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VOTO: 9

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VOTO: 8-9

STO ASCOLTANDO

Analogue degli a-ha



VOTO: 8 e 1/2

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

in casa canottierina e pantaloni leggeri...
fuori magliettina e pantaloni leggeri...

ORA VORREI TANTO...

andare da qualche parte!

STO STUDIANDO...

il libretto di istruzioni della mia nuova macchina fotografica digitale!

OGGI IL MIO UMORE E'...

assonnat...zzz

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

NULLA FLUAT CUIUS NON MEMINISSE VELIS
(nulla scorra che tu non voglia ricordare)







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mercoledì 20 settembre 2006 - ore 02:34


BUON COMPLEANNO, OETZI!
(categoria: " Accadde Domani ")




E’ il 19 settembre del 1991, un giovedì (ok... oggi siamo già al 20, ma siccome è notte per me è ancora il 19!). Dopo aver scalato la Punta di Finale (m 3506), i coniugi Erika ed Helmut Simon di Norimberga, in vacanza in Alto Adige, decidono di ritornare al Rifugio Similaun (m 3019) dove avevano trascorso la precedente nottata. Giunti nei pressi del ghiacciaio Hauslabjoch (m 3210), si imbattono in un cadavere umano che emerge solo parzialmente dal ghiaccio; memorizzano la località, gli scattano una foto (l’ultima del rullino, tra l’altro), e tornano al rifugio per riferire del ritrovamento dei resti di quello che, con tutta probabilità, è un escursionista disperso un po’ di tempo addietro.




Infatti al Rifugio Similaun la notizia non desta particolare stupore: sanno che i ghiacciai restituiscono sempre le proprie vittime e questo può accadere anche dopo decine di anni. Gli inverni 1989/90 e 1990/91, poi, erano stati particolarmente caldi; per giunta, nella primavera del 1991, due tempeste di sabbia sahariane (ebbene sì... sul ghiacciaio!) avevano depositato una pellicola di sabbia che aveva favorito lo scioglimento dei ghiacci, dimodoché era già il settimo cadavere che affiorava in superficie in quell’anno. Vengono avvisate la polizia italiana e la gendarmeria austriaca, ma sarà quest’ultima ad occuparsi del recupero della salma visto il disinteresse delle autorità italiane; anche gli austriaci, comunque, si prendono il loro tempo, dato che la situazione meteorologica non è favorevole, e poi c’è il weekend...

Molte persone possono quindi avvicinarsi al cadavere ed osservarlo. Prima si pensa che si tratti di un certo Carlo Capsoni di Verona, scomparso nel 1941; poi circola l’ipotesi che sia un soldato della Prima Guerra Mondiale; salta fuori, nelle vicinanze del cadavere, una specie di piccozza sicuramente non moderna, al che si pensa ad un soldato di ventura medievale. La salma viene osservata anche da Reinhold Messner e Hans Kammerlander che si trovavano casualmente in zona, impegnati in un giro dell’Alto Adige. Messner rimane molto impressionato dall’abbigliamento dell’uomo, in particolare dai primitivi pantaloni e calzari che si intravvedono nel ghiaccio, e, fra l’incredulità generale, ipotizza un’età di 3000 anni.

E invece no. Non sono 3000 anni. Sono gli esami al C14 (radiocarbonio) a rivelarlo, quando finalmente la salma viene prelevata assieme ad alcuni oggetti che le appartenevano e portata ad Innsbruck: il cadavere è quello di una persona morta tra i 5200 e i 5300 anni fa.




Scusate se è poco... Fino a non troppo tempo fa si credeva che l’alta montagna, durante l’età preistorica, fosse disabitata... e questo per ovvie ragioni. Bene: il signor Oetzi è stato rinvenuto alla non insignificante altezza di 3200 metri (tanto per dirne una, io così in alto non ci sono mai stata se non in aereo!), e certo non poteva contare su un soffice piumino imbottito di piume d’oca, e nemmeno su un paio di pedule rinforzate con suola a carroarmato!
Oetzi era un uomo dell’Eneolitico... praticamente ancora età della pietra. Non so se rendo l’idea.

