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tutto ciò che nn è scritto...

HO VISTO

la felicità andare via di schiena, babbo natale, il mare arrabbiato, tanti concerti del liga,il sole sorgere, mia nonna ridere, i biscotti fatti a cuoricino,parole andarsene con un colpo di vento, il tramonto,terremoti interiori,jonny winnie elf. e ape,il cielo sopra Berlino, il suo nome lampeggiare nel display del cell, Londra,tulipani azzurri, due occhi innamorati, il muro, l’oceano, persone sole, un regalo inaspettato, la fame e la sete,l’arcobaleno a Parigi, cuori pieni con teste vuote, la primavera, "ciao, mi manchi", treni andare via, sogni infranti, hotel senza bidet, gente andarsene, il mare da una barca, chi sa davvero perdonare, il torero allucinogeno, mille storie sulle nuvole

STO ASCOLTANDO

...la pioggia che cade...



*************************
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ABBIGLIAMENTO del GIORNO





ORA VORREI TANTO...












STO STUDIANDO...

..me stessa!!!




OGGI IL MIO UMORE E'...







ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) vedere la falsità delle persone che per interesse personale o anche solo per divertimento sono capaci perfino di cambiare comportamento per un periodo lungo di tempo..
3) Non è facile.

Vestirsi di coraggio la mattina.

Coprire di risate il proprio stato d'animo.

Chiudere i pensieri in una stanza buia.

Mandare a monte i propri sogni.

Dare un senso alla vita.

Aprire la porta del cuore.

Mangiare le proprie lacrime.

Azzitirsi davanti al suo sguardo.

Negare i propri sentimenti.

Lasciarsi andare.




Non è facile.




MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) ...Essere se stessi,nella situazione più difficile come in quella più banale... e notare che in ogni circostanza le persone che valgono davvero,che ci stimano e apprezzano per ciò che realmente siamo sono sempre li... accanto a noi..pronti ad accoglierci con un sorriso.
3) Un ti voglio bene!sincero..
4) un bambino e un pezzo di pane, due cose semplici: mettetele assieme, guardate un bimbo che morde un pezzo di pane: la semplicità è meraviglia


***
PARIPAMPU’
ECCOMI
QUA
***



...RICORDA:
ciò che dai sarà TUO per sempre...







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mercoledì 15 ottobre 2008 - ore 21:16


malinconia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


stasera avrei bisogno di due cose
1)di un abbraccio sereno
2)di una lunga chiacchierata (non necessariamente impegnata).

ma non ho nessuna delle due cose.

...allora il mio pensiero stasera va:
-a chi di sicuro non sta pensando a me xkè ha una vita, dove io non ci sono, da vivere
- a chi non capisce che in guerra dovrebbe unire la solidarietà e non la disperazione
- a chi come me dopo 7 ore di lavoro ne ha perse (ripeto PERSE!) quasi altrettante a studiare
- a chi stasera crede di trovare la sua amica take away, ma invece si sbaglia xkè io non ci sarò, mi spiace.
- a chi mi voleva bene e non me ne vuole più, non conta il xkè
- a chi crede ancora che le parole possano nutrire a sufficienza, e non ha ancora capito che distruggono e basta.
- a chi non si preoccupa se ti sta facendo sorridere o piangere
- a chi tanto gli fa averti vicino o averti lontano
- a chi mi chiama "ingenua" xkè credo alle favole e ai miny pony
- a chi mi dice stai sbagliando, ma non mi aiuta a correggere i miei errori
- a chi mi dice dovresti sorridere di più (xke quando sorrido sono più bella) ma non si preoccupa di provare a provocare nemmeno mezzo sorriso in me

vi penso
stasera più del solito.


a chi c’è...da sempre
e da poco...
e per caso...
a chi sa perdonarmi perchè in questo momento non riesco ad "esserci" io........GRAZIE!





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martedì 14 ottobre 2008 - ore 15:10


..chissà se tutti impariamo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,...
non e’ quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore.

E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
ci sono cose che non se ne andranno mai.
E impari che non ti resta che amare, anche al posto di chi non lo sa fare.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.


