The Business
"Drinking and driving"
Half past 5 I’m in the pub
Six O’clock it’s home for grub
Eight O’clock I’m back to the bar
Sod the walk I’ll take the car
Knock it back
Have another one
Drinking and driving is so much fun
In the motor off you go
Not too fast and not too slow
Keep your head and keep your cool
Must avoid that rightful pull
As you meander down the road
Don’t forget your highway code
See the spot and take your pick
Out of the car to be sick!
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martedì 25 gennaio 2005 - ore 09:11
Another Education
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Venerdì sera come previsto sono andato all'Eyes Club a vedere gli Stato Bardo come li chiamo io o lo Statobardo come da mail di informazioni ricevuta tramite la mailing list di questo sito. Ero curioso di vederli perchè Beppe, o Lobo come si chiama all'interno del gruppo, lo conosco da qualche anno e ne avevamo parlato ripetutamente del suo gruppo. Quindi la curiosità era grande anche perchè recentemente, il 31 dicembre avevano suonato di spalla ai Linea 77 alla Gabbia, quindi, insomma, il loro nome se lo sono fatto in questi anni di gavetta.
Cominciamo col dire che il giudizio è molto positivo. Per gli amanti del genere dei Linea 77 loro sono un must, un gruppo da non perdere. Bel suono curato nei minimi particolari, buona coesione, molto curati gli arrangiamenti e la parte ritmica di batteria e basso. Chitarra solista assente come praticamente sempre nel genere di riferimento. Ottima presenza scenica con il bassista e il chitarrista che schizzano da una parte all'altra del palco (ma alla fine ne pagheranno il prezzo rompendo una corda del proprio strumento ciascuno). Hanno davvero un'ottima capacità di tenere il palco che non si traduce in minuti angoscianti di proclami o discorsi senza senso (...) ma che punta tutto sulla musica, lasciando il pubblico senza fiato e senza possibilità di rifiatare tra un pezzo e l'altro. In una canzone mi hanno ricordato il sound angosciante dei Korn.
Unico neo per il sottoscritto: come già sperimentato con i Linea 77, veri capostipiti del genere, per almeno un anno non potrò più vedere un loro concerto perchè la prima volta mi prendono bene e dal secondo ascolto l'interesse va via via scemando. Quindi, cari Stato Bardo o caro Statobardo, per un bel po' di tempo le nostre strade non si incroceranno.
Altro piccolo neo: il cantante, Lobo, a volte sembra più Andre The Giant che un cantante di un gruppo Nu-metal. Molto goffo nei movimenti. La voce però è davvero molto potente e fa dimenticare immediatamente questo piccolissimo dettaglio.
Se non li avete ancora visti lasciatevi consigliare di non perderli la prossima volta! Anche perchè ormai è davvero difficile trovare concerti del genere in locali a un prezzo proletario di Euro 3! Vero signori della Gabbia - Radio Sherwood veri paladini del socialismo e del proletariato??! Già mi immagino il prezzo del biglietto di sabato alla Gabbia: 15 Euro!
Ma non apriamo altre parentesi che è meglio...
Alla prossima recensione!
STAY TUNED FOR MORE ROCK'N'ROLL
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mercoledì 19 gennaio 2005 - ore 18:13
Festaaaaaaaaaa!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
CI vediamo tutti allo Station questo sabato. Devo ancora decidere se festeggio il mio compleanno (24 gennaio) lì o la settimana dopo da qualche altra parte. Oppure non lo festeggio proprio e pace all'anima di tutti. Rest in Peace. O Rust in Peace alla Megadeth... Venerdì Statobardo all'Eyes, non ho mai visto Beppe in azione. Ma poi BH, il batterista, sarebbe Bac...?
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venerdì 14 gennaio 2005 - ore 09:31
Glam Rock
(categoria: " Riflessioni ")
Ho scoperto di odiare il Glam rock. O meglio: ne ho avuto la conferma! Magari non tutto il Glam, quello espresso dai gruppi patavini almeno sì. Sono andato alla Gabbia sabato scorso perchè tanto qui non c'era un emerito cazzo da fare a vedere questi 3 gruppi: Lady's Bloody Day, Al Capone Ride e Pink Lizard attirato addirittura da un articolo su "Il Mattino di Padova" di venerdì dove si tessevano le lodi dei Pink Lizard, band che ricorda con il suo hard rock i Guns'n'Roses degli anni '80. "Va beh" ho detto "andiamo!" Anzi, "'ndemo!"
