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lunedì 20 febbraio 2006
ore 22:53 (categoria:
"Vita Quotidiana")
lequilibrio di due atleti sui pattini mentre danzano sul ghiaccio è qualche cosa che non si può descrivere... ma la Carmen ballata sulla lamina di ferro è una straordinaria emozione... i fiori cadono sullarena come al termine di una corrida... corrida di fuoco come gli occhi bellissimi di Tatiana Navka straordinariamente brava
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domenica 12 febbraio 2006
ore 22:59 (categoria:
"Vita Quotidiana")
fine del sogno scudetto... la Juventus vince a san siro e lascia al palo la nostra Inter... peccato perchè comunque sia il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Ma nello sport contano i punti e i punti dicono purtroppo Juventus.. non verrò a dire che Emerson e Chiellini avrebbero dovuto prendere una doccia calda un pò prima del tempo... non dirò che il secondo gol è chiaramente viziato da una posizione di fuorigioco e il fallo su Nedved non esisteva... non dirò nppure che abbiamo preso un palo al novantesimo. Abbiamo perso, anche se mi sarebbe piaciuto essere nel sottopassaggio dello spogliatoio a dare una mano a Stankovic..
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martedì 7 febbraio 2006
ore 09:20 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ieri sera era il compleanno della mia ex... in serata le ho mandato un sms... risposta zero!!
non capirò mai perchè una deve diventare così stronza. il dolore non è averla persa è chiedermi se lho mai avuta.
infine però mi sono detto che è meglio così
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lunedì 6 febbraio 2006
ore 20:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Per giungere dove non sei devi passare per dove non sei Per giungere a possedere tutto non voler possedere niente Per giungere ad essere tutto non voler essere niente
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sabato 4 febbraio 2006
ore 13:22 (categoria:
"Vita Quotidiana")
prendo due minuti perchè da quando ho letto la risposta al mio post da parte di gitana lho un pò sul gozzo. Io intendo, forse a torto ma io ci credo, che figli e matrimonio non siano argomenti su cui attaccarsi in maniera facile. Sono impegni che si prendono non solo con i diretti interessati ma anche con la sfera dei conscenti, famigliari, amici e parenti di quelle persone. Io credo, e ne sono convinto, che se una persona decidere di chiedere in moglie o viceversa in marito, unaltra persona lo deve fare nella miglior onestà intellettuale. non lo si fa con leggerezza e tantomeno con il vecchio discorsetto" vediamo come va...". La famiglia resta e resterà sempre il nucleo fondamentale di ogni società umana a prescindere dalla razza, cultura religione o stato sociale. Chi mette in dubbio il concetto di famiglia mette in dubbio lumanità intera, perchè su questo concetto lumanità stessa si è sempre basata. Leggendo il tuo post cara gitana ho capito il perchè di tanta acidità. Se vuoi giustificare la tua scelta, ovvero quella di avere un rapporto con una persona che si è già promessa ad unaltra e che con questa ha un figlio, dimostri solo sciocca presunzione e poca lucidità dovuta sicuramente al momento e sicuramente anche alla tua giovane età. Ma comunque credimi che se una persona è "come si deve", deve prendersi carico, se ritiene di esseresi sbagliato, delle proprie responsabilità. Dovrebbe, e parlo della persona che mi riguarda, anadare da suo marito aprire il sacco e pagarne le conseguenze. E farne pagare, se occorre, a quello che in questo momento risulta un errore. Ovvero sua figlia. Perchè un figlio non è una cosa che si fa con leggerezza ma con la coscienza di una nuova vita. Un figlio non si fa per errore e nemmeno con la persona che si ritiene un errore. Se Quella pensa di venire a trombare in villa Littoria e poi andare a casa da suo marito, tanto perchè così è più facile, sui sbaglia di grosso. La verità è cara gitana che troppe volte vogliamo vedere solo quello che ci interessa e non le cose vere. Poniti nella situazione opposta e chiditi cosa potresti pensare nel caso fossi moglie (ed anche madre)di uno che torna a casa di tanto in tanto dopo aver trombato in giro.
il matrimonio è una cosa seria ed è appunto per questo che in vita mia, nonosatnte la mia tormentata vita sentimentale, non mi sono mai sentito in grado di affrontarlo. Il non volersi sentire soli non è una scusante valida per chiudere gli occhi sulla verità.
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mercoledì 1 febbraio 2006
ore 13:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
quanto dovrò vivere ancora nel tuo ricordo?
