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martedì 9 dicembre 2008 - ore 10:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[larsvontrierseiungenio]

Dogma 95 (Dogme 95) è il nome di un movimento cinematografico particolare, perché creato e fondato su precise regole espresse in un manifesto pubblicato nel 1995 (da cui il nome) dal regista danese Lars von Trier, e quindi non nato ed evoluto spontaneamente come nella maggior parte dei casi nella storia del cinema.

1 Le riprese vanno girate sulle location. Non devono essere portate scenografie ed oggetti di scena (Se esistono delle necessità specifiche per la storia, va scelta una location adeguata alle esigenze).

2 Il suono non deve mai essere prodotto a parte dalle immagini e viceversa. (La musica non deve essere usata a meno che non sia presente quando il film venga girato).

3 La macchina da presa deve essere portata a mano. Ogni movimento o immobilità ottenibile con le riprese a mano è permesso. (Il film non deve svolgersi davanti alla macchina da presa; le riprese devono essere girate dove il film si svolge).

4 Il film deve essere a colori. Luci speciali non sono permesse. (Se c’è troppa poca luce per l’esposizione della scena, la scena va tagliata o si può fissare una sola luce alla telecamera stessa).

5 Lavori ottici e filtri non sono permessi.

6 Il film non deve contenere azione superficiale. (Omicidi, armi, etc. non devono accadere).

7 L’alienazione temporale e geografica non è permessa. (Questo per dire che il film ha luogo qui ed ora).

8 Non sono accettabili film di genere.

9 L’opera finale va trasferita su pellicola Academy 35mm, con il formato 4:3, non widescreen. (Originariamente si richiedeva di girare direttamente in Academy 35mm, ma la regola è stata cambiata per facilitare le produzioni a basso costo).

10 Il regista non deve essere accreditato.

Inoltre giuro come regista di astenermi dal gusto personale! Non sono più un artista. Giuro di astenermi dal creare un "lavoro", perché considero l’istante più importante del complesso. Il mio obiettivo supremo è di trarre fuori la verità dai miei personaggi e dalle mie ambientazioni. Io giuro di far ciò con tutti i mezzi possibili ed al costo di ogni buon gusto ed ogni considerazione estetica. Così io esprimo il mio VOTO DI CASTITÀ.




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lunedì 8 dicembre 2008 - ore 13:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


non.ci.sono.più.

conto sulle dita delle mani le persone che non mi danno fastidio.
conto sulle dita le mani,le cose,che non mi danno fastidio.
febbre alta e tanto letto.
a guardare le montagne ricoperte di neve.
stupidi programmi alla tv.
pensieri che nuotano in direzioni ostinate.
tu.i capelli più corti.il silenzio.la distanza.i buchi allo stomanco.i discorsi che muoiono.

la testa che rimbomba e gli occhi pieni di sale.
luigi tenco canta alla tv,
ma nella testa ho solo i settlefish.





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giovedì 4 dicembre 2008 - ore 18:14



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pesce.del.mio.acquario.nuota.in.fretta.che.l’acqua.che.ti.aggiungo.arriva.piano.piano.

Che vieni continuamente sbattuta da una parte e l’altra e che paghi il prezzo dell’essere l’ultima arrivata.
Che le soddisfazioni a volte te le devi andare a cercare.nel sottosuolo.ho un futuro da geologo.
Aumento la lunghezza del cordoncino.e aggiungo pupazzi di natale.uno per ogni volta che vorrei dire vaffanculo.
quelli che ti impongono come fare.quelli che ridono sotto i baffi,se qualcuno ti mette i bastoni tra le ruote.che non so,quale sia la cosa peggiore.
Che poi,per fortuna, ci sono loro e le loro mille domande.
davide che mi rincorre col quaderno di storia.
che vive con agonia il disegno per casa.devis che si è messo il gel e passa il tempo a contare i giorni che mancano al suo compleanno.
Mirko che piange e poi ride e poi piange.ismaele,indifferente a qualsiasi cosa succeda attorno a lui.
ambra che urla anche se le dico silenzio.alessia che mi dà sicurezza.
Giorgia,che non parla mai.
Giovanni,che mi cerca per tutta la scuola e poi si dimentica quello che voleva dirmi.
così lo riaccompagno in classe.e allora si ricorda.i regoli di mille colori,maestra.
Le battaglie dove adesso,finalmente,vincono quelli gialli e giocano anche quelli verdi arancioni rosa.
Che questo dovrebbe circolarmi addosso tutta la giornata.
ed invece no.
Che non c’è solo il lavoro.c’è la tesi e quei fottuti esami.
lo stare male che mi accorcia le forze.numeri e visite.giorni e nuvole.
tutto ciò che mi circonda.i vuoti che colmo di mille pretese.
la mia particella elementare.
tu,che ti metti a non capire quando scherzo.
ed io.che smetto di parlare.