Cominciano i Lady's Bloody Day (pensavo fosse un rifacimento di Sunday Bloody Sunday degli U2, grazie alla cantante ho capito che significa MESTRUAZIONE) che suonavano prima di me nella sala prove-tugurio Groovy. Per l'occasione erano tutti abbigliati all'ultima moda punk con pantaloni in pelle e qualche articolo molto glam (punti in meno subito perchè non puoi vestirti così solo quando fa comodo a te, in sala prove mai visti neppure in versione punk...). Buone idee e carina la musica, niente da dire. Inorridivamo tutti alla fine di ogni canzone quando la cantante sparava delle cagate mostruose pur di dire qualcosa. W le mestruazioni, w le istruzioni delle creme che tutti leggono seduti nel cesso quando non trovano niente di meglio da fare ecc ecc... Tutti speravamo potesse cadergli qualche pezzo degli striminziti vestiti che aveva addosso, ma purtroppo tutto ha resistito. Giudizio positivo cmq.
Al Capone Ride già visti al Pachuca, mi piacciono per l'innovatività, magari a volte come ha detto il mio fido chitarrista "massa casin, no se capisse un casso". 2 bassi distorti, 1 voce e batteria, nient'altro. Finiscono il concerto con Whole Lotta Rosie degli AC/DC e Fire di Jimi Hendrix... Molto gordi. Scherzavamo molto su uno dei 2 bassisti, si parlava fosse uno che lavorava da Tessari, quelli che parcheggiano gli autoscontri a fine corsa stando seduto sopra i sedili e tenendosi attaccato al palo elettrico sul retro, con la chiavetta fluorescente... Giudizio ancora più positivo. Andate a vederli se vi capita, ben pesanti.
Pink Lizard: cominciamo dal batterista, una specie di ritrovato di indiano Apache o Sioux che prima del concerto si aggirava insistentemente dalle parti del palco per tenere sotto controllo la propria batteria in giacca. Secondo lui era elegante ma avrebbe dovuto comprarsela della sua taglia almeno... Poi si è trasformato in super glam a torso nudo. Chitarrista che pesava 20 chili bagnato con tanto di canotta STP da vero benzinaio americano. Somigliava molto ad Eddie Van Halen... Il cantante lasciamolo perdere che è meglio... Allora: hanno rotto i coglioni praticamente dalla prima canzone. Si è creato il vuoto nella pista davanti al palco, tutti al bar yeeeaaaaaaaaahhhhhh! Alla 5 o 6 canzone il cantante si è azzardato ad annunciare che volevano 4 birre sul palco. Gli sono arrivate 4 bottigliette di acqua dallo staff ah ah ah! Lui ne ha presa una in mano e lanciata in pista. Chiaramente io l'ho presa e rilanciata verso di lui un poderoso calcio... Attenzione: fanno la cover dei Ramones "I don't wanna grow up" dai che forse si raddrizzano un po'! Niente da fare, non hanno azzeccato una nota, ci hanno aggiunto un assolo che non c'entrava un cazzo. L'unico che si è emozionato è stato un punk di Padova, amico di Sica sicuramente, (mi sa tale Checco boh) talmente fatto che riusciva solo ad agitare le braccia e che si sarebbe emozionato anche se mentre suonavano la IX° di Beethoven avessero detto che erano i Ramones... Il tripudio quando hanno annunciato che era l'ultima canzone! Giuro, mai visto niente del genere. Il cantante: "Questa è la nostra ultima canzone..." Dal retro si è sentito un applauso lungo 3 minuti accompagnato da fischi, salti di gioia, scorregge e qualsiasi rumore il pubblico riuscisse a produrre. E questi hanno fatto 2 o 3 album prodotti da qualche etichetta? E questi sono quelli che finiscono nei giornali? E che razza di articolo che c'era... Così va il mondo della musica in Italia...
Stasera Marky Ramone, io non ci sarò purtroppo perchè mi tocca andare ad un compleanno. Per questo finisco questo post dicendo: biiiiiip biiiiiiiip!
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mercoledì 29 dicembre 2004 - ore 10:30
Punk '77
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Dico solo una cosa: sabato 29 gennaio 2005 alla Gabbia di Bassano suonano U.K. Subs e Vibrators...
L'8 gennaio invece suonano i Lady's Bloody Day con cui condividevo col mio ex gruppo la sala prove... Mi chiedo come abbiano fatto ad arrivare fino lì... Alla fin fine la Gabbia rappresenta un certo traguardo per gruppi che fanno un certo genere di musica... Mah... Magari sono anche bravi...
