E tu? Grazie. A domani.

Ho fantasie auditive, non visive.
Avesse detto mai: Bambina mia,
adesso vedi… E dato direttive:
Apriti stronza, troia… e così via!

Oppure: Questa torta va finita,
ma devi bere… piena la vescica.
Oh, essere imboccata con le dita,
con altre due ficcate nella fica!

Vuoi che ti dica, dunque, tutto il vero?
Il nero se ne fotte che non viva,
che sia perimetro del mio pensiero.
Dimmi: sono una bambina cattiva?

Avrei finto di non avere voglia,
perché a forza mi facesse volere.
Io voglio che tu voglia che io non voglia:
questa è la verità del mio piacere.

Violentami, costringimi a godere,
fendendomi con tutta la tua forza,
e fa’ di me secondo il tuo volere,
sii il mio flagello, dammi fuoco e forza.

E sempre quella mano sulla fronte…
E l’altra lì, così, due dita sole…
E quando fica e testa sono pronte
Riempile di cazzo e di parole.

Poi chiudere anche gli occhi della mente,
mare del nero e faro del mio mare,
e infine via dal nero finalmente
che si dilata e mi lascia passare.

Oh baciami, biancore di tramonto,
fratello senza pace nella fine,
baciami gli occhi chiusi, chiudi il conto
per l’alba della morte senza fine.

Io mi arrendo, congedo i miei soldati,
la mia legione di sogni e di versi.
Combattete per altri disarmati,
vincete in verità, miei sogni in versi.

No, non ancora. Ancora pochi istanti:
per approssimazioni millimetriche
sempre spietatamente equidistanti
le mani buie, le braccia scheletriche…

Eccomi, ancora. Prendimi per mano:
occorre che mi fermi e mi conforti
perché non posso andare più lontano
perché dopo ci sono solo i morti.

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mercoledì 25 novembre 2009 - ore 19:57



(categoria: " Poesia ")



Nulla due volte - Wislawa Szymborska






Nulla due volte accade
né accadrà. Per tale ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora,
dai paura e incertezza?
Ci sei - perciò devi passare.
Passerai - e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

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mercoledì 25 novembre 2009 - ore 18:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sala delle emozioni, film, opera, giradischi .




Questo pomeriggio sono stata di nuovo ospite della sala delle emozioni e a dirla tutta..
non sembrava di vedere un film, ma di essere all’opera...
Affascinante.

Io non ci sono mai stata.. ma che brividini in certi passaggi.

E così insomma ho visto Io, Don Giovanni :film carino.

Film che mi ha fatto tornare indietro con gli anni..
Precisamente a quando ero piccola, all’età di sette, otto anni in cui mettevo uno dei miei 33 giri piu consumati: " L’overture di LE NOZZE DI FIGARO."

Quanto l’ho fatto girare quel disco.. e quante volte ho fermato la puntina e rimessa in quella linea circolare precisa, a quella distanza unica dalla precedente e seguente che girava e da dove sarebbe iniziato ad essere eseguito il brano....

Sorrido da sola!
Ciao Buona serata a tutti






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mercoledì 25 novembre 2009 - ore 12:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ho bisogno di aria
Ho bisogno di respirare
Ho bisogno di aria
Ho bisogno di respirare
Ho bisogno di aria
Ho bisogno di respirare



:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::






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martedì 24 novembre 2009 - ore 00:03



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Inverno 2005

Ricordo quell’inverno per due scoperte musicali...
gli Echo and the bunnymen e i James .
Questa sera mi dedico questa chicca. Buon ascolto







Whenever she’s feeling empty
Whenever she’s feeling insecure
Whenever her face is frozen
Unable to fake it anymore
Her shadow is always with her
Her shadow will always keep her small
So frighten that he wont lover her
She builds up a wall

Oh no, she knows where to hide in the dark
Oh no, she’s nowhere to hide in the dark

She’s a star

She’s been in disguise forever
She’s tried to disguise her stellar views
Much brighter than all this static
Now she’s coming through

Oh no, she knows where to hide in the dark
Oh no, she’s nowhere to hide in the dark

She’s a star

Don’t tell her to turn down,
Put on your shades if you can’t see,
Don’t tell her to turn down,
Turn up the flame.
She’s a star

It’s a long road
It’s a great cause
It’s a long road
Its a good call
You got it,
You got it,

She’s a star

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lunedì 23 novembre 2009 - ore 18:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi piace troppo





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lunedì 23 novembre 2009 - ore 12:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


My Moon my Man






"Take it slow
Take it easy on me
And shed some light
Shed some light on me please
Take it slow
And shed some light
Shed some light on me please"

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domenica 22 novembre 2009 - ore 20:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Where is my mind?









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domenica 22 novembre 2009 - ore 17:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cito dal blog di la_nina

"com è possibile che ci siano persone fatte per stare assieme ma che non si sà per quale strano motivo non lo riescano a fare?che senso ha?mah"


Bella domanda questa....

Mi verrebbe da rispondere:
Perchè secondo me non si è pronti a viverlo....
O Forse ci sono situazioni che non siamo pronti ad accantonare...
Perchè a volte ci sono opportunismi e comodità
Perchè a volte si sceglie semplicemente altro consapevoli che l’amore si puo tralasciare...
scelte..
che però sono sempre di uno dei due...

E io mi chiedo...
Perchè devo sempre subirle Io queste scelte? E che cazz..
E intanto non dormo
E intanto vedo piu vene e ossa sotto la pelle
E intanto ho male al petto.. fitte


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domenica 22 novembre 2009 - ore 17:06



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nine Inch Nails: Hurt






I hurt myself today
To see if I still feel
I focus on the pain
The only thing that’s real
The needle tears a hole
The old familiar sting
Try to kill it all away
But I remember everything

What have I become?
My sweetest friend
Everyone I know
Goes away in the end
You could have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt

I wear this crown of shit
Upon my liar’s chair
Full of broken thoughts
I cannot repair
Beneath the stains of time
The feelings disappear
You are someone else
I am still right here

What have I become?
My sweetest friend
Everyone I know
Goes away in the end

You could have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
If I could start again
A million miles away
I would keep myself
I would find a way

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