Il guscio dev’essere spezzato perché ciò che contiene ne esca: se vuoi il gheriglio, devi infrangere il guscio. Sicchè se desideri scoprire il segreto della natura, devi distruggerne i simboli, e quanto più vi penetri, tanto più vicino giungi alla sua essenza. Quando arrivi all’Uno che raduna tutte le cose in sé, lì la tua anima deve restare.
Meister Eckhart
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lunedì 17 maggio 2004 - ore 09:20
(categoria: " Ricette ")

Ma secondo voi questi quì come preferivano mangiarli, i bambini??
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PERMALINK
lunedì 17 maggio 2004 - ore 00:38
JEEG ROBOT D'ACCIAIO - LE PUNTATE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
1. Il risveglio dei mostri
Hiroshi Shiba è un giovane asso del volante che partecipa al gran premio di F1. Lo vediamo lottare per la prima posizione contro Don Hiseki, suo acerrimo rivale. Quest'ultimo, grazie ad uno sporco trucco, riesce a mandare fuori strada il rivale che viene sbalzato fuori dall'abitacolo e investito più volte dalle auto in gara. Come se nulla fosse successo si rialza illeso e riprende la vettura per riprendere la gara e trionfare, conquistando il primo posto e vincendo il campionato mondiale. Nel frattempo, in un antro oscuro una presenza malvagia si risveglia da un sonno millenario: è il popolo Aniwa, guidato dalla perfida regina Imika e dai suoi fedeli ministri, Ikima, Amaso e Mimashi. Il loro scopo è riconquistare il Giappone, territorio di cui erano sovrani millenni addietro e sono disposti a tutto pur di riuscirci. Intanto presso la fortezza scientifica "Base Antiatomica", si rilevano reazioni magnetiche anomale e terremoti nel sottosuolo. Il responsabile della base, il professor Shiba, padre di Hiroshi, ha intuito che si tratta del regno di Imika che comincia a muoversi per riconquistare la Terra e quindi si appresta ad attivare la difesa, ovverosia Jeeg, il robot d'acciaio. Durante un viaggio in auto, però, il professore viene bloccato con la forza dal Ministro Ikima e i suoi soldati che si rivolgono al professore per riavere un oggetto a loro indispensabile, una campana di bronzo ritrovata anni addietro dal professore durante uno scavo archeologico. Il professore, resistendo alle torture, si rifiuta di riconsegnare l'oggetto e durante la colluttazione lo scienziato cade in un dirupo e viene dato per spacciato dai nemici. Miwa, la giovane assistente del professore raggiunge l'auto e lo ritrova in fin di vita ai piedi della scogliera. Hiroshi intanto è a casa a festeggiare la vittoria con la famiglia, contestando l'opera del padre, spesso impegnato nel suo lavoro. Proprio in quel momento arriva Miwa con il professore morente che giunge in tempo per lasciare al figlio un pacchetto contenente un paio di guanti e un ciondolo. Poco dopo Hiroshi percepisce un richiamo dal ciondolo e viene convocato nella sala computer della base antiatomica: lì scopre che il padre ha riversato la sua coscienza in un elaboratore elettronico, in previsione della sua morte e gli rivela il suo destino. Il professore, ovvero la sua coscienza elettronica, spiega che anni prima trovò durante uno scavo una campana di bronzo che rivelava la presenza di una civiltà malvagia che si sarebbe risvegliata nel presente per riconquistare la Terra. E all'età di soli tre giorni il giovane Hiroshi era stato coinvolto in un'esplosione che aveva obbligato il professore a sottoporlo ad un esperimento scientifico che gli ha permesso di renderlo invulnerabile (spiegando il miracoloso avvenimento della gara automobilistica) ed in grado di trasformarsi in un superuomo, un robot d'acciaio: Jeeg.
Ma durante il colloquio il professo Dairi, nuovo responsabile della base, avverte la presenza di un attacco nemico in città. Hiroshi, con la sua moto parte verso il campo di battaglia mentre Miwa, a bordo della sua navetta, decolla dalla sua base.