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martedì 21 dicembre 2004 - ore 11:00
IL MIO BLOG
(categoria: " Pensieri ")
Carissimi e rarissimi affezionati di questo blog decadente, decaduto, mai sorto e quant'altro. Vi sarete accorti che negli ultimi mesi le mie presenze sono diventate via via sempre più sporadiche e purtroppo il fatto è che al lavoro non ho più tempo per connettermi, e a casa va anche peggio visto che qualcuno si è inserito nel mio account internet e lo ha usato a suo piacimento facendo levitare la bolletta telefonica... Perciò al momento anche a casa sono fermo.
Quindi essendo brevi e senza tante lacrime: beh, non so se ci sentiremo ancora a breve. Ecco, l'ho detto... Insomma, sì dai, sto blog fa schifo, diciamocelo, non ho tempo di crearne uno carino come vorrei e non posso andare avanti così. Manco le foto di Dublino sono riuscito ad inserire... Che schiappa...
Poi c'è un altro motivo che mi porta a tutto ciò, ma questi sono solo affaroni miei!
Ci sentiremo prima o poi, nei verdi Campi Elisi magari, o nel Valhalla...
Ciauuuuuuuuuuuuuuuuu!
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lunedì 13 dicembre 2004 - ore 09:36
The Adicts
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Joker in the Pack
Oh my boots they shine
And my bowler looks fine
Take some time and care
Take a look at my hair
We hit the dance hall
So smart and so chic
I make them laught a lot
I make them accept me
Secrets are spoken
Plans are drawn in the dust
With a gay bravado
I'm taken into their trust
Oh my boots they shine
And my bowler looks fine
But don't confide in my smile
Because jokers are wild
Viva La Revolution
Into the Dungeon with evil men
The people have risen we're free again
Come out of the closet
Come out of the hole
Come out of the woodwork
Come into the fold
Rebels and fighters, a license to kill
Unite with the bandits down from the hills
Open your windows
Open your doors
Open your minds
To a freedom of thought
Viva la revolution
Raise our voices, raise our flag
Smash the symbols of the life we've had
Long live the symbols
Long live the scheme
Long live our hopes
Long live the dream
Dance in the streets at the carnival
Celebrate the victory now
Drink the wine from the rich man's cask
This revolution won't be the last
Viva la revolution
Chinese Takeaway
Went to the fish shop
Went to the chip shop
Went to the burger shop
Didn't have a long stop
Went to these places
Didn't like their faces
No Television
No Competition
I Want A Chinese Takeaway
Now I'm in the right shop
To stop my hunger
Can't make my mind up
I'll just pick a number
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martedì 7 dicembre 2004 - ore 17:30
Ospiti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
FOTTUTI OSPITI!
FUCKING HOSTS!
Non ho altro da dire, mi pare già abbastanza.
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lunedì 29 novembre 2004 - ore 11:09
THE SMALL FACES - Lazy Sunday
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Nelle domeniche buie e tempestose, nelle domeniche fredde e pungenti, nebbiose e piovose, nelle domeniche dove l'hangover (postumi da sbornia) è martellante, perfino in quelle calde e soleggiate, primaverili o estive, esiste solo una canzone a farla da padrona: Lazy Sunday degli Small Faces, il gruppo più famoso ed acclamato dalla prima vera ondata mods o modernists per esteso. Beccatevi il testo e se riuscite scaricatevela da Internet. Attenzione a non confonderla con il movimento hippy... A loro non piacerebbe molto la similitudine... We are the mods, we are the mods, we are, we are, we are the mods!
Per questa musica ed altra del genere '60s - '70s - 80's british rock sappiate che giovedì sera alle 22:00 presso il Sinner's Pub in via Vicenza a Padova (vicino Corso Milano) suoneranno i Supernova, cover band degli Oasis più DJ che farà girare dischi soul, northern soul, mods ecc ecc... Ingresso gratuito.
THE SMALL FACES – Lazy Sunday
A wouldn't it be nice to get on with me neighbours
But they make it very clear
They've got no room for ravers
They stop me from groovin', they bang on me wall
They doing me crust in, it's no good at all - ah
Lazy Sunday afternoon
I've got no mind to worry
I close my eyes and drift away-a
Here we all are sittin' in a rainbow
Gor blimey hello Mrs. Jones
How's old Bert's lumbago? He mustn't grumble
Tweedle dee bite
I'll sing you a song with no words and no tune
Tweedle dee bite
To sing in your party while you souse at the moon - oh yeah
Lazy Sunday afternoon-a - tweedle dee bite - tweedle dee bite - tweedle dee bite
I've got no mind to worry - yeah - I've got no mind to worry
Close my eyes and drift away-a
Root-de-doo-de-doo, a-root-de-doot-de doy di
A-root-de doot de dum, a-ree-de-dee-de-doo dee - doo doo ....
