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mercoledì 27 settembre 2006
ore 17:34
(categoria: "Vita Quotidiana")






Je so’ pazz’
Oh je so’ pazz’
Nun c’ sscassat’ ò cazz’!





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martedì 26 settembre 2006
ore 13:42
(categoria: "Vita Quotidiana")



CON L’AUTUNNO SI RIPARLA DI ALTA CAPACITA’ E CI SI PREPARA AD UN ALTRO INVERNO DI LOTTA




Strane giornate, giornalisticamente parlando. Nessun giornale, nelle sue pagine nazionali parla delle indagini sul TAV in valsusa (carotaggi "pilotati" e falsi verbali di occupazione dei terreni di Venaus). Invece danno tutti grande spazio, parlandone anche con toni entusiasti, alla manifestazione a favore del ponte del 22 settembre. Ben 10.000 persone presenti. Ammettendo che il numero sia esatto e visto che da settimane si cerca di tirare in ballo i "siciliani all’estero" poichè sarebbero favorevoli, direi un bel flop. Eppure è riportato ovunque e le rassegne stampa di camera e MinInfrastrutture riportano gli articoli che parlano con toni entusiasti di "manifestazione di popolo" "trasversale" etc etc...
Vien da chiedersi come mai ai 20.000 contrari al tav in valsusa del 2003, ai 30.000 di giugno 2005, agli stessi contrari al ponte (20.000) tutto questo spazio non sia stato dato.
Sarà mica che i giornali "attaccano l’asino dove vuole il padrone"?



QUESTO SIGNORE CON LA FASCIA DA
SINDACO E LA FACCIA DA TERRORISTA



CIRCONDATO DAI PLAY MOBIL
E’ MIO COGNATO






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martedì 26 settembre 2006
ore 11:25
(categoria: "Vita Quotidiana")








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lunedì 25 settembre 2006
ore 14:49
(categoria: "Vita Quotidiana")






Non starò più a cercare
parole che non trovo
per dirti cose vecchie
con il vestito nuovo
per raccontarti il vuoto
che al solito ho di dentro
e partorire il topo
vivendo sui ricordi
giocando coi miei giorni, col
tempo.
O forse vuoi che dica
che ho i capelli più corti
o che "per le mie navi son quasi chiusi i porti"
io parlo sempre tanto
ma non ho ancora fedi
non voglio menar vanto
di me o della mia vita
costretta come dita dei piedi.
Queste cose le sai
perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno
dei medesimi mali
perchè siam tutti soli
ed è nostro destino
tentare goffi voli
d’azione o di parola
volando come vola il tacchino.
Non posso farci niente e tu puoi fare meno
sono vecchio d’orgoglio
mi commuove il tuo seno
e di questa parola
io quasi mi vergogno
ma c’è una vita sola
non ne sprechiamo niente
in tributi alla gente, o al sogno.
Le sere sono uguali
ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi
dell’energia dispersa
a ricercare visi
che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi
buoni ad ogni evenienza
inseguendo la scienza, o il
peccato.
Tutto questo lo sai
e sai dove comincia
la grazia o il tendio morte
del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali
siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali
siamo vigliacchi e fieri
saggi
falsi
sinceri,
coglioni.
Ma dove te ne andrai
ma dove sei già andata
ti dono, se vorrai
questa noia già usata
tienila in mia memoria
ma non è un capitale
ti accorgerai da sola
nemmeno dopo tanto
che la noia di un altro... non
vale.
D’altra parte lo vedi
scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa
pago le mie illusioni
fingo d’aver capito
che vivere è incontrarsi
aver sonno, appetito
far dei figli, mangiare
bere, leggere, amare, grattarsi.




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lunedì 25 settembre 2006
ore 12:40
(categoria: "Vita Quotidiana")


OROSCOPO DEGLI INSETTI
RAGNO





Nati dal 13 ottobre al 7 novembre

Qualità: diplomazia e ordine
Difetti: permalosità
Stagione: autunno
Pianeta zodiacale: Nettuno
Colore: violetto
Habitat: Ogni tipo





Carta d’identità

Il mondo del ragno è fatto di sensazioni tattili raccolte attraverso le particolari setole presenti sulle zampe. Il ragno usa cacciare le sue prede costruendo con la saliva le ragnatele, che sono delle vere e proprie opere d’arte, i loro fili formano una complessa struttura a forma di rete composta da raggi e spirali adatti alla cattura. Oltre alla caccia, la ragnatela serve all’insetto per spostarsi e per proteggere le uova.

