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ORA VORREI TANTO...

Poter fare tutto quello che vorrei, solo che le cose sono talmente tante che non riesco a starci dietro...dovrei sdoppiarmi in 400...! :S



...E MOLTO ALTRO ANCORA...!






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UN PO’ DI TUTTO...!




LA MIA REALTA’...
e il mondo che mi circonda...!






OGGI IL MIO UMORE E'...





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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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giovedì 8 maggio 2008 - ore 08:27


Non lo sapevo....!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
"Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" fu la parola d’ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.
La storia del primo Maggio rappresenta, oggi, il segno delle trasformazioni che hanno caratterizzato i flussi politici e sociali all’interno del movimento operaio dalla fine del secolo scorso in poi.

Le origini

Dal congresso dell’Associazione internazionale dei lavoratori - la Prima Internazionale - riunito a Ginevra nel settembre 1866, scaturì una proposta concreta: "otto ore come limite legale dell’attività lavorativa".
A sviluppare un grande movimento di lotta sulla questione delle otto ore furono soprattutto le organizzazioni dei lavoratori statunitensi. Lo Stato dell’Illinois, nel 1866, approvò una legge che introduceva la giornata lavorativa di otto ore, ma con limitazioni tali da impedirne l’estesa ed effettiva applicazione. L’entrata in vigore della legge era stata fissata per il 1 Maggio 1867 e per quel giorno venne organizzata a Chicago una grande manifestazione. Diecimila lavoratori diedero vita al più grande corteo mai visto per le strade della città americana.
Nell’ottobre del 1884 la Federation of Organized Trades and Labour Unions indicò nel 1 Maggio 1886 la data limite, a partire dalla quale gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare più di otto ore al giorno.

1886: I "martiri di Chicago"

Il 1 Maggio 1886 cadeva di sabato, allora giornata lavorativa, ma in dodicimila fabbriche degli Stati Uniti 400 mila lavoratori incrociarono le braccia. Nella sola Chicago scioperarono e parteciparono al grande corteo in 80 mila. Tutto si svolse pacificamente, ma nei giorni successivi scioperi e manifestazioni proseguirono e nelle principali città industriali americane la tensione si fece sempre più acuta. Il lunedì la polizia fece fuoco contro i dimostranti radunati davanti ad una fabbrica per protestare contro i licenziamenti, provocando quattro morti. Per protesta fu indetta una manifestazione per il giorno dopo, durante la quale, mentre la polizia si avvicinava al palco degli oratori per interrompere il comizio, fu lanciata una bomba. I poliziotti aprirono il fuoco sulla folla. Alla fine si contarono otto morti e numerosi feriti. Il giorno dopo a Milwaukee la polizia sparò contro i manifestanti (operai polacchi) provocando nove vittime. Una feroce ondata repressiva si abbatté contro le organizzazioni sindacali e politiche dei lavoratori, le cui sedi furono devastate e chiuse e i cui dirigenti vennero arrestati. Per i fatti di Chicago furono condannati a morte otto noti esponenti anarchici malgrado non ci fossero prove della loro partecipazione all’attentato. Due di loro ebbero la pena commutata in ergastolo, uno venne trovato morto in cella, gli altri quattro furono impiccati in carcere l’11 novembre 1887. Il ricordo dei "martiri di Chicago" era diventato simbolo di lotta per le otto ore e riviveva nella giornata ad essa dedicata: il 1 Maggio.

1890: 1 maggio, per la prima volta manifestazione simultanea in tutto il mondo

Il 20 luglio 1889 il congresso costitutivo della Seconda Internazionale, riunito a Parigi, decise che "una grande manifestazione sarebbe stata organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente i tutti i paesi e in tute le città, i lavoratori avrebbero chiesto alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore".
La scelta cadde sul primo Maggio dell’anno successivo, appunto per il valore simbolico che quella giornata aveva assunto.
In Italia come negli altri Paesi il grande successo del 1 Maggio, concepita come manifestazione straordinaria e unica, indusse le organizzazioni operaie e socialiste a rinnovare l’evento anche per 1891.
Nella capitale la manifestazione era stata convocata in pazza Santa Croce in Gerusalemme, nel pressi di S.Giovanni. La tensione era alta, ci furono tumulti che provocarono diversi morti e feriti e centinaia di arresti tra i manifestanti.
Nel resto d’Italia e del mondo la replica del 1 Maggio ebbe uno svolgimento più tranquillo. Lo spirito di quella giornata si stava radicando nelle coscienze dei lavoratori.

1891: la festa dei lavoratori diventa permanente

Nell’agosto del 1891 il II congresso dell’Internazionale, riunito a Bruxelles, assunse la decisione di rendere permanente la ricorrenza. D’ora in avanti il 1 Maggio sarebbe stato la "festa dei lavoratori di tutti i paesi, nella quale i lavoratori dovevano manifestare la comunanza delle loro rivendicazioni e della loro solidarietà".