There's no one to hear me, there's nothing to say
And no one can stop me from feeling this way - yeah
Lazy Sunday afternoon
I've got no mind to worry
Close my eyes and drift away
Lazy Sunday afternoon
I've got no mind to worry
Close my eyes and drift a-
Close my mind and drift away
Close my eyes and drift away
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martedì 23 novembre 2004 - ore 17:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ed ora... TA-TAAAA! Qualche foto della settimana a Dublino come richiesto!


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lunedì 22 novembre 2004 - ore 10:47
Problemi al concerto dei Los Fastidios ed Atarassia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ecoinformazioni
sabato 16 ottobre 2004
21242 (SOCIETÀ/VIOLENZA/LIPOMO)
La sera di giovedì 14 ottobre, al Milonga, un locale di Lipomo che da alcune settimane ospita una rassegna con band locali ed internazionali di vari stili punk, si è rischiato il peggio. La provocazione di una decina di skinhead fascisti ha rischiato di trasformare il concerto in una violenta rissa.
La musica al Milonga di Lipomo era iniziata alle 22.30, alla presenza di circa duecento persone, nella stragrande maggioranza giovani e giovanissimi, con gli Atarassia Grop, notissimo gruppo del comasco, attivo in Italia ed all’estero, con alle spalle numerosi CD e vincitore di un premio nazionale di Amnesty International di canzoni per la Pace.
Intorno alle 23.30 partono i Blister Head, gruppo svedese, con il loro divertente show a base di country-punk.
Verso la una salgono sul palco Los Fastidios, gruppo skinhead di Verona caratterizzato da testi su temi politici quali l’antifascismo, Cuba, Chiapas, ecc., che da più di dieci anni gira l’Italia e l’Europa con centinaia di concerti, in particolare nel circuito dei centri sociali.
Prima che iniziasse il concerto era nel frattempo arrivato un gruppo di skinhead di opposta tendenza che si era piazzato a lato del palco. Dopo alcuni slogan antifascisti lanciati, com’è solito fare, dal cantante dei Los fastidios, e l’esecuzione di alcune canzoni, alla una e venti iniziano le provocazioni, prima ai danni di un chitarrista e poi, nell’interruzione del concerto, con il tentativo di assalire il palco e di provocare lo scontro con gli altri spettatori che avevano nel frattempo iniziato a fischiare e, qualcuno, a cadere nella provocazione e scambiarsi le prime ingiurie urlate e a spintonarsi. Un paio di nerboruti buttafuori del locale e qualche volenteroso cercavano di dividere i contendenti e di aprire una trattativa, ma qua e là si riaccendeva sempre qualche focolaio. Quando i fascisti, faticosamente condotti all’esterno del locale, si allontanavano lanciando ingiurie contro chi non è di “razza bianca” e facendo il saluto nazista con il braccio levato, sono arrivate parecchie auto della polizia. Il concerto finalmente riprendeva mentre gli skinhead provocatori sostavano all’esterno del locale, circondati e guardati a vista dagli agenti. Nonostante questo, ogni tanto qualcuno di loro riusciva ugualmente ad entrare e ritentare la provocazione, ma veniva tosto riaccompagnato all’uscita da altri agenti che stazionavano all’interno.
Passate le due, il concerto terminava e i fascisti se ne andavano, non senza lanciare minacce l a destra e a manca e promesse di ritornare a liberare il locale, il “loro” locale (alcuni di loro lo frequentano abitualmente) «dai comunisti e dai negri». I ragazzi ed i musicisti rientravano anch’essi alle loro case con molta tensione nell’animo ed il desiderio di capire.
Quella decina di skinhead fascisti sono ben conosciuti dalla Polizia e non hanno avuto bisogno d’identificarli: hanno già dato diversi problemi durante scontri allo stadio Sinigagliadi Como e molti di loro sono diffidati dall’assistere alle partite. Provengono dalla provincia di Como, in particolare dalla zona dell’Olgiatese, e sono tra i sospettati della violenta aggressione a due studenti avvenuta proprio in quella zona alla vigilia dell’ultimo 25 aprile.
