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giovedì 22 ottobre 2009 - ore 18:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")


la.sera.quando.mi.sciolgo.il.trucco.scopro.che.sono.un.pagliaccio.anche.sotto.


è sempre la solita storia, dicono.
ci si taglia i capelli come metafora del taglio netto e preciso.
in realtà poi i capelli ricrescono e i tagli non sono mai così netti come si vorrebbe.
mi manca disperatamente il mio lavoro.
questo è. mentre ti dico che mi manca una distrazione che sia più di una distrazione. ho bisogno di sentirmi smuovere dentro. per qualcosa che non sia un sentimento verso qualcuno. per qualcosa che parte da me e dalle cose che mi piace fare. che poi odio chi pensa che si possa stare bene solo in coppia, ti dico. come se a noi stessi non bastassimo mai. voglio bastarmi e riempirmi di me.
non ho voglia di aspettative. di delusioni. nascoste sotto i tavoli o negli angoli dove la polvere non va mai via.
anche se poi mi piace, il modo in cui tu mi fai sbadigliare.
sarà per il grigio che c’era fuori in questi giorni.
e per il modo in cui riesco solo a diffidare, fidandomi.
sono un ossimoro nelle azioni.
ho voglia delle penne rosse e delle penne di tutti i colori.
ho voglia di dita sporche di gesso.
ho voglia dei caffè troppo forti e del suono della campanella.
ho voglia delle urla e dei capricci.
di ripetere le cose mille volte e stancarmi di non essere ascoltata.
dei quaderni a quadretti e delle copertine verdi.
ho voglia di sorrisi sdentati e liti tra colleghe.
ho voglia di ritornare ad essere chiamata maestra.

cazzo, quanto odio la gelmini.

e intanto si ingannano le cose che non ho, bevendo heineken e ridendo di morgan o dei sogni erotici di dario su Simona Tagli.
si ingannano le cose che non ho pensando a we devastanti in dicembre.
si ingannano le cose che non ho organizzando i giorni con le persone che non mi lasciano mai davvero sola.
domani si va a Venezia.
a riempire un po’di questo vuoto.







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martedì 20 ottobre 2009 - ore 14:00



(categoria: " Vita Quotidiana ")


mind.the.gap.

non c’è due senza tre, dicono.
e quindi Londra mi ha vista arrivare per la terza volta.
che odio odio odio l’aereo e che ogni volo che prendo non fa che confermarlo.
che l’aria è gelida. le metropolitane sempre troppo calde. che è la città degli sbalzi termici. delle mille scale. e di quella frenesia che ti fa sentire davvero viva. camminare in mezzo alla gente, le luci, e finalmente riuscire ad andare al Tate. che sono davvero una tipa da pop art e che rido con i video giapponesi, mentre ripeto che ho voglia di cappuccino. finire in un locale a bere birra e parlare con camerieri siciliani. riuscire a quasi rompere la tv in albergo e dimenticarsi la spazzola a casa. pettinarsi tre giorni con le dita ha il suo perché.
le tipiche colazioni inglesi e il tavolo degli scambisti accanto al nostro. che siamo peggio di vecchie pettegole, mentre cerchiamo di giocare all’indovina chi si scambia con chi. la frieze art fair e stare cinque ore immersi dentro l’arte contemporanea e uscire sentendosi davvero pieni. camminare con il vento che ti punge la pelle e cantare una vecchia canzone di bon jovi, mentre compri maglioni a chelsea.
scoprire un quartiere come bricklane. e usare la parola MEGA per descriverlo, mentre dario dall’italia mi fa notare l’uso assurdo delle parole. faccio bere moijto a mia madre e mio zio parla di tecniche di seduzione a 30 anni. l’amore a 30 anni che si inabissa, e poi risale.
tu. che mi chiami tortellina.
mangiare indiano ma capire che i dolci, lì, non danno alcuna soddisfazione. e le domeniche mattina al parco e gli scoiattoli che vengono a mangiare sui palmi delle mani. i mercatini a convent garden e le mie figure di merda. la strada del ritorno e una bambina che ripete costantemente sta correndo? sta volando?
sentirsi s-vuotati per tre giorni e riempiti di tutt’altro.
lasciare le delusioni negli angoli e nei ripostigli dei pensieri neri.
peccato che poi si torna.
per capire una volta in più, che non bisognerebbe voltarsi indietro.
mai.







