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E COSA RACCONTEREMO,AI FIGLI CHE NON AVREMO,DI QUESTI CAZZO DI ANNI ZERO



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mercoledì 24 settembre 2008 - ore 18:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")


complessa.combinazione.di.emozioni.negative.

vivo desiderio che fa stare in agitazione affannosa.
stato di incertezza,di apprensione.manifestazione nevrotica caratterizzata da un continuo stato di allarme.forte commozione o turbamento interiore.eccitazione dell’animo che si manifesta anche nel muoversi delle membra.l’essere irritabile,suscettibile.
stato di dolore affannoso dovuto generalmente a paura o dubbio
sensazione di opprimente costrizione al torace e alla gola che può avere cause organiche o psichiche.reazione d’allarme del subconscio di fronte a pericoli che molto spesso sono solo presunti.timore improvviso che invade gli animi senza un’apparente causa e che non si vince con la ragione.
[sentimento attraverso cui l’uomo acquista coscienza del proprio essere autentico e si riscatta dalla banalità dell’esistenza comune.]







con questa immagine.[grazieV.]




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martedì 23 settembre 2008 - ore 20:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[diastolica-sistolica]

guardo me stessa come si guarda una centrifuga,dall’oblò della lavatrice.penso anche quando ho la testa appoggiata al cuscino.
stilo liste.da quella delle cose da ripassare a quella delle cose da non dimenticare.che poi potrebbero essere le stesse.
sposto inviti a cena per godermeli quando questa ruota infernale smetterà di girare.voglio una settimana di uscite fuori e pensieri superficiali.voglio una pelle splendida.
che la mia è piena di punti rossi sulla fronte.
quella di qualcun altro piena di macchie sul collo.
quella di qualcun altra piena di buchi sulle guance.
ad ognuno il proprio problema epidermico.
c’è chi si aiuta con le creme antirughe,noi ci aiutiamo a demolirici con le nostre mani.
c’è che ascoltare vasco brondi a quest’ora mi slega quel nodo che è all’altezza della gola.
ho gli attacchi di panico e mille paure ingiustificate.
che poi ogni stazione radio ha una canzone di bon jovi per noi due.
che scoppiamo a ridere e ci rifugiamo dal ciba.
nostra oasi di tranquillità.
mentre ci riempie il vuoto parlando delle sue cene del lunedì.
a volte basta così poco per staccare.ricordarsi di respirare.
prendere il fiato.e poi tornare sotto.
la frenesia di questi giorni.la tachicardia delle mille cose da fare.
delle scadenze.dei piani perfetti.che poi alla fine ci tengo a lei.
ed il mio esame.che mi ricorda che potrei finire a meno1.e la cornice comprata da mia mamma.e l’ansia.che mi rientra in circolo quando penso a questa successione.esami.cornici.esami.
e tu che mi manchi.qualitativamente parlando.che dici di essere un prodotto scadente.che non so mai dove mettermi,in questi cicli emotivi che involontariamente coinvolgono anche me.
"se non fosse per questi sconvolgimenti climatici cardiaci e personali, sarei più normale."
e mentre con il pensiero sto accanto a chi,in questo momento,sta facendo qualcosa di molto importante[sposo,sei tu],decido di mandare a fanculo il solito chris martin,insieme a ticketone.






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lunedì 22 settembre 2008 - ore 14:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


fucked.from.above.1952.

