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venerdì 10 febbraio 2006
ore 13:08 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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I COMMENTI (1)
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venerdì 10 febbraio 2006
ore 10:02 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Lasciatemi stare qui stasera.
Seduta su questo avanzo di marmo,
a specchiarmi nella levigatura.
Ho bisogno di fissare di nuovo la mia immagine,
per assicurarmi che è sempre lì,
fedele ai miei movimenti.
Nonostante le lacrime,
nonostante la sfiducia.
Nonostante tutto...
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I COMMENTI (1)
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martedì 7 febbraio 2006
ore 13:40 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Vittima di una follia passionale.
Perversione mi chiamano,
ma io sono soltanto
lamore improbabile.
Il vento dellinverno,
le dita degli amanti..
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I COMMENTI (8)
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lunedì 6 febbraio 2006
ore 16:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Immagino che molti tra coloro che leggono i giornali in questi giorni si chiedono "ma perché i NO TAV hanno bloccato la fiamma olimpica??" oppure "cosa centrano le Olimpiadi con i NO TAV???"
Intanto è opportuno precisare che la fiamma olimpica non è stata bloccata fisicamente o spenta da alcun NO TAV come comunicato dagli organi di stampa. Certo ieri vi era sicuramente un"accesa opposizione in tutta la bassa Val di Susa (sicuramente più marcata di quella in alta valle). Ma mi pare che l"intenzione della stragrande maggioranza dei manifestanti fosse quella di manifestare pacificamente contro il passaggio della fiamma olimpica. Il dubbio che prevale tra i NO TAV oggi è il seguente: quanto la fiamma olimpica sia stata dirottata volontariamente per accreditare l"ipotesi di coloro che sostengono che il movimento vuole a tutti i costi ostacolare i Giochi Olimpici?
A mio avviso è comunque vero che in questi giorni il movimento NO TAV non si è dimostrato così coeso ed efficace come nelle giornate di Venaus dello scorso dicembre.
In particolare, hanno preso forma due correnti abbastanza distinte (anche se esistono elementi di condivisione e di unione tra di esse): una sostiene che il movimento si debba attivamente opporre anche alle Olimpiadi, contrastando L"iniziativa nel loro complesso; l"altra si fa invece portatrice di un messaggio coerente e preciso: SÌ OLIMPIADI, NO TAV. Cioè: passino le Olimpiadi, ma il TAV non passa.
Delle due componenti NO TAV, la prima contesta l"ideologia delle Olimpiadi moderne: sponsor che si dimostrano altrove aziende molto poco etiche (le azioni della Coca-Cola contro i sindacalisti colombiani è soltanto un esempio), opere pubbliche che stravolgono il territorio, gestione del denaro pubblico inappropriata, ecc. In pratica, forti dei successi ottenuti nel ritardare (e forse impedire) la realizzazione dell"attuale progetto Torino-Lione (così come concepito), coloro che hanno aderito a questa prima frangia del movimento oggi desiderano associare al movimento NO TAV sempre più un contenuto politico/ideologico ed allargare lo scopo della protesta ad altre grandi opere ed altre iniziative (Ponte di Messina, Olimpiadi, Mose, ecc)
Ciò che oggi forse non si legge in modo chiaro e inequivocabile è che esiste un altro fronte del movimento NO TAV che, come ha sempre fatto, intende protestare pacificamente (con bandiere, slogan e canzonette per intenderci) contro la lentezza con la quale il Governo tende a reagire agli stimoli forniti dalle amministrazioni locali e fare notare la propria presenza sul territorio. Il messaggio che si vuole diffondere in questo caso è essenzialmente il seguente "Caro Governo, ci siamo anche noi, siamo qui, all"interno territorio olimpico nel quale viviamo, non siamo scomparsi, stiamo aspettando una risposta in merito alla questione TAV, quando pensi di farci sapere qualcosa? Noi siamo in attesa, non ci siamo dimenticati e neppure stancati, infatti non per nulla gridiamo "sarà düra"!"
