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sabato 3 settembre 2005 - ore 16:06
Ils sont
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La protagonista di oggi è
RANIA DI GIORDANIA
Bella ed elegante. Nuova icona dello stile e grandissima fan (e immancabilmente anche un po'
fashion victim) della moda italiana.
Rania, la dolce regina di Giordania, è già considerata la
Jacqueline Kennedy del Terzo Millennio.
Nonostante i suoi numerosi impegni da regina accanto al marito, il re di Giordania, è spesso chiamata a battezzare, scatenando la frenesia e la curiosità di fotografi e riviste glamour di tutto il mondo, eventi e manifestazioni che hanno al centro la moda.

E non potrebbe essere scelta testimonial d'eleganza migliore
della giovane sovrana che, come
Lady D, con la sua vita da favola e la sua grazia fa sognare ed è già un modello estetico tutto da imitare.
Nel suo incontro con il futuro sovrano
di uno dei paesi strategici del
Medio Oriente, è proprio il caso di dare la maggior parte del merito a un computer. Infatti, fu la comune passione per l'informatica a permettere l'incontro fatale da cui scaturì un amore dirompente tra l'allora ventitreene
Rania Yassin e il futuro
re di Giordania
Abdallah II, di otto anni più grande.
Era la primavera del
1993. A un banchetto organizzato dalla sorella e dal cognato di Abdallah, titolari della
City Bank di Amman dove Rania era la responsabile del sistema informatico, gli sguardi della bellissima manager e del principe
si incrociarono e si fusero per sempre.
Come in una fiaba degna delle
"Mille e una notte", tra Rania e Abdallah fu un fulminante amore a prima vista culminato con le nozze celebrate a tempo di record soltanto qualche mese dopo, il
10 giugno del '93.
Rania, laureata in
Gestione d'impresa all'Università americana del Cairo, specializzata in Informatica, era approdata alla banca reale dopo aver dato spavaldamente le dimissioni dalla sede giordana della
Apple Computer perché le era stato rifiutato un incarico da dirigente.
Era subito emersa come una persona
intelligente, ambiziosa, determinata.
Uno spirito libero, fiero e indipendente.
E, oltrettutto, una donna dal fascino indiscutibile.
Proprio alla
Apple la giovanissima Rania aveva visto per la prima volta il suo principe azzurro che era andato di persona a comprare un computer.
Le malelingue insinuano che da allora
Rania avrebbe pianificato la conquista
di Abdallah. Figlia di un pediatra
palestinese originario di
Tulkarem,
in
Cisgiordania, costretto due volte all'esilio prima nel
Kuwait, dove lei
nacque, e poi in
Giordania, Rania apparteneva a una famiglia piccolo borghese che aveva investito
su una solida educazione cosmopolita dei figli.

L'identità cosmopolita è l'interfaccia della sua passione per Internet.
"Sono araba dalla testa ai piedi, ma parlo anche un linguaggio internazionale", ha detto,
"l'incontro con culture e tradizioni diverse mi ha dato molta forza e una certezza: non considero
più nessuno come uno straniero". Da quando, il
9 giugno 1999, è stata incoronata regina, Rania si affida a Internet come strumento di un sistema di governo basato sul costante contatto con la popolazione.
La conversazione via e-mail è il naturale proseguimento dei colloqui
diretti con la gente che sono nell'agenda quotidiana della regina. Il suo sogno è aiutare la pace e la prosperità del
Medio Oriente dotando di computer ogni scuola, ogni casa, ogni luogo pubblico in Giordania e nel resto del mondo arabo:
"Con i computer, Internet e le opportunità offerte dall'informazione multimediale non ci si può più isolare.
La pace non può limitarsi alle scelte e al coraggio dei leader.
In Medio Oriente non c'è ancora il pieno coinvolgimento della gente.
Ma quando la pace rientra nei tuoi interessi, esaltati dalla cooperazione, il rischio di conflitti si allontana, fino ad annullarsi".
(tratto da
LINK)
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martedì 30 agosto 2005 - ore 15:53
Brevi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Convertita anch'io ai fumetti, dopo una lunga resistenza.
Per ora, solo
fumetti d'amore.
Lui il primo amore mi ricorda un po'
Le situazioni di lui e lei, perciò si fa leggere bene.
Leggo pure i fumetti con la matita alla mano, sottolineo le cose, e mi viene l'istinto di colorarli. Regressione all'infanzia, all'università (per l'atteggiamento
'tutto quello che leggo è studio') o entrambe?
________________STACCO_________________Ho scoperto l'esistenza di una pianta in via di estinzione che potrebbe sostituire lo zucchero.

