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Ciccina73, 34 anni
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.. che lascia intravedere le forme....

ORA VORREI TANTO...

andare a New York


STO STUDIANDO...

mmmmmmmm

OGGI IL MIO UMORE E'...

ottimo

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) il sesso


Ci sono due tipi di persone in questo mondo, i buoni e i cattivi. Il buono dorme meglio, ma il cattivo sembra godersi molto di più le ore diurne.






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venerdì 4 luglio 2008 - ore 09:58


Belle, intelligenti e furbissime
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Più furbe dei maschietti le bambine si coalizzano tra loro e escludono dai giochi le rivali. Ma in fondo gli uomini l’hanno sempre saputo…
Le bambine sono più sveglie dei maschi: non è un luogo comune ma il risultato di una ricerca scientifica che conferma come le ragazze riescano a raggiungere i propri obiettivi senza scontrarsi apertamente con le rivali. [Alessandro Bolla, 27 giugno 2008]

Un consolidato stereotipo prevede che i maschietti competano tra di loro, anche a suon di botte, per raggiungere un obiettivo, mentre le bimbe, più remissive, giocano con le bambole facendosi trascinare dagli eventi. Ebbene un recente studio condotto su ragazzi in età prescolare dimostra che le cose non stanno proprio così e che le ragazze, fin da piccolissime, sanno bene come ottenere ciò che vogliono, con un po’ di strategia e il sottile ricatto dell’esclusione sociale.
Joyce Benson dell’Emmanuel College di Boston ha diviso 87 scoleretti di 4 anni in gruppi di 3, tutti dello stesso sesso. Ogni trio ha ricevuto in regalo 1, 2 o 3 animali di pezza altamente desiderabili per i bambini.
I gruppi di maschi e femmine si sono comportati allo stesso modo quando sul piatto c’erano 2 o 3 pupazzi. Le cose sono cambiate quando tutto il terzetto doveva contendersi un unico pelouche. I maschi si sono dimostrati aggressivi nel chiedere il giocattolo ai compagni, arrivando a litigare tra loro strappandoselo di mano.

Gioco anch’io? No, tu no
Le bimbe invece hanno dimostrato la tendenza a punire l’amichetta che in quel momento aveva il pupazzo tra le mani, esclundendola dai loro giochi e arrivando a nascondersi da lei, isolandola.
Secondo Benson questo spiega, almeno in parte, le gelosie che le ragazze hanno nei confronti delle amiche, molto più marcate di quelle che si evidenziano tra maschi.
Secondo Melissa Emery dell’Università del New Mexico questo studio conferma come le ragazze siano più furbe e sottili dei maschi: evitano lo scontro diretto e si coalizzano per ottenere il risultatato.



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giovedì 3 luglio 2008 - ore 15:09


PORTOGALLO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quest’estate vorrei andare in Portogallo..
chi ha info da darmi??

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mercoledì 2 luglio 2008 - ore 14:45


Due o tre cose che non sapevi sugli spermatozoi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gli spermatozoi non sono così individualisti come siamo abituati a credere. In molte specie, anzi, si aiutano e cooperano per il raggiungimento del loro fine ultimo: la fecondazione. (Susanna Trave, 24 giugno 2008)

Chissà perché abbiamo sempre definito la corsa degli spermatozoi per arrivare alla cellula uovo come una lotta. Forse per una tendenza tutta umana (e maschile?) alla competizione. In realtà, non sempre è così. Lo hanno messo in luce gli zoologi delle università di Oxford e di Harvard studiando il comportamento di queste cellule in diverse specie animali.
Dalle mosche agli opossum. I ricercatori hanno evidenziato come sia invece frequente, da parte degli spermatozoi, la strategia di gruppo. È per esempio il caso delle mosche Parachauliodes japonicus, le cui cellule germinali maschili si uniscono in gruppi di centinaia per "nuotare" sincronizzati verso le cellule uovo, mentre nel ratto norvegese (Rattus norvegicus), e in altri roditori, le cellule spermatiche sono dotate di un gancetto sulla testa che permette loro di unirsi e formare, anche in questo caso, gruppi di centinaia di cellule per riuscire a nuotare più velocemente. Anche gli spermatozoi del porcospino (Tachyglossus aculeatus) formano gruppi numerosi, mentre quelli dell’opossum nuotano sincronizzati semplicemente allineandosi.

