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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) ...tutti quelli che scrivono kon TT le abbreviazioni nel testo tipo sms ke nn si capisce 1 accidente di kuello ke vogliono dire...
2) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...
3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) il sesso



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’Qualcuno chiese a Picasso: ’A che cosa servono i tuoi quadri?’
Ed egli rispose: ’Perché non vai da un uccellino che canta e gli chiedi ’A che scopo?’. Perché non fai questa domanda al sole o alla luna? Perché ti preoccupi di me? Se una rosa può fiorire senza ragione, perché io non posso dipingere? Mi piace dipingere, e questo è tutto...’.



*





lunedì 22 ottobre 2007 - ore 16:49


Ipocondria*
(categoria: " Pensieri ")


La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze, è il nome di una presunta affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati.

Tale disagio è spesso riscontrato a Firenze, dove il locale ospedale di Santa Maria Nuova è almeno una volta al mese luogo di ricovero di pazienti colpiti da disturbi psicologici acuti. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti malanni del viaggiatore.

Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal (vero nome Marie-Henri Beyle) che, essendo stato personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand tour del 1817, ne poté così dare una prima descrizione dettagliata che fu poi riportata nel libro "Napoli e Firenze: un viaggio da Milano a Reggio":

« Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »


E anche: ’La sindrome di Stendhal’, film di Dario Argento.




Bronzino, 1544-1545, Ritratto di Giovanni I de’ Medici con un cardellino, Uffizi



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sabato 20 ottobre 2007 - ore 15:12


Fatti non foste a viver come bruti
(categoria: " Viaggi ")



Frammenti di ricordi, intrisi di storia e bellezza... ma anche odore di cuoio, di Chianti, di mattoni quattrocenteschi e di marmi antichi.
Lascio istantanee di attimi e colori di forme perfette... polvere e smog posati sulle superfici, aria di cipressi dalle colline... sacre conversazioni e allegorie.


***

*



Dall’alto della cupola brunelleschiana:







Portale del Battistero, Lorenzo Ghiberti:




Piazza della Signoria e Loggia dei Lanzi:













Ponte Vecchio:






Santa Croce, tombe:








Il David alle Gallerie dell’Accademia:





Negozio artigianale di scarpe vicino a Santo Spirito (eh eh!):




Il magnifico Giardino di Boboli:














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lunedì 15 ottobre 2007 - ore 17:58


Dio solo sa se questa città ha alberi
(categoria: " Pensieri ")


"Chiara, non ci dici mai niente, non ci parli mai..." E di che dovrei parlare, quando ’Uomini e donne’ sembra più interessante di me?
E poi perchè bisogna dare un nome alle cose? Dare il nome alle cose rovina tutto. Si toglie ogni inganno, ogni mistero. Io non sono il nome.
E il sapore della libertà... ma cosa sto dicendo! L’essere liberi, liberi, anche solo per qualche giorno... Sento come l’odore dei fiori a primavera, vedo il rosso del sole, corro con il fiatone giù per la collina.

Dove nessuno mi chiama, dove nessuno ordina, dove nessuno mi vede.

***




***

**

*

Ultimo tango a Parigi



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domenica 14 ottobre 2007 - ore 14:57


Here commmes a deliveryyy
(categoria: " Musica e Canzoni ")


-Pete, dopo aver saputo che Kate Moss stava con un altro, tenta il suicidio nella clinica in cui si stava disintossicando, ingerendo un’intera confezione di non si sa been cosa; fortunatamente si fa beccare (che strano) e se la cava con una lavanda gastrica;

-Dopo il colpo subito, Doherty cerca di reagire, vendicandosi verso la Moss frequentando proprio una delle sue amiche, una certa Irina Lazareanu, modella anche lei e soprannominata la ’Moss canadese’ (gira e rigira sempre lì andiamo a finire!);

