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CITTA': VALLE DI SUSA (TO)
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venerdì 30 settembre 2005
ore 13:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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I COMMENTI (5)
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venerdì 30 settembre 2005
ore 11:57 (categoria:
"Vita Quotidiana")
PROVA
1 2 3 PROOOOOOOVA
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I COMMENTI (1)
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giovedì 29 settembre 2005
ore 12:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"PARLA LA REGINA DEI FAERIE
Una donna-bambina dal volto uguale al mio regna ora su Avalon. Un momento fa a regnare era sua madre, e fra un momento sarà forse della figlia di Igraine, che somiglia così tanto alla mia SIanna. Ci sono state molte Somme Sacerdotesse da quando Lady Caillean è morta e Sianna ha indossato le vesti della Signora di Avalon, e alcune hanno ereditato il titolo per diritto di sangue, altre perchè un antico spirito era rinato in esse.
Sacerdotessa o regina, re o mago, più e più volte il disegno cambia e si riforma. Gli umani credono che tutto ciò che conta sia il sangue e sognano delle dinastie, ma io osservo l’evoluzione dello spirito che trascende la mortalità. Questa è la differenza: di vita in vita e di era in era essi crescono e cambiano, mentre io resto eternamente immutata.
Lo stesso accade sulLIsola Sacra. A mano a mano che i preti di questo nuovo culto che negano qualsiasi dio che non sia il loro accentuano la morsa sulla Britannia, lAvalon delle sacerdotesse si allontana sempre più dalla sfera di conoscenza dellumanità, senza però poterne mai essere del tutto separato, come noi del popolo dei Faerie abbiamo scoperto, perchè lo spirito trascende tutte le dimensioni e questo vale anche per lo Spirito che si cela dietro le loro divinità.
Sta per giungere una nuova era in cui Avalon sembrerà agli uomini distante quanto la terra dei Faerie lo è adesso. Questa ragazza che governa dalla sommità del Tor cercherà di usare i suoi poteri per cambiare quel destino e colei che la seguirà farà altrettanto, ma falliranno. Perfino il Difensore, quando arriverà, dominerà per soltanto per breve tempo. Come potrebbe essere altrimenti, dato che la Vista degli uomini è soltanto un istante della vita del mondo?
Saranno i loro sogni a sopravvivere, perchè un sogno è immortale... come lo sono io... e anche se il mondo dovesse cambiare completamente, poichè i suoi eventi si riflettono qui, ci saranno sempre posti in cui un pò della luce del mondo ultraterreno risplenderà nel mondo degli uomini, e quella luce non andrà perduta per la razza umana finchè gli uomini continueranno a cercare consolazione in questa terra sacra chiamata Avalon."
(Marion Zimmer Bradley - La Signora di Avalon)
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I COMMENTI (2)
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mercoledì 28 settembre 2005
ore 07:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
STORIE IRLANDESI

I Danaan regnarono a lungo sull'Irlanda ma neppure il loro dominio durò in eterno. A sottometterli, stavolta, provvidero i Milesi, anch'essi giunti da Ovest, dove si situava la Terra dei Morti.
Gli sconfitti però non se ne andarono del tutto, ma grazie alle arti magiche, di cui erano maestri, si limitarono ad avvolgersi in un velo di nebbia, che potevano togliere o mettere a piacere. Da allora esistono due Irlande, quella terrena e quella sovrannaturale governata dal Dagda, il signore supremo. Là dove l'uomo comune vede soltanto foreste, prati, colline, sorgono gli antichi manieri degli dei sconfitti, che vi portano avanti la loro esistenza invisibile, tra amori, giochi e banchetti fatati.
Del resto tocca proprio a uno di loro, l'antica regina Erinn, l'onore di dare nome all' Isola. E se è vero che, nelle leggende più tarde, i 4 bellissimi figli del re Danaan Lyr, tramutati in cigni dalla perfida matrigna Aoife, chiedono il battesimo prima di morire, al termine di un lunghissimo incantesimo durato 900 anni, e lo stesso fa l'ancella Ethnè, dopo aver perso il velo dell'invisibilità, è vero anche che i miti celtici sono duri a morire e dietro a tanti santi cristiani, Brigida, Rocco, Orso, Colombano, sonnecchia ancora qualche antico Danaan, spirito libero della natura e della foresta.
In Irlanda il mondo fatato non è poi così inaccessibile come sembra e c'è sempre un momento e un luogo giusto per attraversare il confine tra visibile e invisibile. Può allora accadere che, nel corso di una delle 8 antiche festività celtiche, un vivente si rechi in visita nelle colline del Sidhe, per rimanervi esattamente "un anno e un giorno" o che un essere fatato sposi un uomo o una donna mortale dando vita a un bambino destinato alla gloria.

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I COMMENTI (4)
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martedì 27 settembre 2005
ore 12:52 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Tutti noi conosciamo il mito di Excalibur, la leggendaria spada nella roccia che designò il destino dello scudiere Artù. Ma forse non tutti sanno che l'unica spada nella roccia di cui sia stata documentata l'esistenza è in Italia, e precisamente all'interno dell'Abbazia San Galgano, in Toscana.