Il primo maggio durante il fascismo

Nel nostro Paese il fascismo decise la soppressione del 1 Maggio, che durante il ventennio fu fatto coincidere il con la celebrazione del 21 aprile, il cosiddetto Natale di Roma. Mentre la festa del lavoro assume una connotazione quanto mai "sovversiva", divenendo occasione per esprimere in forme diverse (dal garofano rosso all’occhiello, alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alla riunione in osteria) l’opposizione al regime. Il 1 Maggio tornò a celebrarsi nel 1945, sei giorno dopo la liberazione dell’Italia.

1947: L’eccidio di Portella della Ginestra

La pagina più sanguinosa della festa del lavoro venne scritta nel 1947 a Portella della Ginestra, dove circa duemila persone del movimento contadino si erano date appuntamento per festeggiare la fine della dittatura e il ripristino delle libertà, mentre cadevano i secolari privilegi di pochi, dopo anni di sottomissione a un potere feudale. La banda Giuliano fece fuoco tra la folla, provocando undici morti e oltre cinquanta feriti. La Cgil proclamò lo sciopero generale e puntò il dito contro "la volontà dei latifondisti siciliani di soffocare nel sangue le organizzazioni dei lavoratori".
La strage di Portella delle Ginestre, secondo l’allora ministro dell’Interno, Mario Scelba, chiamato a rispondere davanti all’Assemblea Costituente, non fu un delitto politico. Ma nel 1949 il bandito Giuliano scrisse una lettera ai giornali e alla polizia per rivendicare lo scopo politico della sua strage. Il 14 luglio 1950 il bandito fu ucciso dal suo luogotenente, Gaspare Pisciotta, il quale a sua volta fu avvelenato in carcere il 9 febbraio del 1954 dopo aver pronunciato clamorose rivelazioni sui mandanti della strage di Portella.

Il primo Maggio oggi

Le profonde trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini, la progressiva omogeneizzazione delle abitudini hanno profondamente cambiato il significato di una ricorrenza che aveva sempre esaltato la distinzione della classe operaia. Il modo di celebrare il 1 maggio è quindi cambiato nel corso degli anni.
Da diversi anni Cgil, Cisl, Uil hanno scelto di celebrare la giornata del 1 Maggio promovendo una manifestazione nazionale dedicata ad uno specifico tema. E’ diventato un appuntamento anche il tradizionale concerto rock che i sindacati confederali organizzano in piazza San Giovanni a Roma .



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mercoledì 7 maggio 2008 - ore 22:08


Il mio PRIMO...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


45 giri ...REGALATO...! Grazie Tubet ...! BELLA LI’!



DLH POSSE

TUBET MYSPACE



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mercoledì 7 maggio 2008 - ore 10:24


PER TE!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chief & Soci Ft. Irene La Medica - Vivrei di te



Io che vivrei per te

Vivrei di te, ora che muoio per te (io vivrei di te)
Muoio per te, ora che vivrei di te
Vivrei di te, ora che muoio per te (ora che muoio per te)
Muoio per te, ora che vivrei di te

Immerso nel buio di una vita intensa
lego assieme versi sciolti che vagano per la mia stanza
su carta bianca prendono forma, ricordi
colpiscono il mio spirito che piu’ non sogna.
Lo sguardo fermo sulle ombre di quegli attimi
causa scompensi ritmici, ne riconosco i sintomi
dai battiti che pulsano sulle mie tempie
un soffio vitale riempie il vuoto dato da immagini spente
compiendo in me il piu’ grosso mistero
il cui segreto e’ celato da un velo
e quel soffio era spinto lontano da questo emisfero
tracciando un sentiero percorso
da milioni di persone in cerca del vero
un coro, mille voci mi accompagnano, ristagnano
ma e’ unica quella che cerco quando i miei occhi si bagnano,
e sanguinano, ferite che piu’ non si rimarginano
lasciando cicatrici che non si cancellano.

Vivrei di te, ora che muoio per te (io vivrei di te)
Muoio per te, ora che vivrei di te (ora che muoio per te)
Vivrei di te, ora che muoio per te (io vivrei di te)
Muoio per te, ora che vivrei di te
Puo’ liberare

Da allora quella voce e’ sempre piu’ presente
riecheggia costantemente, miscelandosi, fondendosi
successivamente con il mio istinto latente,
rendendosi un indispensabile sorgente dove infondere la mia presenza per dissolvere
i castelli che il male ha gia’ costruito sul mio credere.
In questa unione sacra sprigiono tutta l’energia del primo Shakra
come se l’anima fosse stata purificata e data verificabile,
gia’ in quei giorni il cambiamento era visibile
ora e’ passibile, forse voglio l’impossibile
ma chiedo di ascoltare ancora quel sussurro irripetibile
ormai introvabile,
perso nei meandri profondi di una memoria comune troppo labile
cerco ancora dentro me, ma ne e’ rimasto solo l’eco
e le mie labbra si coprono di un sorriso bieco.