Giunto in città il mostro attacca Hiroshi che viene sbalzato dalla sella della sua moto precipitando dal ponte. Una voce accorre in sua aiuto: il padre, che gli consiglia di unire i pugni, per trasformarsi in Jeeg. E obbedito all'ordine il giovane si trasforma in guerriero umanoide ed infine nella testa di Jeeg. Miwa, giunta sul posto gli lancia i componenti che, grazie alla forza elettromagnetica presente nel corpo di Hiroshi, possono unirsi nel potente robot Jeeg. Dopo un impacciato agganciamento comincia la lotta col mostro e senza grosse difficoltà l'eroe riesce a stritolarlo ponendo fina alla prima minaccia dal regno di Imika.
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PERMALINK
domenica 16 maggio 2004 - ore 17:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Molti mi avevano chiesto come mai in questi giorni non mi ero più collegato...
Bhe, se devo esser sincero, devo ringraziare la Chiara che ieri mi ha spiegato (tra una risata e l'altra) che non era il mio pc che aveva problemi, o io che sbagliavo qualcosa, ma semplicemente erano le password che erano state cambiate!
Bene, io in 2 (DUE) giorni non c'ero arrivato!
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PERMALINK
venerdì 14 maggio 2004 - ore 00:47
NYARLATHOTEP
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nyarlathotep. Il caos strisciante. Io sono l’ultimo e parlerò al vuoto in ascolto... e oltre i mondi, vaghi fantasmi di cose mostruose; templi nefandi dalle gigantesche colonne che poggiano su rocce senza nome al di sotto dello spazio e che raggiungono vuoti al di sopra delle sfere di luce e di buio. E onnipresente, incessante, in questo ripugnante cimitero dell’universo, il sordo rullio dei tamburi e il monotono lamento dei flauti blasfemi che qualcuno suona ancora in inconcepibili stanze senza luce, al dilà del tempo, e al cui ritmo danzano goffi, tenebrosi e giganteschi, gli ultimi dei: i ciechi muti stolidi mostri la cui anima è Nyarlathotep"
Nyarlathotep rappresenta la materializzazione delle malvagità e dell’odio universale. Attraverso la sua possibilità di manifestarsi in varie forme, anche senza essere stato evocato, Nyarlathotep possiede le sue malcapitate vittime psichicamente entrando nei loro corpi. Una volta terminato il suo obbiettivo, dei posseduti altro non resta che dei gusci vuoti definitivamente distrutti e divorati dalla follia.
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PERMALINK
giovedì 13 maggio 2004 - ore 09:23
Nyarlathotep
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oltre alle forme descritte, il terribile dio è in grado di manifestare la sua essenza attraverso mille altre sembianze differenti, quasi a ribadire la sua personalità sfuggente e la sua ambiguità d'intenti.
Segue un elenco delle sembianze più significative:
1) LA FEMMINA OBESA
Questa incarnazione, il cui aspetto può solo a stento essere ricondotto a quello di una femmina umana, è dotata di un corpo gonfio e tozzo dal quale dipartono due enormi tentacoli, in sostituzione delle braccia, unitamente ad un serie di più piccole appendici. Numerose bocche dentate si aprono sull'orrido volto tentacolato della creatura che, quasi vezzosamente, si presenta drappeggiata di seta a strisce gialle e nere.
La femmina obesa è oggetto di culto da parte di oscure sette cinesi.
Nyarlathotep conosce tutti gli incantesimi, come l'evocazione di Orridi Persecutori, Shantak o Servitori degli Dei Esterni. In questa particolare forma il dio possiede inoltre un ventaglio magico che può permettergli di apparire come una affascinante donna orientale, celando con un'illusione il suo vero orribile aspetto.
2) LO SCUOIATO
Rara reincarnazione di Nyarlathotep adorata da piccoli gruppi di cultisti in alcune zone dell'Europa Orientale e dell'Asia. La carne degli esseri umani é un giocattolo nelle mani dello Scuoiato che, grazie alla potenza della sua magia, lo può manipolare e distorcere a suo piacimento. Forse a sottolineare l'impotenza della razza umana di fronte al suo potere, lo Scuoiato appare ai suoi adoratori sotto le spoglie di un uomo di notevole statura, totalmente privo di epidermide.