Il corpo di Oetzi è stato analizzato nel dettaglio, e quello che ci resta di lui e dei suoi oggetti è come una macchina del tempo, ci apre un vero e proprio spaccato sulla vita preistorica di 5000 anni fa in alta quota.
Oetzi doveva avere 30-35 anni, era alto un metro e sessanta circa, aveva qualche tatuaggio sulla pelle. Probabilmente era un pastore che viveva più a valle, in un villaggio, e che d’estate saliva in alta quota per trovare i pascoli migliori per le sue bestie e per cacciare.
Qualcosa di terribile dovette accadergli: una punta di freccia è ancora conficcata sotto la sua scapola sinistra, evidente indizio della lotta contro qualcuno. Oetzi abbandonò il suo villaggio, vestito ed equipaggiato alla bell’e meglio: un grembiule che faceva le veci delle mutande, i pantaloni, un vestito a forma di mantellina, un pesante mantello, un paio di calzature, un berretto di pelo d’orso. Cercò di scappare attraversando il crinale alpino, ma si trovò in evidente difficoltà (forse era inseguito): lo si deduce dall’arco che ancora stava costruendo (segno che il precedente era andato perduto), dalla faretra danneggiata, dalle due frecce spezzate e soprattutto dalla presenza di alcune costole fratturate sul suo fianco destro. Probabilmente Oetzi, dopo essere arrivato sul crinale, appoggiò l’arco e la faretra, consumò il suo ultimo misero pasto e, stremato dalla fatica e dal dolore, trovò rifugio in un canalone dove si coricò sul fianco sinistro per ripararsi dalla bufera di neve in atto e allo stesso tempo per concedersi un po’ di riposo. L’uomo con tutta probabilità si addormentò: purtroppo, in quelle condizioni, il passaggio dal sonno alla morte per assideramento è molto breve.
Morì così; e vicino a lui restarono il suo zaino di larice e nocciolo, l’ascia di tasso e rame, il pugnale di frassino e selce, la carne di stambecco, la frutta, il secchiello di corteccia di betulla con la brace per accendere il fuoco, le due palline di fungo-medicinale, il marsupio con i piccoli strumenti di sopravvivenza tra cui il fungo-esca, la rete per acchiappare gli uccelli, la faretra di pelle di cervo con le sue due frecce spezzate e le altre ancora da finire, come l’arco.
L’uomo dei ghiacci non si sveglierà mai più; verrà ritrovato in una posizione non troppo diversa, cinquemila anni dopo, da una coppia di ignari escursionisti.

Per chi lo volesse ammirare... si trova nella sua ipertecnologica teca al Museo di Bolzano (guarda un po’, le autorità italiane incominciarono ad interessarsi di quel cadavere soltanto quando saltò fuori che si trattava di una scoperta archeologica senza precedenti: allora venne nominata una commissione di esperti per definire se Oetzi era stato trovato in Austria o in Italia, e il risultato fu che si trovava in territorio italiano, a poco meno di 100 metri dal confine!).

P!



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mercoledì 6 settembre 2006 - ore 01:12


PRIGIONI CONFORTEVOLI
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Tutto quanto ho scritto nello scorso post era finalizzato a questo: Cosy Prisons.
Non si può comprendere Cosy Prisons senza sapere qualcosa di Magne Furuholmen - come del resto, a mio parere, non si comprende davvero una qualsiasi opera se non si conosce, almeno un po’, la vita e il pensiero del suo autore.
Interpretazioni personali possono comunque essere date anche senza conoscere vita e pensiero dell’autore; e, anche conoscendo vita e pensiero dell’autore, è vero che forse non si riesce mai a cogliere fino in fondo l’essenza di un’opera...
Tuttavia, secondo me, sono indicazioni basilari per cercare di arrivare il più possibile lì dove quella persona ci voleva portare.


PRIGIONI CONFORTEVOLI
Prenditi un momento, se osi farlo
Prenditi una boccata d’aria
C’è un’altra vita, qui fuori
E dovresti provarla
I vicoli ciechi sono nascosti in ogni strada
Guarda bene prima di posare il piede
Le crepe e le fessure tengono il battito
E tu ci sei dentro

Tutti quei pensieri che non hai mai osato fare
Tutti quegli stati d’animo che, lo hai sempre saputo, sarebbero colati a picco
Tutte quelle battute che hai detto a voce alta, per scherzo
Tutto il tempo che ci hai messo per essere al meglio
viene subito dimenticato...

