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Per una persona pessimista, e’ vuoto a metà. Per l’ingegnere, e’ due volte più grande del necessario. Autocritica: "Grana hai rotto il ca22o co’ tutte ’ste menate. Smettila di spurgare odio nei post." BRATTY = Describes a child(alwayas an adult n.d.emmegi.75) who is spoiled, whiny, throws tantrums, and always wants things his way. ![]() Se tu e io ci scambiamo un dollaro, restiamo sempre con un dollaro ciascuno. Se invece ci scambiamo le idee, dopo tu ne hai due e io pure. Lo volevate? Ecco, per chi me lo ha chiesto, è giunto il momento di soddisfare quel trepidante e rischioso desiderio di leggere ciò che scriverò. Commentate, lamentatevi, ma io avevo avvisato via speedy... Le immagini sono prese dal web e saranno subito rimosse se chi, avendone il copyright, lo chiederà. emmegi.75@sudinoinemmenounanuvola.it mercoledì 9 marzo 2016 - ore 07:43 Disclaimer: collegamento a un video dei concorrenti dell’isola dei Famosi. Solite assonanze con le lamentele della gente. Abbbionda, mavafffncccuuuulllloooo... Non sa pescare, ma secondo me con la caccia agli uccelli se la cava benissimo. "Quando posso sto nuda". Spirito indubbiamente francescano. Ecco , anche oggi i primi 10 minuti (visione video, scrittura post...) alle ortiche li ho buttati. Alieni al mio mondo alle 7.45 del mattino. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 6 marzo 2016 - ore 22:14 L’avevo già citata? Articolo completo qua. Fonte oltreuomo.com "Poi di solito c’è il fallito. Poi di solito il fallito sei tu, e fai di tutto per cercare i difetti nelle vite degli altri. “Si vabbè Luigi è diventato medico ma non ha vita sociale; Giorgio è un raccomandato del cazzo; Martina ha ricevuto l’appartamento in regalo; Alessio si è comprato il Maserati ma ha dei cerchioni di merda”. Tutto è gara sociale, e il metro di misura per stabilire il vincitore è sempre il denaro; anche perché se fosse la felicità non potrebbe vincere nessuno. Tranne il tossico quando è fatto." COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 5 marzo 2016 - ore 17:16 FAMIGLIE PER SPOT - SCANZI: “RAGAZZINI INSOPPORTABILI, MARITI EBETI, MOGLI TRUCCATE ALLE 6 DEL MATTINO: NELLE PUBBLICITA’ LA FAMIGLIA È DESCRITTA COME UN’ALLEGRA CONGREGA DI CITRULLI TOTALI - A TAVOLA GLI BASTA UN SOFFICINO PER ANDARE IN VISIBILIO: CHE TRAUMI HANNO AVUTO?” - - - “Le famiglie, nelle pubblicità, sono sempre a tavola o davanti alla tivù, a conferma che tra le mura di casa ci si strafoga o ci si rincoglionisce: tertium non datur - Siamo davvero così o è così che ci dipingono? Se è la seconda, ribelliamoci. Se è la prima, chiediamo agli alieni di porre fine alle nostre sofferenze”... - Andrea Scanzi per il “Fatto Quotidiano” Non si sa se per realismo o per inclinazione alla caricatura, ma negli spot la famiglia è descritta quasi sempre come un’ allegra congrega di citrulli totali. L’ ultimo caso vede protagonista uno di quei bambini che, da soli, fanno capire perché la crescita sia ferma a zero. Il ragazzino esce di casa e, non avendo nulla da fare nella vita, pensa bene di fracassare gli zebedei al vicino. Il quale, da par suo, ha una di quelle belle facce tontissime che minano dalle fondamenta le certezze darwiniane. Il tizio ha comprato un’ auto nuova e, giustamente, nel suo piccolo è felice. È qui però che il ragazzino comincia a lavorarlo ai fianchi. Essendo intimamente subdolo, parte con un complimento finto: "Bella questa macchina". Il tizio con l’ auto nuova ci casca e abbassa la guardia: errore gravissimo. Il bambinetto querulo lo crivella con domande drammaticamente petulanti: "Ma si accende da sola? Lo fa il caffè? Il sedile si trasforma in un razzo missile? No? Be’, allora sei uno sfigato". Ora: in qualsiasi mondo immaginabile, il tizio con l’ auto nuova sentirebbe crescere dentro di sé un malsano istinto da Erode e darebbe al bambinetto un calcione in grado di trasportarlo dal giardinetto di casa alla ionosfera. Non nella pubblicità: il ragazzino se la ride, il tizio ci rimane malissimo e va in analisi (anche se lo spot non ce lo mostra). Nel frattempo spunta pure il padre del ragazzino, ovviamente insopportabile come lui. Ha la macchina figa e guarda il vicino come Cacciari guarda la Picierno: a oggi, questo spot è l’ unica cosa più tremenda in tivù di Andrea Romano. Ma non è certo un caso isolato. Gli spot mietono vittime con ferocia inaudita e Bruce Willis sta lì a dimostrarlo. Le famiglie, nelle pubblicità, sono sempre a tavola o davanti alla tivù, a conferma che tra le mura di casa ci si strafoga o ci si rincoglionisce: tertium non