3) L'ABITATORE DEL BUIO
Nota anche come "Il Pipistrello delle Sabbie" a causa delle sue enormi ali membranose, questa incarnazione d Nyarlathotep è del tutto incapace di sostenere l'esposizione alla luce, sia artificiale che naturale. Anche la luce di una semplice torcia elettrica è in grado di ferirlo.
L'unica fattezza riconoscibile é costituita da un enorme occhio trilobato dai colori fiammeggianti. Il bordo dei patagi di cui é dotato presenta numerose sottili appendici che esso é in grado di utilizzare come arma.
Durante il volo, il suo corpo vagamente antropomorfo emette una oscura sostanza protoplasmatica, nociva per tutti coloro che ne vengono a contatto.
4) IL DIO SENZA VOLTO
Questa manifestazione del Caos Strisciante, pur essendo direttamente correlata all'Egitto, terra "d'origine" di Nyarlathotep, è sicuramente una delle più misconosciute forme assunte dal Dio. Il suo corpo riproduce quello delle notissime sfingi, animali fantastici tipici della tradizione dell'antico Egitto. Il volto, totalmente privo di qualunque lineamento, é sormontato dalla triplice corona degli antichi regni egizi, a cui si aggiunge un diadema ricco di cesellature riproducenti esseri alieni e scene di tortura. Le agghiaccianti allucinazioni che il Dio Senza Volto è in grado di evocare nella mente delle sue vittime possono essere ben più devastanti degli affilati artigli di cui le sue zampe sono dotate.
5) L'UOMO NERO
In questa forma, spesso erroneamente identificata con Satana, il Dio Messaggero presenzia alle cerimonie e ai sabba indetti da streghe e stregoni.
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giovedì 13 maggio 2004 - ore 09:11
Necronomicon
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il titolo originale dell'opera è Al Azif: "Azif" è l'allocuzione usata dagli arabi per indicare gli strani suoni notturni (dovuti agli insetti) che si supponevano essere l'ululato dei dèmoni.
L'autore è Abdul Alhazred, un poeta folle di Sanaa, capitale dello Yemen, che si dice sia vissuto nel periodo dei Califfi Ommiadi, nell'ottavo secolo dopo Cristo. Fece molti misteriosi pellegrinaggi fra le rovine di Babilonia e le catacombe segrete di Memphis, e trascorse dieci anni in completa solitudine nel grande deserto dell'Arabia meridionale, il Raba El Khaliyeh, o "Spazio vuoto" degli arabi antichi, e Dahna, o "Deserto cremisi" dei moderni, ritenuto dimora di spiriti maligni e mostri mortiferi. Di questo deserto coloro che pretendono di averlo attraversato, narrano molte storie strane ed incredibili meraviglie.
Nei suoi ultimi anni Alhazred abitò a Damasco, dove venne scritto Al Azif, e del suo trapasso o scomparsa (nel 738 d.C.) si raccontano molti particolari terribili e contraddittori. Riferisce Ibn Khallikan (un biografo del dodicesimo secolo), che venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato in maniera agghiacciante di fronte ad un gran numero di testimoni gelati dal terrore.
Anche la sua follia è oggetto di molti racconti. Egli affermava di aver visitato la favolosa Irem, la Città dalla Mille Colonne, e di aver trovato fra le rovine di un innominabile villaggio desertico le straordinarie cronache ed i segreti di una razza più antica dell'umanità. Non seguiva la religione musulmana, ma adorava delle Entità sconosciute che si chiamavano Yog e Cthulhu.
Intorno all'anno 950, l'Al Azif, che era stato diffuso largamente, anche se in segreto, tra i filosofi dell'epoca, venne clandestinamente tradotto in greco dall'erudito bizantino Teodoro Fileta, col titolo Necronomicon, cioè, letteralmente: "Libro delle leggi che governano i morti".