( Anonimo )



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lunedì 13 ottobre 2008 - ore 12:43


prenotato.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


visto che quest’anno non riceverò regali per il mio compleanno...
me ne sono fatta uno da sola.
ormai è deciso, finisco ste due tre robette che ho in sospeso qui e poi arrivo



aspettami


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sabato 11 ottobre 2008 - ore 16:11


oggi no
(categoria: " Vita Quotidiana ")


non ce la faccio.



e i calci non aiutano.
perchè i calci rimangono calci
anche nei miei deliri di potenziale ottimismo non riesco concretamente , per quanto mi applico, a leggerli come "spinte"

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venerdì 10 ottobre 2008 - ore 09:12


servirà a poco...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


so che non serve, ma so anche che oggi tocca agli insegnati..domani toccherà a me.quindi la pubblico per solidarietà.

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, UNIVERSITÁ E RICERCA

Gentile Ministro,
potrei cominciare dicendo che la scuola ha problemi diversi dal ripristino del grembiule, ma non lo farò proprio per il rispetto dovuto a quei problemi. Come i Suoi ultimi predecessori, anche Lei ha commesso un errore di prospettiva: il Ministro Moratti pensava di doversi occupare delle famiglie; il Ministro Fioroni credeva di doversi occupare dei ragazzi (sospinto anche dai numerosi episodi di cronaca); Lei ritiene che sia Suo dovere pensare a noi insegnanti. E alla scuola chi ci pensa?

Mi scusi se glielo ricordo, ma ci sono altri Suoi colleghi che si dovrebbero occupare di questi soggetti (Ministro della Funzione Pubblica, quello delle Politiche giovanili, quello degli Affari sociali). Lei è prima di tutto il Ministro della scuola: è ad essa che deve pensare, al suo funzionamento, alla sua organizzazione, alla sua qualità. E se per fare questo, talvolta è necessario scontentare alcune famiglie, una parte di studenti, la categoria dei docenti: pazienza! Non si può accontentare tutti. Quando si cerca di farlo, in genere si creano solo dei pasticci. Così il Ministro Moratti ha istituito l’anticipo, cercando di rispondere ad esigenze e bisogni presunti dei genitori e facendo un danno irreparabile alla scuola; così il Suo diretto predecessore ha emanato tutta una serie di circolari e norme volte a ripristinare serietà e ordine (recupero debiti, prove aggiuntive negli esami…) che hanno creato solo confusione e sconcerto; così Lei, nelle Sue prime dichiarazioni, richiede più impegno agli insegnanti, rivendicando per loro, al contempo, maggiori riconoscimenti di carriera e di stipendio. Mi perdoni il modo diretto con il quale glielo dico ma "Lasci perdere".

Lei sa meglio di noi che non ci sono le risorse economiche per mantenere certe intenzioni. Dire poi che queste verranno reperite dai risparmi ottenuti dalle riduzioni di personale e dalle razionalizzazioni (chiusura di sezioni, classi, scuole) è come porgere una pala ad un condannato a morte e annunciare che può scavarsi la fossa delle dimensioni che vuole, per stare più comodo. Cosa potrei farmene di qualche euro in più di stipendio (ammesso e non concesso che venissero davvero utilizzati così) a fronte di un aumento del rapporto alunni/insegnanti, della cronica mancanza di strutture, materiali, strumenti, dell’aumento delle problematiche sociali cui devo far fronte senza il minimo supporto? Lei rilascia interviste nelle quali dichiara che la presenza di molti bambini stranieri nelle nostre classi non la preoccupa in quanto vi intravede una risorsa piuttosto che un problema. Anche io la penso così. Ma perché la "profezia" si avveri c’è bisogno di risorse, umane e materiali. C’è bisogno di compresenze in quelle classi perché quei bambini possano essere seguiti sin dalle prime fasi del loro inserimento, c’è bisogno di mediatori culturali che costruiscano ponti di relazioni con le famiglie, c’è bisogno di strumenti che facilitino la comunicazione dei saperi.