Mi sono appassionata alla sua storia, sembra che vada scomparendo perché è un ottimo sostituto dello zucchero, è facile da colitvare in casa -perciò dolcificante senza spese- ed è sanissima, certo più dello zucchero raffinato, ergo nella sua innocenza pare possa disturbare grossi interessi.
LINKPenso che mi farò anch'io paladina della causa della sopravvivenza della
Stevia.
________________STACCO_________________C'è un autore (o curatore, non ricordo) di Radio Rai che si chiama
Pino Sauro.

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venerdì 26 agosto 2005 - ore 01:15
Ils sont
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Anzi, visto che il post precedente s'è perso nell'aere, approffitto per consolidare una rubrica che c'avevo
in pectore da tempo: in sostituzione a
"Aujourd'hui je suis" (ultimamente non mi sento nessuno in particolare, solo me stessa e non sempre è un bene

), introduco
"Ils sont", pigliando qua e là biografie che mi colpiscono.
Di
Roberto Bolle 
ho già parlato in un paio di occasioni
LINK LINK(galeotto fu il
kebab 
), tengo in serbo
Vittoria Aganoor, stasera vada per un altro
(fuori)classe '75 (come
Roberto... e come me!

)
Mesdames et messieurs...._____________________________________
Diplomato in
Pianoforte nel giugno 1997 presso il
Conservatorio "Benedetto Marcello” di Venezia,

con il massimo dei voti e la lode,
Pierluigi Piran ha studiato successivamente per cinque anni con il M°
Fausto Zadra, che gli ha trasmesso l’amore, il rispetto e la dedizione per il pianoforte e la musica.
Ha frequentato un Corso di Perfezionamento a Ginevra con i Maestri
Igor Lazko,
Christine Paraschos,
Sergej Senkov e, in formazione di trio pianoforte - violino - violoncello, ha studiato presso la
Scuola Superiore Internazionale di Musica da Camera del Trio di Trieste.
Attualmente studia con il M°
Pier Narciso Masi presso la Scuola di Musica di Sesto Fiorentino e l’Accademia della Musica di Imola.
Fin da giovanissimo, si è distinto in concorsi nazionali e internazionali.
Nell’ottobre 1995 vince una delle cinque borse di studio offerte dalla Società Umanitaria di Milano grazie ad un concorso aperto agli studenti di tutti i Conservatori d’Italia. Con gli altri quattro vincitori ha inciso un cd distribuito in tutto il mondo.

Ha tenuto concerti in Giordania (nella capitale Amman), in Germania, Austria, Croazia, Slovenia, Ungheria, Svizzera, Argentina, sempre riscuotendo ottimi consensi sia da parte del pubblico sia da parte della critica e della stampa.
In veste di solista ha eseguito il
Concerto per
pianoforte e orchestra n°5 "Imperatore" di Beethoven, accompagnato dall'
orchestra "Donizetti" di Bergamo diretta dal M°
Pietro Mianiti e il
I Concerto di Tchaikovsky con l’orchestra di Stato rumena diretta dal M°
Roberto Misto.
LINK______________________________________
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venerdì 26 agosto 2005 - ore 00:57
In memoria di un post defunto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Avevo appena fatto un post
molto sentito, ed ecco che misteriosamente mi ritrovo la schermata
S E N Z A il post molto sentito appena fatto. L'ultimo era il post molto sentito dell'altro ieri.
Non ho proprio voglia di riformulare tutta la faccenda -'nZomma, quando le cose sono molto sentite vengono di getto!- per cui reincollo solo l'ultima foto che mi era rimasta in memoria nella composizione del messaggio, del resto di adatta benissimo come
marcia funebre per un post che vide la luce solo per pochi minuti.
Ad memoriam
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mercoledì 24 agosto 2005 - ore 22:23
Cartolina vera
(categoria: " Viaggi ")
Stavo proprio per postare un commento (
"Mi sembra di intuire che egli è in vacanza", volevo scrivere) su una persona -non faccio nomi, nel caso in cui egli voglia preservare il segreto istruttorio, e cosa mi ritrovo nella cassetta della posta? Una
c a r t o l i n a in carne ed ossa 
da questa persona!

