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L’identità
è
una brutta bestia

L’amore,
finito

Il sesso,
un’astrazione

Io
sono
una persona
semplice solare e sincera.


lunedì 23 febbraio 2009 - ore 16:38


Laura Bono, smetti pure!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


4 giorni al passato anteriore per regalarti dei ricordi.
Mi assegno i compiti a caso altrimenti è Cittadella di domenica in silenzio o concerti sbagliati al succo di ananas condito di fantasmi.
Sei il mio orizzonte, mi traducevo su di te.
Eppure, quello che mi appartiene, lo sai non ti conviene.


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domenica 22 febbraio 2009 - ore 12:51


Meditazioni patafisiche
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Oggi dunque con la mente opportunamente libera da ogni preoccupazione, procuratomi tranquillo tempo libero, appartato in solitudine, mi dedicherò finalmente con serietà e libertà a questa generale distruzione delle mie opinioni. "

Se la sovrastruttura si traveste da musica intelligente, mi do al marxismo mandrachismo, senza ritegno e temperanza, per rubare le arachidi sospese ai carichi.

I Jennifer Jentle dall’altra parte del muro mi lasciano gentilmente solo col divano nero e le le tue notti private a pagamento in rapporti eleganti. Parole virus che mi impedisci di diffondere.

Il riflesso condizionato è dirti puttana 3 volte, aggiungendo un’ H tra la la T e la A: plusvalore emotivo del bene e della riconoscenza che comunque provo per te.

Unica protezione: restringere la coscienza fino a diventare come insetti, simili agli insetti. Ricordi la tua elisa nel 2005? E le api che si schiantano sugli schermi? Quale il loro dolore?

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venerdì 20 febbraio 2009 - ore 20:17


Painted by numbers: automatico per le persone
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non sono le tue bestemmie che sporcano quel mio cinema purgatorio di bambino in quartiere senza centro, dall’altra parte del cavalcavia. I numeri piuttosto. Sparati con dolcezza, non riesco nemmeno a rintracciarli sulla scheda.

Mi diverto a (so)spendere il mio tempo tra intervalli di pseudocroupier immigrati e biglietti sparpagliati a velocità meccaniche. Prima che la voce riattacchi, prima di capire come la moquette blu sulla mia attenzione possa essere più che nociva.
Il gioco è già diventato un pretesto.

Poi Laura fuma lasciva se le offri da bere e ti spaccio per Petrarca. Tra il 56 ed il 79 anche toccarle la mano è lecito.

Proprio quando il pretesto diviene repressione l’umano che c’è in voi resiste, automaticamente. Come il gas esilarante, se ci penso rido ancora.

Lacrimogeno mi chiedi scusa per avermi introdotto in un posto così vicino e così lontano da casa mia, dal mio masochismo senza sveglia.
Io ti ringrazio perchè mi racconti la compagnia dei numeri ultimi, diversi come le rose e le viole.
Radio maria docet eD-io raglio.


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giovedì 19 febbraio 2009 - ore 20:45


Siamo fatti così: esplorando il torto umano
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Capire che già da piccolo guardavo i tir sulla valsugana a casa di mia nonna per ore leccando fette di limone.
Prima di Lean on me, delle meninas e dei flauti rotti del 2005.
Questo l’oggi, se riesco a bere lo Zuiderzee al posto del cappuccino con coppola e femmine automatiche che mi salutano al centro commerciale. Niente sesso orale.

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mercoledì 18 febbraio 2009 - ore 20:00


Conoscenza e disinteresse
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Immaginare anche solo lontanamente la genealogia della distorsione cognitiva consola i miei perchè inferiori con dita che tremano e stomaci rovesciati.

Ti dicevo Debora Petrina. Tu capivi Beatrice Antolini.

Non ho mai abitato nessuna delle due. Mi sono abituato da ospite disinteressato. Quindi non rubo niente a nessuno perchè ancora non conosco bisogno nè proprietà. Da ospite squattrinato, succede che se esco senza far colazione trovo caffè e frutta dagli ebertisti, se la Sinngebung quotidiana è un cappuccino, trovo lezioni di araldica e menta in omaggio. In cambio lascio i progetti, o almeno così finora.