Per un secolo favorì innominabili esperienze, finché non venne soppresso e bruciato intorno al 1050 dal vescovo Michele, patriarca di Costantinopoli. Dopo di ciò il suo nome fu solo furtivamente sussurrato ma, nel tardo Medioevo (1228), il danese Olaus Wormius ne fece una traduzione latina, basata sulla versione greca di Fileta, che vide la stampa due volte: una alla fine del quindicesimo secolo, in caratteri gotici (evidentemente in Germania), e una nel diciassettesimo (probabilmente in Spagna).
Entrambe le edizioni sono prive di qualsiasi segno di identificazione, e possono essere localizzate nel tempo e nello spazio solo in base a considerazioni riguardanti il tipo di stampa.
L'opera, sia in latino che in greco, venne posta nell'Index Expurgatorius sin dal 1232 da papa Gregorio IX, cui era stata mostrata la traduzione di Wormius. A quell'epoca l'originale arabo era già andato perduto, come mostra la prefazione alla prima versione latina (vi è tuttavia un vago indizio secondo cui una copia segreta sarebbe apparsa a San Francisco in questo secolo, e sarebbe andata distrutta nel famoso incendio del 1906).
Nessuna notizia si ebbe più della versione greca - che fu stampata in Italia fra il 1560 e il 1570 - fino al resoconto del rogo cui fu condannato nel 1692 un cittadino di Salem con la sua biblioteca. Una traduzione in inglese fu fatta dal dottor John Dee intorno al 1580, non venne mai stampata, ed esiste solo in alcuni frammenti ricavati dal manoscritto originale.
Delle versioni latine attualmente esistenti, una (del quindicesimo secolo) è custodita nel British Museum, mentre un'altra (del diciassettesimo secolo) si trova nella Bibliothèque Nationale a Parigi. Altre edizioni del diciassettesimo secolo sono nella Widener Library ad Harvard, nella biblioteca della Miskatonic University ad Arkham e presso l'università di Buenos Aires. Comunque esistono certamente numerose altre copie presso dei privati, ed in proposito circola con insistenza la voce che un esemplare del testo in caratteri gotici del quindicesimo secolo faccia parte della collezione privata di un celebre miliardario americano.
Sembra anche che presso la famiglia Pickman di Boston sia presente una copia del testo greco stampato in Italia nel sedicesimo secolo: se è vero, questa è comunque certamente svanita insieme col pittore R. U. Pickman, di cui si sono perse le tracce dal 1926.
Il libro è posto all'indice da tutte le religioni del mondo. La sua lettura determina conseguenze terribili. Si dice che sia appunto da vaghe notizie su quest'opera (della cui esistenza una ben piccola parte della gente è al corrente), che lo scrittore R. W. Chambers abbia tratto lo spunto per il suo celebre romanzo The King in Yellow, il cui filo conduttore è un libro iniziatico la cui lettura provoca la follia.
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mercoledì 12 maggio 2004 - ore 09:06
CTHULHU
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"... la statuetta finì per passare di mano in mano, perchè tutti la potessero vedere da vicino. Non più alta di una ventina di centimetri, rappresentava un mostro dalla figura vagamente umana ma con una testa irta di tentacoli come una piovra. Il tronco, molle e squamoso, era munito di due ali e terminava in quattro zampe artigliate, con le quali il mostro si teneva afferrato a una specie di piedistallo rettangolare, tutto coperto di caratteri indecifrabili. "
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martedì 11 maggio 2004 - ore 23:48
Nyarlathotep
(categoria: " Riflessioni ")
E infine dall'Egitto profondo arrivò
Lo strano Oscuro cui i fellah si inchinavano;
Silenzioso, magro e segretamente orgoglioso,
E avvolto in stoffe rosse come la fiamma del tramonto.
Le folle gli si accalcavano intorno, avide delle sue parole,
Ma nell'andare via, non sapevano dire che cosa avessero udito,
Mentre in tutti i paesi si diffondeva la terribile notizia
Che le bestie selvagge lo seguivano e gli leccavano le mani.
