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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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martedì 24 gennaio 2006
ore 12:03 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il Cavaliere e lultima trincea di MASSIMO GIANNINI
SI AVVICINA lepilogo della temeraria avventura berlusconiana. E in un misto di arditismo e di dannunzianesimo, il Cavaliere lancia la sua ultima sfida. La più estrema, la più dissoluta. La lancia contro luomo che, in questa legislatura vissuta pericolosamente, ha saputo arginare con la sua popolarità indiscussa il discutibile populismo del premier. La lancia contro listituzione che, con una sapiente strategia di contenimento, è riuscita ad attenuare le spallate del "monarca repubblicano" di Arcore. Con la sua minaccia sul possibile rinvio a maggio della data delle elezioni, Berlusconi sfida a viso aperto il capo dello Stato. Ciampi, il garante della Costituzione e il simbolo dellunità nazionale. Il "presidente di tutti", del quale si sono fidati i due Poli e nel quale si riconoscono gli italiani.
Dunque, a poche settimane da un voto colpevolmente declinato come "scontro di civiltà", il capo del governo porta lattacco al cuore delle istituzioni. Un conflitto di questa portata non ha precedenti. Non solo in questo tormentato quinquennio, ma nellintero arco della storia italiana del dopoguerra. In un crescendo di falsità e di forzature, il premier pretende che il suo governo, e il Parlamento in cui domina la maggioranza che lo sostiene, sopravvivano a se stessi. A dispetto dellinconcludenza degli organismi e dellintelligenza delle persone. "Ormai le riunioni del Consiglio dei ministri - confessa uno dei membri più autorevoli dellesecutivo - sembrano sedute spiritiche...".
Ancora una settimana. Meglio ancora due. Quella del presidente del Consiglio è una pretesa inaccettabile, perché basata sul tradimento di un patto e politico e istituzionale.
Era stato lui stesso, alla conferenza di fine danno, ad annunciare ufficialmente che la data di scioglimento delle Camere era fissata al 29 gennaio. Era stato lui stesso, nellincontro al Quirinale di domenica sera, a garantire al capo dello Stato che "la data delle elezioni non è in discussione". È stato lui stesso, ieri mattina ai microfoni di Radio 24, a ripetere che il governo "mantiene la data del voto al 9 aprile". Poi, in serata, mentre era già in corso la riunione dei capigruppo della Camera e Casini si accingeva a salire sul Colle, è partito laffondo. O slitta al 15 febbraio lo scioglimento delle Camere, o slitta a maggio la data delle elezioni. Un finto revolver puntato alla tempia degli alleati. Un vero ricatto recapitato sulla scrivania di Ciampi.
È una pretesa irresponsabile, perché basata sulla politica ad personam che contraddistingue lintera parabola berlusconiana. Nella visione disperata del Cavaliere, due settimane in più di durata in carica del Parlamento significano due settimane in meno di vigenza dellodiata par condicio. Cioè di quella "legge liberticida" senza la quale - come sta avvenendo in queste giornate surreali - il premier può mandare quotidianamente in onda il suo Truman show, dagli studi di Biscardi e Bonolis ai microfoni di Isoradio e Radioanchio. Sa che questa offensiva mediatica non produce effetti sul piano dei consensi. Non lo schioda nei sondaggi. Ma è "larte" che gli è sempre piaciuta di più, e che gli riesce meglio. Da uomo di governo ha fatto lunico errore che da uomo di azienda non avrebbe mai commesso: ha provato a spacciare gli obiettivi per risultati. Ha fallito. E dunque la manipolazione radiotelevisiva è ormai anche lunica arma che ha a disposizione. Se non per sovvertire il risultato elettorale, quanto meno per ridurne il danno.