Il sole non ti deve mai toccare la pelle
Potrebbe esporre il buio che c’è dentro
Sei paranoico riguardo alla paranoia
E il panico colpisce senza un segnale
Questo ti preoccupa continuamente
Ogni momento perfetto è un avvertimento nascosto

Perché tutto ti fa abbastanza girare la testa
Ed ecco che i pensieri fastidiosi cominciano a scendere dentro
Con tutto che va in questo modo, è meglio dimenticare
Piuttosto che finire in un qualche posto con qualcosa di cui pentirsi

Le tue transatlantiche baldorie da shopping
Le tue garanzie di ’salute eterna’
La vita bio-organica è una brezza nelle prigioni confortevoli
Ma starsene nascosti nel bar delle insalate
Non ti porterà lontano
E il vino imbottigliato domani è aceto

E tutto qui attorno ti fa abbastanza girare la testa
Tutto si ammucchia - tu sei di nuovo da capo
Momenti che hai cercato così difficilmente di dimenticare
Promettono ormai di essere stati i migliori

Sì, ogni volta che chiudi gli occhi, questo appare
Ogni volta che ripercorri i tuoi passi fin qui
Nessuna delle tue convinzioni ha lo stesso vecchio suono
Ma - non c’è dubbio - troverai un posto per tutto
Nelle prigioni confortevoli

Così, se stai attento
Non ti farai del male
Ma se stai attento in continuazione
Che cosa c’è che ne valga la pena?




P!

P.S. La traduzione dall’inglese è mia (si accettano correzioni e/o consigli).
P.P.S. Per procurarvi la musica sapete come fare!



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sabato 2 settembre 2006 - ore 02:48


"Not enough airplane fuel was the most formative element of my childhood" - Mags
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Era il 1969. Una Toyota attraversava il ponte di Drammen, in Norvegia. C’erano due bambini seduti sui sedili posteriori, uno aveva circa 10 anni, l’altro era un po’ più piccolo. Ad un certo punto videro qualcosa di strano, nel cielo sopra di loro. Era un aereo. E quell’aereo precipitava. Nello schianto morì Kaare Furuholmen, un musicista della Bent Soolves Orchestra.
I casi della vita: il bambino più grande che dal finestrino dell’auto vide precipitare quell’aereo si chiamava Morten, e 13 anni dopo sarebbe diventato il cantante degli a-ha; il figlio di Kaare, Magne, che aveva 6 anni e mezzo quando il padre morì, sarebbe diventato il tastierista dello stesso gruppo.

Ho conosciuto Magne (si pronuncia Mag-ni, con la ’g’ dura), ed è il componente degli a-ha con cui più spesso ho avuto occasione di parlare.

E’ un tipo genialoide, con molteplici interessi: scrive musica, suona musica, canta anche se non ha una gran voce ma credo che i consigli dell’amico Chris Martin (Coldplay) lo abbiano aiutato. Qui in Italia si è sentita per un po’ una sua canzone, Kryptonite . E’ anche un artista parecchio noto, in Norvegia: si occupa soprattutto di grafica.
Negli a-ha, oggi, è l’autore principale di musica e di testi: sua è la mia attuale canzone preferita, Cosy Prisons.

Negli anni ’80 appariva come il burlone del gruppo, sempre pronto a ridere e a scherzare. Ora un sorriso ironico, talvolta anche un po’ beffardo, ha preso il posto della risata divertita.

E’ sempre sembrato quello più spensierato. In realtà è sempre stato quello fisicamente e psicologicamente più tormentato.
Già la morte del padre significò molto.
Poi, il successo con gli a-ha. Tutti e tre ne hanno risentito, chi più chi meno, chi più nel fisico chi più nella psiche. Se Morten aveva improvvise crisi di narcolessia e di daltonismo, Magne soffriva di stress, tachicardia, esaurimenti nervosi, attacchi di panico.
E poi sono arrivati i problemi (gravi) al cuore. Non c’è da stupirsi se il cuore è diventato uno dei suoi soggetti più ricorrenti, sia nel disegno che nella musica.
Tutta questa situazione lo ha portato ad avere qualche mania salutista, soprattutto alimentare, con la sua ’blood-type diet’, nella quale ha trascinato anche Morten ed i tre Svedesi che suonano con loro (ad esempio: considerano la farina come un veleno!).




Magne vive in Norvegia con sua moglie Heidi, e i suoi due figli Filip e Thomas.
Questo è il suo indirizzo personale su MySpace: http://www.myspace.com/magnef
Il suo album si chiama Past Perfect Future Tense: a chi piacciono i Coldplay...!