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giovedì 15 ottobre 2009 - ore 16:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


zucca.e.arringhe.


certi post-it gialli mi scaldano, in mezzo a questo freddo improvviso.
ho ritirato fuori le coperte di lana e rimesso sciarpe e maglioni.
ho rimesso la testa sotto alle lenzuola e ho sorriso.
adoro il freddo che ti gela le dita. e non avere mai le mani fredde, diceva vasco brondi. ma come più volte detto, le mani fredde mi fanno sentire viva. anche se oggi continuo a prendere scosse ovunque e penso all’aereo che odio prendere, ma che domani mattina mi porterà a londra per un we di arte-shopping-posti fighi e H1N1.
che magari la mente riesco a liberarmela.
da te, che chissà dove sei finito.
da me.
e da cosa ne sarà.





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domenica 11 ottobre 2009 - ore 15:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


il.fu.bandito.

c’è che in molti mi avevano detto che il giorno della laurea è uno dei giorni più belli della vita.
c’è che io pensavo solo all’ansia e non vedevo nulla di positivo.
c’è che io poi, non ascolto mica gli altri.
c’è che non avrei mai pensato. fosse così. perfetto. bellissimo.
tachicardico. indimenticabile. e forse uso tutto aggettivi qualunquisti e banali, ma reali. perché è andata così.
la colazione con V alle 9. i capelli ricci. il fumo in auto. le mie canzoni. ripetermi i discorsi. gli stivali. la borsa in tono con la tesi.
la sedia rossa. la cravatta di mio padre. i tacchi di mia madre. i fiocchi rossi sul cancello. l’attesa. vedervi arrivare. l’ascella pezzata di vale. l’abbraccio di dario. i sorrisi di beatrice. la sicurezza di giusy. manu agghindata. zigio che mi fotografa e non deve. le sisters. marta che fuma. luisetta che si agita più di me. doc che passa a salutarmi. love che arriva per ultimo. mio zio prete. le mie ex colleghe. tenere in mano un microfono e non saperlo fare. la relatrice stronza. il mio sembrare tranquilla. la proclamazione. gli occhi dei miei genitori. la sigaretta fumata dopo con tanta tanta tanta liberazione. liberare i piedi dagli stivali e finire sopra panchine, vestita da bicchiere di havana cola. bevendo, havana cola. urlando e ridendo. di me. con voi.
guardarvi e pensare di volervi ancora più bene. se è possibile, poi.
e due giorni pieni di alcol e pieni di momenti trash.
le scenette per i regali e ridere a dirotto.
grazie. grazie a quelli che c’erano. a quelli che non c’erano ma c’erano col pensiero e ascoltavano i sonata artica. a chi mi diceva di non fargli fare brutta figura. a chi semplicemente si è ricordato.

è stato il giorno più bello della mia vita.
e tu, tu non c’eri.





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giovedì 8 ottobre 2009 - ore 18:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


an.end.has.a.start(?)

domani mi laureo.
domani mi laureo e oggi il mio orecchio destro fa malissimo.
ma da quando qualcuno somatizza nelle orecchie??!
domani mi laureo e mi sono scorticata la faccia.
ma da quando sono normale, io?
domani mi laureo e sì, sono ripetitiva.
questa notte mi facevano male le dita.
e pensavo a quante cose sono successe nel mio periodo universitario.
e a tutte quelle volte che davvero ho creduto di non farcela.
a tutte quelle scene guardando il video dei coldplay e pensando di sparire, proprio come capitava a quel tipo.
l’ansia paralizzante. il senso di inadeguatezza. gli occhi di mio padre.
gli esami senza studiare un’h. gli esami studiando troppo. gli esami che non passavano mai. e la faccia di pastore, quando scrisse quel 18 ed io pensai che era davvero finita una volta per tutte.
e i soprannomi dati a caso. e aggiornare il sito mille volte.
e le persone.
anche quelle che domani non ci saranno, ma che non smettono di essere qui. sotto pelle.
mentre mia madre mi fa vedere quale paia di scarpe sta meglio, penso che non vedo l’ora.





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mercoledì 7 ottobre 2009 - ore 14:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ma.perché.gli.alieni.non.ti.portano.via?

sarebbe bello, penso, avere un ET sopra il comodino.
manca poco alla laurea e dire che ho l’ansia sarebbe irrilevante.
così mi ritrovo ad ingannare il tempo.
lo inganno facendo discorsi diurni seduta sugli scalini alle rive del piovego. fumando e finendo nei miei mondi paralleli e nelle zone d’ombra. distribuendo teorie pseduopsicodinamiche sulle dinamiche relazionali e sui rapporti familiari. farcisco tutto con la mia dose di ironia e sarcasmo. e mi scuso, per i modi troppo diretti di dire le cose.
che poi mi chiedo se davvero so quello che voglio e se davvero alla fine, il mio, è una sottospecie di equlibrio non più precario.
allora perché, finisco sempre preda di stati emotivi deliranti.
che mi portano a fare scelte che spesso non dovrei fare.
come quella di non ascoltare i consigli degli altri e non usare i miei talenti semantici per pubblicità progresso, ma lasciando andare le cose incontro a chi forse non le merita. forse?
e mi ritrovo a guardare le nuove puntate di grey’s anatomy e a sentirmi il sale sulle guance. alla faccia dell’iposodico. e dell’essere casi disperati. che meredith dice che è stando così male da non riuscire a respirare, che si sopravvive.

io dico che sono contenta di avere chi, stasera, arriverà a casa mia munito di birre.

e il nuovo album degli editors esce venerdì. sìsì. venerdì, 9,
poteva essere diversamente?