Ma nella visione distorta del Cavaliere, due settimane in più di durata in carica del Parlamento significano anche la possibilità di imporre al potere legislativo e a quello giudiziario lultimo colpo di spugna sui suoi guai processuali. Con altri quindici giorni a disposizione, diventa possibile ripresentare il provvedimento sullinappellabilità delle sentenze, che proprio il Quirinale gli ha appena respinto per "palese incostituzionalità". Diventa possibile applicare alla legge Pecorella il "metodo" già collaudato con la legge Gasparri: un intervento formale di window dressing, che fa finta di recepire i rilievi del Colle ma lascia invariato limpianto sostanziale delle norme. E che obbliga il capo dello Stato a promulgare, inchiodato ai suoi doveri dallarticolo 74 della Costituzione. Così, se non può ottenere dal popolo il rinnovo definitivo del suo "contratto" da premier, il Cavaliere può almeno estorcere al Parlamento la cancellazione preventiva delle sue sentenze di condanna.
Se cè ancora una trincea, che può respingere lassedio, questa è di nuovo sul Colle. La resistenza di Ciampi, in un momento così delicato della transizione italiana, è la resistenza di tutti i cittadini che hanno ancora a cuore i destini del Paese. La gravità di questa "balcanizzazione" dei rapporti politico-istituzionali, anche se non si materializza nellattentato alla Costituzione formale e ai suoi dettami, rappresenta lultimo sfregio alla costituzione materiale e alle sue regole. Scioglimento delle Camere, decreto di indizione dei comizi elettorali e data del voto sono un tuttuno, che serve a dare garanzie ai partiti e certezze agli elettori. Spezzare lunità di questo circuito, per puro tornaconto personale o processuale, è quasi un atto sedizioso. Lo è sotto il profilo "tecnico", anche se non giuridico. Le norme e le consuetudini costituzionali, per poter innervare la vita democratica, presuppongono la "leale collaborazione" tra le istituzioni. Sono proprio questi i presupposti che Berlusconi ha sistematicamente manomesso in questi cinque anni, e che oggi si dichiara pronto a far saltare definitivamente. "Le combattent supreme... maschera gioiosa in situazione disperata, trucco pesante, sguardo volitivo... si moltiplica sugli schermi come una serigrafia di Andy Warhol. Chapeau, onorevole presidente...". È lepitaffio che gli ha dedicato Giuliano Ferrara sul Foglio di venerdì scorso. Chi vuole bene a questo Paese, come Ciampi e come tutti noi, non trova una sola ragione al mondo per condividerlo.
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lunedì 23 gennaio 2006
ore 18:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ali Agca nella Casa delle libertà Come si preparano i principali leader politici italiani alla campagna elettorale? Gli esperti dell’immagine sono al lavoro da tempo, e le strategie già ben delineate. di Michele Serra
Diesse Per recuperare terreno nel proprio bacino elettorale, scosso dalla vicenda Unipol, i diesse hanno scelto un profilo elettorale molto sobrio, in linea con le radici austere della sinistra. Si presenteranno in televisione scalzi, con indumenti molto in linea con i gusti popolari: canottiere traforate, t-shirt con scritte spiritose, tuta da ginnastica con grosse bozze su gomiti e ginocchia. E durante i dibattiti consumeranno sfilatini al formaggio, ripulendo le briciole con un vistoso e allegro tovagliolo a scacchi rossi e bianchi. Come elemento di rinforzo a questa strategia, in sostituzione dell’Opa per la Bnl ne verrà lanciata una per acquisire un negozio di ferramenta o, in alternativa, una pensione a Igea Marina.
Forza Italia Per non spaventare l’elettorato moderato, lo staff di Berlusconi è stato rinforzato da elementi in grado di mitigare i toni del leader. Va proprio in questo senso la consulenza di Ali Agca, la cui piattaforma politica è giudicata molto più rassicurante di quella del Cavaliere. Per il resto, la fida Miti Simonetto propone un ulteriore ritocco del lifting. Verranno tirate le tempie, alzati gli zigomi e ridotti i piedi (per accattivarsi le simpatie estetiche di eventuali elettori di origine cinese), il fondotinta sarà verde prato (per conquistare l’elettorato daltonico) e infine sarà effettuato il trapianto di una lunga treccia bionda al centro del cranio (per conquistare anche l’elettorato dei matti). Maglietta fina per rendere omaggio a Baglioni e calzette rosse per ricordare Battisti. Il premier accetterà di comparire nei faccia a faccia, ma solo con competitors dal volto sfigurato.