Vivrei di te, ora che muoio per te (io vivrei di te)
Muoio per te, ora che vivrei di te (ora che muoio per te)
Vivrei di te, ora che muoio per te (io vivrei di te)
Muoio per te, ora che vivrei di te

Puo’ liberare, far respirare
(4 volte)

Ma il mio spirito e’ ormai stanco, cerca conforto
come una nave nella tempesta cerca riparo in un porto
per cui mi chiudo in un covo segreto
lasciando il mondo in sospeso,
bloccando dietro di me la porta per il concreto
ma ormai non vedo piu’ nessun riflesso
anche qui quell’immagine ha perso il suo posto
quindi annego il dolore in un mare di sensazioni
e sul fondo di questo che la ritrovo tra mille tesori
di valore inestimabili, mi cingo forte a lei con legami indistricabili
credimi, tutto questo non accade spesso
ma basta a colmare il vuoto del mio universo.

Vivrei di te, ora che muoio per te (io vivrei di te)
Muoio per te, ora che vivrei di te (ora che muoio per te)
Vivrei di te, ora che muoio per te (io vivrei di te)
Muoio per te, ora che vivrei di te

Puo’ liberare, far respirare
(8 volte)


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mercoledì 7 maggio 2008 - ore 09:54


WOOOAAAAHHHH! FANTASTICO...!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


COR VELENO - COCCOBILL




SPETTACOLO!!!!


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martedì 29 aprile 2008 - ore 18:33


THERE IS A SEA INSIDE OF ME!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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lunedì 28 aprile 2008 - ore 18:34


Allucinante....!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


VIENNA (Reuters) - L’austriaco 73enne accusato di aver abusato per decenni della figlia ha ammesso di averla tenuta prigioniera per 24 anni in un seminterrato senza finestre e di aver fatto con lei sette bambini. Lo ha riferito oggi la polizia.

"Ha ammesso di aver tenuto la figlia prigioniera per 24 anni, di essere il padre dei suoi sette figli e di averli tenuti nella cantina", ha spiegato telefonicamente a Reuters Franz Polzer, capo dell’unità anticrimine austriaca.

La polizia ha comunicato ieri che la donna, identificata come la 42enne Elisabeth F, aveva dichiarato che il padre Josef l’aveva segregata nella cantina della casa in cui vivevano nella città di Amstetten nel 1984, e che l’aveva drogata e bendata prima di imprigionarla.

Tre dei figli dopo le violenza sessuali sono stati tenuti prigionieri dalla nascita nella cantina insieme alla madre e non hanno mai visto la luce del sole né hanno ricevuto alcuna istruzione, secondo quanto riferito dalla polizia.

La storia è venuta alla luce quando una ragazza 19enne -- la più grande dei tre -- si è ammalata gravemente ed è stata portata in ospedale.

I medici avevano chiesto di contattare la madre, che si credeva fosse scomparsa, per saperne di più della storia medica della ragazza.

Josef ha quindi fatto uscire dalla cantina Elisabeth e gli altri suoi due figli, dicendo alla moglie che la loro figlia "scomparsa" aveva deciso di tornare a casa, secondo quel che ha riferito la polizia.

Elisabeth, dopo aver ricevuto l’assicurazione che non avrebbe avuto più alcun contatto col padre, che l’avrebbe violentata da quando aveva 11 anni, ha accettato di rilasciare una "completa dichiarazione" fornendo alla polizia i dettagli della sua disavventura.

I titoli dei quotidiani hanno definito il caso il "crimine di un mostro" e il "peggior crimine di tutti i tempi", domandandosi come le autorità e gli abitanti di Amstetten, 130 chilometri a ovest di Vienna, abbiano potuto non accorgersi del "martirio nella casa degli orrori" che avveniva sotto i loro piedi.

Il caso è ancora più scioccante perché riecheggia quello dell’austriaca Natascha Kampusch, che trascorse otto anni imprigionata in una cella senza finestre prima di riuscire a fuggire nel 2006.

La moglie di Josef, Rosemary, era ignara di quel che era accaduto alla figlia dal giorno della sua scomparsa nel 1984 e riteneva che Elisabeth fosse scappata di casa volontariamente quando i genitori ricevettero una sua lettera che chiedeva loro di non cercarla.

Ma in tutto quel tempo Elizabeth era stata tenuta prigioniera in quel che viene descritta come una sofisticata rete di camere con locali per dormire, cucinare, lavarsi.

