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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 13 gennaio 2006 - ore 06:27
VERRA’ UN GIORNO...
(categoria: " Pensieri ")
"Verrà un giorno in cui gli uomini saranno così stanchi degli uomini, che basterà parlare loro di Dio e li vedrai piangere" (L. Bloy)
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mercoledì 11 gennaio 2006 - ore 08:34
LA SCOMMESSA SU DIO DI PASCAL
(categoria: " Riflessioni ")
Sul mio blog, dove ho piena libertà di pensiero di libertà e di stampa, condivido con voi l’affascinante percorso di fede elaborato da Blaise Pascal.
Estremamente importante nella filosofia di Pascal risulta anche l’ argomento della scommessa su Dio , riguardante la sua esistenza . Non é importante dimostrare che Dio esista , ma é fondamentale dire se valga o no la pena puntare sull’ esistenza di Dio . Quando uno ha le carte in mano , non potrà mai sapere se vincerà o perderà , può solo sapere se ha un grado di probabilità di vittoria alto o basso e può sapere se vale la pena giocare con quelle carte o no . Magari in termini di probabilità non mi converrà giocare , tuttavia non é impossibile che io vinca ( anche se improbabile ) ; sono poi spinto a giocare dal fatto che il premio in palio é così grande che , se vinco , mi cambia la vita ; c’ é un rapporto infinito tra quello che possiedo e quello che posso possedere vincendo : é proprio questo che mi fa venir voglia di giocare .
Pascal fa una scommessa del genere puntando sull’ esistenza di Dio ; nella sua religione di derivazione giansenista e antigesuitica , é chiaro che scegliere Dio comporta una radicale rinuncia al mondo : ecco allora che Pascal sui piatti della bilancia mette da una parte Dio , dall’ altra il mondo . A lui , come detto , non interessa dimostrare l’ esistenza di Dio , che sa peraltro indimostrabile , come indimostrabile é l’ inesistenza di Dio . Ciascuno di noi , a seconda che creda o no , é capace a portare argomentazioni pro o contro Dio ; ma si tratta sempre solo di argomentazioni e non di prove conclusive. Pascal spiega che la fede é una scelta : ci si mette volontariamente in gioco , una scommessa dove ci si gioca tutto . Non possiamo dire se Dio esista o se non esista , come non possiamo neanche dire che sia più probabile che esista o che non esista , ma una cosa la possiamo dire con certezza : il rapporto tra le probabilità che esista e quelle che non esista sarà sempre un rapporto finito : non so ( nè posso sapere ) se sia di 5 a 50 , di 70 a 30 , di 1 a 99 , di 1 a un miliardo ; in assenza di una prova il rapporto é sempre finito Nella scommessa su Dio uno può puntare su Dio ( rinunciando al mondo ) o sul mondo ( rinunciando a Dio ) .
Esaminiamo entrambi i casi.
Punto sul mondo. Dio non esiste e vivo come se non esistesse , dandomi interamente al mondo e alla vita terrena . Se punto su Dio , invece , se vinco , vinco una realtà infinita , una felicità infinita ( la beatitudine ). Mettiamo il caso che Dio non esista ; io che ho puntato sulla sua esistenza ho perso , ma che cosa ? Perdo l’ infinito ( Dio ) e mi rimane il finito ( il mondo ) . Pascal gioca tutto sul fatto che il rapporto di probabilità tra esistenza e inesistenza di Dio é finito , mentre infinito é il rapporto tra Dio e mondo ( ossia tra le cose puntate ) . Conviene sempre puntare su Dio perchè se non esistesse avrei comunque sempre a mia disposizione il mondo finito ; ma se esistesse oltre al mondo finito , guadagnerei anche l’ infinito ( Dio ) . Chi non punta su Dio vince il mondo finito , ma se Dio esistesse , allora perderebbe l’ infinito . Qualche possibilità che Dio esista ci deve essere per forza , dice Pascal , ( anche solo una ) , altrimenti chi sostiene che Dio non esista dovrebbe essere in grado di dimostrare in modo razionale che non c’ é ( ma non é possibile ) . Quindi , magari le probabilità che Dio esista saranno bassissime , ma conviene puntare su di lui perchè quello che si vince , nel caso esista , ( e quello che si perde nel caso non si punti su di lui e lui esista ) é talmente grande ( infinito ) che vale la pena giocare , qualunque siano le probabilità di vincere .
Ricordiamoci che questa di Pascal é solo una prova : non mi dimostra nè che Dio esista nè che non esista , mi dice solo che vale la pena credere che esista .