-Da circa due mesi non fa uso di droghe, e anzi, decide di mettere fine a tutte le sue cattive abitudini tenendo il 21 ottobre, un concerto in un locale dove si servono unicamente bevande analcoliche (ma ho letto bene?!);

-Il nuovo disco dei Babyshambles è parecchio bello... molto Kinks, Clash, Who, Jam, un po’ Smiths... insomma, si pesca a piene mani dalla tradizione musicale britannica (e che tradizione!), il tutto mescolato tramite lo stile inconfondibile di Doherty. Niente di nuovo, niente di innovativo, ma belle canzoni che scorrono velocemente e senza pensieri, un disco più legato e mogeneo del precedente, il quale seguiva la schizofrenia del Pete e le sconclusionate vicende sesso-droga-rock’n’roll (da come se ne è ben parlato e sparlato un po’ ovunque!).





Sono proprio due gocce d’acqua,eh.. (?!)


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sabato 13 ottobre 2007 - ore 15:16


B.ennale
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


Torno, ritorno, non torno.
Per ora sono qui.
Un’accozzaglia di immagini from Biennale 2007-Pensa-con-i-sensi-Senti-con-la-mente. Istantanee sia dei padiglioni dei giardini che dell’arsenale.
Perchè, alla Biennale si fa arte? Forse devo dare ragione al Gombrich... in realtà non esiste una cosa chiamata arte, ma esistono solo gli artisti .







"La funzione dell’arte è di rappresentare i sogni dell’uomo, quale supporto agli ideali di una società, oppure, quale loro contestazione."






"L’arte (quando è)allude sempre a ciò che esiste al di fuori o al di sopra della realtà sensibile che non può essere rappresentata come allegoria del trascendente."







"Ne consegue che, se l’arte corrisponde al sublime, non può essere insegnata."







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lunedì 1 ottobre 2007 - ore 15:52


*
(categoria: " Pensieri ")


Mi prendo una pausa. Lontana da tutto, da tutti, per focalizzarmi su ciò credo conti di più, mantenendo le priorità e cercando una linea da seguire. Ritornerò.

Nella piccola storia di questo blog, sarete ormai abituati agli alti e bassi della sottoscritta, alla schizofrenia generalizzata, ai colpi di testa e anche ai lunghi silenzi. Un blog dove ho parlato poco di me, cercando invece di raccontare quelle cose che hanno parlato molto a me.
La volontà di mantenermi nascosta, senza volto, senza immagini mie. Come se ciò che contasse di più fosse altro. Fosse altrove. Alla continua ricerca, nel bene e nel male, sbagliando, cadendo e rialzandomi. O rimanendo a terra inerme, molte volte.
Non intendo essere capita, perchè la confusione regna sovrana nella mia testa e questo intento risulterebbe troppo pretenzioso. Da molto tempo ho rinunciato a dare spiegazioni, a dare importanza a quello che si dice di me, e anche a quello che non si dice. Sto imparando ad accettare tutto , nella speranza di raggiungere una specie di non più apparente felicità. Credo che le teorie di Osho mi stiano entrando dentro. Probabilmente sono una portatrice sana, ma non lo so ancora. Come ho detto, stato di totale confusione.



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martedì 25 settembre 2007 - ore 11:34


Peggio di noi, non si può stare, credimi
(categoria: " Pensieri ")


Tutto sembra come un attimo sospeso nel tempo, sembra come un quadro, un’istantanea del momento. Sopra di noi la spiaggia, e mille colori. La casa diroccata, l’edera rampicante, le scale in disuso. Stradine strette, poi il vuoto, poi il mondo. Alla galleria una tela. Una bambina malata, in un letto, bianca e magrissima. Lo sguardo ti cattura e ti trasmette la vita, quella poca che è rimasta. Mi viene in mente un quadro di Munch, terribilmete simile. Nessuna speranza, odore di morte, di claustrofobia.

