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GreatFang, 29 anni
spritzino di Mestre
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mercoledì 3 settembre 2008 - ore 19:24


LASSU’ SUI MONTI...mangiando e bevendo...LILLO’S HERITAGE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Qualche foto dal w-e montano...con taaaaaanta nostalgia....



Dalla casa patronale


Baita dolce Baita


La notte che ci perdemmo nel bosco...perchè io sembro un diavolo e la cosa mi ricorda una copertina dei Black Sabbath?


La follia nei boschi...alcool o bisogno di far legna? Si dice che il Butz abbia un gran tronco e Lillo debba rimpinguare la scorta per l’inverno...


La baita è sempre la baita

Sono un uomo semplice...lasciatemi vivere in maniera semplice...



...e Lillo che mi ringraziava per averlo convinto a tornare su...e io che lo ringraziavo per avermici riportato...

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martedì 2 settembre 2008 - ore 10:28


...aspetta ancora un po’...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Grigio.
La prima pioggia di settembre.
Sarei rimasto a letto a tempo indeterminato, magari tirandomi addosso una coperta leggera.
La prima pioggia di settembre.
Il cielo grigio.
Cammino lentamente, tentando di prolungare il tragitto, di procrastinare la vita.
La vita che blocca, che inchioda, inquadra, che inscatola e confeziona e lenta cancella i tratti dal volto.
Cielo grigio.
La prima pioggia di settembre.
Sarei rimasto così, a lasciarla scorrere, a lavar via qualche peccato, a lenire qualche dolore, chiedendomi se a volte il Lete non scorra sopra la nostra testa anziché sotto i nostri piedi.
Allora sciogli i nodi dentro me e lasciami respirare.
Lasciami svanire poco a poco.
Lasciami dissolvere piano, piano come non fossi mai stato.
Mi rasserena un po’ questo tempo.
Ma la magia ha le ali delicate, troppo delicate…
in un cielo grigio di settembre.



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lunedì 1 settembre 2008 - ore 13:41


aspettando che in questo cielo torni il sereno...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una passeggiata in mezzo al bosco, da ubriachi, di notte, può essere rischiosa ma può anche regalarti dei frammenti d’infinito.
Così guardi in alto e le nuvole si fanno da parte per un po’.
Le stelle lentamente esplodono, una a una, e tu, cittadino, ti senti piccolo e insignificante, un po’ perso, un po’ solo.
Ma è solo un attimo.
Piano, piano cominci a realizzare che sei piccolo si, ma fai parte del tutto e le stelle paiono indicarti la via di casa.
Sei un po’ meno perso, un po’ meno solo.
Ed il cuore diventa per un attimo immenso senza fare male.

Davanti il fuoco tutta la notte.
La legna, le braci.
La carne.
Il vino.
Il cielo spezzato dai rami che schiarisce al mattino.
Il silenzio dei piccoli rumori.
La quiete.

Vorrei essere salito con un animo più sereno ma l’odore di resina mi ha comunque giovato.

Prova a sederti su un vecchio ceppo ed aspettare.
Non succederà niente…
Fino a quando non ti accorgerai che tutto sta accadendo.
Sotto un sasso, dietro una foglia, dentro la corteccia, in alto tra i rami e, si, anche dentro di te.

Già mi manca quel posto dove ogni rumore è silenzio ed ogni silenzio è una vita segreta che tranquilla scorre.


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venerdì 29 agosto 2008 - ore 17:28


…come il Biondo…
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E così passi una buona parte del tuo tempo a corazzarti, a imparare a non far trasparire niente.
Esigenza o condizionamento socioculturale che differenza fa?
Poi ogni tanto capita, e la maschera cade giù.
Fa un effetto strano, doloroso e liberatorio allo stesso tempo.
Passa poco tempo però, e già devi rimettere su il teatrino.
Chi te lo fa fare?
Pochi si accorgono delle crepe, quei pochi pronti a raccogliere i cocci.
Ma domani cosa fai?
Su il cappello, un sigaro in bocca e gli occhi freddi, fissi.



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mercoledì 27 agosto 2008 - ore 12:03


CONSIDERAZIONI SULL’ECOSISTEMA DELLA SAVANA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alle volte vorresti passare attraverso la vita degli altri leggero, senza peso, come una brezza, come un vento che muove appena le foglie, senza far danno.
Non è sempre così.
La vita delle altre persone è spesso un salotto di cristallo in cui ti infili un po’ maldestro.
Quando hai trovato il tuo posto puoi star lì e godertelo.
È quando si fa tardi ed è ora di uscire e non sai più come muoverti che ti accorgi di quanto sia delicato e fragile tutto quello che ti circonda.
Se passassimo leggeri come un vento che non muove foglia non lasceremmo traccia ma forse le relazioni umane non sono così. Non lo sono quelle che vale la pena di vivere.
È difficile accettare di poter ferire una persona o di essere feriti.
Il più delle volte non vogliamo pensarci, non vogliamo che questo ci impedisca di avere rapporti con gli altri.
Non so se sia egoismo o semplice immaturità. Non che le due siano mutamente escludentisi.
Credo che la vera colpa non sia nel rischiare ma nel non tenere conto dei rischi, fingere che non ci siano.
Non ho risposte, ne grandi certezze. Ogni giorno imparo. Ogni giorno faccio qualche danno e qualcuno ne fa a me.