L’ALTRUISMO VINCE

TUTTO QUELLO...
... che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere...

Film a episodi di Woody Allen del 1972, il titolo è preso dal "best seller" del sessuologo americano David Reuben. Nell’ultimo episodio Allen è un’ansioso spermatozoo in un uomo che sta per avere un orgasmo.





Cooperazione e altruismo sembrano quindi essere caratteristiche essenziali per superare la prova della selezione naturale. La ragione di questo comportamento sociale potrebbe sfuggire, a prima vista: siamo abituati a pensare che la natura debba scegliere l’individuo "migliore" dal punto di vista genetico. E nel caso degli spermatozoi, il migliore si distingue raggiungendo per primo l’uovo. In realtà dobbiamo tenere conto che, spesso, una femmina riceve il seme da più maschi. Pertanto la competizione per la fecondazione non è più solo tra spermatozoi dello stesso individuo, ma tra "team" di cellule seminali che derivano da due o più individui differenti. Questo sembra indurre uno spirito di gruppo atto a fare prevalere innanzi tutto un padre rispetto a un altro, prima ancora che un singolo gamete rispetto a tutti gli altri.
Sociali fin da... cellule. La capacità degli spermatozoi di esprimere i propri geni suggerisce, secondo gli autori della ricerca, che queste cellule non sono da considerare strumenti passivi al servizio del maschio, ma piuttosto agenti semi-indipendenti con i loro propri interessi evolutivi, e perciò con un proprio comportamento sociale. Secondo questa prospettiva, l’alleanza tra maschio e spermatozoi sembra essere più conflittuale di quanto ritenuto finora, anche se, di fronte al nemico comune (lo sperma di un altro maschio) che minaccia di estinguere la loro traccia genetica, prevarrà l’atteggiamento cooperativo.



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mercoledì 2 luglio 2008 - ore 14:21


Sei un genio degli affari? Ringrazia i tuoi ormoni!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Altro che vicende politiche e fiducia degli investitori! A influenzare l’andamento delle contrattazioni finanziarie potrebbe essere qualcosa di molto più... fisiologico: il dosaggio ormonale dei broker. (Elisabetta Intini, 2 maggio 2008)

Il trucco per fare soldi a palate in Borsa? Un buon livello di testosterone. Almeno secondo uno studio dell’Università di Cambridge, guidato dal neuroscienziato ed ex uomo d’affari John Coates. Che gli ormoni fossero in qualche modo collegati al mondo dell’economia, Coates lo sospettava dai tempi in cui lavorava come operatore finanziario, quando vedeva i suoi colleghi maschi passare dall’euforia alla depressione. Strano a dirsi, le donne apparivano immuni a questi sbalzi d’umore. È stato allora che il ricercatore ha pensato che potesse esserci lo zampino del testosterone.
Più ormone, più soldi. Così Coates e la sua equipe hanno misurato i livelli ormonali nella saliva di 17 agenti finanziari della City (Londra). I campioni sono stati prelevati per 8 giorni lavorativi consecutivi, alle 11.00 e alle 16.00, due orari che cascano appena prima e appena dopo il picco di affari di una giornata in Borsa. Durante l’esperimento i ricercatori hanno registrato anche profitti e perdite dei rider. In 14 casi su 17, i volontari hanno guadagnato di più nei giorni in cui mostravano un’elevata dose mattutina di testosterone.
Il più forte sono io. Che il responsabile del successo negli affari sia proprio quest’ormone? Coates pensa di sì. Oltre a regolare il comportamento sessuale maschile, infatti, il testosterone entra in gioco quando un uomo si sente coinvolto in una competizione. Prendiamo, per esempio, due atleti impegnati in una gara di nuoto: in entrambi il livello di testosterone salirà prima della sfida, e toccherà picchi esponenziali nel vincitore. Che si sentirà euforico per i risultati raggiunti e tenderà a prendere decisioni più impulsive e audaci, aumentando così le chance di trionfare di nuovo. E come nello sport, anche nell’arena della Borsa entra in gioco una buona dose di agonismo.
Troppo prudenti o troppo avventati. A bilanciare l’azione eccitante del testosterone ci pensa il cortisol, un ormone che il nostro organismo produce in risposta allo stress. Ha un effetto inibitore, e spinge a valutare con prudenza i possibili rischi di qualunque decisione. Gli scienziati hanno appurato che il suo dosaggio varia - nel caso degli uomini d’affari - in base all’instabilità del mercato. In periodi d’incertezza finanziaria, il rischio è che l’alto tasso di cortisol dissuada gli agenti dal rischiare, provocando una certa immobilità economica. Non che troppo testosterone sia meno pericoloso: gli operatori di borsa potrebbero sentirsi eccessivamente sicuri di sé, e compiere operazioni azzardate.