Modulo comportamentale

Crescendo i ragni sono soggetti alle mute, che sono momenti molto delicati in quanto, prima di ogni cambio di pelle, l’animale rimane in posizione supina rendendosi vulnerabile agli attacchi di altri predatori; spesso oltre che a cambiarla, il ragno la pelle ce la rimette proprio.

Personalità

Il tipo ragno è cauto nel giudicare, tollerare e ragionevole. Promuove la solidarietà umana ed è dotato di una grande forza interiore che applica in tutte le sue azioni. Buon ascoltatore, egli trova sempre le parole adatte in ogni situazione elargendo consigli adeguati. La persona ragno, di gusto classico, è molto curata nel vestire; in amore non si concede mai completamente al partner, mantiene sempre una porta aperta per cui uscire se il rapporto prende una piega negativa.

Simbologia

Il ragno tesse giorno per giorno la trama dell’esistenza e rappresenta il destino dell’uomo

Modo di affrontare la vita

Il tipo ragno affronta la vita con estrema cautela e precisione.

L’uomo ragno ha una personalità molto complessa che segue regole precise. Sul lavoro è l’impiegato diligente e preciso che ama collaborare in equipe.


La donna ragno è eccessivamente disponibile verso gli altri, questo atteggiamento, a volte, la spinge a compiere scelte sbagliate. La sua forza è la dolcezza


E TU CHE INSETTO SEI?


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sabato 23 settembre 2006
ore 13:49
(categoria: "Vita Quotidiana")





Serata a base di

CIAMPAGN...

sento le campane DIN DON DAN


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venerdì 22 settembre 2006
ore 13:50
(categoria: "Vita Quotidiana")





Percorso della Terra (della Strega Tradizionale, l’Erbana, la Guaritrice):
quando seguiamo questo percorso, che, per molti di noi, si colloca all’inizio della nostra esperienza , dobbiamo cercare di ancorarci alla terra: cercare di capire come tutto ciò che ci circonda possa essere impregnato di sacro, imparare a radicarci e rigenerarci delle energie della madre Terra, imparare le tecniche di concentrazione e visualizzazione, dedicarci alla conoscenza delle erbe e alla produzione di incensi, nonchè della preparazione delle carte astrologiche.
Dobbiamo imparare quale sia la virtù dell’eterno: la pazienza.
Dobbiamo imparare a essere lenti!

Percorso dell’Acqua (del Sacerdote /Sacerdotessa):
l’acqua è il luogo di incubazione per eccellenza, il luogo della pace della meditazione e del sogno: in questa fase dobbiamo trovare i momenti per meditare, non per leggere! Addestriamoci a diventare come l’acqua calma, addestriamoci nelle tecniche di veggenza, e abituiamoci a scrivere le cose importanti che vengono a galla nelle meditazioni, nei sogni. In questa fase ci trasformiamo diventando più sensibili verso di noi e verso gli altri, per cui più empatici.
Questa nuova sensibilità può metterci al servizio dei bisogni degli altri con lettura dei tarocchi, o con sviluppo di metodi di guarigione, o capacità di capire problematiche e la chiave della loro risoluzione. In questo stadio, lavoriamo sui rituali da soli, prendendoci tutto il tempo che vogliamo per creare il nostro spazio sacro, il cerchio, per meditare e per stare con gli Dei. Usiamo il cerchio come un confortante Utero ove possano nascere nuove idee. Questo periodo tende a risvegliare la creatività latente che è in noi.

Percorso del Fuoco (del Mago/Maga):
è il momento dell’esaltazione creativa, è il momento di Brigith e Lugh, il momento di Imbolc, quando la luce sorge dall’oscurità e porta creatività. Il fuoco lancia l’energia creativa e la trasforma
nella concretizzazione della visualizzazione: il fuoco è il potere che trasforma.
Questa trasformazione coinvolge anche noi stessi: spesso tale trasformazione non è un momento semplice, ma un momento di prova, di difficoltà, poichè è col dolore si arriva al potere!