Ben presto dal mare nacquero cose mostruose:
Terre dimenticate con guglie d'oro, coperte d'alghe;
La terra si spaccò, e folli aurore illuminarono
Le tremanti cittadelle dell'uomo.
Poi, distruggendo quello che per caso aveva foggiato nell'argilla,
Il caos idiota soffiò via la polvere dalla Terra.
- Fungi from Yuggoth, 21-
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martedì 11 maggio 2004 - ore 23:44
(categoria: " Riflessioni ")
Ia mayyitan ma qadirun yatabaqa sarmadi
fa itha yaji ash-shutahath al-mautu qad yantahi.
(Non è morto ciò che in eterno può attendere,
E col volgere di strani eoni, anche la morte può morire.)
Abdul Alhazred
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PERMALINK
lunedì 10 maggio 2004 - ore 23:23
GOLDRAKE
(categoria: " Vita Quotidiana ")

LE ARMI DI GOLDRAKE:
TUONO SPAZIALE:
Questa è senza dubbio la più potente arma di Goldrake. Il robot attira con le corna grandi quantità di cariche elettriche accumulate in vari punti dell'atmosfera e poi le scarica sul malcapitato mostro spaziale di passaggio.
BOOMERANG ELETTRONICI:
Sono le due semilune taglienti che alloggiano sulle spalle di Goldrake. Possono essere lanciate contro il nemico, fendere la sua armatura e ritornare sulle spalle del robot (da cui il nome di boomerang).
ALABARDA SPAZIALE:
Tra tutte le armi da battaglia che il nostro eroe ha a disposizione, questa e' senza dubbio la piu' spettacolare. I due boomerangs elettronici si staccano dalle spalle di Goldrake unitamente a dei manici che vengono uniti tra loro per formare un'alabarda che il robot usa "a due mani". Solitamente viene utilizzata in combattimenti "corpo a corpo" e, se tirata con forza, puo' mandare in frantumi qualunque mostro nemico.
MAGLIO PERFORANTE:
I pugni e l'avambraccio di Goldrake sono dei veri e propri "missili" che possono essere lanciati contro i nemici (colpo di maglio). Una variante a questo tipo di attacco consiste in una serie di lame affilate (le punte rosse della foto) che, quando il pugno viene lanciato, si ribaltano in avanti e, ruotando su se stesse, permettono di perforare gli obiettivi (maglio perforante).
DISINTEGRATORI MULTIPLI:
Sul dorso di ogni mano vi sono tre convessità dal quale hanno origine tre raggi disintegratori di colore violaceo. Sebbene non siano una delle armi piu' potenti di Goldrake, essi richiedono un basso tempo di ricarica e possono essere quindi utilizzati in maniera rapida ogni qualvolta ve ne sia bisogno. E' importante osservare che Actarus usa questo tipo di attacco anche quando Goldrake è alloggiato nel disco.
RAGGIO ANTIGRAVITA':
È il raggio multicolore che esce dalla grande "V" sul torace del robot. Esso genera un'area di assenza di gravità ed è in grado di sollevare il nemico per qualche istante. Anche quest'arma viene spesso utilizzata da Goldrake per liberarsi da prese che lo immobilizzano e non gli permettono di utilizzare le altre armi.

LE ARMI DEL DISCO: Il disco permette a Goldrake di volare, ed è la sua sede in posizione "di riposo". È dotato di 4 armi, ovvero:
PIOGGIA DI FUOCO Quattro raggi verdastri di forma irregolare che escono dai lati della cabina di pilotaggio.
LAME ROTANTI I dischi rossi all'estremità delle ali del disco, quando lanciati si aprono esponendo delle punte, dei rostri rotanti in grado di tagliare qualsiasi materiale.
MISSILI PERFORANTI Sono missili che escono da un supporto all'interno delle Lame Rotanti, hanno forma di trivella e dopo aver colpito il bersaglio ritornano nella loro sede.
NEBBIA ANTI-RADAR Utilizzata solo inizialmente, serve per non permettere la localizzazione del disco da parte di strumenti di rilevazione automatici.
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