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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...

NON STO STUDIANDO.......MI GRATTO LE PALLE AL SOLE.

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.

MERAVIGLIE


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HABEMUS PAPAM!!!








LO AVRAI
CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ
A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITÀ
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIÚ DURO D’OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI S’ADUNARONO
PER DIGNITÀ NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI TROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA!!










"La civiltà dei consumi."










COME NEL BLOG DEL VITTO, ANCHE IN QUESTO SI SUPPORTA SEBASTIEN CHABAL, MA NON LA NAZIONALE FRANCESE DI RUGBY









-Il rugby è un gioco per gentiluomini di tutte le classi sociali, ma nn lo è per un cattivo sportivo, a qualsiasi classe appartenga.

-Il rugby è come l’amore. Devi dare prima di prendere. Quando hai la palla è come fare l’amore. Devi pensare al piacere dell’altro prima che al tuo.

-Il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da bestie. Il Rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini.



Il campione delle libertà"















lunedì 7 aprile 2008 - ore 21:23


Perchè non è il calcio.........
(categoria: " Sport ")











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giovedì 3 aprile 2008 - ore 11:30


Perchè sono GROSSI.......
(categoria: " Vita Quotidiana ")










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mercoledì 2 aprile 2008 - ore 13:18


un Cazzo è per sempre..........
(categoria: " Amore & Eros ")


Circa un mese fa mi trovavo a casa di amici.
Mi prende un’impellente cagata (di quelle liquide per intenderci) e mi fiondo nel cesso.
Mentre "bombardo" ruipetutamente Falluja a bassa quota, il mio sguardo si posa su una spugna appesa sopra la vasca da bagno:



.......è proprio vero un Cazzo è per sempre,.........anche come spugna con vibratore a 5 marce incorporato.



P.S: so per certo che il Vitto si venderebbe i genitori per avere na cosa del genere.


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lunedì 24 marzo 2008 - ore 22:30


La Federica dei record.....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gli europei di nuoto di Eindhoven si concludono con un stepitoso oro e record del mondo nei 400 sl di Federica Pellegrini.
Grandissima prestazione della nuotatrice italiana che nell’anno dei giochi olimpici lascia ben sperare.






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martedì 18 marzo 2008 - ore 15:19


Chi ga vinto???
(categoria: " Sport ")


Ehh si!!! Sto giro ga vintol’Italia!!!
Dopo Italia-Inghilterra di febbraio, sabato, insieme al Vitto, suo fratello e al Max, siamo tornati a Roma per vedere Italia-Scozia, ultima partita del sei nazioni.
Devo essere sincero e ammettere che era dalla finale mondiale di calcio che non mi divertivo così. Una cosa indescrivibile.
Come al solito un pò di foto:


.......beccato a tradimento


....anche questa volta gli ettolitri di birra non mancano


ore 10 della mattina,.......gli scozzesi cominciano farsi BEN presenti...


....un pò di Roma




...c’è euforia nell’aria.....


.....stadio Flaminio stracolmo, nazionali schierate,.....via con gli inni, trai quali il bellissimo Flower of Scotland, suonato da una banda scozzese


......da pelle d’oca!!!


.....il Vitto medita perplesso con il cappello della festa di San Patrizio, ereditato dagli scozzesi seduti davanti a noi,...........


.....gli scozzesi, appunto , seduti davanti a noi..........


....un minuto dalla fine, 20 a 20, l’Italia spinge con continue rack a 2 metri dalla linea di meta scozzese,.......gli scozzesi resistono,.......il Flaminio è una bolgia, tutti urlano come animali come se spingessero i giocatori azzurri....


....alla fine la meta non arriva, ma arriva un stupendo drop di Marcato che di fatto ci consegna la vittoria......delirio sugli spalti.......compresi gli onnipresenti bambini......


I "duri" della curva sud esultano......


....la nazionale viene a prendersi i meritati applausi sotto la curva sud


.....compreso Castrogiovanni che al posto delle spalle e schiena, ha un quarto di bue.........


....ma alla fine "Chi ga vinto?....

....a riguardo vorrei far notare che il nostro striscione è stato notato anche dalla stampa:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3719154&Data=2008-03-16&Pagina=19&Hilights=chi+ga+vinto%3F

....e infine eccoci qua all’uscita dallo stadio, stanchi, provati, senza voce, ma enormemente appagati e contenti per la bellissima esperienza vissuta.