oggi compi gli anni.
che neppure mai leggerai queste righe.
tu,che da piccola mi hai insegnato a non avere paura della bomba atomica.tu,che da piccola mi sembravi l’unica persona buona di questa casa.tu,che da piccola adoravo solo te.che ti ricordavi ogni data.
anche quella più assurda come un onomastico.
tu,che alle medie mi accompagnavi in discoteca.
tu,che alle superiori accompagnavi pure i miei amici.
e che non mi dicevi nulla se qualche sabato preferivo stare a casa da scuola.
tu,che mi hai insegnato a guidare una vespa.e che non hai retto più di una guida in auto.
tu,che con il passare degli anni ci siamo allontanati.
ma che a volte sappiamo riavvicinarci.
quando guardiamo la juve.quando mi sdraio sul divano accanto a te per guardare sempre il solito film.quando prendiamo in giro qualcuno.
quando usiamo la stessa dose di sarcasmo nel farcire i giorni.
quando diamo tanto agli altri.quando siamo troppo buoni.
tu sei quello da cui ho preso il vizio di battere i pugni sopra alla tavola.
quello da cui provengono molte delle mie espressioni.lo so.
sei anche quello con cui discuto di più.quello che sa dove colpirmi per ferirmi.
quello a cui penso sempre quando qualcosa mi va bene.
che cercare la tua approvazione è una delle cose che non smetterò mai di fare.
anche quando siamo nascosti in angoli opposti.
anche quando sembriamo linee parallele.
c’è che sarebbe inutile fare la lista delle cose su cui proprio non andiamo d’accordo.
che tu non mi stai addosso come fa lei.mi lasci più spazio.
parli meno.ascolti meno.e ti lamenti quando non parlo con te,però.

c’è che,tuttavia,mi è sempre piaciuta la libertà di pensiero con cui mi hai cresciuta.

buon compleanno senatore a vita andrea trentin.

[e non potevo che scegliere questa canzone]







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domenica 21 settembre 2008 - ore 13:37



(categoria: " Vita Quotidiana ")


il.nostro.scambio.di.organi.ha.imbrattato.le.pareti.

serate a padova a festeggiare chi diventa più vecchio di un anno.
aprendo regali che fanno ritornare sui propri passi e sui propri vizi.
restando sdraiati su divani rossi,giocando a trivial con un contrabasso e una chitarra a scandire il tempo,tra birre,miscugli strani e the al limone.che mi sembrava di essere a natale.
come dentro a un’incubatrice.dentro,che mi attorciglio i capelli in quel modo solo quando sono con la testa sul cuscino e sotto le coperte.tranquillità che mi si scioglieva addosso.interrotta a volte da battute cretine,ma con cui ho imparato ad avere a che fare.come avere a che fare con i bambini.quando ti distruggono le cose e poi ti chiedono scusa.ed io,che reagisco pizzicando.e mettendo la faccia scazzata.finire la serata all’unwound.ed ho pensato che se il vinile aspetta ottobre facendosi forte del fatto che ad ottobre tutti saranno già aperti,l’unwound approfitta dei primi freddi e dei locali che chiudono presto.che un unwound con più di cinque persone dentro l’ho visto poche volte.che a forza di bere ci va di traverso il mare.
che vederti così ferocemente sobrio un po’mi dispiaceva.
ma che averti lì è sempre rassicurante per me.e lo sai.
che incredibilmente ci basta poco a capirci.
che la festeggiata mi sembrava sempre più lesa.
e che qualcun altro ha dato il suo solito spettacolo tarantolato.
c’è che il modo in cui ci ha salutato la barista all’ultima birra,mi ha fatto sorridere.
c’è che molte altre cose.
e gli stop della mia macchina non funzionano.





Lui adesso vive ad Atlantide
con un cappello pieno di ricordi
ha la faccia di uno che ha capito
e anche un principio di tristezza in fondo all’anima
nasconde sotto il letto un barattolo di birra disperata
e a volte ritiene di essere un eroe.
Lui adesso vive in California
.da sette anni sotto una veranda ad aspettare le nuvole.