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domenica 4 ottobre 2009 - ore 18:48



(categoria: " Vita Quotidiana ")


I.need.it.QUICKLY!!!

ti dico che quel quickly è la parte della canzone che mi piace di più.
che mi hai fatto scoprire qualcosa di bello, dopotutto.
e così pure tu provi ad andare. via da qui.
da qualche parte. che ti sei pure licenziato e quando lo dici tutti ti guardano con quella faccia strana. mentre ci tieni a spiegare che era ipocrisia verso te stesso prendere un’aspettativa. quando quello che vuoi fare non è quello in cui non credi più. non è lì. un po’ammiro il tuo coraggio, o forse è solo incoscienza. che ordiniamo birra e ancora birra e poi havana cola e ancora havana cola. che ti lanci in battute improbabili su franco trentalance ma che non ride nessuno, mentre io sono la prima ad indovinare che si trattava di pierangelo bertoli, vincendo il premio della stronza più sarcastica della serata. e balli e ridiamo e non vedevo dario dal 28 agosto. quasi mi chiedo come ho fatto, a stare senza. che mi trascina in pista e perdiamo il fiato con una canzone dei jet che mi rendo conto di odiare.
e poi ti abbraccio.

ci rivediamo il 31 dicembre, allora.
ma dove?
ma ti pare che sae dove che vo l’ultimo?
te dovarisi saverlo, daniela.
baron, vaffancueo!
te voio ben anche mi.





[e per te che leggi sempre, e che non ti trovi mai.
grazie. per tutto quello che ancora abbiamo.]

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sabato 3 ottobre 2009 - ore 20:28



(categoria: " Vita Quotidiana ")




per un attimo ho pensato non fosse ghiaccio.
ma mi sono sbagliata.

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venerdì 2 ottobre 2009 - ore 17:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")


win
for
life

lo dicevo io, che settembre ci avrebbe portato via con sé.
e siamo ottobre e canzoni con questa parola ce ne sono poche.
alcune molto imbarazzanti.
e penso che è vero, quando mi dicono che ci sono momenti della vita che niente e nessuno dovrebbe rovinarti.
a cui tu non dovresti permettere di farlo.
che giovanni mi spiega le tavole e mi fa anche ridere.
che giusy si commuove, a vedersi citata nella mia tesi.
e che ormai potrei dire voglio il solito, quando vado da pulierin.
che un po’mi odio per come sto vivendo questo momento, tanto atteso.
che riesco a litigare con mio padre mentre pranziamo.
che mi viene da vomitare ogni giorno.
e che mi sembra tutto inutile.
posso ripetermelo all’infinito che it doesn’t hurt me.
finché non arriva manuel agnelli a dirmi che non vorrebbe tu fossi la mia più bella cosa mai successa.

dovrei cancellare molto di più.
evitare, molto di più.

per fortuna domani torna dario.
per fortuna domani c’è il vinile.





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giovedì 1 ottobre 2009 - ore 17:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")


una
manfrina,
io.

c’è che certe frasi arrivano in pomeriggi che sembrano per lo meno tranquilli. fulmini a cieli sereni.
che avrei voluto raccontarti delle copisterie e delle copertine beige patinate. degli spritz a sancire la fine di un’era. dell’ansia che ho, mentre invio inviti e conteggio gli invitati e penso penso penso.
che avrei voluto descriverti i visi dei miei ex alunni, quando oggi pomeriggio ho fatto scorta di abbracci e me ne sono andata via da lì con il cuore raddoppiato. che avrei voluto parlarti di come ho nostalgia della cattedra e delle mani sporche di gesso.
di come mi fa piacere sentirmi dire che so sempre di buono.
o che vedermi rende felice. e che non avermi rende triste.
di come mi sento fiera, quando la nuova maestra dice che parlano sempre di me. e che se ricordano tutto, proprio tutto.
i modi di dire. le risate. i castighi.
che avrei voluto farti sentire l’allegria della mia voce, nel dire che venerdì 9 ottobre alle ore 15 mi laureo.
e che mi sembra una cosa meravigliosa, dopotutto.

ma tu non [mi] vuoi ascoltare.







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