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mercoledì 2 luglio 2008 - ore 10:02


Crescita a 2 cifre per il gruppo di Giovanni Rana
(categoria: " Vita Quotidiana ")




L’azienda fondata da Giovanni rana non si può certo lamentare, avendo chiuso l’anno 2007 con un fatturato che supera i 300 milioni per un aumento del +26,7% rispetto all’anno 2006.

L’ultima mossa di crescita è stata l’acquisizione della società “Mamma Lucia” che produce piatti pronti a base di pasta fresca. Il figlio del fondatore del gruppo, Gian Luca Rana ha commentato così i dati in crescita del gruppo: “I risultati ottenuti dimostrano la nostra capacità di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati ad inizio anno in un mercato che, a partire dal secondo semestre, si è caratterizzato per un forte incremento del prezzo delle materie prime, a fronte di prezzi dei prodotti finali rimasti stabili”

Per quanto riguarda l’ampliamento della produzione all’estero Rana così si esprime:
“Abbiamo continuato ad investire per aumentare la nostra capacità produttiva e per realizzare il nostro nuovo Food Terminal .Si tratta di un centro distributivo di seconda generazione, un vero e proprio hub che collega produzione e distribuzione, sia per Italia che per l’estero e che dispone di una capacità di stoccaggio di oltre 10000 pallet e ha una forza operativa che supera i 20 milioni di colli all’anno”.

“La crescita del gruppo è la prova di quanto sia vincente la scelta di puntare sempre sulla qualità, sull’innovazione tecnologica e sugli investimenti, che ci consentono di soddisfare costantemente le esigenze dei nostri consumatori con l’ampliamento della gamma o la creazione di nuovi prodotti. Il rispetto rigoroso di queste linee guida ci sta permettendo di avere successo anche all’estero dove realizziamo oltre il 40% del nostro fatturato e dove le nostre quote di mercato sono in continua ascesa.”


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martedì 1 luglio 2008 - ore 16:15


