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![]() empedocle, 30 anni spritzino di quella della grappa CHE FACCIO? sono diventato Maier Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO red hot chili peppers audioslave pearl jam soundgarden alice in chains nirvana smashing pumpkins led zeppelin the who deep purple black sabbath the doors eric clapton jimi hendrix afterhours subsonica negrita litfiba timoria blur maroon five depeche mode bluvertigo rage against the machine korn guns n’roses velvet revolver stone temple pilots queen "the boss" bob dylan battiato vasco rossi de andrè de gregori beatles rolling stones the cure ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Non prendetemi sul serio, non sono in grado di farlo io, figuratevi se lo pretendo da voi...
martedì 8 maggio 2007 - ore 14:18
ho voglia di credere, ho voglia di sentirmi vivo, ho voglia di voler bene, ma soprattutto ho voglia di affetto LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK lunedì 7 maggio 2007 - ore 22:13 sito curioso mi son perso una sera che non riuscivo a prendere sonno dietro a queste cose. Ritengo che la maggior parte siano suggestioni e fantasie, però almeno un minimo di curiosità la suscitano... esperienze paranormali D’altra parte, so che non sono cose da fare e, se fatte, probabilmente non sono da raccontare, però in un certo periodo della mia vita, durante un’estate, per l’esattezza, di ormai parecchi anni fa, assieme a due amici e due amiche avevo preso il vizio di giocare a fare le sedute spiritiche. Preparavamo il classico cartone con le lettere disposte nell’ordine preciso, i numeri, la casella del sì, quella del no, la monetina. Avete presente? Ora, non lo so se fossimo cinque imbecilli, come probabile, però quella cavolo di monetina si muoveva e componeva dei discorsi sensati, scivolava leggera e con velocità sempre uniforme nei singoli spostamenti...rispondeva, raccontava storie, e vi assicuro che nessuno dei cinque la guidava a sua volontà, anche perchè spesso facevamo le "evocazioni" due per volta e in due se uno muove volontariamente si vede subito. Una volta addirittura con un bicchiere, e quella fu la volta più sconvolgente, dato che volemmo avere conferma della verità di quello che accadeva e chiedemmo a quella "cosa" che guidava il bicchiere di portarlo sull’orlo del tavolo. Così fu e il bicchiere rovesciato sottosopra rimaneva appoggiato sopra il tavolo solo per mezzo centimetro. Avevamo tutte le dita sopra e nella parte a sbalzo, in modo da farlo cadere, ma quello non solo non cadeva, ma lo si sentiva spingere verso l’alto. Venne fuori in uno di quei discorsi che c’era tutto quel traffico di presenze e attenzioni attorno a noi perchè uno tra noi aveva inconsapevolmente quella strana sensibilità che si dice abbia il classico "medium". Ma...non ci ho più riprovato da quellestate... LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 7 maggio 2007 - ore 00:00 un’opera d’arte concettuale .../´¯/)...........(\¯`\ .../....//..............\\....\ .../....//.................\\....\ ./´¯/..../´¯\............../¯`\....\¯`\ ..././.../..../..../.|_........._|..\....\....\...\.\.. .(.(...(....(..../...)..).....(..(.\..)....)....)...).) \................\/.../.......\.../................../ .\................. /...........\.................../ ...\..............(..............)................/ ....\.............\............/.............../ LEGGI I COMMENTI (14) - PERMALINK sabato 5 maggio 2007 - ore 18:10 cronaca di una giornata intensa oggi: mattinata dal barbiere... sconfinamento in montagna con tanto di grandine... pomeriggio in palestra... seratina? bho alcol e rock’n roll? mmm allettante... LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 4 maggio 2007 - ore 21:24 riflessione letargica si sa, sconfinare è pericoloso! se si esce dal proprio mondo, che purtroppo per ciascuno di noi ha ben definite caratteristiche, si rischia molto, ma molto grosso! LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 4 maggio 2007 - ore 10:03 sorridi che la vita ti sorride Oggi sono insolitamente vispo e allegro nonostante il tempo. Peccato solo che se piove così stasera salta l’ apertura di Villa Bonin! Avrei tenuto ad andarci, conosco un PR che mi ha detto che sono previste 5000 persone... ma vedremo, vedremo COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 3 maggio 2007 - ore 10:35 mavete scassato la minchiaaaaaaaa l’avete finita di venire a spiare il mio blog idioti????almeno aveste le palle di venire con il vostro nickname!!! mentecatti!!! non ci scrivo più niente contenti???? niente che possa fregare a voi almeno, ok? LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 27 aprile 2007 - ore 19:38 La rabbia: l’importanza di riconoscerla e di esprimerla con equilibrio (di Chiara Svegliado) Il punto importante da comprendere a proposito della rabbia, e’ che, nonostante venga spesso etichettata come emozione negativa, da evitare in noi come negli altri, di fatto diventa negativa, e soprattutto distruttiva, quando non viene riconosciuta e usata al momento in cui emerge, ma viene repressa con conseguenze dannose non solo per se stessi, ma anche per gli altri. Il problema è che fin dalla tenera età ci viene insegnato che è cattivo e sbagliato esprimere la collera; ancora oggi questa emozione viene considerata inopportuna, irragionevole, associata all’aggressività e al capriccio; La gente è spesso spaventata dalla propria rabbia: teme che la spinga a compiere qualche azione dannosa e, di conseguenza, ci si rifiuta di prestare attenzione alla collera degli altri e si esita ad esprimere la propria. E’ importante quindi considerare che, se non ci siamo mai concessi