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sabato 20 settembre 2008 - ore 13:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


su.le.corna.

se penso a tutta la gente che ho visto e rivisto ieri sera,mi viene mal di testa.che poi in realtà il mal di testa ce l’ho lo stesso.
e così i nameless appendono la loro musica al chiodo.




c’è chi ha pianto TRE volte durante il concerto[concerto?!?]per questo.c’è che è stato come tornare al liceo,in qualche modo.
c’è chi rischia di rompersi un arto in mezzo al pogo.e dire che siamo sopravvisuti a quello dei rage.come uccidersi al TNTpub.
c’è chi è troppo agitata per la laurea.c’è chi va in arion con due banci sulla guancia[ahahah].c’è chi si fa succhiare il sangue da chi dice che i chemical brothers potrebbero fare di più e i daft punk insomma.
c’è chi propone partenze per l’octoberfest con alloggio nel furgone.
c’è chi dovrebbe avere la gastriste,ma ieri ha deciso di appenderla al chiodo insieme alla musica dei nameless.e c’è chi stamattina si è svegliata con un ematoma sul braccio.I wanna ROCK!!
c’è che io ho deciso di sposare un metallaro.
c’è che c’è stato un momento ieri,guardandovi,che mi siete piaciuti più del solito.che a volte siamo così senza sovrastrutture.
che a volte siamo così belli,insieme.
anche quando si è in crisi del settimo anno e si dice liberamente a qualcuno-oh,non so bon soffrirte!!-
[made in D&G,che non è dolce&gabbana]

c’è che prima di dormire qualcuno mi ha dato della stronza.

e c’è che non c’entra un cazzo,ma io ho appena scoperto questa cosa qui,e non riesco a smettere di ascoltarlo.

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venerdì 19 settembre 2008 - ore 15:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")


.I blog hanno la fortuna di un clic fugace e decisioni improvvise.


Più ti guardo e più penso che avrei dovuto chiamarti Rachele.
Lo dice mia mamma, guardandomi.Ho il nome sbagliato,a quanto pare.
Resto una D.le d sono fatte per specificare.ed io potrei aprire un negozio di non-sense.
Non riesco ad uscire dal cerchio,così ho fatto quadrare tutto attorno a me.
A volte sembra funzionare.e a volte il solo sembrare è una conquista.
Ho finito i sacchetti.quelli degli attacchi di panico.ho esaurito le scorte d’emergenza.
So che se ti potessi vedere leggerei in fondo agli occhi la parola fine.
Ma non guardo.mi giro dall’altra parte.o mi copro gli occhi come fanno i bambini quando hanno paura.o quando si vergognano.che poi la linea è così sottile.
Mentre tu ti diverti a provare le mille combinazioni del nostro giocare.
Distribuendone la complementarietà.Anche se a fare liste,sono sempre stata più brava io.
io,che così tenace forse non lo sono stata mai.





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giovedì 18 settembre 2008 - ore 13:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")


.tu davi da bere a tutti i cani di piazza verdi con i tuoi pianti e gli esaurimenti le telefonate inconcludenti e i nostri voti scarsi.


di notte lotto con la mia faccia e alla mattina mi sveglio senza pelle.
c’è chi mi consiglia la maschera di ferro.
poi datemi una motosega a mandatemi in giro a terrorizzare il prossimo.tanto non sarei mai in grado di fare del male ad una mosca.
qualcuno domenica compie gli anni e pensiamo ad una serata in cui per una volta gli altri pagano da bere al festeggiato.
qualcun altro nel frattempo perde la pazienza per le troppe spinte subite e mai date.mentre io cerco di risollevare animi stilando un manuale speciale.lo metteranno tra i best-seller e anni dopo lo ritroveremo al supermercato in versione tascabile.
non alla coop,sia chiaro.lì non si acccettano prodotti degni di un programma della d’eusanio.
qualcuno fissa il vuoto di fronte allo schermo del computer.
dieci righe in tre ore e la sindrome del panico da giocatore.
mentre altre persone si preparano al loro ultimo show,domani sera.
"oramai non ho speranze sono destinato alla dannazione."cantavamo così.anni fa.chissà se la useranno per congedarsi dal loro pubblico più vecchio.quello che scriveva su un foglio le parole fermando il cd ad ogni secondo.ché non si capiva nulla.
tu mi parli di statuti che prevedono clausole speciali solo per te.
lo impugnerò,quello statuto.chi mi ha fatto le carte,mi ha chiamato vincente,sai.
e nello scrosciare di parole e di cieli troppo grigi,si rompe un silenzio.
un silenzio che mi si era cucito addosso,quasi.
quando parli dalla tua bocca escono chiodi.un’infinità di chiodi.
ti tratterò male e tu mi affogherai.ci penso io,ad illudermi.
d’altronde,il giorno in cui volevo ammazzarti mi sono nascosta.