Lei è davvero convinta che si possa fare tutto questo in sezioni di scuola dell’infanzia di 28 bambini o in classi di scuola primaria di 25 o di scuola secondaria di 30 alunni? E contestualmente, pensa di aumentare le ore di permanenza e di mandare a regime l’anticipo nella scuola dell’infanzia senza potenziare gli organici, senza valutare le strutture esistenti? Ci pensi, Ministro, quando scriverà la prossima circolare sulle iscrizioni.

Ma Lei insiste nel parlare del ruolo dell’insegnante e ripristina il voto in condotta come strumento per riappropriarsi del controllo sulla classe, per ristabilire quell’ordine che sembra inesorabilmente perduto, se solo ci si affaccia su molti siti esposti nella rete. Non le pare un po’ semplicistica come risposta? Plauto, in una sua commedia, riferendosi a un tizio che non si trova più, fa dire ad un personaggio: «O è morto o fa il maestro!». Già, perché ai tempi di Plauto fare il maestro era un lavoro da schiavi e quindi era lecito accostare la sua situazione esistenziale a quella di un defunto, di qualcuno che, socialmente, non esisteva. Poi ci sono stati tempi in cui, quando passava un maestro (o perfino una maestra) per strada, le persone salutavano e si toglievano il cappello in segno di rispetto e considerazione. Chi ci ha ricacciato nella condizione di schiavitù? Di chi è la colpa di questo declino inarrestabile? Tutta e solo degli insegnanti? Possibile che si concentri, in virtù del caso, in questa categoria tutta l’ignoranza, l’incompetenza, la mancanza di deontologia professionale dell’universo mondo? No, gentile Ministro, non può essere e non è così.

Tutto questo è il frutto di politiche sbagliate, di scelte colpevoli fatte da chi avrebbe avuto il dovere di salvaguardare l’onorabilità della categoria per difendere la scuola della Repubblica. E invece sono dieci anni che non si bandisce un concorso ordinario per titoli ed esami e si continua ad assumere personale sulla base di criteri arbitrari, fortunosi, non trasparenti. Lei obietterà che il concorso non garantisce di per sé l’assunzione di buoni insegnanti; e questo è pur vero. Però istituisce un principio di uguaglianza di opportunità tra chi aspira alla professione, fissa (attraverso il programma di esame) alcuni indicatori di competenza che vengono richiesti, stabilisce che si debba studiare ed essere preparati. Negli ultimi anni si è assunto di tutto: precari "storici", insegnanti di religione (che immancabilmente, dopo il passaggio in ruolo, hanno rinunciato a quell’insegnamento per entrare nei ruoli comuni) e chi più ne ha più ne metta. Che dire di quelli cui è consentito considerare l’insegnamento come una fonte di guadagno integrativo rispetto ad un altro lavoro, quello vero, più prestigioso e spesso più redditizio? E di quanti sono stati assunti in virtù di punteggi ottenuti per l’assistenza a familiari bisognosi e che poi vengono spediti a insegnare a centinaia di chilometri di distanza, o per invalidità che non consentirebbero neanche di lavorare in un centralino e ai quali vengono affidate classi di 25/28 ragazzini? Fra di loro ci sono sicuramente persone di valore, ma è un fatto assolutamente casuale, non voluto, non necessario.

Si dà l’impressione, cioè, (ma non è solo un’impressione), che per fare l’insegnante basti iscriversi in una graduatoria e poi aspettare più o meno pazientemente che la fortuna giri a tuo favore e che venga estratto l’anno in cui hai lavorato di più. E invece questo è un mestiere alto, complesso, difficile, che richiede una solida formazione teorica e un’altrettanto forte propensione alla ricerca. I maestri non fanno scuola: fanno la scuola. Più dei dirigenti, degli ispettori, dei ministri. Sono loro che proiettano gli individui verso il loro futuro, che ne orientano le scelte, che educano le intelligenze verso traguardi inizialmente insospettabili. O almeno, questo dovrebbero essere. Certo non ci può aspettare tanto da degli schiavi, da ombre confuse, strattonate da tutti, alla ricerca vana di un orizzonte di senso cui aggrapparsi. Sì, Ministro, perché anche questo manca; anzi, si fa di tutto per farlo mancare. Ho letto proprio oggi che nelle scuole lombarde si insegnerà la rianimazione cardiovascolare. Bravi! E poi? Perché non la tracheotomia o come prevenire l’insorgere delle verruche? E di insegnare a leggere e scrivere potrebbero occuparsi i volontari delle Misericordie! I ragazzi si schiantano con le auto il sabato sera? La colpa è della scuola ed è lei che deve rimediare con un apposito corso di educazione stradale. Le adolescenti rimangono incinte?