Pascal scrive: " Poiché scegliere bisogna, vediamo ciò che vi interessa di meno. Voi avete due cose da perdere: il vero e il bene; e due cose da impegnare nel gioco: la vostra ragione e la vostra volontà, la vostra conoscenza e la vostra beatitudine; e la vostra natura ha due cose da fuggire: l’errore e la miseria. (...) Valutiamo questi due casi: se guadagnate, voi guadagnate tutto; se perdete, non perdete niente. Scommettete dunque che egli esiste, senza esitare ".
Sempre a riguardo della fede in Dio , vi é un altro curioso argomento elaborato da Pascal : egli immagina che un non credente gli si rivolga confessandogli di non riuscire a credere in Dio e , per questo , di vivere male la sua vita . Essere credenti , in fondo , é più facile perchè si ha una speranza in qualcosa e chi non crede , spesso , vive male il fatto stesso di non credere. Pascal consiglia al non credente di agire in tutto e per tutto come se credesse , quasi come se , abituando il corpo alla fede , anche l’ anima , un poco alla volta , si abituasse a credere . Agisci come se credessi e vedrai che la fede viene da sè : può essere così riassunta l’ argomentazione pascaliana . Si deve forzare la macchina corpo ad abituarsi alle cose di Chiesa ( messe , processioni e riti vari ) finchè anche l’ anima si adatterà e arriverà a credere . Dobbiamo fare la nostra scommessa puntando su Dio : se non c’ é non ci perdiamo nulla , ma se c’ é abbiamo solo da guadagnarci . Con l’ idea dell’ adeguarsi forzatamente alla fede , prima col corpo e poi con l’ anima , Pascal vuole dire che la fede ce l’ abbiamo tutti , basta trovarla : chi cerca la fede ( come il non credente ) in fondo già la possiede proprio perchè la sta cercando . Uno che non avesse l’ idea infinita di Dio in sè non si porrebbbe il problema della ricerca della fede . Quindi la fede in ultima istanza l’ abbiamo tutti , si tratta solo di cercarla , magari anche forzando . Il non credente si sente insoddisfatto proprio perchè non é ancora riuscito a trovare la sua fede . Quello che caratterizza l’ uomo é di essere un ente finito e di sapere di essere un ente finito : questo permette a Pascal di elaborare la teoria della miseria del genere umano , miseria che colpisce esclusivamente il genere umano : non ne sono affetti nè Dio nè gli altri esseri del creato . Viene spontaneo controbattere che ci sono esseri assai inferiori e quindi più sventurati dell’ uomo : ma essere miseri per Pascal implica non solo avere dei limiti , ma anche esserne coscienti : solo l’ uomo si rende conto della sua sofferenza e dei suoi limiti . Ha dei limiti , ma ha anche una sua grandezza : l’ uomo per Pascal é un mostro , un essere ibrido , incomprensibile , una realtà che non é semplice ma che é misera : é piccolo perchè é debole ed é grande perchè sa di essere debole . La più famosa metafora elaborata da Pascal per delineare la condizione dell’ uomo é quella del giunco pensante in balìa del vento : l’ uomo é una pianta debole soggetta alle intemperie : proprio come un giunco può essere facilmente sradicato e ucciso : il vento ( e in generale l’ universo che lo attacca ) é estremamente più potente di lui , ma lui ha un vantaggio : é pensante . L’ universo che lo schiaccia senza neanche accorgersene é più forte fisicamente , ma proprio perchè non si accorge di cosa fa ( non ha coscienza ) é infinitamente più debole rispetto al giunco sul piano della coscienza : il giunco pensante fisicamente é debole , ma in ambito di coscienza é fortissimo perchè ha coscienza di essere schiacciato e distrutto dal vento ( l’ universo ) , che manco si accorge di ciò che fa .
Ecco come esprime Pascal questo concetto: " L’uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante. Non c’è bisogno che tutto l’universo s’armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d’acqua basta a ucciderlo. Ma, anche se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe ancor più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità dell’universo su di lui; l’universo invece non ne sa niente. Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. E’ con questo che dobbiamo nobilitarci e non già con lo spazio e il tempo che potremmo riempire. Studiamoci dunque di pensare bene: questo è il principio della morale " (fr. 347).
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sabato 7 gennaio 2006 - ore 12:11
I CALCOLI ASTRUSI DI ZOROASTRO E I COMPASSI GELIDI DEI CALDEI
(categoria: " Riflessioni ")
"E’ la pazzia che dirige l’andare di questi uomini! Solo una stella come guida: “Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finchè giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino” (Mt2,9). Pensateci. Questi vegliardi, sul limitare estremo della loro vita, hanno firmato un baratto: hanno barattato settant’anni di filosofie e di abitudini con l’ingenuità e il rischio di questo viaggio insensato. Hanno compromesso la rendita dei loro forzieri con questa dilapidazione nell’ignoto, la dignità e l’ossequio delle loro aule disturbate di inchini con questa sgambata ridicola sulla groppa di un dromedario. Ma era la gioia che faceva la differenza: “Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia” (Mt 2,10)
Entra ne "Il confessionale di don Spritz" e rifletti anche tu sul mistero dell’Epifania del Signore!