"Già ma la tregua Olimpica???" e ancora "Che figura ci facciamo con il mondo???" sono le altre domande che qualcuno potrebbe giustamente porre ai manifestanti NO TAV che ieri sono scesi in strada.
La risposta a queste domande è nelle mani e nelle azioni del Governo. Purtroppo è da prima di Natale che i Sindaci della Val di Susa attendono una risposta dal parte del Governo su punti precisi sollevati in seguito alla discussione avuta a Roma. E siccome questo Governo sembra avere qualche difficoltà a capire e/o a considerare le proposte dei valligiani, il movimento a mio avviso ha il compito di sollecitare le risposte del Governo.
C"è da augurarsi che l"opinione pubblica vorrà scusare l"atteggiamento di quei NO TAV che in questi giorni molto probabilmente continueranno a manifestare pacificamente, cercando sempre di motivare la loro protesta.
LUCA MEYER
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I COMMENTI (2)
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lunedì 6 febbraio 2006
ore 13:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
SCRIVI UN NUOVO MESSAGGIO (questo BLOG è stato visitato 6666  volte) ULTIMI 10 VISITATORI: code, acido56, Kissa, ospite, Thunderrs, ika80, ospite, Rozzo, tiredbrain, Sephirot [ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
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lunedì 6 febbraio 2006
ore 12:40 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Compresso nel
pathos involuto
cancello il cuore
per denigrare
la sorte
e afferro un pensiero
per riscoprire
la mente.
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I COMMENTI (1)
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lunedì 6 febbraio 2006
ore 08:21 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LA NOSTRA FIACCOLA "OLIMPICA"
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I COMMENTI (1)
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venerdì 3 febbraio 2006
ore 15:57 (categoria:
"Vita Quotidiana")
I Giochi Olimpici di "Torino 2006" che fra pochi giorni prenderanno il via, non mancheranno di essere ricordati a lungo, ma non saranno atleti, medaglie e prestazioni sportive ad essere oggetto della memoria, in quanto proprio lo sport si manifesterà come il grande assente di queste Olimpiadi.
Mai come in questo caso (anche se nella storia olimpica recente i precedenti certo non mancano) gli unici veri protagonisti dei Giochi, fin dai primi momenti della loro preparazione, sono stati il business selvaggio, la speculazione indiscriminata, il mancato rispetto dei diritti dell’individuo, lassoluto disprezzo nei confronti del territorio e dellambiente.
Lorganizzazione della manifestazione, che per ironia della sorte annovera fra i suoi palcoscenici proprio quella Valle di Susa che ha avuto il coraggio dinsorgere contro lennesima speculazione portata avanti dai grandi poteri politici, economici e finanziari, ha fatto fino ad oggi parlare di sé per peculiarità che non rivestono in verità un carattere prettamente sportivo.
Laver bruciato, in un paese come il nostro che oggettivamente non versa certo in un buon stato di salute economica, enormi risorse finanziarie per circa 4 miliardi di euro (lequivalente del progetto per il ponte sullo stretto di Messina) nella costruzione dinfrastrutture invasive e spesso di dubbia utilità e nella cementificazione sistematica delle località montane teatro delle future gare, non è stata unazione dalla quale potere esperire i dettami di quello "spirito olimpico” che avrebbe dovuto animare gli organizzatori.
Il sistematico utilizzo nei cantieri olimpici, che hanno trasformato Torino in una città più adatta alle talpe che non al normale deambulare degli esseri umani, di manodopera in nero pagata dai 3 ai 5 euro lora e privata dei più elementari diritti che spettano a un lavoratore, si è rivelato uno "sport estremo" che è stato causa dinnumerevoli incidenti in quella nuova disciplina olimpica che è il "lavoro tramite caporalato".
