Comitato contro la coccarda. E sono il tesserato numero 2...cribbio!
Giustizia mosse il mio alto fattore: fecemi la divina potestate, la somma sapienza e ’l primo amore. Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne, e io etterno duro. Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate.
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domenica 13 gennaio 2008 - ore 13:25
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri ho visto questo:
Che dire.. a me è piaciuto! Tiene svegli, eccome! Will Smith davvero molto bravo, anche perché non è semplice tenere in piedi un film praticamente come unico attore (se si escludono i "vampiri"). Mi sento di consigliarlo. Incredibile la ricorstruzione di New York (era New Yrk, vero? ). Adesso mi è venuta voglia di leggere il romanzo di Matheson da cui è stato tratto. dai, andate a vederlo! E buon infarto
Leggevo un post in cui una spritzina raccontava gli stati danimo che le suscitano i ricordi di alcuni suoi importanti viaggi. Mi ha piacevolmente colpito e, inevitabilmente, ha fatto ricadere anche me su queste fantastiche sensazioni. Le emozioni legate ad un viaggio sono uniche, difficilmente comparabili. Nel mio caso, che concentro le energie per un viaggio "grosso" destate (questanno causa auto nuova la vedo dura "ponteggiare" a destra e a manca), il piacere inizia già in primavera, quando si comincia a pensare a qualche interessante meta e, pur non avendo nulla di definitivo in testa, ci si lascia trasportare dalla fantasia verso ipotetiche desitnazioni. Non parliamo poi dei giorni precedenti alla partenza e della partenza stessa, al piacere di guidare mentre alle nostre spalle scivolano città, paesaggi, confini, cambiano le lingue ed i tratti delle popolazioni... Mi redo conto che questo post non meritava i pochi minuti delle 8 del mattino perché di concetti ne avrei a migliaia. Adesso però prenderò la mia auto e... sigh...buon lavoro Dai che almeno è venerdì...
Se mi fermo un minuto a pensare al mio presente mi rendo conto che cè qualcosa che non mi piace troppo. Nulla di particolarmente grave, ovvio. E solo che mi trovo da un pò di tempo in uno stato di piattume. Non parlo di qualcosa in particolare: amore, lavoro, famiglia, amici.... no, non è una cosa singola, piuttosto un assieme di aspetti che, sommati lun laltro, mi fanno capire che sono un pò fermo. Forse è colpa del 2006, anno troppo ricco di novità, viaggi, nuove persone, per passare inosservato... Può essere che questa sia solo una normale fase di stasi, che tra un pò, magari con larrivo della primavera, tutto riparta. Intanto però... mah, devo cercare degli stimoli nuovi. Ogni tanto mi viene in mente quel bottone di "reset" che un caro amico dice di riuscire a far funzionare con discreto successo. Magari non lo vorrei neppure un vero e proprio reset. Ci penso Credo comunque che, una delle cose più importanti che una persona deve capire, è che occorre smettere di comportarsi come gli altri si aspettano tu faccia. E un primo modo per fuggire alla piatta immagine che nel tempo abbiamo consolidato attorno a noi stessi.
Leggevo i nomi dei cantanti che parteciperanno a Sanremo quest anno. Ci sono anche dei nomi interessanti: Eugenio Bennato; Sergio Cammariere; Frankie Hi Nrg (!!!!); Max Gazzè; vabbè..Grignani...; Tiromancino; eheh Tricarico
E le solite "novità: Bertè, Cutugno (argh), Little Tony, Minghi, Zarrillo.
In più...MENEGUZZI... TATANGELO ghgh
Altri: Mietta, Finley, Giò di Tonno (chi seo) e Lola Ponce (quella del gobbo!), Laura, Mietta.
Però qualcuno si salva dai (secondo me vedi prima lista)
Per me un personaggio più indigesto della mostarda, più inascoltabile dello stridìo del gesso sulla lavagna. Artista questo? Ma che cavolo di musica fa? Avete mai ascoltato i testi? Raccogliamo le firme per favore, esiliamolo... Purtroppo capita che la radio ci proponga qualche pezzo del suo nuovo "album"... sono minuti atroci.
Per caso qualcuno che passa per questo blog è un ascoltatore/ascoltatrice di questo elemento? Se "si" lasciatemi un commento: voglio conoscerti.
Ho perso la pausa pranzo per ricopiarlo dal libro: adesso leggete, eh!!!
Per via delle dentiere Malachy finisce al Barrington’s Hospital e io finisco sotto i ferri. Nel cuore della notte mio fratello mi sussura: perché non andiamo giù e ci proviamo le dentiere di mamma e papà? Le dentiere sono così grandi che non riusciamo a farle intrare in nessun modo, ma Malachy non intende rinunciare. Si ficca a forza in bocca i denti di papà poi però non riesce a tirarli fuori. Ha le labbra tutte tese e i denti che fanno un sorrisone. Siccome sembra il mostro di un film mi viene da ridere ma lui grugnisce: ac, ac, ac e tenta di toglierseli mentre gli spuntano le lacrime agli occhi. Più fa ac, ac, più rido forte e a un certo punto papà ci chiama dal piano di sopra: bambini cosa state combinando? Malachy corre su per le scale e io sento mamma e papà ridere finchè non si rendono conto che Malachy rischia di soffocare. Prima uno poi l’altra gli infilano le dita in bocca per tentare di tirare fuori la dentiera ma Malachy si spaventa e continua a fare ac, ac disperato. Bisogna portarlo all’ospedale, conclude mamma, e papà dice che ce lo porta lui. Io devo accompagnarlo nel caso in cui il dottore voglia sapere com’è andata perché essendo io più grande di Malachy significa che tutto quel pasticcio è colpa mia. Papà corre con Malachy in braccio e io cerco di tenergli dietro. Da sopra la spalla di papà mio fratello mi guarda con le guance rigate di lacrime e la dentiera che gli scoppia in bocca e mi si stringe il cuore. Al Barrington’s Hospital il dottore dice: non c’è problema. Gli versa dell’olio in bocca e in un batter d’occhio estrae la dentiera. Poi mi guarda e domanda a papà: perché quel bambino sta lì con la bocca aperta? E’ un vizio che ha, risponde papà. Vieni un po’ qui, mi fa il dottore. Mi guarda dentro il naso, nelle orecchie e in gola e mi palpa il collo. Le tonsille, sentenzia. E le adenoidi. Bisogna toglierle.Prima è meglio è, sennò quando cresce con quella bocca a ciabatta sembrerà scemo. Il giorno dopo Malachy riceve in regalo una bella caramellona per essersi ficcato in bocca una dentiera che non riusciva a levarsi, metre io devo andare in ospedale a farmi fare un’operazione che mi chiuderà la bocca.