P!

MAGS (1985-86)




MAGNE F (2005-06)



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lunedì 24 luglio 2006 - ore 01:56


La fede
(categoria: " Pensieri ")


E’ veramente brutto essere presi in giro per la propria fede... Non succede sempre, quando si parla con gente che non è credente, però potrei dire che succede spesso.

Quello che mi dà da pensare è che, quando succede, ho la netta impressione che quello che prende in giro lo faccia più che altro per rassicurarsi e riaffermare a se stesso le proprie convinzioni. Come se il fatto che esista una persona che ha fede in qualcosa di invisibile e indimostrabile lo mandi in crisi... La fede altrui pare qualcosa di alieno, incomprensibile, e altamente inquietante. Qualcosa di cui è meglio prendersi gioco, anziché affrontarla seriamente.

Altrimenti... per quale motivo ci sarebbe tutta questa necessità di prendere in giro il prossimo, talvolta anche con una certa ’violenza’ (sicuro indice, a mio parere, di insicurezza)?
P!




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domenica 23 luglio 2006 - ore 01:56


Chris e Morten... (ih ih ih!)
(categoria: " Musica e Canzoni ")




P!

P.S. Forse (forse, eh!) non tutti sanno che io sono molto fan degli a-ha, e vedere questa roba per me è stato esilarante...!


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venerdì 21 luglio 2006 - ore 19:41


Aristocratici
(categoria: " Riflessioni ")


Questo trafiletto che ho trovato sul quotidiano di oggi (come inserzione privata, non come articolo del quotidiano!) secondo me è fenomenale...

Dal 1752 continua nel casato dei Principi Rufolo dei Gigli di Ravello l’affermazione dei giovani leoni che offrono con operosità e generosità la propria nobile abnegazione per l’arte medica seguendo le orme del principe Nicola I° del 1137 che scrisse la "Medica Istitutio" dopo aver battuto gli Hohenstauffen.
Oggi si laurea in Medicina e Chirurgia:
Guglielmo Ludovico Ugo Ascanio Rufolo dei Gigli di Ravello, figliolo del Prof. Dott. Landolfo Alfonso e degna progenie del Principe Don Vito Aurelio, discutendo una tesi sperimentale sulla sindrome di Romberg, con l’ottimo direttore della scuola napoletana di chirurgia plastica presso l’università Federico II, Prof. Guido Molea.
Al neo medico fra i migliori rappresentanti dell’alta aristocrazia italiana i più fervidi auguri per un luminoso avvenire.
(E, da parte mia, un bel "dotore del buso del cul"!!! Si può...?? n.d.P.)

21 Luglio 2006 Roma


Questi aristocratici, mi fanno morire...
P!

P.S. Oggi invece si è laureata l’Alessandra, la morosa del fratello di mio moroso... e si è laureata in *Ingegneria Gestionale*! Sicuramente mi fa molto più piacere la sua laurea, stravoluta, strasudata e strameritata per tutta la grinta e l’impegno che ci ha messo!
BRAVA, ALE !!! (Adesso vengo a far festa!)

E faccio le congratulazioni anche alla Michi, che ormai si è laureata da circa una decina di giorni, ma sul blog non gliele avevo ancora fatte...

EVVIVA LA NOSTRA MEDIATRICE LINGUISTICA ... E CULTURALE !!!




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venerdì 21 luglio 2006 - ore 01:17


Paris Hilton
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Stasera ho visto il video del suo nuovo (credo) singolo, Stars Are Blind...
Atroce!
La canzone sembra la brutta copia di un brano degli UB40, e il video è praticamente identico (c’è pure l’onda!) a Wicked Game di Chris Isaak, quello dove lui stava tutto il tempo a strusciarsi con Helena Christensen sulla spiaggia...
Almeno poi la Christensen era bella, a me ’sta Paris Hilton nun piace proprio!
E anche il video di Isaak era molto meglio, più poetico così tutto in bianco e nero, meglio pensato costruito e realizzato... Questo, per renderlo diverso dall’altro e sufficientemente ’arrapante’, è stato riempito di scene più spinte... Ma a mio parere il video di Chris Isaak era molto ma molto più sensuale... e proprio perché si vedeva di meno e si immaginava di più, per non parlare poi di tutto il clima diverso che portava una canzone come Wicked Game rispetto a questa!