Casini Si punta tutto sulla figura del presidente della Camera piuttosto che sulla sigla del suo partito, l’Udc, anche perché nessuno se la ricorda e lui stesso deve farsela ripetere dai suoi portavoce prima di ogni comizio. Verranno esaltate le sue doti di equilbrio e di moderazione: per sicurezza, sono stati assunti esperti lituani, i quali, non sapendo niente della politica italiana, scriveranno solo discorsi assolutamente generici (che cosa mettersi quando piove, come vivere serenamente anche con l’artrosi, eccetera) evitandogli di prendere posizione su qualsivoglia argomento.
Rifondazione Bertinotti è quello che ha meno problemi: la sua strategia di comunicazione è già perfezionata da tempo, e non resta che ricalcarne i modi e i tempi. Dunque lo vedremo nel salotto di Sandra Verusio mentre esalta l’epopea delle mondine, nel talk-show della contessa Chiarulli Montalbetti mentre esorta ad abbattere il padronato, e infine nel grande comizio di chiusura, di fronte a migliaia di operai, spiegare l’uso corretto delle posate da pesce.
Lega Il programma elettorale parla da solo: castrazione degli stupratori, rapatura delle adultere, impiccagione dei negri, rogo delle baldracche, gogna in piazza per i ripetenti, abbattimento a mani nude di cavalli e mucche. Uno schietto e accattivante spirito popolaresco che necessita, in tv, solo di piccoli ritocchi: Castelli parteciperà ai dibattiti munito di torcia e forcone, Calderoli con un maiale al guinzaglio. Inno per la campagna elettorale, un hit degli anni Sessanta rivisitato: ’La ragazza del Ku Klux Klan’
L’esperto E per finire, non possono mancare i suggerimenti del principe degli esperti di comunicazione, quel Maurizio Costanzo sempre più conteso dai leader di tutte le forze politiche. Ha già perfezionato il suo pacchetto di consigli: "Primo, durante le dirette televisive è sconsigliato urlare minacce di morte all’avversario, paonazzi in volto, agitando il pugno e facendo il gesto di scagliarsi contro di lui gridando ’tenetemi o lo ammazzo’. Secondo, è proibito scaccolarsi e attaccare il cappero sul bracciolo della poltrona. Terzo, bisogna fissare al meglio le otturazioni dentali in modo che non cadano di bocca mentre si parla. Ho studiato i principali leader politici mondiali e vi assicuro che nessuno di loro ha mai commesso uno di questi tre errori. Per questo hanno vinto".
Schifani Si è ritirato dalla campagna elettorale: il suo esperto per l’immagine si è suicidato.
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lunedì 23 gennaio 2006
ore 18:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 23 gennaio 2006
ore 17:44 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ruini: "Sulle elezioni Chiesa neutrale ma attenti a valori di vita e famiglia"
La Chiesa non sceglie "alcuno schieramento politico o partito", e anche così spera di "contribuire" a "rasserenare il clima" politico. Ma chiede agli elettori e ai futuri parlamentari un "supplemento di attenzione" sui temi come la "famiglia fondata sul matrimonio" e la difesa della vita dal concepimento al suo termine naturale.
Il cardinale Camillo Ruini nella prolusione al consiglio permanente della Cei, torna a far sentire la voce della Chiesa e condanna il continuo "innalzarsi del livello della conflittualità". Ma è un ragionamento molto ampio quello del cardinale che tocca anche gli scandali bancari e finanziari, il funzionamento della giustizia, lo sviluppo del Mezzogiorno, il considerare la missione militare in Iraq "missione di pace" e, tema caldo in queste settimane, inserisce come tema "prioritario" la "riduzione della grave dipendenza energetica del nostro Paese".
Non dogmi, ma verità elementari "In vista del prossimo appuntamento elettorale - spiega il presidente della Cei - confermiamo in primo luogo quella linea di non coinvolgerci, come Chiesa e quindi anche come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito". Ma la Chiesa ritiene proprio "dovere riproporre, con rispetto e chiarezza, agli elettori e futuri eletti" alcuni "contenuti irrinunciabili" che, con il Papa, considera non "norme della morale cattolica" ma "verità elementari che riguardano la nostra comune umanità".