Percorso dell’Aria (dell’Insegnante):
L’aria contiene il potere della comunicazione: dopo che abbiamo superato la nostra prova, arriva forte la nostra voce. In questa fase, dopo la conoscenza dei precedenti percorsi, scopriamo la
nostra visione individuale, arriviamo alla visione completa della Nostra TRadizione! In questa fase dobbiamo prendere il ruolo di insegnante: questo è lo stadio in cui gli Individui, Creano il loro
Coven. E’ il momento giusto per cominciare di nuovo, poichè mentre insegnamo la nostra tradizione ci rendiamo meglio conto di cosa E’ e ricominciamo anche noi ad imparare, imparando dai nostri stessi allievi. E in questo viaggio a spirale torniamo alla Terra.

Percorso dello Spirito:
questo elemento misterioso è sia fuori della creazione materiale, sia dentro: nel cerchio sta al centro tipicamente, ove i quattro elementi sono equilibrati, al posto dell’altare e del calderone. E come il calderone è simbolo di trasformazione, la wicca è la magia che libera lo spirito divino che è in ognuno di noi per proiettarlo al di fuori. Ed anche il mondo esterno potrà venir cambiato. Nel cambiare noi, cambieremo anche la società.





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venerdì 22 settembre 2006
ore 10:16
(categoria: "Vita Quotidiana")



Tempo di Equinozio: finisce l’estate, inizia l’autunno
Il 22 settembre è arrivato l’Equinozio, un momento particolare. L’Estate lascia il passo all’Autunno, e questo non è solo un momento dell’anno, ma qualcosa di più importante. È anche una dimensione della vita di ogni essere vivente, che si muove lungo le proprie stagioni dalla primavera, attraverso l’estate, per giungere all’autunno, e infine all’inverno.
Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell’eterno ciclo delle rinascite. Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino, la scintilla di Luce è sempre dentro di noi…
Gli Antichi celebravano in modo particolare questi momenti dell’Eterna Trasformazione e anche noi, se riusciamo a trovare un momento di raccoglimento per soffermaci su di essi, possiamo imparare qualcosa dalla parte più profonda della nostra Anima.

La tradizione druidica di Alban Elfed
Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno viene chiamato Alban Elfed (Autunno, o «Elued», Luce dell’Acqua).
Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio.
Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l’inverno sarà di nuovo tra di noi.
L’equilibrio è più intenso in questo momento piuttosto che nel fermento e nell’agitazione della primavera, e questa data autunnale è spesso la più tranquilla tra le feste.

Tempo di raccolto e di doni
Ecco un esempio di cerimonia druidica per l’Equinozio d’Autunno.
«Il raccolto è completato; è un momento d’accettazione di tutto ciò che abbiamo e di ciò che ci manca, un momento di riflessione su ciò che abbiamo realizzato.
È forte l’elemento Acqua, il flusso e riflusso delle maree, mentre noi ci mettiamo nell’ovest del nostro cerchio sacro, cercando di capire i misteri dell’equilibrio.
È il momento per scambiarsi doni di abbondanza e forza, il momento in cui i partecipanti portano al rito offerte e regali per gli altri e per gli Dei.
Nella cerimonia [e per chi non è un druido, anche semplicemente nei nostri pensieri di tutti i giorni rendiamo grazie per i frutti della terra e per la bontà della Dea Madre. Così il ciclo si completa e ritorniamo di nuovo al tempo di Samhuinn.
Alban Elued è posto a Occidente, quando l’energia si avvia ad essere piuttosto favorevole al raccoglimento, al tranquillo raccolto delle esperienze dell’estate.
In molti Boschi è consueto benedire e condividere cibi e bevande in tutti i riti festivi. Spesso si tratta di una grande pagnotta rotonda, fatta in casa, e di idromele (oppure sidro, vino o birra) fatto passare in un cerchio dentro un corno per bere.
Dopo aver reso grazie alla Dea del territorio e al signore della luce, dopo aver riconosciuto l’alchimia che trasforma il grano in pane e il nettare dei fiori in idromele, la congregazione invocherà la benedizione del pane e del corno.
Il primo pezzo di pane, il primo sorso di idromele sono restituiti al suolo, alla Madre Terra, agli spiriti del luogo, e se indicato per il rito se ne consegnano altri agli antenati attraverso le fiamme del fuoco.
Se il Bosco non celebra questo banchetto a ogni rito, quasi sempre lo farà all’Equinozio d’Autunno.»