Commercio equo e solitario finchè la vita mi (a)spetta all’angolo come Gislene.

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martedì 17 febbraio 2009 - ore 22:24


Cieli Corruttibili: Ferial Killer della domenica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quello che comincia le vancanze sei tu. Io lo sono già quasi da una vita.
O almeno dal 1999.
Ma ne resterà solo uno, in questa camera; questa la verità fer(i)ale: lo dice l’anagrafe, non il cinema.

Ci andavo da solo nel 2002 spiando, all’uscita, le domeniche fidanzate per mano del mio amico parallelo. Dottoressa, ora lo sa, tumulavo narciso la congiunzione epigrafica della minore età che urlava con alito da Bailyes "io e lui contro il resto del mondo". I soggetti erano complementi e fuori dal mausoleo si rimaneva soli contro. Tanto poi i pasticcini dopo la cerimonia, li offriva a forma di fiamma la viennese. Raggiungibile in autobus per obliterarsi se Padova piove, in treno per cancellarsi se Charlottenburg scopa.

Invece ora scopro che Tacheles vuol dire parlare con chiarezza: no Bowie, no manichini segati, no divani rossi di zecche immaginarie.
Ma la chiarezza è una tangente: corrompe il cielo, lo fa muovere su ruote meccaniche di se e quindi. Quella di Venezia ha sempre portato sfiga. Preferivo soddisfazioni asintotiche a luce spenta o rossa.

Abbandono la conferenza. Non ho le mani pulite e ho già guardato troppo il vestito a righe e gli stivali che mi stavano vicini.

Piuttosto di chiamarti imposto nuovi Menabò, divento vassallo del principe Armando o me ne vo con la brigata nera. Piuttosto. Ma meglio di no.




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lunedì 16 febbraio 2009 - ore 20:43


Malfidenza e ripetizione: les anormaux
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Signori, ora basta," disse Agliè, gentile ma fermo. "Ora ascoltino me. Sanno quanto apprezzi sul piano conoscitivo queste rivisitazioni di rituali desueti, e per me la chiesa luciferina o l’ordine di Satana sono ugualmente rispettabili al di là delle differenze demonologiche. Sanno del mio scetticismo a riguardo, ma infine, apparteniamo pur sempre alla stessa cavalleria spirituale e li invito a un minimo di solidarietà".

Principe Armando, chi l’avrebbe mai detto?
la tua aristocrazia in panciotto a quadri contro la mia mattina in bici.

Principe Armando, tu non sai che setaccio la Riviera del Brenta con sonde a tempo, che con Elisa in macchina sono a tenuta stagna. Oltre la correttezza politica di genere o situazionismi criminosi da Abelardo&Eloisa, mi faccio cannibalizzare volentieri da Maga magò.

Per la causa: questo ed altro.

Per la resistenza ai signori grigi: fotografare le meninas e l’odore di becchime nell’archeologia industriale, stimolare la memoria di farmacisti domenicali con richieste imprecise.

Principe Armando, io per te sarò Mirco-libero-pensatore. Da solo, solo per la tua curiosità che sa di digos, no amigos. Vuoi sbilanciarmi. Mi daresti del Rudi Dutschke, come è già successo all’udienza di Horst Mahler. Ma il nome è violenza ed i documenti mentono. Gli slavi poi al postoristoro van di moda.
Contro la struttura logica delle menzogna satanica Padre Livio mi mette in guardia almeno dal 2005. Affermazioni anche false, l’importante è sedurre l’interlocutore perchè la cavalleria spirituale ha bisogno di nuovi accoliti, perchè non ti passa davvero più, perchè hai bisogno di un Adso. Io invece alludo a posizioni politiche fantastoriche e ti regalo ritornelli antiidentitari.

La loro salmodia si appropriava degli appartamenti veneziani dell’etiloforo tra il 2002 ed il 2003, storipiando Derrida e i bimbi tribali traditori. Risposta precisamente fuori bersaglio ad ogni domanda.