Ora, bisogna chiarire che per me
le cartoline sono una cosa bella e preziosa, non parliamo dell'effetto di riceverne una da qualcuno
1. da cui non te lo aspetti, tra l'altro perché mai ci si è scambiati gli indirizzi
(ok, non ti è stato difficile risalire al mio
avendo quivi trascorso qualche ora "dal vivo", ma l'indirizzo "materiale" della gente è oggi sottovalutato...)2. con cui i contatti sono quasi esclusivamente virtuali
3. in un momento storico in cui anche
con i colleghi si hanno contatti quasi esclusivamente virtuali.
Una cartolina con un'immagine e delle cose scritte
a penna... che bello, mi è sembrato di essere importante.
Le cartoline nella mia vita hanno avuto alterne vicende. Sono stata abituata dai miei genitori, quando eravamo in vacanza al mare, a scriverle
a TUTTI. Così, perdevano di importanza. Mi fregava qualcosa di un'esigua minoranza dei destinatari. Non parliamo di quelle mandate agli amici di famiglia che mi erano tanto affezionati, sapete quegli adulti cha fanno sempre i regalini ai figlioletti degli amici e vogliono loro tanto bene credo solo per il fatto che sono bambini. Sarà cinico dirlo, ma raramente i bambini ricambiano. Comunque l'abitudine
cartolinaia è andata scemando, poi leggi nei vari galatei che le cartoline andrebbero dosate perché a qualcuno possono dare la sensazione
"io sono in vacanza e tu no!" (quante paranoie, deh!), e pensi di aver fatto molte
gaffe nell'infanzia.
Poi nei miei viaggi "da grande", le ho riscoperte. Ho iniziato anche a riceverne molte di più che in passato, o forse ci faccio più caso.
L'anno scorso l'
Irenita forever et moi ci siamo divertite a scrivere a tutti quelli che ci venivano in mente, abbiamo anche mandato un
messaggio in bottiglia in sprissss offrendo cartoline dall'
Australia a chi avesse voluto.
Mio padre ha ricevuto da poco una cartolina da sua sorella -con cui per la verità non ha un rapporto eccelso- da un paesello dell'
Alto Adige in cui erano vissuti da ragazzini.

Me l'ha mostrata anche oggi e so che il gesto della sorella l'ha commosso (non dico che mi sono commossa anch'io, cado così facilmente in questi sentimentalismi che -
se ci penso, mi viene da piangere! - citazione dei
Cialtroni Animati 


).
E poi c'è la cartolina da
Praga 
che mi ha inviato Roman, un ragazzo ucraino che ha vissuto parecchio tempo dai miei, ora è tornato a
Ternopil (sembra che in Ucraina tutte i nomi delle città siano simili a Chernobyl

) ma viaggia un sacco perché è ricercatore in cardiologia,

una specie di
vulcaniano che impara TUTTO in modo soprendentemente veloce ed approfondito, ma nella vita "concreta" sarebbe capace di uscire in ciabatte senza accorgersene -sì, va bene, anch'io ne sarei capace, proprio qualche giorno fa sono stata molto vicina a farlo (proprio le babbucce di
pile da focolare, non le ciabatte che adesso si portano anche fuori), peccato che ho solo questo in comune con Roman, non la parte dell'intelligenza allucinante