di esprimere la rabbia, probabilmente ne abbiamo accumulata una montagna dentro di noi. Reprimendola, è più probabile che la rabbia esploda in momenti inopportuni e soprattutto verso persone e situazioni che hanno poco a che fare con la causa originale della rabbia che ci ribolle dentro, ed e’ anche piu’ probabile che ce la prendiamo con chi crediamo sia piu’ debole di noi, non fosse altro che per avere un minimo di senso di potere. Un atteggiamento questo, tipico delle bestie, temere il piu’ forte e sopraffare il piu’ debole, quando invece, l’essere umano, a differenza degli animali, può dominare i suoi istinti. La rabbia repressa si ritorce contro noi stessi con attacchi depressivi e alimenta un sentimento di inferiorità; inoltre, quando la mente non riesce più a gestire i conflitti, il corpo ne soffre. Numerose affezioni psicosomatiche come mal di schiena, ulcere, psoriasi possono essere legate al soffocamento della collera. E’ fondamentale dunque, per la nostra salute psico-fisica, imparare ad esprimere la collera in maniera costruttiva ed appropriata. Senza rabbia si e’ privi di protezione, senza rabbia siamo alla merce’ delle reazioni altrui e non possiamo prevenire tali reazioni dal riaccadere, per noi e per gli altri. La rabbia usata costruttivamente aiuta a sviluppare fiducia in se stessi in quanto non e’ necessario che monti fino ad esplodere per esprimerla. E’ importante riconoscerla al momento in cui emerge, per quello che e’: un meccanismo di protezione che ci segnala che c’e’ qualcosa che non va, una reazione di insoddisfazione intensa, suscitata generalmente da una frustrazione che ci riguarda e che giudichiamo inaccettabile; dunque la rabbia, comunque venga espressa, in modo esplosivo o in forma repressa, agisce come un segnale d’allarme. La nostra rabbia ci mette a conoscenza del fatto che ci fanno del male, che i nostri diritti vengono violati, che i nostri bisogni e i nostri desideri non sono soddisfatti. Imparare a manifestare la propria collera significa conoscere i propri reali bisogni e intrattenere relazioni più autentiche con le persone che ci circondano. ![]() sotto a chi tocca (naturalmente ho capito tutto ) <---- ironia COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 26 aprile 2007 - ore 09:47 quando la cover live spacca più dell’originale (e di gran lunga) e poi ditemi che non sono dei grandi sti qua, anche solo per lenergia che riescono a trasmettere! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 25 aprile 2007 - ore 23:30 25 aprile e consuete polemiche Si è concluso uno di quei giorni che nel nostro paese è da sempre, o meglio, da poco più di 60 anni a questa parte, motivo di discussioni, polemiche, altisonanti atti di fedeltà all’ideale, l’uno o l’altro che sia, parole che pronunciate da noi profani assumono in un certo senso il tono di bestemmie. Chi erano i partigiani? Cos’è stata la Resistenza? E’ un movimento da decantare e celebrare oppure da svilire come da più parti si tenta recentemente? Io vivo in una città che ha due viali con una serie di piccoli alberi sempre ben curati, in questo periodo sono verdi e rigogliosi; alcuni forse malati sono stati tagliati ad un metro dalla radice ma restano ancora lì, sono sacri. Riesce difficile immaginare che da ognuno di quegli alberelli pendesse il corpo esanime di un uomo, in alcuni casi un partigiano, in altri no: quarantatre in totale. Era il settembre del 44, allora gli alberi non dovevano essere vivi come lo sono oggi, in questa calda giornata di primavera. Io non lo so se modi e metodi fossero azzeccati nell’opposizione armata al nazi-fascismo, se altro tipo di ideali fossero infusi da menti più navigate e astute nelle teste dei giovani che componevano le brigate partigiane. So solo che quelli erano ragazzi come me, alcuni anche molto più giovani, anche i quarantatre impiccati lo erano e sicuramente lo erano anche alcuni soldati a cui alcuni di quei quarantatre avevano dato la morte, sui terreni di battaglia del Monte Grappa e dell’Altopiano di Asiago. Sì soldati, quelli che rastrellavano i coetanei partigiani, loro erano ancora soldati, non banditi. Una scelta, signori miei, una scelta proposta con l’alternativa della condanna. Quanti decisero per convinzione se stare con Mussolini o contro di lui dopo l’8 settembre del 43? Non ci sarà mai dato di saperlo. Non sapremo mai quanti fossero i veri fascisti convinti, quanti quelli che accettarono la nuova chiamata alle armi per paura per sè e per i propri parenti, quanti fossero animati da buoni propositi, tutti erano esausti e traditi da un re e da una patria. Allo stesso modo non possiamo sapere quanti fossero i partigiani animati unicamente dal desiderio di liberarci dall’oppressione, quanti fossero quelli che avevano un secondo fine, quanti quelli che non sapevano più che santi chiamare e quanti quelli che non vedevano l’ora di fare i briganti. Avevano per lo più 20 anni e dovevano decidere, sapendo che dalla loro decisione sarebbe dipesa non solo la loro vita, ma anche quella dei loro familiari. Ci fu eroismo nella Resistenza? Probabilmente no, Meneghello, Fenoglio e altri ci danno ecclatanti esempi a riguardo. Ci fu disperazione nella Resistenza? Tanta, questa sì, è fuori da ogni dubbio. Festeggiamo il 25 aprile! Non lo dimentichiamo! Ma festeggiamolo come la data della riconciliazione dopo 20 mesi di guerra civile. Abbandoniamo l’intento encomiastico, quello lasciamolo ad Omero o a Virgilio, altri tempi. Non c’era eroismo nel dare la morte ad uno che poteva aver trascorso l’infanzia con te, c’era solo tanta disperazione. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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