L'abbazia di per sé possiede un fascino unico, con il suo tetto scoperchiato ed il pavimento d'erba verdissima. Sull'autenticità della spada (cioè sul fatto che non sia frutto di un falso storico o di un abile artigiano dell'epoca) non ci sono dubbi: quella spada non si capisce come abbia fatto ad essere conficcata così saldamente in una roccia.
Quando la spada di Galgano divenne parte della pietra (metà del 1100) l'epopea arturiana era ai suoi inizi, anzi addirittura non era ancora nata: la storia di Galgano precede di ben 20/25 anni la compilazione della primissima versione del ciclo del Graal, stilata da Chrétien de Troyes. Pertanto anche l'ispirazione non è da ricondursi ad un folclorico richiamo alla nobiltà bretone: la spada di San Galgano era già lì, a testimonianza forse di un miracolo, e di certo di un mistero.

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I COMMENTI (1)
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martedì 27 settembre 2005
ore 09:23 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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I COMMENTI (1)
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martedì 27 settembre 2005
ore 07:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno.
Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze, possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri.
Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato,non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico a sorridere e ognuno intorno a te a piangere.
Paulo Coelho
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lunedì 26 settembre 2005
ore 07:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LEGGENDE...

Forse non tutti sanno che le Dolomiti vengono chiamate anche Monti Pallidi a seguito di un prodigioso incantesimo avvenuto ai tempi dell'antico Regno delle Dolomiti, quando la roccia delle montagne aveva lo stesso colore delle Alpi. Tale regno era ricoperto di prati fioriti, boschi lussureggianti e laghi incantati. Ovunque si poteva respirare aria di felicità e armonia meno che nel castello reale. Bisogna infatti sapere che il figlio del re aveva sposato la principessa della luna, ma un triste destino condannava i due giovani amanti a vivere eternamente separati. L'uno non poteva sopportare l'intensa luce della luna che l'avrebbe reso cieco, l'altra sfuggiva la vista delle cupe montagne e degli ombrosi boschi che le causavano una malinconia talmente profonda da farla ammalare gravemente. Ormai ogni gioia sembrava svanita e solamente le oscure foreste facevano da solitario rifugio al povero principe. Ma si sa, però, che proprio le ombrose selve sono luoghi popolati da curiosi personaggi, ricchi di poteri sorprendenti e capaci di rovesciare inaspettatamente il corso degli eventi. Ed è così che un giorno, nel suo disperato vagare, il principe si imbattè nel re dei Salvani, un piccolo e simpatico nano in cerca di una terra per il suo popolo. Dopo aver ascoltato la triste storia del giovane sposo, il re dei Salvani gli propose, in cambio del permesso di abitare con la propria gente questi boschi, di rendere lucenti le montagne del suo regno. Siglato il patto, i nani tessero per un'intera notte la luce della luna e ne ricoprirono tutte le rocce. La principessa potè così tornare sulla terra per vivere felicemente assieme al suo sposo e le Dolomiti presero il nome di Monti Pallidi.
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venerdì 23 settembre 2005
ore 16:44 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Notte di fiori in cielo, di coriandoli
tra le stelle;
notte di scialli nuvolosi e di
scintille sparse;
di nasi castigati all’insù ed d’ombre
vane, notte oltre i fumi d’amaranto
e squilli di luna in prima fila
oltre il buio cieco che fa strizzare
gli occhi.
Notte di festa
di tuoni sordi, di suoni artigianali;
campane ancora per un anno…
affinché portino il cielo in terra
a fecondare i campi con preghiere e
ceri.
Notte piena di pensieri vuoti,
d’oscurità assorta all’ultimo
frastuono di gioia che socchiude
l’uscio al sonno; vetri che spalancano
la memoria mentre le lucciole riaprono
le danze in cielo.
Notte… calma del sapere…
pace dell’essere, comunque…
alba attesa tra le tue labbra, carne
profumata.
Mio vecchio Borgo, stalla del vento,
fuoco di pane, casa del cuore.
Ti vedo ancora lì, spillo appuntato
appena ad echeggiare il lento e
costante andare
dello zoccolo ferrato… che sa di fieno!
(BLU)
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venerdì 23 settembre 2005
ore 11:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Poichè il vino era ed è una così sacra bevanda, i Pagani dei tempi antichi chiamavano questo mese lunare " La Luna di Vino ".
E' anche conosciuta come la Luna di raccolto, la Luna che canta, Haligmonath, Witumanoth, La Luna dei cerbiatti che solcano la terra
Spiriti della natura : le fate radunate
Erbe : finocchio, grano, valeriana, segale, copale
Colori : marrone, giallo-verde, giallo
Fiori : narciso, lillà
Profumi : storace, gardenia, bergamotto
Cristalli : peridoto, olivina, crisolite, quarzo citrino
Alberi : nocciolo, larice, alloro
Animali : serpente, sciacallo
Divinità : Demetra, Cerere, Iside, Nephthys, Freya, Thoth
Energia : il riposo dopo il lavoro; equilibrio tra la Luce e Oscurità. Organizzazione. Mettere a nuovo la materia fisica, mentale, emozionale e spirituale.
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