TU CHIAMALE SE VUOI... EMOZIONI
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Esempio: hai comperato in anticipo un abbonamento per gli impianti da sci. L’hai pagato profumatamente. Quella mattina nevica, fa freddo e non hai nessuna voglia di alzarti. Ma hai pagato. Che fai? Probabilmente ti alzi e vai. Stessa scena, ma stavolta l’abbonamento ti è stato regalato. Che fai? Probabilmente stai sotto le coperte. La conseguenza di questo ragionamento è che il valore di un bene è soggetto a una variabile x che non ha nulla a che vedere con le regole dell’economia, una variabile sommersa, psicologica, personale. Sembra un’ovvietà ma certe scuole economiche si sono dannate l’anima per dimostrare che 100 euro, che siano guadagnati, trovati, vinti o regalati, sono sempre 100 euro. Altrimenti diventa difficile stabilire regole certe. Purtroppo per loro gli esseri umani non sono kantiani ma sono un impasto di decisioni prese in base a autogiustificazioni, sensi di colpa, umori del momento, alibi, rassicurazioni, colpi di testa, scorciatoie mentali che fanno di tutto per evitare quelle scelte tra variabili complesse che invece ogni decisione comporta. E gli addetti ai lavori del marketing e della pubblicità lo sanno bene e sfruttano queste debolezze strutturali dell’animo umano. Per questo è utile questo Economia emotiva di Matteo Motterlini (Rizzoli, 17,50 euro). Non solo per la mole di esempi che traccia, ma per i consigli che offre a chi si trova impelagato in scelte difficili e sta per prendere una di quelle scorciatoie che non portano da nessuna parte.


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martedì 1 luglio 2008 - ore 16:09


TAROCCHI
(categoria: " Riflessioni ")



Non solo non ci si fa più caso, ma si è anche convinti di avere più di una certezza al riguardo. Vediamo la bassa manovalanza vendere borse con griffe false nelle vie commerciali delle nostre città proprio davanti alle vetrine che vendono le borse vere. E non ci stupiamo. Crediamo che le grandi firme combattano come la peste questi concorrenti sleali. E ci sembra normale. Invece leggendo L’impero dei falsi di Riccardo Staglianò (Laterza, 14 euro) tante certezze vanno in fumo. L’autore, giornalista di Repubblica, ha condotto una classica inchiesta vecchio stile: un viaggio dall’Italia alla Cina, nella regione del Guangdong, il grande distretto del falso, ed è tornato indietro seguendo la merce fino al porto di Napoli, crocevia di smistamento per il resto del mondo. Si è finto turista, compratore, grande importatore, ha seguito i raid dei detective incaricati di debellare il fenomeno, ha visto le fabbriche di bambini schiavi, parlato con europei finiti laggiù, nel nuovo mercato più grande del mondo e che ne hanno viste di tutti i colori. Ha raccolto dati: il sorpasso dell’industria della contraffazione sul mercato della droga. Scoperto che esistono merci più preziose del petrolio: lo sapevate che l’inchiostro per stampanti è un business miliardario e per questo sono tanto diffuse le cartucce taroccate? Ha messo insieme gli elementi per dare corpo a mezze frasi e silenzi per scoprire che cosa accade nelle fabbriche che lavorano per le grandi firme nel misterioso turno di notte. Ha smontato allarmismi buttati lì con una certa leggerezza sulla connection tra proventi delle false griffe e terrorismo. Si è chiesto che fine ha fatto la tolleranza zero in un settore in cui la daremmo per scontata. E ha trovato risposte sorprendenti.

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martedì 1 luglio 2008 - ore 14:56


Confessioni di un sicario dell’economia
(categoria: " Riflessioni ")


I sicari dell’economia”, scrive John Perkins, “sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi paesi in tutto il mondo. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidi”.
John Perkins era un sicario dell’economia. Il suo lavoro consisteva nel convincere paesi strategicamente importanti per gli Stati Uniti – Iraq, Indonesia, Panama, Arabia Saudita, Iran – ad attuare politiche favorevoli agli interessi del governo e delle corporation americane.
In questa straordinaria autobiografia, avvincente come un thriller di John Le Carrè, Perkins ci racconta il suo cammino interiore da servitore dell’impero a sostenitore dei diritti degli oppressi. Un libro fondamentale per capire quanto sta accadendo nel mondo – già bestseller negli Stati Uniti e in corso di pubblicazione in molti paesi – di cui sono stati già acquisiti i diritti per la realizzazione di un film.


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lunedì 23 giugno 2008 - ore 10:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ciao a tutti... eccomi di nuovo qua operativa

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martedì 27 maggio 2008 - ore 11:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


chi di voi è mai stato operato in anestesia totale?????

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