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martedì 18 marzo 2008 - ore 11:49


La verità sul G8 di Genova.......
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io, l’infame della caserma
che ha denunciato quelle torture


Marco Poggi, infermiere penitenziario, era in servizio in quei tre giorni
Il racconto al pm e un libro sulla vicenda: "Quegli uomini dovevano essere sospesi"




MARCO Poggi, infermiere penitenziario, entrò in servizio a Bolzaneto alle 20 di venerdì 20 luglio 2001 e ci rimase fino alle 15, 15.30 di domenica 22 luglio. "Ho visto picchiare con violenza e ripetutamente i detenuti presenti con schiaffi, pugni, calci, testate contro il muro". "Picchiava la polizia di stato ma soprattutto il "gruppo operativo mobile" e il "nucleo traduzioni" della polizia penitenziaria. Ho visto trascinare un detenuto in bagno, da tre o quattro agenti della "penitenziaria". Gli dicevano: "Devi pisciare, vero?". Una volta arrivati nell’androne del bagno, ho sentito che lo sottoponevano a un vero e proprio linciaggio...".
Marco Poggi dice che sa che cos’è la violenza. "Ci sono cresciuto dentro. Ho "rubato" la terza elementare ai corsi serali delle 150 ore e sono andato infermiere in carcere per buscarmi il mio pezzo di pane. Per anni ho lavorato al carcere della Dozza a Bologna. Un posto mica da ridere. Tossici, ladri di galline, mafiosi, trans, stupratori. La violenza la respiravi come aria, ma quel che ho visto a Bolzaneto in quei giorni non l’avrei mai ritenuto possibile, prima. Alcuni detenuti non capivano come fare le flessioni di routine previste dalla perquisizione di primo ingresso in carcere. Meno capivano e più venivano picchiati a pugni e calci dagli agenti della polizia penitenziaria. Gli ufficiali, i sottufficiali guardavano, ridevano e non intervenivano. Ho visto il medico, vestito con tuta mimetica, anfibi, maglietta blu con stampato sopra il distintivo degli agenti della polizia penitenziaria, togliere un piercing dal naso di una ragazza che era in quel momento sottoposta a visita medica e intanto le diceva: "Sei una brigatista?"".

Marco Poggi è "l’infame di Bolzaneto". Così lo chiamavano alcuni agenti della "penitenziaria" e lui, in risposta, per provocazione, per orgoglio, per sfida, proprio in quel modo - Io, l’infame di Bolzaneto - ha voluto titolare il libro che raccoglie la sua testimonianza. Poggi è stato il primo - tra chi era dall’altra parte - a sentire il dovere di rompere il cerchio del silenzio. "Delle violenze nelle strade di Genova - dice - c’erano le immagini, le foto, i filmati. Tutto è avvenuto alla luce del sole. A Bolzaneto, no. Le violenze, le torture si sono consumate dietro le mura di una caserma, in uno spazio chiuso e protetto, in un ambiente che prometteva impunità. Solo chi l’ha visto, poteva raccontarlo. Solo chi c’era poteva confermare che il racconto di quei ragazzi vittime delle violenze era autentico. Io ero tra quelli. Che dovevo fare, allora? Dopo che sono tornato a casa da Genova, per giorni me ne sono stato zitto, anche con i miei. Io sono un pavido, dico sempre. Ma in quei giorni avevo come un dolore al petto, un sapore di amaro nella bocca quando ascoltavo il bla bla bla dei ministri, le menzogne, la noncuranza e infine le accuse contro quei ragazzi. Non ho studiato - l’ho detto - ma la mia famiglia mi ha insegnato il senso della giustizia. Non ho la fortuna di credere in Dio, ho la fortuna di credere in questa cosa - nella giustizia - e allora mi sono ripetuto che non potevo fare anch’io scena muta come stavano facendo tutti gli altri che erano con me, accanto a me e avevano visto che quel che io avevo visto. Ne ho parlato con i miei e loro mi hanno detto che dovevo fare ciò che credevo giusto perché mi sarebbero stati sempre accanto. E l’ho fatta, la cosa giusta. Interrogato dal magistrato, ho detto quel che avevo visto e non ci ho messo coraggio, come mi dicono ora esagerando. Non sono matto. Ci ho messo, credo, soltanto l’ossequio per lo stato, il rispetto per il mio lavoro e per gli agenti della polizia carceraria - e sono la stragrande maggioranza - che non menano le mani".

Marco Poggi ha pagato il prezzo della sua testimonianza. "Beh! - dice - un po’ sì, devo dirlo. Dopo la testimonianza, in carcere mi hanno consigliato - vivamente, per dire così - di lasciare il lavoro. Dicevano che quel posto per me non era più sicuro. Qualcuno si è divertito con la mia auto, rovinandomela. Qualche altro mi ha spedito la mia foto con su scritto: "Te la faremo pagare". Il medico con la mimetica e gli anfibi mi ha denunciato per calunnia. Ma il giudice ha archiviato la mia posizione e con il lavoro mi sono arrangiato con contratti part-time in case di riposo per anziani. Oggi, anche se molti continuano a preoccuparsi della mia integrità più di quanto faccia solitamente la mia famiglia, sono tornato a lavorare in carcere, allo psichiatrico di Castelfranco Emilia. Mi faccio 160 chilometri al giorno, ma va bene così. Sono tutti gentili con me, l’infame di Bolzaneto".