…ogni giorno una gazzella si sveglia e pensa “’cazz mi metto a correre che ce ne sono altre 299 di gazzelle qua intorno? Vuoi che becchi proprio me?”…e poi muore…
…ogni giorno un leone si sveglia e pensa: “fortuna che su 300 gazzelle almeno una è rincoglionita quel che basta…”

Dicono che si chiami vita.








REDEFINE
(Soil)

FIRST SIGHT
Turns me around again
Brings me face to face with my sin
I’ve got it, always had it
A reason to look within now
TAKE FLIGHT
To your sun again
Burns the sin straight from my hands
I’ve got it, always had it
A reason to live within now

Every time I fall
You catch me
And every time I lose control
You help me, you save me
And every time I lose myself
You find me, redefine me

MY GOD
How stained my hands have been
Makes me sick from inside out again
I’ve got it, always had it
A reason to look within now
STAND CLOSE
To my side again
Never stuck a knife in my back, friend
I’ve got it, always had it
A reason to live within now

Somebody to make me feel whole again
(better)
Somebody to make me want to love again
(my life gets better)
Somebody to make me see the sun again
(my life gets better)
Somebody to hold me, hold me
Until this life feels better

Every time I fall
And every time I lose control
You help me, you save me
And every time I lose myself
You find me, redefine me
And every time I hate myself
You love me, forgive me
And every time I lose myself
You find me, redefine me


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martedì 26 agosto 2008 - ore 10:29


solo una brutta giornata che si trascina da un po’...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Osservare l’uscita dal fondo del barile è scomodo e avvilente.
Manca l’aria.
È in momenti come questo che mi sembra incredibile la serenità che avevo conquistato.
E rifletto su quanto sia facile perderla. Troppo facile.
Non so quale sia la mia paura più grande adesso ma ricordo fin troppo bene la sensazione di una gabbia dalla quale dover uscire a tutti i costi.
Ricordo gli sforzi sfibranti per recuperare me stesso.
È un assurdo carosello di dolore in parte auto inflitto.
Lentamente, una spanna alla volta, ripercorrere il corridoio buio, come da bambino.
Non è piacevole svegliarsi nel cuore della notte e trovare appollaiata sulla testiera del letto la paura, pronta a beccarti gli occhi.
Non lo è nemmeno un cielo azzurro che non ti rasserena come poco tempo fa.
Una lotta continua.
Già vissuta.

Bussa alle tempie
E lenta scende nella gola
Glutinosa miscela di schegge
Striscia graffiando
Sorridente stringe un cappio
Alla bocca del mio stomaco



In qualche modo sopravviverò…


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giovedì 21 agosto 2008 - ore 12:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


mph


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mercoledì 20 agosto 2008 - ore 12:41


HERE I AM, ROCKING LIKE AN HURRICANE!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


pam-papaam..papapaam..papapaam..papapaam!..alla facciazza ce la si fa again!
non so dove sia la falla ma si torna a galla....

tradotto: -musichetta di Guerre Stellari- evviva ci riesco di nuovo!
non so dove sia il baco nel sistema ma riesco nuovamente a collegarmi da lavoro!


Nel frattempo il tempo qui è uno zozzone e da sgobbare me ne resta fin troppo.
Se Dio o chi per lui vuole, dovrei riuscire a vedere la luce di questo ennesimo tunnel...o del treno che allegramente mi corre incontro.


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martedì 19 agosto 2008 - ore 20:58


WHAT THE HELL!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Senza spritz.it il mio rendimento a lavoro aumenta esponenzialmente di giorno in giorno...

NO VA PAR GNENTE BEN


...non sono pagato abbastanza per essere così produttivo, cazzo!

Ovviamente mi sono preso indietro e ora pago le conseguenze della mia accidia lavorando a ritmi da miniera russa.

Ciononostante sono un drago e sto facendo numeri, per la precisione il mio ultimo lavoro è già arrivato a 470 pagine... Signore pietà, fa che finisca presto...

***


E’ una sensazione sgradevole, un groppo allo stomaco che non va via.
Molto tempo fa mi ripromisi che non avrei più ceduto a cose simili.
Ho camminato più di una volta sull’orlo delle mie paranoie e non è stato mai piacevole.
Sono sempre riuscito a venirne fuori, da solo vorrei dire ma devo riconosce che ho sempre avuto la fortuna di sapere che c’erano, e ci sono persone, che in un modo o nell’altro, magari senza saperlo, mi hanno aiutato...e continuano a farlo.
Ho sempre detestato questa cosa.
Ho sempre desiderato essere in grado di attraversare il corridoio buio da solo. Completamente da solo.
Non mi sono mai perdonato le volte in cui ho chiesto aiuto.
Tuttavia sono arrivato alla conclusione che non c’è debolezza più grande che non riconoscere le proprie fragilità.
Il delirio di onnipotenza non fa parte delle mie già numerose turbe ma se c’è una forza che posso riconoscermi è questa.
E’ un orgoglio testardo il mio, eppure non cieco.
E’ una sensazione sgradevole ma passerà anche questa.

***


Oh-oh-oh...other stuffs from Eire!











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lunedì 18 agosto 2008 - ore 21:59


ECCO...LO SAPEVO...CAZZ!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E così accadde: a lavoro riuscirono a trovare il modo di bloccarmi spritz.it ... giorno funesto

Che dire? Qualche foto dell’Irlanda...a caso...

















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