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lunedì 1 dicembre 2008 - ore 19:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")


il.brevettato.umorismo.di.jack.e.jen,l’amica.dei.gay.

la televisione che trasmette vecchie puntate di dawson’s creeck.
che ne parlavo ieri sera con qualcuno.l’alternativa meno alternativa.
e giovanni,che mi prende la mano e me la sbatte troppo forte.
che l’anello si divide a metà.e che poi chiede scusa.in una ricerca disperata di colla.e in una voce che chiede posso abbracciarti,accompagnata da due occhi che spesso vorrei davvero riuscire a leggere.che certe cose non si leggono.che la vita non fa sconti.neppure a otto anni.
appendo babbo natali alle porte e prendo in giro davide.che si lamenta per qualsiasi cosa.anna fa i capricci,e un’altra anna compie gli anni.
ed io credo sempre di più in quello che faccio.
ma è questo insieme di cose.tutte insieme.che mi fa esplodere i giorni.che non riesco a spezzettarli.e che mi tagliano l’aria.
che poi,mi manca raccontarteli.è un dettaglio.
quei dettagli che se non ci sono però,ti accorgi subito.
non voglio tirare delle linee e renderti geometrico.
e tutte queste cose che sento,tutte queste cose a cui non so dare nomi.che non so più distinguere il bene dal male.
finirò a scrivere col catrame sulle strade di milano che mi pensi raramente.
saranno i residui di vasco brondi.
lui,come nessun altro,mi protegge dai lacrimogeni e dalle canzoni inutili.





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sabato 29 novembre 2008 - ore 18:14



(categoria: " Vita Quotidiana ")


a.farci.cadere.in.testa.le.stelle.inchiodate.male.

chiediamoci cosa diventeremo, cosa saremmo diventati. coniughiamo ancora male i verbi. lasciamoci trasportare dalle macchine,, trascinare dai treni. con le calamite sul cuore, gli acquari che perdono ai bordi. non sono come tu mi vuoi, non sono come tu mi vuoi, non sono come tu mi vuoi. invadiamo la polonia a piedi. tutto così tranquilo la sera da spaccare il cuore. poi vado a suonare là, vado a suonare qua, sui divani sgualciti come le lacrime cadiamo negli angoli. lascio le mie parole in giro sui muri sugli scaffali nelle teste di cazzo tra i tuoi capelli tagliati a mano da te. ma poi, poi cosa faremo. chi fabbrica i piani b. i piani c. i piani d. vivremo atrocemente sotto gli occhi di tutti e nelle loro conversazioni. nell’ora in cui si alzano i pendolari e i guerriglieri. e i controllori inciampati nei gradini sui neri sui pensierosi. curami. curami.

Lui.