La famiglia La preoccupazione del vicario del Papa è che si affermi la "tendenza" a "introdurre normative che, mentre non rispondono a effettive esigenze sociali, comprometterebbero gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale". Questa tendenza "richiede un supplemento di attenzione a questi temi - sottolinea Ruini - nelle scelte degli elettori e poi nellesercizio delle loro responsabilità da parte dei futuri parlamentari".
Contro la Ue In un passaggio precedente il presidente della Cei aveva anche criticato la recente approvazione da parte della Ue di una risoluzione che "sollecita una equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali con quelli delle vere e legittime famiglie". "Conforta il fatto - aveva commentato - che gran parte degli europarlamentari italiani si è opposta a tale risoluzione".
Bancopoli Il cardinale Ruini, citate le dimissioni di Fazio da governatore di Bankitalia e la scelta di Mario Draghi come successore nellincarico, osserva che "rimangono aperte le vicende giudiziarie di alcuni esponenti del mondo bancario e di quello cooperativo, sulle quali si è innestato un aspro dibattito politico". Il "forte auspicio" espresso dal porporato è che "in questo come in altri campi, i comportamenti censurabili, o comunque gravemente discutibili, trovino un freno e un limite nella coscienza delle persone prima ancora che nelle norme giuridiche e amministrative".
LItalia in crisi Tra i problemi del Paese segnalati: sviluppo del Mezzogiorno, cura del territorio, potenziamento e modernizzazione delle infrastrutture, "riduzione della grave dipendenza energetica del nostro Paese". Anche se "molti episodi anche recenti e assai noti" segnalano "scarsa efficienza di alcuni servizi pubblici essenziali e tenace difesa di interessi corporativi", il cardinale Ruini invita a ricordare che tra gli italiani sono comunque "largamente presenti" "la volontà di ripresa, limpegno quotidiano nel lavoro, la creatività e la consapevolezza crescente della necessità di innovare".
Iraq Molto ampia anche la sezione dedicata alla situazione internazionale, con al primo posto la necessità di proseguire la "pacificazione" in Medio oriente nonostante la "grave malattia" di Sharon e di "isolare i fanatici del terrorismo" in Iraq. In un passaggio sul rapporto tra verità e pace inoltre Ruini segnala come siano "degni di gratitudine i tanti militari impegnati in delicate operazioni di composizione dei conflitti e ripristino delle condizioni di pace".
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lunedì 23 gennaio 2006
ore 16:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Oltre la volgarità basta con le ipocrisie Regna la tecnica di aizzare il fuoco per avere audience e poi si moraleggia di Aldo Grasso
Ieri pomeriggio a «Domenica in» non è andata in onda la volgarità, territorio dai confini sempre difficili da determinare (anche perché il più delle volte la volgarità sta nellocchio sovrano di chi guarda). No, è andato in onda qualcosa di peggio, lipocrisia, limpostura mascherata da perbenismo, linsincerità camuffata da salotto. Siccome la rissa paga sempre, in termini dascolto, Mara Venier è da due settimane che si serve del fumantino Adriano Pappalardo. Ma fa qualcosa di peggio: gli contrappone un certo Antonio Zequila, detto er mutanda , divenuto famoso in un reality, oggetto di allusioni malevole da parte di «Striscia». Lo spunto è uno qualsiasi (la raccomandazione, pratica molto diffusa in Italia ma misteriosamente ignota ai più, specie a quelli che ne discutono), lo scopo però è di attizzare l’incendio.
Lipocrisia di Mara Venier è di mettere la paglia vicino al fuoco e poi far finta di chiamare i pompieri. Lipocrisia di Rocco del «Grande Fratello» è di fare ormai il provocatore di professione; poi però se un gruppo di studenti lo schernisce lui chiama subito i giornali. Lipocrisia dei «colleghi della carta stampata» è la più sottile: ogni giorno alimentano i pettegolezzi ma, in tv, tirano fuori labito della festa e fanno la predica agli altri: così ipocriti che si fa fatica a individuare sotto la maschera dellipocrisia la loro indubbia intelligenza. L’ipocrisia dello psichiatra, l’ipocrisia di chiedere scusa, l’ipocrisia dell’Osservatorio dei minori buon frequentatore di «Domenica in». E, siccome lipocrisia è sempre tetra, è indispensabile la presenza triste del prete televisivo (il solito don Mazzi) la cui preziosa ipocrisia è di trovarsi lì a fin di bene. Poi cè il candido direttore Fabrizio Del Noce che stoppa Flavia Prodi ma dà il via libera a Zequila. È la solita storia: in tv, a chi vuol salire i difetti vistosi possono giovare più dei meriti oscuri.