Dice Marco Poggi che "se i reati non ci sono - se la tortura non è ancora un reato - non è che te li puoi inventare". Dice che lui "lo sapeva fin dall’inizio che poi le condanne sarebbero state miti e magari cancellate con la prescrizione". Dice Poggi che però "quel che conta non è la vendetta. La vendetta è sempre oscena. Il direttore del carcere di Bologna Chirolli - una gran brava persona che mi ha insegnato molte cose sul mio lavoro - ci ripeteva sempre che lo Stato ha il dovere di punire e mai il diritto di vendicarsi. Mi sembra che sia una frase da tenere sempre a mente. Voglio dire che importanza ha che quelli di Bolzaneto, i picchiatori, non andranno in carcere? Non è che uno voglia vederli per forza in gabbia. La loro detenzione potrebbe apparire oggi soltanto una vendetta, mi pare. Quel che conta è che siano puniti e che la loro punizione sia monito per altri che, come loro, hanno la tentazione di abusare dell’autorità che hanno in quel luogo nascosto e chiuso che è il carcere, la questura, la caserma. Per come la penso io, la debolezza di questa storia non è nel carcere che quelli non faranno, ma nella sanzione amministrativa che non hanno ancora avuto e che non avranno mai. Che ci vuole a sospenderli da servizio? Non dico per molto. Per una settimana. Per segnare con un buco nero la loro carriera professionale. È questa la mia amarezza: vedere i De Gennaro, i Canterini, i Toccafondi al loro posto, spesso più prestigioso del passato, come se a Genova non fosse accaduto nulla. Io credo che bisogna espellere dal corpo sano i virus della malattia e ricordarsi che qualsiasi corpo si può ammalare se non è assistito con attenzione. Quella piccola minoranza di poliziotti, carabinieri, agenti di polizia penitenziaria, medici che è si abbandonata alle torture di Bolzaneto è il virus che minaccia il corpo sano. Sono i loro comportamenti che hanno creato e possono creare, se impuniti, sfiducia nelle istituzioni, diffidenza per lo Stato. Possono trasformare gli uomini in divisa - tutti, i moltissimi buoni e i pochissimi cattivi - in nemici del cittadino. Non ci vuole molto a comprendere - lo capisco anch’io e non ho studiato - che soltanto se si fa giustizia si potrà restituire alle vittime di Genova, ai giovani che vanno in strada per manifestare le loro idee, fiducia nella democrazia e non rancore e frustrazione. I giudici fanno il loro lavoro, ma devono fare i conti con quel che c’è scritto nei codici, con quel che viene fuori dai processi. Non parlo soltanto dei processi, è chiaro. Parlo della responsabilità della politica. Che cosa ha fatto la politica per sanare le ferite di Genova? Gianfranco Fini, che era al governo in quei giorni, disse che, se fossero emerse delle responsabilità, sarebbero state severamente punite. Perché non ne parla più, ora che quelle responsabilità sono alla luce del sole? Perché Luciano Violante si oppose alla commissione parlamentare d’inchiesta? Dopo sette anni questa pagina nera rischia di chiudersi con una notizia di cronaca che dà conto di una sentenza di condanna, peraltro inefficace, senza che la politica abbia fatto alcuno sforzo per riconciliare lo Stato e le istituzioni con i suoi giovani. Ecco quel che penso, e temo".


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giovedì 6 marzo 2008 - ore 23:35


Legge 194...
(categoria: " Vita Quotidiana ")











Oramai è provato che anche la Chiesa considera Ferrara un coglione.....



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giovedì 6 marzo 2008 - ore 23:29


Ricordi.....
(categoria: " Riflessioni ")







Certo che mi viene il magone a pensare che oggi politici del calibro di Pertini ce li sogniamo la notte.
Che poi è veramente paradossale rimpiangere la politica e i politici della prima Repubblica.........ma del resto quando ti trovi a dover scegliere tra Veltroni o Berlusconi, che dicono in sostanza la stessa cosa, sparando cifre e frasette ad effetto, non potrebbe essere altrimenti.


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giovedì 28 febbraio 2008 - ore 20:18


Forza Italiaaaaaaaa.......siamo tantissimiiiiiiii........
(categoria: " Vita Quotidiana ")











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martedì 26 febbraio 2008 - ore 00:13


Non si caga + come una volta....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ebbene si, al Liviano non si può + cagare come una volta!
Da qualche settimana stanno tirando a nuovo il palazzo (che tanto rimane comunque uno schifo) ripulendolo per benino. Sfiga vuole che hanno pulito anche le pareti dei cessi!
ROTTI IN CULO!! E ORA IO CHE CAZZO LEGGO MENTRE CAGO?
Si perchè non c’era cosa + bella e appagante, mentre lasci il tuo ricordo all’università, di frasi, ma che dico di perle, come queste:


















...ora tutto è finito!!! Anni e anni di accesi dibattiti tra una cagata e l’altra, son svaniti in pochi minuti. E’ proprio vero che a questo mondo non c’è + rispetto di niente e nessuno, neanche dei culi altrui.....

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