[andiamoavederelelucidellacentraleelettrica]

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venerdì 28 novembre 2008 - ore 16:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dove sei ora?
Come stai ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei?
Dove sei ora?
Come sei ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei… cosa sei?
ma…


sebastiano ha gli occhi chiusi.e tanti graffi sul viso.
è rosso.anche se tutti sostengono di vederci un castano o che altro.
diventerà rosso.
davide brilla di luce proprio e lo porta di qua e di là.mentre lei,lei è come sempre.tranquilla.calma.come se non fosse successo nulla.
l’equilibrio mentale a modo suo.che io le ho sempre un po’invidiato.
e 52 cm in una culla.e la vita lì dentro.
sorrisi al quinto piano.pensieri che corrono a undici anni fa.
quando eravamo solo quelle dell’angolo lì in fondo.a dipingerci le mani e imitare madonna.you’re frozen.
quelle di dany e company.e quelle di legami-frustami-fammi-del-male-piacere-dolore-son-la-stessa-cosa.
ed ora?
chi ha un figlio.chi si sposa a giugno.chi si laurea.

ed io?
precaria e senza laurea.preparo tesi e mi impegno troppo le giornate.
perdo energie e le stanze iniziano a girare,ancora.
non dormo.
scopro che franco trentalance è la talpa.ma lo sapevo già,io.
antonio si sta operando e omar mi chiede se anche lui è costoso come quel bambino che papà non vuole.papà è cattivo.
mentre giovanni mi dice che arriveranno un sacco di gatti.
quelli egocentrici,scappati dai condomini.
e i negrita ogni mattina mi ricordano che i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano.quanti spilli sulla pelle.dentro il petto sulle spalle.

ma amo il sole dei tuoi occhi neri
più del nero opaco dei miei pensieri


sarà per questo che.





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martedì 25 novembre 2008 - ore 22:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[enonaveremailemanifreddeenonfiniremailesigarette]

le assemblee sindacali.
le proposte più o meno intelligenti.le proteste assurde.
le rivoluzioni fatte per non fare male.o per fare male a quelli sbagliati.
le parole di traverso.
e i rimproveri perché si usa troppo cuore.
le verifiche di geografia e quelle di storia.
gli incontri con i genitori che durano pomeriggi interi.ad ascoltare ansie planetarie e aneddoti di vita familiare.
ad ascoltare sfoghi sulle scelte che si fanno.
capire una volta in più quanta solitudine si infila tra i giorni,e quanto bisogno si ha di dare forma alle parole.
quanto piacere può fare sentirsi dire che qualcuno non fa altro che parlare di te,a casa.
Quanto piacere può fare,sapere di creare armonia e trasmettere serenità.
Che le mie,di ansie planetarie,si annullano quando sono lì.tra quei banchi di scuola e quei visi troppo furbi.
Che mi viene da sorridere,mentre leggo di te che confondi i prezzi e gli apprezzamenti.
Che mi dimentico anche di te.che ti perdi la mia parte migliore.
Mentre, tornando a casa ,franco e carmen mi ricordano che tutto l’universo obbedisce all’amore.


Benvenuto,Sebastiano.






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domenica 23 novembre 2008 - ore 22:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[i miei anni luminosi come neon.]


è come quando non hai molte cose da dire.ma molto bisogno di avere qualcuno a cui dirle.o come quando hai bisogno solo di qualcuno lì.
accanto a te.qualcuno che ci sia.senza necessariamente avere qualcosa da dirsi.una specie di presenza rassicurante.
qualcuno che ci sia.a dirti andrà tutto bene.o a dirti ce la puoi fare.ce la stai già facendo.questo bisogno di avere qualcuno che ti dia un po’di fiducia.la costante fiducia che ti manca.o che ti viene a mancare nei momenti in cui ne avresti più bisogno.
sentirsi forti e fragili.contemporaneamente.
quel qualcuno che c’era sempre,in questo modo,non c’è più.
ed io mi ritrovo a cucire mancanze e distanze che invece di diminuire si allargano.l’ago è lo stesso e il filo mi manca.non lo trovo in saldo.
che dicono sempre che il tempo guarisce ogni cosa.
ma qui il tempo non è metro di misura.ma di contenimento.
quindi,che si fa?
tanto da domani si riparte in apnea.assenza di giorni liberi per più di un mese.e molta tanta santa pazienza.che,ce la posso fare.

alle spalle un we di cene e litri di vino.di visi cambiati e non più adolescenti.di compleanni festeggiati e remembering distillati.
di havane cola e confidenze.di pacchetti da scartare e sigarette trattenute tra dita congelate.di sorrisi.
di rimpianti.di incertezze.di paure.
di mille domande.a cui non abbiamo nessuna risposta.
[peggio.che.peggio.]

tanto il fotografo è un signore che ha fotografato le montagne sedici secoli fa.e continua a fotografarle.