Elisabeth ha dato alla luce sette figli, uno dei quali morì subito dopo la nascita, secondo quel che ha riferito la polizia.

Tre dei figli più piccoli sono stati portati su da Josef, dopo che erano stati lasciati davanti alla casa di famiglia. Insieme al primo figlio c’era un biglietto scritto da Elisabeth in cui diceva che non era in grado di accudire il neonato da sola.

Altri tre, fra i quali i più grandi, di 18 e 19 anni, e il più piccolo, di 5 anni, sono rimasti chiusi nella cantina con la madre dalla nascita.


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lunedì 21 aprile 2008 - ore 09:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Grandmaster Flash & The Furious Five - The Message





[Verse 1: ]
Broken glass everywhere!
People pissin on the stairs ya know they jus dont care,
I cant take the smell,
Cant the noise,
Got no money to move out,
I guess i got no choice
Rats in the front room, roaches in the back
Junkies in the alley wit a baseball bat
I tried to get away, but I couldnt get far
Cause the man with the tow-truck repossessed my car

[Chorus: ]
Dont push me, cause Im close to the edge
Im trying not to loose my head,uh huh huh huh huh
Its like a jungle sometimes, it makes me wonder
How I keep from going under

[Verse 2: ]
Standing on the front stoop
Hangin out the window
Watching all the cars go by
Roaring as the breezes blow
Crazy lady, livin in a bag
Eating out of garbage piles
Used to be a fag-hag
Search and test a tango
Skips the life and then go
To search a prince to see the last of senses
Down at the peepshow, watching all the creeps
So she can tell the stories to the girls back home
She went to the city and got so so so ditty
She had to get a pimp
She couldnt make it on her own

[Chorus: ]
Dont push me, cause Im close to the edge
Im trying not to loose my head,uh huh huh huh huh
(Its like a jungle sometimes, it makes me wonder
How I keep from going under) [x2]

[Verse 3: ]
My brothers doing fast on my mothers t.v.
Says she watches to much..is just not healthy
All my children in the daytime
Dallas at night
Cant even see the game or the sugar ray fight
Bill collectors they ring my phone
And scare my wife when Im not home
Got a bum education
Double-digit inflation
Cant take the train to the job theres a strike at the station
Me on king kong standin on my back
Cant stop to turn around, broke my sacroiliac
Midrange, migraine, cancered membrane
Sometimes I think Im going insane, I swear I might
Hijack a plane!

[Chorus: ]
Dont push me, cause Im close to the edge
Im trying not to loose my head
(Its like a jungle sometimes, it makes me wonder
How I keep from going under) [x2]


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mercoledì 16 aprile 2008 - ore 16:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")


a tribe called quest feat de la soul - award tour




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martedì 15 aprile 2008 - ore 11:15


Assurdo...!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


(ANSA) - MODENA, 14 APR - Lascia fuori dalla cabina elettorale il cellulare che inizia a suonare con l’inno del Pdl. Un altro elettore lo prende a cinghiate. Sfilatosi la cintura, ha colpito il proprietario del telefono al volto. E’ successo ieri pomeriggio a un votante che si era recato al seggio di via Amundsen, a Modena. Quest’ultimo ha poi sporto denuncia ai carabinieri per la cinghiata ricevuta.

Io dico...Va bene tutto, ma qui non c’è più la libertà di pensiero...!? che inciviltà...! Uno può essere di destra di sinistra o di centro, però non può trattare così chi la pensa diversamente da lui...!


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venerdì 11 aprile 2008 - ore 11:03


Buondì!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Riporto qui un commento che ho fatto su un post fatto il 7 di aprile da Edward! Il suo post diceva:

Ricordati Matthew! L’amore rimane ... il resto è solo un gioco!

E la mia risposta è stata:

ecco, e adesso parto con le mie disquisizioni filosofiche...! Amore per cosa? perché l’amore non è secondo me solo quello che si prova verso una persona che ti accompagna nel tuo cammino della vita, ma è anche quello che provi per le cose che fai, per la tua famiglia, per gli amici, per la musica che ascolti, per la musica che fai, per i disegni e i pezzi seminati per la città, per una bella giornata di sole, per quando senti che fuori piove e c’è il temporale e tu sei sotto le coperte e il piumone al caldo...per il tuo cane che ti saluta saltandoti intorno e abbaiando quando torni a casa dopo essere stata via per qualche giorno, per la gente che conosci in una bella giornata di sole durante una jam o un evento...per la tua continua voglia di fare e di conoscere persone e cose...! questo secondo me è AMORE...e il resto allora che cos’è...!? il resto non è un gioco...per me il resto non è niente...! o potrebbe essere anche tutto...anche l’AMORE!

Sì lo so, forse mi direte che mi faccio troppe pippe mentali...però io sono fatta così...! AMEN!


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