Equinozio d’autunno ~ Vivere la ruota dell’anno
Alban Elfed rappresenta un momento di riflessione e contemplazione, di ringraziamento per i frutti della terra e per le esperienze maturate nel corso dell’anno.
Da solo, o con pochi amici, tenta di trovare una sera nella quale rispettare e onorare questo momento.
Dovresti predisporre un mandala (cerchio magico – ndr) di grano e di semi, usando questa attività come tempo di meditazione, ringraziando e riflettendo su tutto ciò che è stato e su tutto quello che sarà.
Dovresti decorare il tuo cerchio, o un tavolo al centro, con foglie, grano, noci, mele e uva; magari utilizzando un simbolico banchetto di frutta scca, noci e vino.
Oppure: durante lo svolgimento della meditazione puoi trovare un modo unico e individuale per celebrare, quello che senti giusto per te in quel momento per celebrare l’equinozio.
Se non hai programmato una cerimonia vera e propria (oppure, se vuoi aggiungere altri dettagli alla tua cerimonia), ti suggeriamo alcune cose che puoi fare per sintonizzarti con l’energia del momento.

Associazioni ad Alban Elfed: Equilibrio, Conseguimento, Acqua, Blu, Oro, Idromele, Vino
Prepara da te vino o idromele. Prepara marmellata, gin alla frutta, torte di frutta.
Pesati. Inizia a redigere un quaderno spirituale, o un diario nel quale registrare le tue esperienze… e i pensieri e le ispirazioni che possono venirtene.
Inizia a scrivere la tua autobiografia.
Danza o medita in movimento.
Nella Danza del Cervo per onorare il Dio Cornuto (Cernunnos) e i luoghi selvatici, si appendono le loro immagini. Medita su come gli animali si stanno preparando per l’inverno. Indossa corni, o usa le tue mani per imitarli, mentre danzi in loro onore.
Nella Danza dell’Albero d’Autunno si va in una foresta molto fitta dove gli alberi sono tutti vicini. Si percepiscono le loro forme, i loro raggruppamenti – giovani, vecchi, secchi e morti – e si fluisce insieme a loro. Lascia che la comunità degli alberi ispiri la tua danza tra loro.

22 settembre in astronomia : il tempo della Luce dell’Autunno
22 settembre 2004, alle ore 16.31, è tempo di Equinozio: finisce l’estate e inizia l’autunno. Dopo 6 mesi il Sole viene a trovarsi nuovamente sul piano dell’equatore terrestre e il circolo d’illuminazione passa per i poli.
In questo giorno il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutto la terra.
L’equinozio, oltre che dalla durata del giorno e della notte, può essere riconosciuto con una semplicissima esperienza di gnomonica: osservate l’ombra di un chiodo infisso su un muro esposto al Sole. Il vertice dell’ombra, durante ogni giorno dell’anno, disegna una curva che, agli equinozi, diventa una retta. Questa retta e almeno le due curve giornaliere dei solstizi sono generalmente presenti su i quadranti degli orologi solari.



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giovedì 21 settembre 2006
ore 11:49
(categoria: "Vita Quotidiana")





IO AMO QUEST’UOMO











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martedì 19 settembre 2006
ore 13:41
(categoria: "Vita Quotidiana")



Sarà questa la risposta??




LA CIVETTA.

Il termine latino Strix indica sia la civetta che la strega; questa sinergia di significati è sicuramente importante al fine di capire quanto questo animale sia intimamente legato alla Stregoneria, alla sua storia e alle pratiche che la contraddistinguono.

I romani, particolarmente attenti alla civetta, pensavano che il suo verso annunciasse la morte e quando casualmente una di loro entrava in un edificio la gente si precipitava fuori impaurita; allo scopo di distruggere ogni influenza negativa il luogo veniva purificato con acqua e zolfo.

Questo tipo di reazioni non appartenevano soltanto al popolo romano, simili scene erano diffuse in quasi tutto il mondo antico, complice anche lo strano aspetto della civetta stessa: grandi occhi, faccia appuntita, aspetto vagamente umano, oltre che la sua caratteristica di piombare all’improvviso e di notte sulla propria preda. L’associazione vera e propria della civetta con la Stregoneria prende piede nell’Europa medioevale e risulta essere particolarmente diffusa nell’Inghilterra elisabettiana.



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