[adoro.questo.video.]

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giovedì 18 settembre 2008 - ore 00:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


.e.staremo.ad.abbaiare.a.questo.cielo.da.rottamare.


mi fate ridere.
sciogliere la rabbia che porto dentro.
la rabbia e l’ansia.peggio del gatto e la volpe.
che oggi avrei voluto correre sulla circonvallazione per stordirmi un po’con i fumi dello smog.
che moretti mi sorride in frigo,ogni volta che lo apro.
ci perdiamo in mezzo a troppi fogli e prendiamo in giro chi ricerca sempre la nitidezza perfetta e la simmetria giusta.
distratte anche da noi stesse,finiamo ad aiutarci al telefono.
alla fine siamo sempre noi,quelle che.no?
nella testa avevo solo lui stasera.
l’ho accantonato.era sempre lì.davanti gli occhi.
ma io mi sento il sangue pulsare in te,direbbe morgan.
hai mai la sensazione che siano sempre altri o altre cose o la piega degli eventi a scegliere per te?e tu stai lì impotente e provi a far di tutto ma non riesci mai fare come vorresti tu?ho chiesto.
è strano.
io che credo così tanto nella volontà.
io che sono così preda di ciò che volontario non è.
che mi ritrovo intrappolata dentro.che non ho la chiave per uscire e la maniglia è anche rotta.
di notte qualcuno mi seziona la pelle.
mentre tu ti sviti le dita.
smantelliamo questi sogni e deportiamoli in siberia.
incendiare le farfalle meccaniche,le rose lisergiche,canta lui.
sto diventando blu?



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mercoledì 17 settembre 2008 - ore 13:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


E fammi i tuoi discorsi metafisici sui tetti di eternit.

ci sono persone che hanno l’innata capacità di farti sentire quello che non credi di essere.ci sono persone che,anche se ostinatamente cerchi di fregartene del parere degli altri,riescono ad arrivare al centro e colpirti.proiettili ben piazzati.nulla a che vedere con quelli impazziti.ti ricordi?quelli ben piazzati mirano dritto al centro.
e anche se sono stati usati e riusati mille volte,non hanno perso la potenza e la precisione.fanno sempre un fottuto male.
dicono che ognuno abbia quello che si merita.
dicono che quello che non hai è quello che non ti manca.
dicono.parlano.straparlano.
protette da infami barriere architettoniche,le nostre aspirazioni.
continuo a fare sogni che mi fanno perdere il ritmo regolare del respiro.e mentre io potrei vincere la targa cepu,qualcun altro ha vinto il premio tenco.
ma quante altre cose non ci sono più,oltre i cccp?







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martedì 16 settembre 2008 - ore 19:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


fede è credere in qualcosa in cui il senso comune non crede.

sono uno straccio.
non c’è poi molto da dire.
fisicamente totalmente a pezzi.disdico appuntamenti serali.
mi prendo un giorno in sindrome-pigiama.avvolta in una coperta che mi trascino per casa.e uccidendomi il lobo sinistro solo come io riesco a fare.sette giorni.sette.mi impongo di non pensarci.
mi impongo di non pensare a tante cose.e mi aiuto dandomi il giusto dosaggio di impegni e scadenze e organizzazioni.che dovremmo imparare a delegare.che vorrei che il telefono squillasse alla mattina e mi chiamassero in cattedra.che vorrei avere la testa completamente immersa nelle operazioni concrete.
o forse è solo il mio patetico e classico modo per allontanare le preoccupazioni.
la piccola sangry sta sempre peggio.
questo contribuisce alla mia tristezza.
come l’ascoltare per elisa.o guardare vecchie puntate di dawson’s creeck.o pensare alla malinconia di quell’arcobaleno,ieri.
ma resisterò al fuoco sicuramente più di giucas casella.





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