.
Non parliamo delle lettere, tipo quelle tra me e l'Irenitadicuisopra, perché è tutto un capitolo a parte.
Qui fermo il discorso alle cartoline.
Un rettangolo di carta, e aver aperto la cassetta della posta diventa una piccola emozione -non solo bolletteepubblicità! e le diffide della RAI che verrà a inquisirmi

...
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domenica 21 agosto 2005 - ore 20:34
....cioe' diciamo, latte rinforzato
(categoria: " Cinema ")
con qualche droguccia mescalina...Non so quale membro familiare abbia comprato il latte (marca discount, ovviamente!) l'ultima volta, comunque stamane apro il frigo e mi trovo il
"Latte più".

Mi è lecito pensare l'abbiano inscatolato giusto per noi.
Urge mettere sullo stereo musica del dolce
Ludovico Van.
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domenica 21 agosto 2005 - ore 00:52
(categoria: " Riflessioni ")
Non c'è più grave fardello che avere grandi possibilità(Letto da qualche parte molto tempo fa. Non lo avevo capito subito, ma quanto è vero!).
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sabato 20 agosto 2005 - ore 13:42
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Era l'anno 6600.
Una pioggia sottile cadeva da secoli sulla città, incessante.
Le macchine vivevano a fianco degli uomini, da pari.
(tutto questo solo perché sono stata visitata dal 6600° spritzino... anzi, spritzina
emily).
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venerdì 19 agosto 2005 - ore 21:37
Psicopatologia della Turandot
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Il poco tempo a disposizione mi
obbliga a rinviare al blog di
fornaretta per la serata
all'
Arena di VeronaLINK(quando potrò sedere sulle
poltronissime?

), serata conclusasi
nel magazzino dell'Arena, a divorare
pizze e crepes in mezzo ai vecchi
allestimenti (tra cui, degna di nota,
la macchinona fotografica dei
paparazzi della discussa
Traviata dell'anno scorso).

Accenno solo al parallelo che mi
piacerebbe sviluppare fra la figura
della principessa
Turandot e il
perfido
Heathcliff: cattivi
per dolore. Due fiugre che però non
riesco ad adorare come di solito adoro
-e assolvo- i cattivi prigionieri di
una passione.
Sarò anch'io in fondo un buono di
cuore -angelo sanguinario?
Certo,
Mister Icscscscscs.
Ecco, ho accennato.
Bonne nuit!
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mercoledì 17 agosto 2005 - ore 01:26
Cose
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Immaginiamo una persona che alla
mattina sale in automobile. La borsa
ce l'ha già in macchina, perciò tiene
in mano quei due/tre oggetti che aveva
portato con sé il giorno prima
rientrando a casa: che so, chiavi di
casa, cellulare.

Pochi giorni fa scendevo in garage a
prendere la macchina per andarmene
baldanzosa e fischiettante
(da
quando i miei orari sono "flessibili",
alla mattina riesco anche a essere
così) a lavorare e mi sono trovata
a considerare quello che avevo in
mano, oltre al banale cellulare: un
mini aspirapolvere a batteria,
una
spazzola, una
banana.

Ora, ognuno di questi oggetti ha una
spiegazione; ma viste così le cose,
diciamo "dall'esterno", a volte mi
sembra proprio di essere strana.
Bisogna chiarire soprattutto la
funzione dell'
aspirapolvere:
tra le varie attività che si possono
fare agli interminabili
semafori
o in occasione di lunghe code, posso
pulire un po' la macchina.

Pulire la macchina è una di quelle
cose a cui non dedicherei molto spesso
tempo e/o soldi, per cui mi sembra
logico impiegare i tempi morti per
rendere più dignitoso il decadente
abitacolo.
Il mio spiritosissimo amoruccio ha
ipotizzato che io mi metta anche i
bigodini quando sono al semaforo.
Accettiamo l'ipotesi, del resto la mia
automobile l'ho ribattezzata, dopo
Niope,
Auto ironica.
Domani andrò in garage coi bigodini in
mano, pronta per le pulizie ai
semafori.
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