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lunedì 23 gennaio 2006
ore 16:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 23 gennaio 2006
ore 10:44 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il recidivo. «... ne consegue che il Berlusconi ha dichiarato il falso (con) dichiarazioni menzognere... e compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza... Ma il reato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia»
Dalla sentenza della corte d’Appello di Venezia - 22 ottobre 1990
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lunedì 23 gennaio 2006
ore 10:25 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Cosenza, violenza su una suora arrestato un sacerdote molto noto
Un sacerdote rispettato, impegnato nel sociale e nelle missioni in Africa è al centro di uno scandalo a Cosenza. Una suora accusa Francesco Bisceglia, 69 anni, di averla violentata da solo e in gruppo e una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali conferma il racconto della religiosa. Questa mattina la polizia di Stato ha arrestato Bisceglia, conosciuto come "Padre Fedele", appartenente allordine dei Minimi e fondatore della struttura di accoglienza Oasi Francescana di Cosenza, noto anche per il suo impegno missionario in Africa, insieme al suo più stretto collaboratore, Antonio Gaudio, di 39 anni. A Gaudio vengono mosse le stesse accuse di Bisceglia: violenza sessuale di gruppo ai danni della stessa suora. Agli agenti che lo sono andati a prendere il sacerdote ha detto: "Sono assolutamente innocente".
Padre Fedele Bisceglia, noto anche per la sua passione calcistica, è fondatore dellassociazione di volontariato Oasi Francescana, e grazie alle sue iniziative spregiudicate è diventato un volto noto in televisione.
Gli arresti sono stati eseguiti sulla base di ordinanze emesse dal Gip del Tribunale di Cosenza, Giusy Ferrucci, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Claudio Curreli. Le indagini che hanno portato allarresto di Bisceglia e Gaudio hanno preso spunto dalla denuncia presentata nei mesi scorsi dalla suora che avrebbe subito le violenze sessuali, che sarebbero avvenute allinterno dellOasi Francescana, dove la religiosa ha lavorato per un periodo.
Le dichiarazioni della donna hanno trovato poi riscontro nelle indagini dello Sco e della squadra mobile di Cosenza. La suora è stata anche sottoposta, secondo quanto si è appreso, a perizie psichiatriche, che hanno accertato il possesso da parte sua delle piene facoltà mentali. Gli elementi daccusa sono basati anche sul contenuto di intercettazioni telefoniche e ambientali.
Secondo laccusa, la religiosa avrebbe subìto ripetute violenze sessuali singole da parte di Bisceglia. In unoccasione, inoltre, sarebbe stata sottoposta a violenze di gruppo cui, insieme a Bisceglia, avrebbero partecipato Antonio Gaudio ed altre persone, che la polizia sta tentando di identificare. Nellordinanza di custodia cautelare, riguardo Padre Fedele, si fa riferimento anche a presunte violenze sessuali che il religioso avrebbe commesso nei confronti di altre tre donne. Violenze che però non vengono contestate formalmente, perché le relative querele non sono state presentate entro il termine di sei mesi previsto dalla legge.
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venerdì 20 gennaio 2006
ore 19:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
a proposito di preti..
Prete 73enne ha figlio da 31enne Irlanda, ma parroco non fa scandalo
Padre Ralph di Uccelli di rovo? Un chierichetto a confronto del sacerdote irlandese di 73 anni che è diventato padre di un bimbo nato da una donna di 31. La vicenda però non ha sollevato scandalo e a Woodford-Loosaun, villaggio nell’ovest dell’Isola, dove padre Maurice Dillane è parroco, i fedeli si dispiacciono che il sacerdote, la sua compagna ed il bimbo siano spariti dopo che la storia è divenuta di dominio pubblico.
