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E COSA RACCONTEREMO,AI FIGLI CHE NON AVREMO,DI QUESTI CAZZO DI ANNI ZERO



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lunedì 3 dicembre 2007 - ore 15:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quello che penso diventa subito parole,si mescola con immagini che lo disfano,si apre in ritmi che sono un’altra cosa.A forza di ricompormi mi sono distrutto.A forza di pensarmi,io sono ormai i miei pensieri e non piu’ io.Non ho alcun senso,non conosco il mio valore,non ho nulla a cui mi possa paragonare per potermi trovare,non ho nulla a cui possa servire per potermi riconoscere.E cosi’,attraverso le immagini successive con le quali descrivo me stesso,io vado vivendo nelle immagini piu’ che in me,raccontandomi fino a scomparire,scrivendo con l’anima come se fosse inchiostro:un’anima che ha la sola utilità di servire a scrivere.Ma questa reazione cessa,e mi rassegno di nuovo.Torno a cio’ che sono,anche se non è nulla.

Io.che.sono.un.riflesso.dell’incuranza.
[Esco per lasciarti libera di sopravvivere per dimenticarti e ritrovarti inconsapevole]

È così che ogni goccia di me..
questa canzone ha deciso di prendere residenza fissa..tu che me l’hai passata verrai punito..già sono tendente all’ossessione..
Lentamente,con un ritmo costante.
Stamattina mi sono svegliata con la pioggia che picchiava sul tetto.rumore che ho sempre adorato.
in questa giornata il sole si è fatto spazio.ma io avrei preferito la pioggia,oggi,avrei preferito di gran lunga il rumore di qualcosa.che il silenzio di un sole troppo debole.
Ieri è stata una giornata senza pretese.una di quelle che scorrono senza essere notate.
tra parole,musica,giornali,con mio padre intento a guardarsi armageddon per la novantesima volta.non so perché lo fa.e se glielo chiedi,si limita a dire che è bello.mah.
dove vai,cosa fai,con chi stai parlando..
legna da mettere dentro la stufa.cene della domenica.nervoso.bicchieri di vino.
Una cena importante da organizzare.tre mesi.sono già passati tre mesi.e bisogna festeggiare.bisogna festeggiare quella che per una volta è stata fortuna.ma soprattutto bisogna festeggiare la tua tenacia e la tua forza di volontà.da cui io non smetterò mai e dopo mai di attingere.
Proiezioni serali.camera mia.coperte tirate su fino al naso.
Discorsi sull’amore.ansia.mal di stomaco.domande.domande per rispondere a domande senza risposta.
Pesantezza.tristezza.malinconia.prendiamo tutto e condiamolo di ironia,please.come sempre.
Non hai limiti,non hai risposte,ma solo un vago senso di eleganza.
Per questo ti insegno la pazienza.

io ti amo. Non lo vedi? Non lo capisci? Tu sei l’amore della mia vita. Non posso lasciarti. Ma tu mi lasci di continuo. Te ne vai quando vuoi, torni quando vuoi. Non chiunque, non i tuoi amici, ma tu lasci me. Quindi ti sto chiedendo...Ti prego...Ti prego, falla finita e basta, perchè io non posso. io ci sono dentro. Metti fine alla mia sofferenza.





“Sono là che aspetto di vederti entrare e so che non vuoi farlo. So che non vuoi farlo ma che lo farai ugualmente perché mi ami. E se io ti amassi, se io amassi te, non la donna che voglio farti diventare, non la donna che spero diventerai… Se ti amassi, non starei laggiù ad aspettarti, ma ti lascerei andare.”