Se lasci il tuo commento, arrichisci della tua fede chi t’incrocia nel sito!
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venerdì 6 gennaio 2006 - ore 11:35
BUON ANNO 2006!
(categoria: " Pensieri ")
"Se ascolti il tuo mondo, ti stupisci del fatto che Gandhi il lunedì non aprisse bocca. Neppure gli impegni politici riuscivano a fargli trascurare la preghiera e il silenzio. Durante tutta la cerimonia d’apertura della Tavola Rotonda, convocata a Roma per discutere i problemi dell’India, se ne rimase avvolto nei suoi miseri cenci, muto come una sfinge. Era lunedì e per nessun motivo avrebbe infranto il suo giorno di silenzio. Di Platone , uno dei più grandi pensatori di tutti i tempi, si dice che consumasse più olio nella lampada alla luce della quale di notte studiava e scriveva, che vino nella coppa. Napoleone cominciava a lavorare alle quattro. Balzac , scrittore francese, si metteva a tavolino verso l’una di notte e continuava fino a mezzogiorno. Gabriele d’Annunzio prendeva la penna in mano alle tre del mattino. Anche Gesù Cristo sceglieva la notte come la miglior sorella per lavorare e pensare.
Perché tutti lo stesso stile, tutti lo stesso modo? Solo nel silenzio risplende qualcosa. Dove tutto è fracasso non si parla, ma si chiacchiera; non s’inventa, ma si ripete."
Se vuoi lasciare il tuo commento alla mia riflessione...visita "Il Confessionale di don Spritz".
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martedì 20 dicembre 2005 - ore 22:41
L’ANTI-MODELLA PER ECCELLENZA
(categoria: " Riflessioni ")
"Perché For Men Magazine sborsa soldi per togliere i vestiti a Magda Gomez e Francesca Lodo e non sceglie una vecchietta seduta per terra che ricama per stampare il suo calendario? Costerebbe meno… Perché Max firma contratti principeschi a Giorgia Palmas, ex velina di Striscia la notizia, e ad Elena Santarelli, la bella dell’Isola dei Famosi, e non immortala le mani di una mamma bianche di Dash? Perché Maxim chiede ad una modella siberiana di ritoccarsi il volto per posare e non fa scattare il flash sulla bellezza acqua e sapone di una ragazza naturale? Perché Controcampo spoglia Elisabetta Gregoraci, la ballerina del programma di Teo Mammucari, e non immortala il volto di una giovane suora di clausura?
Spogliarsi per rimanere celebri dodici mesi… o coprirsi di semplicità per camminare nelle passerelle della storia. E’ la sfida pubblicitaria siglata da Dio che da due millenni non sostituisce più le sue foto: quella ragazza buca ancora lo schermo nel mondo della bellezza planetaria. Perché snaturarla?"
Ad un passo dal Natale... l’incantevole figura di Maria di Nazareth. Un modello unico di dignità, eleganza e bellezza. Se vuoi intervenire... entra nel confessionale e lascia il tuo commento!
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giovedì 15 dicembre 2005 - ore 20:32
TI RACCONTO IL MIO NATALE...
(categoria: " Riflessioni ")
"Dio ebbe un sogno. Sognò la creazione. E la realizzò. Creò il cielo e la terra, i fiori e le erbe, gli alberi e i boschi, i monti e le colline, i fiumi e il mare, i pesci e gli uccelli, gli insetti e i mammiferi. Ma al suo sogno mancava qualcosa. Allora sognò l’uomo, e lo creò a sua immagine e somiglianza. Maschio e femmina lo creò. Ma l’uomo sporcò l’immagine che Dio s’era fatto di lui. Si allontanò da Dio e si separò dalla propria origine. Non visse davanti a Dio ma si nascose ai suoi occhi. Chiuse le porte del proprio cuore e non permise più a Dio di entrarci.
S’incamminò per sentieri sbagliati e si perse nella foresta delle proprie bugie.
Allora Dio rifece il suo sogno. Sognò come effettivamente aveva concepito l’uomo. E attuò il proprio sogno inventando un nuovo inizio. Chiamò suo Figlio e lo fece scendere sulla terra e diventare uomo. Voleva dimostrare agli uomini come essi potevano essere se fossero vissuti uniti a Dio."
Carissimo spritzino/a perchè non raccontarci che sfumature avrà il nostro Natale "puntata 2005"?