[23.11.07]

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giovedì 20 novembre 2008 - ore 22:14



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[basal][ceiling]

giorni pieni di tutto.il freddo sulle dita e sulle braccia.che mi entra nelle maniche del cappotto.che mi punge le guance.e che appanna i vetri delle macchine.quando alla mattina si parte,e tutto è rivestito da un bianco sottile.gli abbracci dei bambini e le facce di traverso.
le malelingue e tutto quello che di marcio c’è in ogni essere umano.
giusy ferrero che alla radio mi ricorda che il tuo ego è sempre stato più forte di ogni mia convinzione.
la tua laurea,un po’la mia.che trattengo il fiato quando ti fermi.
e lo lascio ripartire quando ti sciogli.che sento le lacrime affacciarsi dagli occhi,quando esci.che diciannove anni con una persona.e che bacchetto tutti quelli che provano ad arrivare in ritardo,o mi chiedono permessi caffè.
i genitori e le riunioni.i pomeriggi a padova per la tesi.non finire una cosa,essere già nell’altra.
risiko su un tavolo e due bicchieri di spritz.l’assenza di patatine.
e due ore che scivolano via leggere.tra la mia logorrea e le espressioni da stronzo o presunto tale.che parlo a raffica e mi lamento del tempo che stringe su di me.dei miei pensieri che non si spengono mai.che alterno i discorsi troppo pesanti al gossip.
che sei un ottimo,goffo,ascoltatore.
che puntello e faccio l’interrogatorio fino ad arrivare dove voglio.
che quel nome torna sempre.
che mi viene da ridere,che ti viene da ridere.

che poi.ci manca sempre un pezzo per essere felici.
ma l’hanno detto i perturbazione,molto prima di me.

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domenica 16 novembre 2008 - ore 22:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi vergogno di esser uomo
Perché penso e a volte faccio male
Come a te,
che innocente mi ami e vivi…
mi ami e vivi… in me
In me…


non riesco a smettere di ascoltare questa canzone.stasera.
quando avrei pensato di trovare altre parole sulle dita.
di trovarmi solo con il ricordo di una serata da pensieri superficiali,pelle splendida e tanta santa havana cola.quando per amazzare il tempo,ci siamo sconvolti.gli etilometri ubriachi fradici e ridere a dirotto.mentre dal mio bazar tipo fuori bolle di sapone.
che ce le soffiamo addosso.e dario improvvisa cocci al pianoforte.
che non è marco.ma cocciante.inzialmente e il nuovo vocabolario.
per darsi un tono.le figure del cazzo in bagno.il vinile.
perdere l’equilibrio,cantare,saltare.
jump around,Jump up Jump up and get down.
perdere il fiato e riprenderlo.ricordando vecchi concerti dei bloc party persi a metà.unirsi ai cccp che continuano a dire che non sanno come stare.che mi ricordano l’unwound.e la tua tarantola era triste,ieri.
anche se provi a dirmi il contrario.mentre indico con le mani le direzioni da prendere per arrivare a casa mia.
il letto che gira e lara che mi scrive bella serata.
ed io,che lo credo davvero.

e poi svegliarsi.le parole come pugni sul cuore.
le sillabe affilate come coltelli.che mi tagliano il fiato.
che non dovrei scrivere di te,ancora.
che blateri sui permessi che non ti concedo.
che non capisco.che non ti capisco.
come continuare a cercare la chiave giusta,quando si ha solo un mazzo di chiave sbagliate.
quanto bene può servire.
quanto bene può bastare.
per lasciarti andare.
e lasciarmi stare.

e tutto questo,mentre fissavo la tv e alanis morisette cantava.





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