[Ma io devo ritornare a camminare verso ciò che non so.
Anche se ieri ti ho sentito respirare in ogni cosa che ho desiderato]


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domenica 2 dicembre 2007 - ore 00:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")


il.sonno.questo.sconosciuto.

ritardo.che strano.non per colpa mia.le circostanze.mi rompono sempre le palle.il cielo è grigio.g porta sfiga.povero.parcheggi.padova.
il freddo.suburbia riccona.le luci.i colori.il natale.rivoglio il mio spirito natalizio.dove cazzo sei finito?vieni a me,immediatamente.
negozi.negozi.negozi.cd e libri.cd e dvd.dvd e libri.un libro.un regalo per dario.cazzate.tante cazzate.camminare.la gente.i suoni.i rumori.il freddo sulla pelle.ridere.gli angoli.per ogni angolo un ricordo.per ogni ricordo un ago.per ogni ago un buco.per ogni buco,il niente.
non è un discorso letterale,non sono ancora eroinomane.mi bastano già i problemi che ho.e anche il cervello che non ho.
girare la testa a destra,guardare dentro un negozio.riconoscere capelli ricci.mirò&apina ma da quanto non vi vedevo?siete sempre una delle mie coppie preferite.come sempre un piacere.
un tavolo ed un giro di spritz.il freddo che batte.la stanchezza che batte.la nostra scemenza.ed io vi adoro.ripetitivamente.ma è così.
la solita pizzeria.i soliti lamenti della mia amica lamentosa,arrogante e superficiale.che dire?WOW.tanto io sono acida.tremendamente acida.e anche un po’com’era?scazzata.sono lunatica.troppo.com’era la perla?evidentemente non hai un motivo per essere felice.grazie stronza.che poi in un secondo mi rimetto a sparare stronzate.
è che è sempre così.la mia testa ad un certo punto prende e va.va per i cazzi suoi.fa un giro sai dove.e poi ritorna.tu ti infili anche in un sabato così.tu ti infili ovunque ed io non ne posso più.

bah.ma come faccio ad avere una così grande testa di cazzo,io?





i can’t function
in this dead end
impossible
i don’t know why
it’s not that i,
that i don’t try,
it’s not easy.


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sabato 1 dicembre 2007 - ore 13:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


tu.hai.bucato.la.mia.vita.

prendi una sera.inizia dopo una giornata infinita.al tel.con MrSimpatia.Mr non rispondo mai,solitamente.fiumi di parole.ricordi.
spiegazioni.crisi di panico.sei sempre così genuinamente stupido.e a me fai ridere.ma hai sempre quella macchina orrenda rossa?sarà meglio la tua,mongola!ti verrò a trovare presto.credo.
sono in ritardo.che strano.litigo con la tecnologia.mi ritrovo di nuovo al telefono.con quella che,dicono sia,la voce più sexy del mondo.ma io sono distratta a dare spiegazioni-pleonastiche-e poi mica bado a sti dettagli futili.sono una donna con la D maiuscola,io.a tutti gli effetti.
ritrovo al solito posto.giri di alcol.racconti,domande,risposte,soluzioni di dubbi.dubbi nati per sms non arrivati.sempre detto che la tecnologia ci ha rovinati.rivoglio i piccioni viaggiatori[anche il baratto].vedi?ho ancora una visione romantica della vita.bleah.sarà colpa dell’argomento preferito di V,ovvero il signor hai rotto il cazzo matrimonio.che poi,matrimoni altrui,visto che noi due siamo quelle che non hanno nessun CINQUE da festeggiare.non voglio sentire parlare di matrimonio per CINQUE anni.usciamo a fumare,e tra il freddo arriva altro freddo.la vita ci schianta,ti schianta,il passato-presente-futuro-addosso.e quel non-ne-ho-la-più-che-pallida mi fa così arrabbiare.avrei tanto voluto poter fare qualcosa.ma è stato tutto così velocemente immobile.imbarazzante.e.
vino.vino per riscaldare un momento troppo gelido.una faccia amica ci porta tre calici.V.WOW.ironizziamo.come solo noi sappiamo fare.
come solo noi riusciamo a tenerci in piedi camminando vicine.
la radio passa the racing rats.mi fermo a pensare alle cose che continuano a perseguitarmi,incurante dei discorsi sul ti-vedevo-da-lontano.che però mi fanno sorridere pacificamente.
vinile.io dentro una serata elettronica.
io che mi diverto con l’elettronica.il mondo sta cambiando.ed io non me ne sono accorta.mille rituali sempre uguali.dario mi accompagna a prendere havanacola.dario mi cerca e non mi trova.io filmo dario.onnipresente nella versione dancer.ma il dancer diventa anche regista.io passo dall’altra parte dell’obiettivo.e mi accorgo,che non sono l’unica a fare filmati di merda.ahahah.
mi ritrovo fuori a fumare.mi rendo pure conto che il mio essere leggermente alterata mi fa attaccare bottone con tutti.e ciò va bene ma anche no.
ma ieri sera è andata bene.mi serviva.mi sono divertita.anche se poi.poi.
fine serata con le lacrime agli occhi.
propongo l’ingegnere degeale for president.a vita.
l’ho detto io,io..io ho detto questo,ora,senza alcol.
il mondo è cambiato.