L’assunzione di circa 40.000 volontari ai quali demandare la manovalanza nella macchina organizzativa e nella gestione dell’accoglienza ha contribuito a creare una nuova forma di occupazione a costo zero che anziché distribuire ricchezza si contenta di dispensare quei buoni sentimenti (purtroppo ipocalorici e poco commestibili) tanto cari agli organizzatori del Toroc che ne fanno volentieri a meno devolvendoli a piene mani. Questi volontari saranno gratuitamente forniti di una divisa sgargiante che, per aiutare l’occupazione piemontese, si è pensato bene di fare fabbricare in Cina.
Almeno 15.000 uomini delle forze dellordine invaderanno Torino e le vallate olimpiche per garantire la sicurezza degli atleti, degli addetti ai lavori e degli abitanti, anche se gli abitanti, in special modo quelli della valsusa, dopo le recenti esperienze ritengono di sentirsi molto più sicuri quando caschi scudi e manganelli evitano di fare capolino di fronte alle loro case.
Il "braciere olimpico" nel quale arderà il sacro fuoco, il più grande della storia, brucerà 8000 metri cubi lora di gas, per un totale di circa 3 milioni di metri cubi durante lintera durata dei giochi, tutto ciò mentre a causa della penuria dei rifornimenti russi, lo Stato ha chiesto ai cittadini di diminuire il riscaldamento nelle case per far fronte all’handicap energetico.
Il business collegato agli sponsor, fra i quali spiccano nomi quali "Coca cola, Adecco, Mc Donalds e Finmeccanica (fra i più grandi magnati mondiali della produzione di armi)" tutte multinazionali che notoriamente trovano nello spirito olimpico e sportivo la vera ragione della propria esistenza, si è rivelato quanto mai redditizio. Talmente remunerativo da avere dato origine ad un vero e proprio "supermercato olimpico" nel quale saranno in vendita gadget di ogni genere e foggia, intere collezioni di abbigliamento, scarpe, occhiali, tazze, profumi, puzzles, vini, cioccolatini ed ogni altro oggetto sul quale sia possibile applicare un logo.
In ossequio alla Coca Cola, fra gli sponsor più impegnati nel campo del sociale, soprattutto in Colombia dove risulta essere leader indiscussa in questo genere di tematiche, gli organizzatori sono perfino riusciti a superarsi, dimostrando una volta di più che al peggio non vi è mai limite. La fiaccola olimpica, disegnata con una foggia avveniristica che non avrebbe mancato di entusiasmare Filippo Tommaso Martinetti, ed opportunamente griffata con il marchio della bevanda è stata deputata ad attraversare le strade di ogni città e cittadina del nostro Paese, nella quale fossero presenti almeno un migliaio di anime in grado di recepire il "messaggio olimpico" opportunamente veicolato da furgoni e banchetti della multinazionale. Alcune volte nel proprio incedere fra le vie cittadine i tedofori che si sono fatti carico di trasportare la fiaccola sponsorizzata sono stati oggetto di contestazioni veementi da parte di cittadini che non sono riusciti a cogliere lo spirito di sport e convivialità che traspare in maniera adamantina da questi Giochi Olimpici. Tutta colpa ovviamente dei NO TAV valsusini che hanno innescato nel paese il germe del sospetto e della contestazione.
La cosa più avvilente fra tutte è che mancano ancora alcuni giorni allinizio delle Olimpiadi e per almeno un mese saremo costretti a sopportare la farsa di questa manifestazione divisa a metà fra business e speculazione edilizia, ma in grado di catalizzare tutta l’attenzione mediatica, poiché lo spirito olimpico, si sa, in fondo in fondo è quello che conta.
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venerdì 3 febbraio 2006
ore 13:48 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Come puoi chiedermi calore?
Sono ghiaccio
Posso solo bruciare
E poi svanire..
Lasciando solo gelo
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I COMMENTI (1)
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venerdì 3 febbraio 2006
ore 11:41 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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