Mamma mia... ma a che TRASH COMMERCIALE siamo arrivati!!
Preferivo Samantha Fox...!
P!


WICKED GAME (Chris Isaak & Helena Christensen)



STARS ARE BLIND (Paris Hilton & boh!)



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mercoledì 19 luglio 2006 - ore 02:07


Portello 2006
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera (lunedì) sono stata con la Michi (Tippete), la Cleo e un paio di due suoi amici al Portello. Era la prima volta che ci andavo quest’anno, e sono rimasta piacevolmente stupita nel notare la bella sistemazione che gli hanno dato: non più soltanto lo schermo sul fiume, davanti alla gradinata, e quel paio di chioschetti... Adesso, su un bel pezzo di argine, c’è tutta una sfilza di graziosi baretti temporanei in legno, per lo più ’succursali’ di noti bar del centro, ognuno col suo bravo numero civico e qualche caratteristica che lo distingue dagli altri, così che sono tutti diversi. Mi hanno detto che di solito, fino alle 23.30-24, c’è musica dal vivo; ieri non c’era, in compenso c’era un gruppo di studenti spagnoli vestiti con delle specie di costumi tradizionali che suonavano chitarre, fiasrmonica etc., e rallegravano la serata passeggiando cantando e suonando di qua e di là. Interessante anche l’idea della ’spiaggetta’ che si trova scendendo i gradini fino alla riva del fiume, dove, volendo, ci si può stendere su alcune stuoie. Non mancano comunque tavolini e sedie, sebbene siano per forza di meno rispetto alla quantità di persone che frequentano il posto. L’illuminazione è adeguata e piuttosto ’ambient’: per nulla esagerata, anzi piuttosto soffusa, contribuisce a creare un’atmosfera rilassata e quasi ’intima’, nonostante il casino tutto attorno! Oltre alle luci dei bar e di qualche lampione, ci sono fiaccole e barre colorate, e poi l’illuminazione del Portello che è molto suggestiva.




Visto che il Banale estivo stavolta non apre, e pure la Golena non dà segnali di vita... almeno c’è questo posto per trovarsi a chiacchierare, a bere qualcosa e magari ad ascoltare un po’ di musica!
P!


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giovedì 13 luglio 2006 - ore 16:33


Un’ulteriore riflessione sulla finale...
(categoria: " Sport ")


A ben pensarci, non credo che questa vittoria abbia portato le stesse emozioni che portò quella del Mundial ’82... (generalizzando, ovviamente, perché poi ciascuno la vive a modo suo).

Questo per svariate ragioni, tra le quali:
- dal 1982 alla precedente vittoria nei mondiali (1938!) erano trascorsi ben 44 anni; in questo caso ’solo’ 24! (ragione trovata da Tobor, che io stessa condivido);
- non si è trattato di una bella partita, non abbiamo visto un’Italia *forte*... la Francia ci ha dominati per la maggior parte del tempo, anche se poi, fortunatamente, non concludeva;
- vincere ai rigori non è proprio come vincere entro il novantesimo, o almeno ai supplementari! (anche se siamo contenti del fatto che finalmente si sia spezzata questa ’maledizione dei rigori’...)
- abbiamo avuto un grande portiere e dei grandi difensori, ma nessun attaccante che veramente emergesse, come fu Paolo Rossi nel 1982... C’è poco da fare, è la figura dell’attaccante-rivelazione che ad ogni partita ti infila 1 o 2 gol, come anche Schillaci ai Mondiali ’90 (i miei ricordi da bambina...!), che ti fa appassionare ed esaltare in maniera particolare;
- last but not least... da più parti si dice/si diceva che era già deciso a tavolino che l’Italia dovesse vincere, per risollevare le sorti del calcio italiano dopo lo scandalo Calciopoli... Che sia o non sia vero, io questo ovviamente non lo posso sapere... Certo che ’sta voce ha girato prima ancora che cominciassero i Mondiali, e alla fine... l’Italia ha vinto!

Ma siamo contenti così... ecchè, scherziamo?!
P!




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lunedì 10 luglio 2006 - ore 04:18


COMINCIAMO IL BLOG...
(categoria: " Sport ")


...in questa mitica giornata (anzi, nottata!), durante la quale


GLI ITALIANI SONO DIVENTATI CAMPIONI DEL MONDOOO !!!



E finalmente anch’io posso vivere le emozioni del tanto decantato 1982!

P!

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