[dai,andiamoci a modena il 14]



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venerdì 30 novembre 2007 - ore 18:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")


stralciamente.

sei stanca?

si vede
mi vedi?
ti vedo?
a volte è come se
a volte



[si chiamano ancora c.e.]

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venerdì 30 novembre 2007 - ore 13:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")


una teoria di congiuntivi imperfetti non messi in pratica.
[che poi sarei io]

5e30.tre ore di sonno.macchina.buio.freddo.scava dentro.lentamente.luci.al neon.ci sono ancora le stelle.c’è ancora la luna.ma quando arriva il sole oggi?ospedale.aria che non circola.
asettico che rende sterili i pensieri.file di giornali già letti.un libro vecchio in borsa.te lo ritrovi tra le mani.negli occhi.scorrono le parole.i momenti.immagini.ricordi.situazioni.sensazioni.di ieri.di mesi fa.come se fosse oggi.come se ieri fosse sempre oggi.di nuovo oggi.domani ancora ieri.il tempo si dilata.il tempo non passa.minuti come ore.mi sento sveglia da due giorni.mi sento il cervello fuoriuso.mi sento tremendamente stanca.mi sento fastidiosamente trste.che poi.mi basta un nanosecondo per sorridere.mi tocco l’orecchio mentre sono imbottigliata nel traffico.passano i cure,faccio gesti.canticchio.mia sorella ride.un camionista mi suona il clacson.
sorrido.torno a casa.silenzi.incomprensioni.sono ancora troppo stanca.cambio stanza.mi siedo.accendo.musica.fumo.scrivo.
ecco.
eccoti.
qui.
dentro.

quando avrò pelle,ossa e muscoli intrisi di nostalgia fino ad annegare,quando la memoria mi riconsegnerà solo il meglio di noi due,spero di riuscire a ricordarmi anche di oggi.ricordare la sensazione lucida e netta di aver perso tempo e di stare conntinuando a farlo,forse più di prima,l’improvvisa povertà della mia idea di te,la noia di certi tuoi discorsi,la testardaggine di certe tue posizioni preconcette.ma soprattutto spero di ricordarmi che io da sempre ti ho dato il doppio di quanto abbia mai ricevuto,che il nostro carozzone l’hai sempre portato avanti tu come volevi,che io ti amavo-imperfetto?-e tu no.e nessuno potrà mai cambiare la disparità di questi sentimenti.
senso di vuoto instabile.che mi opprime.
che io stavo lì,scoperta,e tu tiravi su muri e sbattevi porte.che le sere passate ad essere triste per te superavano quelle in cui ridevo con te.il fatto che non mi hai mai,mai,mai amata.
e adesso posso piangere.ed essere triste.quanto mi va.
e affondare nella tua melmosa assenza.
ma la realtà è che non si può obbligare chi non ti ama ad amarti.
tu non mi hai mai amata.mai.e questo.
c’è da ricordarselo sempre.
[lo amerai come una stupida]







[uccidi tutto questo amore.]