"Perché sono scappati? Non ne avevano motivo", dicono i parrocchiano. Le uniche voci arrabbiate sono state quelle degli ascoltatori che hanno chiamato un talk show radiofonico per protestare contro alcuni quotidiani di Dublino che hanno pubblicato il nome della neomamma, Madonna Burns, lamentandosi che così facendo hanno violato la privacy della donna. Padre Maurice, malgrado i suoi 73 anni, è un uomo moderno e dinamico, grande giocatore di golf, amante del ballo e delle feste, ma soprattutto è un sacerdote rispettato dai parrocchiani per la sua intelligenza e sensibilità.
"E’ il migliore prete che abbiamo mai avuto da queste parti", ha detto uno di questi. Nativo di Limerik, ha scelto il sacerdozio da grande dopo aver lavorato in banca. E’ stato missionario in Colombia e sacerdote in Texas. Una decina d’anni fa è tornato in patria e dopo vari incarichi è stato nominato parroco a Woodford-Loosaun nel 2004. La storia con Madonna, secondo quanto hanno raccontato fonti vicine alla famiglia del sacerdote, dura da nove anni. E’ cominciata quando lei aveva solo 22 anni ed insegnava come maestra d’appoggio in una scuola di Dublino.
Nel 2004 quando padre Maurice è stato trasferito nell’ovest, lei lo ha seguito riuscendo a farsi assegnare in una scuola della zona. Nessuno comunque sapeva nulla del loro amore. La nascita del figlio ha però evidentemente indotto il sacerdote a fare il grande passo. Ha parlato con il vescovo ed ora i tre sono insieme da qualche parte. "E’ bello sentire una volta tanto di un prete eterosessuale. Non c’è niente di sbagliato in un rapporto d’amore. Dovrebbero lasciarlo in pace", ha commentato padre Michael Commane, insegnante e prete a Dublino. Sembra trascorso un secolo, eppure sono solo 14 anni, da quando il vescovo di Galway Eamon Casey fu costretto a scusarsi pubblicamente dopo che si scoprì che aveva avuto un figlio da un’americana. Allora la cattolicissima Irlanda gridò alla scandalo e le gerarchie cattoliche allontanarono il peccatore dal paese.
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venerdì 20 gennaio 2006
ore 18:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Pornografia online, il governo Usa vuole da Google i dati sulla domanda
Il Dipartimento di Giustizia Usa ha chiesto a un giudice federale di imporre a Google, il motore di ricerca più usato al mondo, di fornire le informazioni sulla tipologia di ricerca fatta dai propri utenti. La richiesta si riferisce in particolare alle query registrate nel periodo che va dall’1 giugno al 31 luglio dell’anno scorso. Il governo chiedeva inoltre un milione dei siti più ricorrenti selezionati dagli archivi di Google.
In una memoria presentata presso la Corte distrettuale di San Josè, il dipartimento di Giustizia rivela che Google si è rifiutata di accettare lo scorso anno una simile richiesta, opponendo dubbi per la violazione della privacy, nonchè la rivelazione dei segreti industriali del motore, sia di natura tecnologica sia strategica. Il dipartimento di Giustizia sostiene inoltre che diversi, tra i principali concorrenti di Google, hanno già risposto positivamente ad un’analoga richiesta.
L’obiettivo del governo è verificare e quantificare quante volte spuntano temi pornografici nelle pagine ricercate.
La richiesta fa parte di un più ampio tentativo del governo di rendere effettiva una legge del 1998, la Child Online Protection Act, or COPA, che punisce i siti che permettono ai bambini di vedere la pornografia.
Ma in una decisione del 2004 la Corte Suprema ha accolto un ricorso con il quale si chiedeva di impedire al governo di obbligare i siti ad applicare forzatamente tale legge.
Gli avvocati di Google sostengono che in questo modo potrebbe essere rivelata l’identità degli utenti del motore di ricerca, e hanno annunciato battaglia contro la nuova richiesta del governo.
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