Ci avviamo verso il teatro Eleonora Duse. Alla bettola c’era questo suo ritratto, un disegno: essenziale, delicato, poco colorato. Non sembrava una bella donna, ma aveva quel fascino per cui inspiegabilmente non si riesce a non guardarla.
Sembro altrove, dislocata da ciò che mi circonda. E’ come se mi guardassi da fuori. Guardo la gente, lo scintillio delle pietre preziose delle borse, il pettinino fra i capelli. Ma in realtà vedo solo me.

Il teatro è già pieno, già buio, il film è in proiezione. ’Sembra come che tu non abbia la minima voglia di vivere’.
Fa male, molto.






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lunedì 24 settembre 2007 - ore 12:09


Per la cronaca
(categoria: " Cinema ")


Ogni inizia l’ Asolo film festival, che dura sei giorni... Festival molto bello, con chicche davvero interessanti.

Al pomeriggio proiezioni di film, cortometraggi di registi vari, mentre la sera vengono proiettati video in concorso. Il festival si svolge all’interno del centro storico di Asolo, tra il teatro Eleonora Duse e il caffè centrale, dove ci sono performance di vari artisti/intellettuali o come li volete chiamare, dove figura anche Enrico Ghezzi quello di Blob ,per capirsi.

Ci sono stata l’anno scorso e mi sono parecchio divertita... Ghezzi poi è fuori, troppo un grande, e avevo visto un documentario sui Pink Floyd davvero interessante. Tra i video in concorso, certe cose davvero orripilanti, ma altre degne di nota e molto ben fatte, con una certa vena poetica.


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domenica 23 settembre 2007 - ore 13:28


Inno alla bellezza
(categoria: " Poesia ")



"Bellezza, mostro enorme di spavento e ingenuità!
Cosa importa, in fondo, che tu venga dal cielo o dall’inferno?
Il tuo occhio, il tuo sorriso, il tuo piede aprono la porta
d’un Infinito che amo e non ho mai conosciuto.

Fata dagli occhi di velluto! Ritmo, profumo, raggio,
unica mia regina! Da Satana o da Dio, cosa importa?
Angelo o Sirena, cosa importa? Tu rendi
meno schifoso l’universo e meno pesante ogni momento."




Nell’impossibilità di espressione odierna, lascio parole di Baudelaire, che come nessun’altro, sa rappresentare certi miei pensieri.



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sabato 22 settembre 2007 - ore 15:32


1979
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Ritorniamo al 1979, i ragazzi veri non hanno mai il tempo,
vivono su un filo elettrico proprio sulla strada,
tu ed io ci dovremmo vedere,
un insetto d’estate che rimbalza come un ciottolo
contro i fanali che puntano verso l’alba,
eravamo convinti che non avremmo mai visto finire tutto questo
e non me ne frega niente di togliermi questi jeans con la cerniera,
noi non immaginiamo proprio dove riposeranno le nostre ossa,
credo che diventeranno polvere,
dimenticate e staranno sotto la terra
un misto di vuoto e di noia
loro non sono sicuri di quello che abbiamo dentro di noi
la città alla morfina che sta dormendo deve scendere a vedere
che non ce ne frega di quanto siamo svegli
e che sentiamo l’energia di questo posto dalle mille colpe
e dal cemento colato, compianti e sicuri
verso luci e città nascoste,
più veloci del suono,
più forte di quanto si pensasse di dover andare, più in basso del suono della speranza
Justine non ha mai capito come stanno le cose,
stava con i tipi strani e crudeli
non si dovevano cercare scuse, ti conosco così bene da non cadere nei tuoi inganni,
così che non ci importa di toglierci questi jeans con la cerniera
e non sappiamo proprio dove riposeranno le nostre ossa,
credo che diventeranno polvere
dimenticate e staranno sotto la terra
la strada si anima con l’insistenza del rumore
mentre come vedi non c’è nessuno in giro.








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