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giovedì 29 novembre 2007 - ore 12:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[carve your name into my arms]
you’ll speak when you’re spoken too.

le notti sono ancora agitate.le mattine sono di nuovo piene di sale.
Le cose vanno avanti e indietro con una velocità pazzesca,ed io spesso cerco di afferrarle e poi mi scappano di mano,e poi le riprendo.mi tocco compulsivamente l’orecchio destro quando penso.
E sto a fissare il vuoto,come se questo avesse la risposta.
Qualcuno s’è preso tutto e non me ne sono nemmeno accorta.
Amare.amarti amandoti non essendo innamorati.dispiacersi se.per.
Certe parole non si dovrebbero mai sentire.certe frasi non dovrebbero mai essere pronunciate.forse neppure tra le righe.mi riscopro sempre più fragile,sempre più impotente.mi fa di nuovo male dappertutto.gli occhi.la pancia.le mani.le dita.le vene..
I consigli mi arrivano da ogni parte,sempre gli stessi.e sì,sono consigli che darei anch’io.sono buoni consigli.la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio,no?
Ma il fatto è che quando sei in ballo tu,le cose sono sempre diverse.
La storia infinita.come dice la mia amica ottusa.
[tutti.i.respiri.che.ho.sono.per.te.]
E poi com’è che gli editors continuano a perseguitarmi?io ci provo anche ad ascoltare qualcos altro.
[beh,paolo benvegnù ce la fa a distrarmi un po’]
Ma torno sempre qui.in queste canzoni.che evidentemente non hanno finito di girarmi dentro.
Che probabilmente non hanno ancora finito di darmi qualcosa.
Che forse.che.che.che.





questo è sempre di venerdì,a bologna.che strano eh.

[Nei giorni di novembre, quando dentro non c’è più spazio.
Che mi dondolo stanca in questa illusione senza senso.]


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mercoledì 28 novembre 2007 - ore 18:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tutti i respiri che ho sono per te..tutti i respiri che hai..è così che ogni goccia di me scava la tua schiena lentamente,con un ritmo costante,dove vai?cosa fai?con chi stai parlando?cosa stai bevendo?ascoltami.cerca di evitare tutte le tue distrazioni.è così,che ogni goccia di me scava la tua schiena lentamente,con un ritmo costante.
Non hai padroni,lo so,e non hai limiti,non hai risposte,ma solo un vago senso di eleganza per questo ti insegno la pazienza…è così che ogni goccia di me,scava la tua schiena lentamente,con un ritmo costante,è così che ogni goccia di te,scava la mia schiena lentamente,con un ritmo costante.
Certo l’ambizione è un lusso,come la miseria,la privazione e la punizione.Ti guardi intorno e non sai chi cercare,per questo ti insegno a costruire e a sviluppare le tue idee più strane,a mescolare questa perversione,perchè dio non guarda,dio bestemmia,dio non ci aiuta.
respira.
guarda il cielo,guarda le stagioni passare,prendi posizione,viaggia.
ricerca la tua parte migliore.
non hai nemmeno un idolo da venerare,nemmeno quattro soldi per andare al mare di notte,immaginare,nuotare.
E così la soluzione di calmanti,le vertigini e gli svenimenti,gli sfinimenti,il controllo di tutti i movimenti.

è così che ogni goccia di me,scava la tua schiena,lentamente,con un ritmo costante.è così che ogni goccia di te scava la mia schiena lentamente,con un ritmo costante.

tutti i respiri che ho,sono.per.te.
tutti i respiri che hai..

[grazie]

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mercoledì 28 novembre 2007 - ore 12:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"stamattina stavo pensando.cosa straordinaria,lo so.
non è detto che la tua idea di felicità,corrisponda all’idea che ne ho io.."


Non tornare più, non ci pensare mai a noi, non ti voltare, non scrivere.
Non ti fare fottere dalla nostalgia, dimenticaci tutti.
Se non resisti e torni indietro, non venirmi a trovare, non ti faccio entrare a casa mia.
O’ capisti?
Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del paradiso quando eri picciriddu.