La responsabilità è della scuola e via ad un progetto di educazione alla sessualità consapevole. Scoppiano gli incendi d’estate? Perché non proporre un fantastico percorso di educazione ambientale? Non si sa dove mettere i bambini di due anni perché mancano i nidi? Mandiamoli a scuola! A questo si deve aggiungere l’incessante avvicendarsi di riforme e riformine più o meno epocali e storiche che piovono dal cielo senza che nessuno ne senta il bisogno o la necessità.

Che senso ha tutto questo? Sono davvero questi i compiti degli insegnanti? Ci avete trasformati in dilettanti allo sbaraglio, in bricoleurs più o meno entusiasti, in animatori disperati alla continua ricerca di "giochi di prestigio" capaci di "intrattenere" per qualche ora un pubblico distratto ed ostile; continuate ad offendere senza capire, ad insultare senza aver mai neanche provato ad ascoltare. Perché i ragazzi o i genitori dovrebbero aver rispetto di noi, se i ministri per primi dichiarano pubblicamente che siamo un mucchio di fannulloni incompetenti privi di qualunque coscienza professionale? A che può servire il sette in condotta in un clima di questo tipo? Perché vede, Gentile Ministro, io non sono mai stata tenera con la mia categoria: l’ho sempre trovata deludente e francamente indifendibile. Ma io posso dire questo, perché ogni mattina vado a scuola e sostituisco i colleghi che mancano, e organizzo le attività in modo che le classi non debbano essere divise, coordino progetti, reperisco il materiale, cerco di spiegare a genitori confusi come interpretare norme illogiche e incongruenti (per esempio che bambini di tre anni possono stare a scuola 50 ore a settimana, mentre per i loro fratellini di sei anni ne sono sufficienti 27).

Lei e i Suoi colleghi invece, non potete. Perché Lei dovrebbe essere la garante della difendibilità della categoria, perché è Lei che assume, è Lei che forma, è Lei che firma i contratti, è Lei la responsabile istituzionale della qualità della scuola. Lo so che “la congiuntura internazionale non è favorevole e che l’eredità del precedente governo è pesante” ( come vede, sto studiando da ministro anch’io), ma nessuno le chiede sforzi eroici. Intanto, invece di sparare nel mucchio, sarebbe interessante cominciare a distinguere. Quanti dei fondi stanziati dal Suo Ministero per i progetti e i Piani nazionali si "perdono" tra agenzie, comitati più o meno scientifici, esperti e coordinatori più o meno qualificati, e quanti vanno invece agli insegnanti che dovrebbero essere «i veri protagonisti dell’innovazione»?

Sarebbe bello che, oltre ad un’analisi approfondita delle carenze, si cominciasse a riflettere sul come sia possibile che le scuole di questo paese continuino il loro lavoro nonostante tutto, si cominciasse a discutere di come si insegnano le scienze, come si fa per far comprendere la matematica, per far amare la lingua e la poesia, come si risponde alla noia, al disagio, alla mancanza di orizzonti ideali all’interno dei quali crescere, all’interno dei quali costruire il proprio futuro. Un Ministro che invece di cercare di lasciare un segno di sé appiccicando il suo nome all’ennesima "rivoluzione" scolastica, stimolasse un dibattito serio e competente sul ruolo della scuola nel paese, coinvolgesse le energie e le intelligenze con l’obiettivo di creare un clima, una tensione costante, un’attenzione profonda sul mondo della scuola, è destinato a rimanere un’illusione? Ci dobbiamo rassegnare al chiacchiericcio sulle maestre pedofile, al pettegolezzo sulle prof riprese coi telefonini, a confrontarci e a dibattere sulle parodie della scuola, stile Amici di Maria De Filippi? Nel Suo discorso programmatico alla Commissione Cultura della Camera, Lei ci ha chiesto uno scatto d’orgoglio. Ci ha spronato a dimostrare che «non siamo cattivi come ci dipingono».