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giovedì 8 dicembre 2005 - ore 09:33
LINCANTESIMO DI UNA RAGNATELA
(categoria: " Riflessioni ")
Perchè se t’imbatti in una ragnatela tu provi fastidio? Hai mai pensato che quel filo tessuto dal ragno è millequattrocento volte più sottile di un tuo capello? Perchè non ti stupisci guardando un fiocco di neve ? Lì dentro son nascosti mezzo milione di cristalli l’uno diverso dall’altro. Un cocomero , poi? Cosa c’entra? Quel seme può estrarre dal suolo l’equivalente di duecentomila volte il proprio peso. Ti sembra poco? Perchè, cara ragazza, non ricoosci la genialità del tuo naso ? Meravigliati: lì dentro se ne stanno raggomitolati 120 milioni di cellule specializzate a riconoscere quattromila odori. Perchè non provi vomito di fronte ad un mondo che sistema un bambino nella spazzatura? In quei tre chili e trecento grammi di carne umana è racchiuso più mistero di tutte le comete e di tutti i miliardi di stelle.
Attenzione... perchè non sempre ciò che è piccolo è insignificante! A Nazareth ha fatto storia la scommessa giocata e vinta puntando su una ragazza senza curriculum.
Se vuoi lasciare un commento alla riflessione sulla Parola di Dio di questo giorno, entra ne "Il confessionale di don Spritz".
Buona giornata!
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mercoledì 7 dicembre 2005 - ore 11:20
IO E GIO: SIAMO GIA IN DUE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tra mille polemiche assurde e riflessioni insipide nei contenuti... la testimonianza di un ragazzo che la domenica sera, appoggiato ad un banco in fondo alla chiesa, entra nel "laboratorio" della sua fede e si mette in gioco.
Sei grande Gio! Gesù di Nazareth non è un Dio da dimostrare, ma un Dio da testimoniare .
La tua faccia da mona - come dici te - unita alla mia - identica alla tua - sono già due voci nella cattedrale della giovinezza!
"ciao don..t scrivo qua xkè tanto d persona nn c riuscirei mai..ankio sembro un mona ma sotto sotto,ma molto sotto,posso essere una persona seria...è x questo ke in kiesa m vedi sempre solo là in fondo..ma in quellora scarsa in cui me ne sto lì,appoggiato ad un tavolo io nn sn solo..io sn con Lui..e attraverso d te,attraverso la messa,il vangelo e la tua predica io parlo cn Lui..t volevo solo ringraziare,xkè ascoltarti in kiesa m trasmette delle emozioni fortissime,ke m permettono d andare avanti..e a volte d sostenere le persone ke m vogliono bene.grazie don,dopo una lunga attesa m hai fatto VERAMENTE riscoprire la fede e nn potrai mai immaginare quanto questo valga x me.e adesso torno a fare il mona...il tuo amico giò.sempre a disposizione."
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mercoledì 7 dicembre 2005 - ore 10:50
IL GESU’ DI LUCA CARBONI
(categoria: " Pensieri ")
"Nel momento in cui hai conosciuto Gesù Cristo, non puoi non tenerne conto, in qualunque scelta, qualunque passo ti prepari a compiere.
Posso definirmi cristiani in rapporto alla volontà che ho di esserlo e per il fatto che nella mia ignoranza di uomo sento che il messaggio di Cristo è il più grande, il più profondo, il più rivoluzionario e anche il più bello che abbia ricevuto nella vita e che sento come verità.
E questo messaggio è vivo dentro di me, mi confonde, mi invita alla riflessione, a una rivoluzione continua, mi fa vivere contraddizioni e inquietudini. A volte mi dà pace, a volte mi spaventa.
Sento profondamente questa presenza di Dio, mi confronto con Lui, scappo ,ritorno, lo dimentico, lo risento...
Vale la pena spendere la vita per seguire la verità di Cristo"
(Luca Carboni, cantautore)
Questo voce raccolta dal mondo della musica è testimonianza che quando uno fa esperienza di Gesù Cristo non può tacere.
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giovedì 1 dicembre 2005 - ore 13:15
"NESSUNO TOCCHI PINOCCHIO!"
(categoria: " Accadde Domani ")
Al sorgere del primo sole, in un freddo mattino d’inizio dicembre, nello studio 6 di Canale Italia... domani - venerdì 2 dicembre 2005, nascerà una nuova rubrica settimanale dal titolo:
"Nessuno tocchi Pinocchio!"
Rubrica ideata, condotta e curata da don Marco Pozza (don Spritz), sarà una riflessione - provocazione sulla Parola di Dio della domenica. Sposando lo stile di Canale Italia, una parte della puntata aprirà le telefonate da casa nell’intento di costruire un "forum" sulla nostra fede.
Da parte mia, una grazie riconoscente per la fiducia, la stima e l’affetto dimostratomi dal Signor Lucio Garbo , dal mitico conduttore di "Notizie oggi" Vito Monaco e dal mio amico Marino Finozzi che mi ha fatto conoscere e mi ha presentato a Canale Italia!
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