[riuscirei a fare un discorso così?a provare un amore così incondizionato?a non essere così fottutamente egoista?]




Prima o poi arriva un tempo che parlare o stare muti è la stessa cosa. E allora è meglio starsi zitti.


[la.piazza.è.mia.]

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martedì 27 novembre 2007 - ore 21:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


di.quel.sale.che.a.pensarci.ti.vien.voglia.di.

gli errori veri sono più forti poi,quando fan finta di essere morti,lo sai.
Non ci pensavo.o meglio,ci penso costantemente.ma in questi ultimi giorni sono stata brava.a distrarmi e lasciarti scorrere.proprio oggi dicevo che non va come un mese fa.che ora alla mattina non mi sveglio con il sale sulla pelle.poi però capitano cose.così per caso.e ci metti un attimo a sprofondare in quella sequenza di pensieri che non portano da nessunissima parte.posso spaccare la mia testa contro il muro.maledire il giorno che.ma tanto,non serve a niente.niente.a nulla,che ancora più odioso del niente.quindi cosa devo fare?niente.non so come si fa.o meglio lo so.ma non mi viene in mente niente per non fare semplicemente niente.ah no?
Ma dai,al giorno d’oggi ci sono pasticche per qualsiasi cosa.ma una pasticca per me?una che mi aiuti ad annullare il niente.oppure una che mi anestetizzi completamente.voglio non sentire più questo senso di impotenza e di vuoto e di apnea e di mancanza.eccola lì,stronza come solo la mancanza sa essere.
Intercambiabile,ecco quello che sono.lo sono sempre stata.e l’ho sempre saputo.noi supplenti.siamo quelli di passaggio.quelli che servono momentaneamente a coprire cosa?!una mancanza.e poi quello che mi resta è..la mancanza..che sempre di niente si tratta..
Sto diventando monotematica e anche un po’deficiente.e tutto questo discorso non vuol dire un cazzo se non che non riesco a smettere di scrivere,perché le mie dita vanno da sole.perché le parole vanno da sole.e non posso farci..eh sì..esattamente niente..

È sempre la solita storia e le cose non è vero che passano,casomai ritornano sempre.il percorso è sempre quello.cambiano le facce,magari a volte i nomi,ma poi..gira e rigira è sempre la solita fottuta noiosissima irritante e sgorbia storia.





[che poi tu arrivi sempre mentre guido.con il freddo.con la sera.con.]



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martedì 27 novembre 2007 - ore 14:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")


È.come.una.costante.sensazione.di.mancata.appartenenza.

Io sono verticale,ma preferirei essere orizzontale,diceva sylvia plath,per come la vedo io,credo di essere obliqua..mi muovo insieme al mio vuoto inclinato.
stamattina all’ufficio caf..è la solita identica cosa,ormai da anni.la finirò mai sta università del cazzo?!che i miei esami vanno persi,pure.E poi,cosa voglio fare di me.e soprattutto?
per cosa vado bene io?che a me,non sembra di andare bene da nessuna parte.fosse per me aprirei giaco’s,ah no?magari insieme ci mettiamo una specie di comunità.che quella non mi dispiacerebbe.forse l’importante sarebbe non smettere mai di avere a che fare con le persone.ecco,quello sì.lì mi ci vedrei.
Non lo so,non lo so.non so neanche come sto.sto bene,poi male,poi male,poi bene.sono accesa,mi spengo e riaccendo.sono incostante.sono suscettibile.avrei voglia di fare anche a pugni con il primo che incontro e mi guarda storto.
Guardo fuori,e ci sono i gabbiani.ma che ci fanno i gabbiani qui a pozzangherville?







[Penso.Ricordo i miei giorni diversi.Quando vivevo.I fallimenti.Le attese.La disperazione.La gioia improvvisa per qualche dettaglio di vita decente.La fine.
Le delusioni.Ricominciare.Nascondere tracce di solitudine.
Fingere.Io sto benissimo.Sono contenta.]


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