Per chiudere una nota lieve: qualcuno al Milonga, discutendo dell'accaduto, faceva un paragone con gli anni settanta. Qualcun altro negava ogni legame, rilevando la completa diversità della situazione e dei soggetti. In una cosa, sicuramente non c’è alcun riferimento agli anni settanta, ed il look. Allora, anche visivamente, gli uni e gli altri erano molto differenti. Oggi, invece, si fronteggiano skinheads di destra e di sinistra che sono assolutamente identici, dal taglio dei capelli a tutto il resto. Eppure, le idee, sono così diverse… [A. T. per ecoinformazioni]
Gonfiarli no?
by LE mie parti Tuesday, Oct. 19, 2004 at 1:11 PM
Mah...secondo me li dovevate gonfiare di botte..dalle mie parti si fa così.. saludos
Maledetto Pacifismo!
by Red Skin S.h.a.r.p. Friday, Oct. 22, 2004 at 10:16 PM
Davvero bravi compagni miei ! un gruppo di fasci viene a rompere il cazzo e voi cosa fate??? li fate mandare fuori?? Mi meraviglio dei los fastidios e mi vergogno dell atteggiamento quasi di costretto pacifismo dei compagni. Al paese mio dovrebbero solo essere presi a legnate e mandati a calci in culo a casa! Basto co sto cazzo di pacifismo di merda e vediamo di nn riempirci piu la bocca con l azione diretta ke molti nn usano! ANTIFASCISMO MILITANTE! SKINHEADS ONLY ANTIFASCIST! OI! RED SKIN S.H.A.R.P.
si certo come no
by si certo come no Saturday, Oct. 23, 2004 at 2:10 AM
dai sharpredantifa
prenditi un 20 gocce di lexotan o fatti una sega vedrai che la repressione ti passa subito.
voi sharp non avete mai fatto un cazzo di niente,parlate di antifascismo e di skinheads:ma io vi chiedo,quando a via de amicis noi con gli skins nel 1992 facevamo a coltellate,voi skins anti razzisti dove eravate??
ve lo dico io,non esistevate nemmeno.
voi avete preso spunto dalla violenza e dallo stile aggressivo degli skins e lo avete deformato dicendo che lo skin e'antirazzista e antifascista quando tutti sanno che perfino nel 1969 lo skin pestava i pachistani e omossessuali e studenti di sinistra e che non aveva nessuna cazzo di influenza giamaicana se non la musica(lo skin,e spero lo sai,non deriva come tutti dicono dai rude boys,ma e'ben si'una degenerazione dell'hardmodismo).
ma cosa te lo dico a fare,avrai dieci anni,pieno di brufoli e sarai represso a casa a farti le pippe sui los fastidios,quelli si veri compagni,gente che ha delegato l'antifascismo agli sbirri.
complimenti.
Antifascismo sempre
teste rapate=nazi al muro
La realtà dei fatti
by Decenza Thursday, Nov. 04, 2004 at 9:21 PM
Purtroppo la realtà dei fatti qui esposta è un po' differente.
No so se questo AT ci fosse al concerto di qui sopra, ma per la precisione le cose sono andate in maniera un po' differente.
1 - Gli 8 pericolosissimi nazi sono stati scortati fuori da 10 volanti della polizia e NON SONO stati allontanati ne dai pochi SHARP presenti, ne dai buttafuori, ne da nessun altro.
Mentre questo succedeva le setesse persone che prima erano zitte e con gli occhi terrorizzati hanno inizato a fare cori antifascisti, a fare gestacci, ecc ecc.
2 - I Los Fastidios hanno evitato gli sguardi dei tre "provocatori" sotto al palco.
3 - C'era tanta gente quella sera, molta di questa sembrava avere toppe e toppine SHARP e cantava a
squarciagola i motti antifascisti sia durante ATARASSIA che LOS FAS. Mi chiedo perchè non abbiano fatto nulla per fermare le provocazioni.
Una volta andato via il gruppetto di rasati (8 e ripeto 8 + un paio di tipe) l'atmosfera di disagio è stata non
indifferente...
E poi non ci si lamenti se alle manifestazione non va nessuno.
Pensare prima di parlare.
AT ripeto, ma a che concerto sei stato??? Di Milonga ce ne è solo uno, forse c'era una succursale da un'altra parte dove suonavano gruppi omonimi?
Mettersi la mano sul cuore prima di fare i revisionisti.
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