datur. A tavola ci si esalta per cose da nulla, tipo il pollo surgelato a forma di fungo atomico. L’ esaltazione è tale che, di colpo, tutti comincino a cantare: così, senza senso. Gli basta un sofficino per andare in visibilio: che vite conducono? Che gente è? Che traumi hanno avuto? Peraltro i testi di cotante canzoncine hanno una forza testuale degna di un brano minore di Mariano Apicella; ciò nonostante, l’ epifania culinario-musicale è tale da fare apparire come per magia Marilyn Monroe, che subito dopo essersi materializzata è già lì che rimpiange - giustamente - di essere resuscitata per così poco. Non c’ è salvezza: se una famiglia non è scema, negli spot non ha spazio. I mariti sono mammoni, vagamente ebeti e oltremodo sbadati. Quando vanno a fare la spesa, neanche riescono a comprare due gocciole come si deve ma hanno bisogno della badante suocera leopardata (perché leopardata? Boh). Le mogli, dal canto loro, reagiscono a questo trionfo di virilità ingozzandosi di yogurt e facendo dissertazioni sulla regolarità intestinale, che come noto è una cosa che erotizza i maschi tantissimo. Infine, il clou: la colazione. Notoriamente la mattina è il momento in cui a tutti girano le scatole, gli uomini sono stropicciati come una salvietta sporca dell’ autogrill e le donne si maledicono per avere sposato cotanti sgorbi. Nella pubblicità, no: tutti ilari, belli e truccati. Attorno a mamma e papà, la prole ride con denti bianchissimi e inzuppa biscotti enormi su tazze che nessuno usa più dai tempi di Tambroni. Il latte schizza ovunque e insozza pure i muri, ma nessuno si arrabbia. Anzi: il papà è orgoglioso del disastro e la mamma lo esorta a demolire direttamente casa. Tutto ciò giustifica una domanda: siamo davvero così o è così che ci dipingono? Se è la seconda, ribelliamoci. Se è la prima, chiediamo agli alieni di porre fine alle nostre sofferenze. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 4 marzo 2016 - ore 17:39 Roccaraso. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 2 marzo 2016 - ore 07:58 articolo interessante su Elon Musk. Bella analisi, come atteggiamento per il raggiungimento dei propri obiettivi può essere da spunto, anche se credo che eliminare la componente "distruttiva e puramente pragmatica" descritta dai collaboratori *******") ***** ha sostituito un testo di cui sono convinto, ma non ho tempo nè voglia di sostenere. Ho obbiettivamente ragione. Punto. ieri un alunno mi ha fatto la solita domanda pertinente: "sa cos’è arcaton?" La risposta è stata "No". Poi nel pomeriggio un flash mi ha ricordato cos’era. Poveretto, tanto pane, e non avere i denti, ostentare fanoni. E un cervello da ventenne grande come una nocciolina (per certe cose, professione cazzaro mantenuto perdigiorno). COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 1 marzo 2016 - ore 21:15 e poi youtubbando (neologismo anch’io)... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 1 marzo 2016 - ore 21:08 Nulla da fare, lei spurga femminilità da tutti i pori. we can learn lo love again... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 26 febbraio 2016 - ore 08:18 ignoranza time. Sta per piovere e Grana che fa? La lavatrice con le lenzuola. Si è materializzato lo spettro di Bastianich con l’espressione sottostante alle spalle. E chissà da quanto tempo è lì con quellespressione... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 24 febbraio 2016 - ore 07:10 leitmotif o leitmotiv? Ricordo il cuoco Giuseppe, vomitava odio verso una cameriera, della quale ero perdutamente, immaturamente, inutilmente, immeritatamente, e ora dico vomitevolmente innamorato (perle ai porci, anzi, alla scrofa) scimmiottandola nel rapporto con il marito "pien de schei". Con voce stridula, recitava: "vedi, questa va dal marito, e dice: "ho bisogno di questo, ho bisogno di ’staltro..."" La deduzione sul resto del discorso la lascio a voi. Suggerimento: pensate a personaggi che giudicano la bontà degli altri in funzione del benessere materiale che ne possono trarre (al posto di "trarre" usate il termine "spremere", è più appropriato) Quando mi si pianta un chiodo nel cervello faccio fatica a levarmelo. Pesantemente scritto under Barnard’s influence. A coronamento della giornata di merda che sta per arrivare 105 trasmette Gigi. No, qua ho scherzato su uno stereotipo, ti può piacere tutta la musica, da Bach(quello dei fiori, ovvio) al suono della forchetta sul piatto...basta che non rompi le palle con i tuoi assolutismi (assholutismi) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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