Gentile Ministro, io lavoro nella Scuola dell’Infanzia da venti anni e in questi venti anni non ho fatto altro che questo: essere orgogliosa del mio lavoro e cercare di dimostrare con i fatti, giorno per giorno, che quel lavoro aveva un senso e un valore. Ora basta: io sono stanca. Non ho più voglia di dimostrare niente a nessuno. Badi bene: non ho detto che non più voglia di lavorare nella scuola. Questa, inspiegabilmente, mi è rimasta. Continuerò ad andare a scuola ogni mattina, a lavorare con e per i bambini, con e per le famiglie, come ho sempre fatto. Ma senza retorica e senza pensare (come ingenuamente ho fatto in questi anni) che questo mio lavoro possa avere un senso più generale, che possa andare al di là e oltre quei bambini e quelle famiglie che ho davanti.

Però Le propongo una sfida e si tratta di qualcosa di semplice, mi creda. Lei è avvantaggiata rispetto ai Suoi predecessori perché io non mi aspetto nulla da Lei e quindi anche il più piccolo gesto, sarebbe sufficiente. Mi stupisca, Ministro: abbia Lei per prima uno scatto d’orgoglio, mi dimostri che la scuola Le sta a cuore almeno quanto a me, che non ha accettato un incarico così prestigioso solo per fare da graziosa cornice alle conferenze stampa del Presidente del Consiglio, insieme alle Sue avvenenti colleghe. Come Le ho detto, mi accontento di poco. Provi a dire (per esempio) che le norme contenute nell’articolo 64 della Legge Finanziaria sono necessarie anche se pesanti, ma che l’aumento del rapporto alunni/docenti è assolutamente insostenibile perché non si può lavorare con trenta bambini dai tre ai sei anni, non si può insegnare a leggere e scrivere a ventisei bambini della scuola primaria, non si può combattere la dispersione in classi di più di trenta adolescenti. Si arrabbi, alzi la voce, minacci le dimissioni se non verrà cambiata la norma. Sappiamo entrambe che non La ascolterebbero e io non pretenderei certo che mantenesse la minaccia (in questo paese non si dimette mai nessuno) però sarebbe in bel gesto, un segnale di vita che mi riscuoterebbe dall’amarezza che mi pervade. Mi stupisca, Ministro, oppure taccia. Fino a qualche anno fa Le avrei chiesto di metterci nelle condizioni di lavorare, di aiutarci a lavorare meglio. Oggi Le chiedo solo di lasciarci in pace.

Paola Conti
Docente di scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo di San Gimignano

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venerdì 10 ottobre 2008 - ore 08:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi mi sento polemica.
Mi fa veramente girare le balle la gestione di MERDA di questo paese.
C’è crisi. Preparatevi che saranno tempi duri
Ma per chi saranno duri?????
Non è possibile che mentre in una trasmissione televisiva si parla dell’economia che va a rotoli
Nell’altro canale fanno i reality show che costano un fracco di soldi.
“non sapete che sforzo a portare acqua ed elettricità in Africa per i nostri concorrenti”
noi non troviamo lavoro, non arriviamo a fine mese, forse non potremo mai avere dei figli o una casa perché al circuito assistenziale si appogiano i poveri di sempre, e noi che-mettiamocela via- siamo i nuovi poveri possiamo passare il tempo a guardare la talpa o l’isola dei famosi…nemmeno più la partita allo stadio perché sarà un lusso e guarderemo da casa quegli 11 coglioni che perché sono nati sotto una stella fortunata e sanno dare due calci ad un pallone prendono con una partita quello che un operaio generico prende in una vita di lavoro sacrifici e rinunce.
Eventualmente gli insegnanti che adesso perderanno il loro posto di lavoro li manderemo a fare i domestici a casa dei politici o dei calciatori con selezione previo test attitudinale.
Ma noi la vogliamo la scuola pubblica come fossa raccoglitrice di disperati…noi vogliamo i servizi d’elite perché l’istruzione e la cultura è solo per meritocrazia che va impartita…altrimenti poi siamo in troppi a parlare.
Quando le idee sono troppe il campo d’azione diventa più difficile da gestire. Meglio togliere gli strumenti che zittire direttamente così sembra che sei tu che non vuoi parlare.
E sembra il trionfo della democrazia, di una democrazia violentata che se ne sta zitta.
Io sono sempre più convinta che questo sistema c’è a chi sta molto bene...altrimenti non è così che andrebbe.