Ma chi l’avrebbe mai detto che latitanza e decostruzione portavano a giocare un texas hold’em pre operatorio assieme ad Anke senza un braccio e Antje con la gamba rotta e capelli viola?

Chi l’avrebbe mai detto che la canzone Mattersville evaporava proprio mentre ci ero dentro con la mascella?

Quasi niente oggi ha superato la serietà con cui ti ho preso per il culo.
Che poi qualcuno oggi smetta di lavorare e qualcun’altra abbia cominciato da poco è la verità del lager.
Wahrheit macht frei, ti ho scritto diventando tuo figlio.

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sabato 14 febbraio 2009 - ore 16:06


Diffidenza e ripetizione: Postoristoro
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"questo è il luogo dove è cerimoniata la probabilità, il punto di vista, il desiderio, la crisi come propulsore di nuove prosopettive".

Lathe biosas un cavolo.
Stanato proprio dove latito. Dichiaro ufficialmente fantamaron. Il fatto che sei bionda poi non ti autorizza ad informarti sorniona sulla mia Germania all’imperfetto.
Ti rispondo in codice, come meriti. Se fossi una di loro accarezzerei il moschettone e valuterei le vie di fuga o le risorse umane circostanti. Non come il 18 ottobre. Non può andare sempre così. Questa volta li prendiamo noi di sorpresa. li stupiamo con i bidoni rovesciati di Sewan strasse: è pur sempre san valentino ed il letame è per sempre.
Da quanto mi dedicavo a sessioni straordinarie di roulette russa?
Oggi invece è lei che mi trova, impreparato. Sfogliando un’ ar-rivista viola che tesse lodi del rischio, morta sui tavoli del postoristoro. Pare proprio che pregiudicati e puttane resuscitino il tempo col book crossing o qualcuno sta giocando a trova l’alieno con le mie retine.
Lode a Mishima! Carote HC per me.

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venerdì 13 febbraio 2009 - ore 13:44


DeFerenza e ripetizione: raus
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gesti che fluiscono in me che al momento vivo stilita senza esercizi spirituali nè di stile. Contemplo flussi di indiani rosa da un’avamposto cinese. A che serve l’impegno quando c’è la scalinata di Praglia? con un padre cieco? con un regista invidualista e poco anarco? con la signora in viola e parallela incontrata su un’altra scalinata?
Scale mobili come neanche coi socialisti.
E’ inutile che mi chiediate "cosa ci fai da ’ste bande?" siete voi che passavate di là. Io stavo leggendo i titoli di coda. Il film è iniziato nel 1999 dopo un saggio di organo come perle ai porci.
La deferenza è dovervi dire che aspetto qualcuno davanti al Maldura.
La differenza è che faccio puzzle e la Capotondi del mio non ne merita neanche un pezzo: non disturbare, prego!
La ripetizione è il male minore, se serve a sfrattarti dal mio orizzonte intenzionale.

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mercoledì 11 febbraio 2009 - ore 21:04


Pria di morir sul fango della via
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Amico, basta ormai. Se vuoi leggere ancora, va’ e diventa tu stesso la scrittura e l’essenza"

Scommetto che Nietzsche e Marion in realtà sarebbero ottimi compagni di merengue, altrochè, ateo che!
Si guardavano le coppie danzerine dal bancone della nostra età programmaticamente inadeguata. Ci mancava solo un libro sull’evoluzione delle specie, come sempre, come davanti ad un campo da pallavolo con giocatrici oscene e lucide di olio.
Visto che la nostra fratellanza si basa su un si mistico che brucia le pagine i virus e le schede elettorali, amiamo trapanarci i cervelli come i numerologi in bianco e nero, per non impazzire di lucidità. Se poi la canzone che scrivo si chiama caino sono solo chiacchere da caffè Cavour alle 10.30. L’ebreo cattivo è una necessità machiavellica rinascimentale a due livelli, sostenevi con chiarezza semplificatoria.
Quella dalla quale mi nascondo, quella contro cui combatto.
Dico si se e ma ma sanguino e ferisco.

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