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![]() ika80, $$ anni spritzina di >(°o°)< CHE FACCIO? Creo... Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO ![]() e una poisiola: ![]() ![]() mira il vento che ora è un tormento sali fin su in cima e trovami una rima che cali inaspettata nel momento in cui sei nata per poggiarsi nel sommo istante nel quale io ti vidi distante che con volo farfalloso posavi una ala su un troso la fra nubi e stelle tra le spelacchiotte eri fra le piu belle. (s.p.) HO VISTO ![]() ![]() ![]() STO ASCOLTANDO Una canzone bellissima... se solo avessi il CD ![]() E i miei pensieri. ![]() ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO Jeens e tuta invisibile! ![]() ![]() ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ... ![]() ![]() STO STUDIANDO... la mente altrui... ![]() OGGI IL MIO UMORE E'... FANTASTICO! ![]() ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Everybody hurts Take comfort in your friends Everybody hurts Don’t throw your hand Oh no Don’t throw your hand If you feel like you’re alone No, no, no, you’re not alone... ![]() ![]() Tutte le cose sono belle, e lo diventano ancora di più quando non abbiamo paura di conoscerle e provarle. L’esperienza è la vita con le ali. ![]() . Ch’io abbia la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di distinguere sempre la differenza. .
martedì 28 marzo 2006 - ore 16:57 che jornada! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 28 marzo 2006 - ore 14:13 Lover, You Should’ve Come Over - Jeff Buckley - Looking out the door I see the rain fall upon the funeral mourners Parading in a wake of sad relations as their shoes fill up with water And maybe I’m too young To keep good love from going wrong But tonight you’re on my mind so (you’ll never know) I’m broken down and hungry for your love With no way to feed it Where are you tonight? Child, you know how much I need it. Too young to hold on And too old to just break free and run Sometimes a man gets carried away, When he feels like he should be having his fun And much too blind to see the damage he’s done Sometimes a man must awake to find that, really, He has no-one... So I’ll wait for you... And I’ll burn oh Will I ever see your sweet return, oh/or, will I ever learn? Lover, you should’ve come over ’Cause it’s not too late. Lonely is the room the bed is made The open window lets the rain in Burning in the corner is the only one who dreams he had you with him My body turns and yearns for a sleep that will never come It’s never over, my kingdom for a kiss upon her shoulder It’s never over, all my riches for her smiles when I slept so soft against her... It’s never over, all my blood for the sweetness of her laughter It’s never over, she is the tear that hangs inside my soul forever Maybe I’m just too young to keep good love from going wrong Oh... lover you should’ve come over... ’cause it’s not too late... I feel too young to hold on I’m much too old to break free and run Too deaf, dumb, and blind to see the damage I’ve done Sweet lover, you should’ve come over Oh, love I’m waiting [I waited] for you Lover, you should’ve come over Cause it’s not too late. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 28 marzo 2006 - ore 08:35 anff.. che nostalgia LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 27 marzo 2006 - ore 09:31 Ho assaggiato per la prima volta il Sushi. "In Giappone la parola sushi si riferisce ad una vasta gamma di cibi preparati con riso. Al di fuori del giappone viene spesso inteso come pesce crudo, o come riferimento ad un ristretto genere di cibi giapponesi, come il maki o anche il sashimi (che è pesce servito senza il riso)". buono... a parte che potevano darmi più vino per buttarlo giù!!!!! LEGGI I COMMENTI (15) - PERMALINK venerdì 24 marzo 2006 - ore 11:40 La raffigurazione della Venere dormiente è uno dei soggetti che nel Cinquecento incontrarono più successo, tanto che il tema, dipinto inizialmente da Giorgione, nella tela oggi alla Gemäldegalerie di Dresda, fu più volte ripreso da altri artisti, come Tiziano, il cui dipinto è oggi al Louvre, Palma Vecchio, Lorenzo Lotto, Vincenzo Cariani, Bonifacio Veronese ed altri. ![]() Giorgione. Cranach. ![]() Tiziano. Paris Bordon. ![]() Varotari (Padovanino). LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK mercoledì 22 marzo 2006 - ore 14:52 Tratto da "Il piccolo principe" scritto da Antoine de Saint-Exupéry. "...in quel momento apparve la volpe: "Buon giorno". "Buon giorno" disse gentilmente il piccolo principe voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "...sotto il melo". "Chi sei?" chiese il piccolo principe, "Sono una volpe", disse la volpe. "Vieni a giocare con me?", le propose il piccolo principe "sono così triste...". "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah, scusa!", fece il piccolo principe. "Che cosa vuol dire addomesticare?" "E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami". "Creare di legami?". "Certo", disse la volpe, "tu, fino ad ora, per me non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. (...) Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana come una musica. E poi guarda! Vedi laggiù in fondo dei campi di grano? Io non mangio il pane, e per me il grano è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano..." La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore ... addomesticami", disse. "Volentieri, che bisogna fare?", domandò il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino...". Il piccolo principe ritornò l’indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincio ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... ci vogliono i riti". "Che cos’è un rito?", disse il piccolo principe. "Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe."E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore" (...) Così il piccolo principe addomesticò la volpe ... E quando l’ora della partenza del piccolo principe fu vicina: "Ah!", disse la volpe, "... piangerò". "La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi e che diventassimo amici...". "E’ vero", disse la volpe. "Ma sapevi che avresti pianto!", disse il piccolo principe. "Certo", disse la volpe. "Ma allora che ci guadagni?" "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano". ![]() Il Piccolo Principe vive solo, su un pianeta davvero minuscolo, ma felice perché ha la compagnia di una rosa, la sua rosa, che protegge dal freddo e dai bruchi, che innaffia regolarmente, che accudisce. Si sono addomesticati, il Piccolo Principe e la sua rosa, perché è il tempo che ha perduto per lei che l’ha resa così importante. E’ questo fatto di addomesticarsi, di creare dei legami, il succo di tutto; ogni amicizia è unica, così come quella del Piccolo Principe con la volpe, perché, una volta addomesticati, sapevano riconoscersi a distanza. La volpe associava il colore del grano ai capelli del Piccolo Principe, ed una cosa che prima per lei non significava nulla (il grano appunto), in questo nuovo contesto era motivo di gioco. Invece gli uomini non ragionano così. Ogni discorso verte attorno a dei numeri, dei calcoli, dei tornaconti; e sugli altri pianeti dell’Universo le cose non procedono diversamente dalla Terra. Gli adulti si dimenticano di quando furono bambini, e non sanno più guardare al di là dell’apparenza, con un linguaggio diverso da quello visivo. Dobbiamo imparare che, come insegna il Piccolo Principe, l’essenziale è invisibile agli occhi. LEGGI I COMMENTI (13) - PERMALINK mercoledì 22 marzo 2006 - ore 12:19 Oltre i binari. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 22 marzo 2006 - ore 08:05 (categoria: " Vita Quotidiana ") Squame attaccate! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 21 marzo 2006 - ore 16:44 Ti ho sognata ![]() Ti ho sognata mi sei apparsa sopra i rami passando vicino alla luna tra una nuvola e laltra andavi, e io ti seguivo ti fermavi e io mi fermavo, mi fermavo, e tu ti fermavi, mi guardavi e io ti guardavo ti guardavo e tu mi guardavi poi tutto è finito. Nazim Hikmet. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 21 marzo 2006 - ore 10:44 Infiorescenza. LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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