Quando senti dire che io non so più vivere, che non so più perdere, che ora penso solo a me, fai così - non crederci. Forse ho perso la mia idea, presa e poi buttata via. Non ho vinto ma non so come fare a dirmelo. Come stai? Che cosa vuoi? Forse tu sai chi siamo noi. Un rumore vale un silenzio, una frase priva di senso. Quello che resta - mi gira intorno. Viene a cercarmi - ed ogni giorno cambia il suo nome ma la sua faccia so qual è. Quello che resta - non è una scelta. Quello che basta - solo una volta cambia il suo nome ma ogni volta so cosè. E se non mi troverai tieni quello che già sai e continua a credere che non so più vivere.
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lunedì 30 gennaio 2006
ore 23:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
alla mia peggiore amica
giocherò le mie carte ancora una volta amica mia e rimarrò a vedere coshai nella tua via e quante volte risuscirari a barare quante volte riuscirò a scappare quante volte mi mentirai sapendo che so che menti sapendo che ormai mi senti quante volte mi sorprendi? e quante volte non ti arrendi! ma stavolta gioco anchio lascia andare .... ho già vinto io.
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giovedì 26 gennaio 2006
ore 20:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
e quando dobbiamo farcene carico dobbiamo anche prendere la responsabilità di essere coerenti con noi stessi. Quando guardiamo una donna od un uomo negli occhi e su questi ci specchiamo cercando di trovare noi stessi lo dobbiamo fare con la massima onestà che abbiamo. Quando troviamo una persona, la scegliamo tra tutte e ci crogioliamo su questo desiderio per vogliamo chiamare amore, lo dobbiamo fare consapevoli del fatto che chi ci sta di fronte si aspetta da noi le reciproche cose. E non importa che questo sia il seme oppure il giardiniere del nostro giardino. Limportante è che siamo disposti a riceverne le radici per non poterle più reciderle. Comunque sarà il nostro cammino sappiamo che quello che abbiamo coltivato è per sempre nel nostro destino.
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lunedì 23 gennaio 2006
ore 22:44 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Cos’è la cosa più importante della nostra esistenza? È l’amore E’ questo sentimento che a volte siamo costretti nostro malgrado a tenere nascosto, a compromettere per salvare il nostro ego che ci fa essere uomini. Questa forza interiore che ci lega comunque per sempre ad una persona e che ci tiene sospesi verso di lei per l’eternità. Questa goccia che bagna piano la roccia che abbiamo attorno al cuore e piano, piano di poco alla volta la scalfisce senza che noi possiamo farci niente… e prima la scalfisce, poi piano la penetra e poi la rompe. E la nostra resistenza che è il nostro castigo finisce per arrendersi, e quella goccia che prima bagnava la nostra superficie, che volevamo ermetica, poi entra nelle nostre viscere, inumidisce il nostro cuore che è la nostra terra e la rende fertile perché chi ci ama e ci rende felici possa coltivare il nostro amore. A volte, quando ci viene negato o nascosto il contatto con le persone che più amiamo ci sembra di non poter più vivere. Ci sembra che il nostro orizzonte si fermi a due metri da ciò che possiamo vedere e non ci accorgiamo che l’amore che prima avevamo così coltivato, preparato ed aspettato continua a crescere dentro di noi. Ci sembra che la vita finisca nel momento in cui il giardino che avevamo preparato ci viene negato. Eppure quei fiori, senza che noi ci accorgiamo diventano frutti e a loro volta quei frutti danno nuovi semi. E’ così per ogni volta che si parla di amore. Questa incredibile forza, che ci da uno dei doni più preziosi concessi all’uomo. La fede che vuol dire anche speranza. La fede nella persona che ci è di fronte, alla quale diamo la nostra vita in mano affinché la coltivi e la trasformi. Quando un uomo ed una donna si promettono amore, inevitabilmente confondi due destini. Le radici di una vanno inevitabilmente confuse con quelle dell’altro. Se ne prende in mano il destino e se ne deve fare carico.
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lunedì 23 gennaio 2006
ore 12:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Un relazione con una donna sposata con una figlia… quale è la differenza? La differenza sostanziale è che lei non è libera. Tradisce un’impegno che ha preso con un altro uomo. Che non è un impegno superficiale. E’ una promessa, presa davanti a tutti, presa anche davanti a Dio nel suo caso. E’ un fatto importante e determinante. Perché una persona che non è capace di mantenere i suoi impegni dovrebbe interessarsi a me? Valgo veramente così poco? Ho veramente come massimo obbiettivo della mia esistenza farmi qualche rombata con una che scappa di casa lasciando la figlia chi sa da quale parte per venire in villa Littoria? Con una che non ha nemmeno il coraggio di guardare in faccia il proprio marito per dirgli che non lo ama più. Che vergogna!! Che miseria.. Sarò anche un po’ retrò ma gli impegni si chiamano così perché tali sono e devono essere. Quanto poco vale questa donna? Quanto vigliacca deve essere? E soprattutto io devo essere SOLO questo? Un rimpiazzo?
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