"Per me,
io sono colei che mi si crede"
(da Così è se vi pare - Pirandello)
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martedì 16 gennaio 2007 - ore 20:16
::. PaEsAgGiO .::
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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lunedì 15 gennaio 2007 - ore 22:57
Momento estemporaneo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Voglia di coccole e nanne!
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domenica 14 gennaio 2007 - ore 00:17
"BuOnGiOrNo, NoTtE"
(categoria: " Cinema ")

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Buongiorno, notte (un verso di Emily Dickinson a stigmatizzare il buio che avvolse la politica italiana) non rinfocola contrapposizioni partitiche, non insegue la verosimiglianza (Roberto Herlitzka è un Moro attendibile essenzialmente per intensità interpretativa), concede ben poco a digressioni non rigorosamente storicizzate (l’invenzione, fruttuosa, del copione trovato nella borsa di Moro, la grottesca e stonata parentesi della seduta spiritica). Non esterna nuovi moniti morali (ce n’è forse bisogno?), ma prova a ridelineare “dall’interno” i dubbi di un agire insano ed estremo che via via si svuota di ideali e si tormenta nell’incertezza.

Nel riferimento letterario al romanzo Il prigioniero (dell’ex-brigatista Anna Laura Traghetti) il fulcro del racconto è il personaggio di Chiara (bravissima Maya Sansa), la “vivandiera”, l’unica donna nel gruppo dei terroristi, che da dentro vive la tragedia: è lei la sposa fittizia che abita ufficialmente l’appartamento di via Gradoli (e che segue in tv, come tanti altri italiani, la cronaca del rapimento), è lei la testimone del tempo, che vive nel mondo esterno la reazione popolare alla strage di via Fani, che assiste, dall’interno, al consumarsi dell’assurdo processo “rivoluzionario”. È lei che evoca, tra quelle mura-prigione (per Moro e per i brigatisti stessi ivi asserragliati) una riflessione civile fatta di contraddittorie esperienze e visionario onirismo: un pranzo coi parenti che intonano Fischia il vento, le immagini di Dziga Vertov e Rossellini per dare concretezza al dramma della coscienza, rievocando Lenin e Stalin, accostando le brutali esecuzioni dei partigiani con quella dello statista, ritrovando nella lettura delle Lettere dei condannati a morte della Resistenza la pena del commosso epistolario di Moro.

È lei che lo spia, prigioniero, attraverso un foro nella parete, che “lo vede” muoversi liberamente nella casa, spirito saggio e indomito in un covo di dissennata estraniazione sociale.
È un cinema “da camera” quello di Bellocchio, lontano dal docudrama di Ferrara (Il caso Moro, 1986), dal paradosso metafisico di Petri (Todo Modo, 1976), dalle cospirazioni fuorvianti di Martinelli (il recente Piazza delle cinque lune). Ma in quegli spazi angusti l’esplosione del vero cinema, visionario e ispirato, è totale. E alla partitura da camera, intimista e “sognante”, del Momento Musicale (Schubert) si contrappone, in un crescendo di intensa emotività, il fascino rock delle musiche dei Pink Floyd. Da The Dark side of the Moon (a contrappuntare la prigionia e l’esemplare sequenza dell’ascensore) a I Wish You Were Here (i funerali di stato), per tornare a Schubert nell’incedere conclusivo (libero e liberatorio) di Aldo Moro per le vie di Roma. Il potere del cinema e, solo grazie al cinema, ancora una volta, l’immaginazione al potere.

Beh il film è da vedere... credo però che per capire bene debba leggere opportuni libri !!
Buona notte
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sabato 13 gennaio 2007 - ore 18:55
Il SaBaTo E lA dOmEnIcA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gentili SaBaTo E dOmEnIcA
.jpg)
Iniziate a starmi sulle palle.
Cordialmente .
C.
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venerdì 12 gennaio 2007 - ore 21:05
VoGlIe ....
(categoria: " Vita Quotidiana ")

:::::: aBbRaCcIo :::::::::
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venerdì 12 gennaio 2007 - ore 09:55
E cReScEnDo ImPaRi.......
(categoria: " Poesia ")
:::::::::::::: RiPrOpOnGo ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
E crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,...
non e’ quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
( Anonimo )
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giovedì 11 gennaio 2007 - ore 20:17
::::::: CoMuNiCaRe ::::::
(categoria: " Vita Quotidiana ")
::::::::: OgGi ::::::::::::
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mercoledì 3 gennaio 2007 - ore 17:47
SeMpLiCeMeNtE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
GRAZIE
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venerdì 29 dicembre 2006 - ore 20:38
UfF
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sto diventando mielosa
bleah!
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mercoledì 27 dicembre 2006 - ore 21:10
MuSiCa..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Time After Time”
Lying in my bed I hear the clock tick,
And think of you
Caught up in circles confusion--
Is nothing new
Flashback--warm nights--
Almost left behind
Suitcases of memories, Time after--
Sometimes you picture me--
I’m walking too far ahead
You’re calling to me, I can’t hear
What you’ve said--
Then you say--go slow--
I fall behind--
The second hand unwinds
Chorus:
If you’re lost you can look--and you will find me
Time after time
If you fall I will catch you--I’ll be waiting
Time after time
After my picture fades and darkness has
Turned to gray
Watching through windows--you’re wondering
If I’m OK
Secrets stolen from deep inside
The drum beats out of time--
Cyndi Lauper
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