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giovedì 9 ottobre 2008 - ore 15:46


cattiva??
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"mamma ma qui vincono i buoni o i cattivi???"
io lo chiedevo sempre alla mamma quando stavo per mettermi a guardare un film.
oggi chiacchierando con i colleghi ho chiesto:ma esistono le persone cattive??
mah...
no so, io non ne sono convinta.
mi sa che sono l’unica simpia al mondo a credere che le persone non sono cattive, ma scelgono eventualmente di esserlo.
difesa o attacco, dipende.
invidia, indifferenza,risentimento, rancore...ma cattiveria?
cos’è?
esistono tratti di personalità cattiva? io non credo.
e poi le sembianze della cattiveria non sono poi così nitide, dipende sempre dai punti di vista...
forse vivo ancora nel mondo dei farlocchi...



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mercoledì 8 ottobre 2008 - ore 09:06



(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi va meglio.
mi sono svegliata pensando ad una canzone
tra l’altro non recente
ho acceso la radio e finita la pubblicità
l’hanno trasmessa!!!
che bello!!
ste cose fanno la differenza

comunque:
-mi sono presa della scompensata mentale xke stamattina (alle 7.35) mi sono messa ad aprire le bustine del caffè e versarle nel barattolo xke secondo me fa più "famiglia" il barattolo...ma non siete d’accordo??

- è da ieri che qua mi dicono che sembro una tipa da moto
da quando ho tagliato i capelli ancora di più...
stamattina hanno fatto una versione più soft:
tipa da vespa

...e dopo sono io la scompensata!!!
ma ndemo va...
io solo con la thelma
buona giornata people

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martedì 7 ottobre 2008 - ore 12:00


sconvolta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... e riesco ancora a sconvolgermi!!
-ormai sono grandicella ma è più forte di me-

1)di fronte alle persone che riescono a sostituirti come cambiano un paio di calzini...
2)a quelli che dicono i "ti voglio bene" stile condimento per l’insalata e poi ricordano più facilmente la data di scadenza dello yogurt che preoccuparsi di chiederti come stai.
......e fin qua niente di nuovo, direte.
ma manca la ciliegina
3)ed infine (e a questi toglierei i coglioni e ci giocherei a biglie nella sabbia) a quelli che vanno a raccontare le TUE cose a gente che nemmeno conosci...
ma il mondo è PICCOLO
la gente parla, e sparla...
e le cose si vengono a sapere.
VOMITEVOLE , complimenti!
ci vuole molto talento per essere delle persone di merda di alta qualità.
in questo caso direi che ci siamo.


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martedì 7 ottobre 2008 - ore 08:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"cercare di recuperare quello che ci hanno portato via è solo tempo perso.
Meglio preoccuparsi che la ferita smetta di sanguinare."

Non è un paese per vecchi. Un po’ violento, ma Bellissimo film. A me è proprio piaciuto.
Direi che batte Batman che si era aggiudicato il primo posto per il 2008.

Rinnovo, anche qui, gli auguri (x ieri) al nonnetto eagle79
…solo per stavolta, regalino:

qui dentro non apparirà mai più niente di simile

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